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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Arruolamento militare

Livello: serie

Estremi cronologici: 1820 mag. 23 - 1869 dic. 31

Consistenza: 23 unità

Con una legge del 13 aprile 1820 1 , le comunità toscane furono obbligate a fornire complessivamente all'esercito granducale 800 reclute l'anno. Un'apposita deputazione comunitativa, formata dal giusdicente locale, dal gonfaloniere, dal primo priore e dal cancelliere in veste di segretario, era incaricata di reperire il numero richiesto di reclute scegliendo fra la selezione o l'estrazione a sorte dei giovani volontari. La ferma sarebbe durata sei anni.
Con la riforma dell'8 agosto 1826, il sistema del reclutamento fu perfezionato 2 . La deputazione, composta dal gonfaloniere, dal primo priore, dal giusdicente, da un "probo soggetto" nominato dalla Camera di Soprintendenza Comunitativa e dal cancelliere, sempre in qualità di segretario, doveva formare gli elenchi dei richiamabili (tutti coloro che rientrassero nel ventunesimo anno d'età), dai quali sarebbe stato selezionato il numero di reclute richiesto. La deputazione poteva avvalersi del metodo dell'estrazione a sorte o di quello della tassazione dei richiamabili in base a determinate classi economiche, con il cui ricavato sarebbero stati pagati i volontari che evenualmente si fossero presentati per l'arruolamento; questo metodo fu scelto dalla deputazione di San Marcello. Nell'anno 1826, le comunità toscane avrebbero dovuto fornire complessivamente al Comando generale 600 reclute.
A partire dal 18 febbraio 1853, alla deputazione si sostituì un consiglio di circondario formato dal delegato di governo, dal gonfaloniere e dal cancelliere, sempre in qualità di segretario 3 . In seguito a tale riforma, a San Marcello fu costituito un circondario, o delegazione, comprensiva delle Comunità di San Marcello, Piteglio e Cutigliano.