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Comunità restaurata di Chiusi

Sede: Chiusi (Siena)

Date di esistenza: 1814 - 1865

Intestazioni: Comunità restaurata di Chiusi, Chiusi (Siena), 1814 - 1865

Storia amministrativa:
Nel 1814, con la fine della dominazione francese e la nomina a Granduca di Ferdinando III di Lorena, fu abolita l'organizzazione amministrativa napoleonica
e vennero ripristinate comunità e cancellerie. Nel corso del 1816 venne emanato un nuovo regolamento che specificava i compiti e il funzionamento
di ciascun organo: a capo dell'amministrazione fu posto un gonfaloniere, di nomina granducale, che svolgeva le funzioni di sindaco della comunità
e aveva competenze specifiche riguardo alla gestione dell'attività finanziaria, alla vigilanza sulle strade comunali e al controllo sulla polizia locale.
Il gonfaloniere manteneva inoltre i rapporti con gli organi centrali, costituiti essenzialmente dal soprassindaco delle comunità,
dal provveditore di soprintendenza comunitativa e dalla presidenza del buongoverno. Ad esso si affiancava un magistrato comunitativo,
eletto per tratta e costituito da un certo numero di priori, e un consiglio generale, anch'esso eletto per tratta,
che si riuniva ordinariamente una volta l'anno per deliberare sugli argomenti definiti nel regolamento,
mentre altre convocazioni straordinarie potevano essere decise dal gonfaloniere di concerto con il cancelliere.
Al magistrato, presieduto dal gonfaloniere stesso, spettava l'elezione del camarlingo, l'approvazione del bilancio di previsione
e il rendiconto delle entrate e delle uscite dell'amministrazione finanziaria dell'anno trascorso.
Nel 1824 a Ferdinando III successe il figlio Leopoldo II che fin da subito si trovò a fronteggiare le nuove istanze politiche e sociali che attraversavano
la penisola italiana e che portarono, nel 1847, alla riforma della Consulta di Stato, che venne allargata a dieci membri ordinari e nove straordinari,
e alla creazione della Guardia Civica Toscana 1 .
A Chiusi si elessero i capitani Federico Strozzi e Giuseppe Cecchini, con il compito di reclutare volontari per il nuovo corpo
(furono reclutati 114 uomini tra i 18 e i 56 anni), la cui formazione non fu comunque cosa facile e veloce.
Nel 1849, in conseguenza dei rivolgimenti politici che avevano provocato la concessione dello statuto 2
e portato alla nascita di un governo provvisorio, venne emanato un nuovo regolamento di spirito più "progressista":
il consiglio generale divenne elettivo e assunse nuove e più ampie competenze circa la nomina dei priori,
l'approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto annuale, la nomina delle commissioni per il reparto delle tasse
e per il sindacato del camarlingo e del gonfaloniere, l'approvazione del reparto delle tasse e le deliberazioni sui reclami.
Il collegio dei priori, quale organo esecutivo delle deliberazioni del consiglio, predisponeva le informazioni per il consiglio
e decideva sulle questioni urgenti. Nel 1853 il regolamento del 1849 venne abrogato e fu ripristinata la situazione precedente;
tuttavia nel 1859, dopo che Leopoldo II aveva abbandonato definitivamente la Toscana, il governo provvisorio, capeggiato da Bettino Ricasoli,
emanò un nuovo regolamento che riprendeva lo spirito e la sostanza di quello del 1849 e che rimase in vigore fino al 1865
quando si attuò l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, con l'emanazione della prima legge comunale
e provinciale dello stato unitario. Tuttavia, già con il plebiscito del marzo 1860, la Toscana si era unita al Regno di Sardegna
e Vittorio Emanuele aveva inviato a Firenze, come Luogotenente, il Principe Eugenio di Savoia. Dai risultati del plebiscito di Chiusi e dei paesi limitrofi
risulta che l'attaccamento agli ideali risorgimentali era minimo a Chiusi, mentre Cetona si distingueva, ormai da anni, per lo spirito liberale e
risorgimentale dei suoi cittadini 3



Complessi archivistici prodotti:
Comunità restaurata di Chiusi, 1814 - 1865 (fondo, conservato in Comune di Chiusi. Archivio storico)