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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Beni e Lavori Pubblici. Catasto

Livello: serie

Estremi cronologici: 1860 - 1861

Consistenza: 2 unità

L'introduzione del Catasto, come ricorda Salvatore Bongi, non fu un'operazione automatica in quanto i lavori si presentavano ben più complessi di quello che erano stati preventivati «i vizi di tal lavoro erano tanti, e così chiari furono gli inconvenienti che ne derivarono nell'applicazione, che fino dai primi giorni fu ritenuto doversi al più presto sostituire con un vero e proprio catasto geometrico». I lavori per l'attuazione del «nuovo catasto» durante il Ducato furono piuttosto complessi e, come si è osservato procedettero molto a rilento e con scarsi risutati. Un'ordinanza del 24 agosto 1844 prorogò i termini assegnati per l'esecuzione delle volture 1 e un analogo documento del 17 giugno 1845 «interessando sommamente e per molti rispetti chell'opera della Riforma del Catasto abbia col minore aggravio della pubblica finanza sollecito compimento» stabilì le modalità per il completamento delle attività, anche in riferimento agli oneri per le persone interessate 2 . Per gli ultimi avvenimenti relativi a questa materia, chiudiamo ancora con le parole di Bongi: «il 17 giugno 1845 si riunirono i due Catasti, nominando Ispettore generale della Riforma i Conservatore del Catasto Vecchio e ordinando che gli uffici avessero una residenza sola. Dopo l'unione al Granducato, la Direzione Catastale lucchese fu disciolta, essendo sottoposta alla Direzione generale del Censimento Toscano residente in Firenze (17 gennaio 1850).
La parte che dicevasi di Conservazione passò allora negli Offizi o Cancellerie del Censo, che secondo il sistema toscano si vollero introdurre a principiare col 1850» 3 .
In data 11 maggio 1855, a seguito delle istanze presentate da alcuni municipi lucchesi per far includere in determinati fabbricati non descritti nei propri catasti, venne decretato che nei territori di Lucca, Viareggio e Bagno a Corsena non vi sarebbero stati ritardi nella compilazione e nell'inserimento del Campione di tutti i fabbricati 4 che non erano stati inseriti nel catasto (art. I). Nei territori sopra citati, inoltre, veniva previsto che fino all'attivazione del Catasto non sarebbe stata considerata la «perequazione» della Tassa Prediale tra i Comuni del Granducato (art. III); le stime dovevano essere effettuate secondo i sistemi del catasto Toscano e ogni confronto doveva essere approvato dal Direttore Generale del Pubblico Censimento (art. IV) mentre delPesecuzione del decreto veniva incaricato il Ministro Segretario di Stato per il Dipartimento delle Finanze, del Commercio e dei Lavori Pubblici che al tempo era G. Baldasseroni 5 .


237 (V.s.: non esiste.)
(Tit. int) Libro delle Sezioni della Comunità di Capannori
Il registro, molto in pessimo stato di conservazione, contiene i dati catastali organizzati alfabeticamente in particelle su scala 1-2000.
Il lavoro fu effettuato nel periodo che intercorse tra il 1860 ed il 1882.
Reg. cart. in folio, leg. in cartone, di pp. nn.
1860
238 (V.s.: non esiste.)
(Tit. int) Libro delle Sezioni della Comunità di Capannori
Il registro, molto rovinato, contiene i dati catastali organizzati alfabeticamente in particelle su scala 1-2000.
Il lavoro fu effettuato nel periodo che intercorse tra il 1861 ed il 1880.
Reg. cart. in folio, leg. in cartone, di pp. nn.
1861