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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Stato civile

Livello: serie

Estremi cronologici: 1849 - 1865

Consistenza: 17 unità

La redazione di tutti gli atti di stato civile spettava al podestà: egli era il solo ufficiale dello stato civile e depositario dei registri nel comune. Il governo destinava il capo del comune per formare e tenere i registri dello stato civile e gli accordava la facoltà di delegare, previa superiore approvazione. I registri suddetti, scritti sopra carta bollata erano tenuti in duplice copia; a ciascuna tipologia di atti o di cittadinanza o di matrimonio (per i quali sono previsti due distinti registri, uno per le dichiarazioni e l'altro per la trascrizione del matrimonio avvenuto) o di nascita o di morte aveva un particolare e distinto registro. Entrambi i registri dovevano essere cartolati e cifrati; nella prima carta si doveva indicare il numero complessivo di fogli di cui era composto ciascun registro e la sua classe di appartenenza. Ogni registro era chiuso dalla rispettiva tavola alfabetica, la quale poteva essere scritta sopra carta non bollata. Nel mese di gennaio il podestà era tenuto a depositare nell'Archivio pubblico una copia dei registri dell'anno precedente, corredato delle procure e di altri documenti relativi agli atti ivi scritti; l'altra copia doveva essere conservata nell'archivio comunale. Era prevista, inoltre, la redazione di tabelle annuali e decennali distinte per ogni specie di atti (gli atti di legittimazione e di adozione devono essere notate in un capitolo a sé), formate materialmente dai segretari delle podesterie e certificate veridiche dai podestà. Di tutte queste tabelle venivano compilate tre minute di cui una veniva inviata al governatore o commissario distrettuale, l'altra al pubblico archivista, la terza depositata presso l'archivio del comune. I podestà, in quanto depositari di una copia dei registri dello stato civile, erano anche incaricati del rilascio degli estratti richiesti 1 .


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