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Comunità di Bibbiena

Sede: Bibbiena (Arezzo)

Date di esistenza: 1776 - 1808

Intestazioni: Comunità di Bibbiena, Bibbiena (Arezzo), 1776 - 1808

Storia amministrativa:
Il nuovo regolamento per le comunità del distretto di Firenza del 29 settembre 1774 1 - che seguiva quello del 22 maggio, relativo alle comunità del contado 2 - dette il via, anche nei territori periferici dello Stato toscano, alla riforma delle amministrazioni comunali che vennero organizzate sulla base di criteri generali univoci, abolendo una quantità di particolarismi locali che il governo repubblicano aveva accettato e in qualche modo prodotto nella fase dell'espansione territoriale, lasciando che si codificassero negli statuti degli enti, e che il governo principesco aveva fortemente imbrigliato con la sua politica centralistica, ma non eliminato nella sostanza e, tanto meno, nelle forme istituzionali della loro espressione.
Con appositi provvedimenti particolari, assunti in esecuzione del regolamento generale, furono così istituite le nuove comunità, i cui organi decisionali furono individuati in un Consiglio generale e in un Magistrato comunitativo e il cui ambito territoriale venne a coincidere, generalmente, con quello delle preesistenti podesterie.
La comunità di Bibbiena, creata con provvedimento del 22 settembre 1776 3 riunì allora, in una struttura nuova, gli antichi comuni di Bibbiena, Soci, Serravalle, Marciano, Gello, Gressa, Terrossola, Campi, Partina e Banzena - tutti appartenenti alla vecchia Podesteria - e, inoltre, quelli di Moggiona e Badia Prataglia 4 , che passarono però a far parte, già nel 1778, della comunità di Poppi 5 .
Scomparvero così per un verso gli organismi amministrativi della podesteria di Bibbiena - di cui la nuova comunità ereditò, in ultima analisi, le funzioni, ad eccezione di quelle giudiziarie riservate al podestà - e, per altro verso, le strutture di governo di diversi comuni e comunelli che si ridussero alla loro natura originaria di circoscrizioni ecclesiastiche, restando tuttavia funzionali ai meccanismi di distribuzione dei dazi comunitativi.