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L'Archivio comunale di Castiglione d'Orcia

Inventario della Sezione storica

Tipologia: inventario analitico

a cura di Giuseppe Chironi , Andrea Giorgi

patrocinio: Regione Toscana

Pubblicazione: Siena, Amministrazione Provinciale di Siena, 2000

Descrizione fisica: pp. 293, ill. 3 b/n, mm. 240 x 170

Collezione: Inventari degli Archivi comunali della provincia di Siena, 23

Contenuti:

"In ogni caso quindi l'esteta dell'attualità, il genio dello scarto, non sarà mai un genio del bene".

L. BRIGUGLIO, Rigorismo e coerenza nel problema dello scarto, in Studi in onore di Ricccardo Filangieri, III, Napoli, 1959, p. 574.




1. Il territorio e le istituzioni delle comunità di Castiglione d'Orcia e Rocca d'Orcia.


Per ricostruire la formazione di un complesso documentario risulta di fondamentale importanza, come è noto, conoscere la storia delle istituzioni che lo hanno prodotto. In queste pagine si intende dunque ripercorrere le vicende istituzionali delle diverse comunità che ebbero sede nell'attuale territorio comunale di Castiglione d'Orcia e in particolare di quelle - Castiglione e Rocca d'Orcia, l'antica Tintinnano - i cui nuclei documentari hanno dato origine all'archivio comunale castiglionese. A questo proposito è opportuno ricordare che in seguito alla riforma comunitativa leopoldina del 1777 le comunità di Castiglione e della Rocca, i cui territori erano compresi tra il medio corso dell'Orcia e le pendici del Monte Amiata, vennero riunite per formare la nuova comunità di Castiglione d'Orcia assieme alla contea amiatina del Vivo, ai comunelli di fondovalle di Briccole, Palazzo di Geta, Poggio Trecerchi, Poggio d'Orcia e Rimbecca, nonché a quelli, situati lungo la riva destra dell'Orcia, di Ripa e Spedaletto - quest'ultimo successivamente aggregato alla comunità di Pienza1. Al comune di Castiglione d'Orcia venne riunita nel 1867 anche Campiglia d'Orcia, in precedenza aggregata ad Abbadia San Salvatore2. Dare conto delle essenziali trasformazioni istituzionali subite da tali comunità nel corso dei secoli, con alcuni riferimenti al contesto sociale e insediativo, consentirà di valutare in quale misura quei mutamenti abbiano influito sulla parallela evoluzione della produzione documentaria.


a) Dal XIII secolo alla caduta della Repubblica di Siena.


Pur non avendo subìto le profonde trasformazioni socio-insediative che hanno interessato nel corso dei secoli le vicine aree della Maremma o della Val di Chiana, ove l'intervento dell'uomo ha radicalmente mutato la morfologia dei paludosi fondovalle, anche il territorio compreso tra il corso dell'Orcia e le pendici amiatine ha conosciuto dal tardo medioevo ad oggi una decisa evoluzione nell'assetto insediativo e nell'uso del suolo.

Nei primi decenni del Trecento il territorio (curia) pertinente al castrum di Castiglione in Val d'Orcia - da pochi anni inserito nella compagine territoriale senese - risultava caratterizzato da un deciso accentramento insediativo, che nel corso degli ultimi secoli aveva progressivamente cancellato una realtà verosimilmente caratterizzata da una maggiore incidenza dell'insediamento aperto o sparso3. Questa tipologia insediativa era ormai completamente scomparsa dalla porzione di territorio compresa tra il grande centro fortificato e il monastero del Vivo - posto a quasi 1000 metri di quota -, mentre era presente, sia pure in misura contenuta, nelle aree digradanti verso il fondovalle attraversato dalla via Francigena4. Si può ragionevolmente ipotizzare che ai 390 proprietari ("unità fiscali") censiti nel 1318 nel territorio di Castiglione - ove già nel 1251 risulta attestata la presenza di ben 200 uomini, in occasione di un giuramento collettivo - corrispondessero circa 1500 abitanti e una densità abitativa di 30 unità per chilometro quadrato: un dato relativamente elevato se si tiene conto dell'estensione piuttosto ampia della porzione amiatina completamente disabitata della curia di Castiglione5. Un'evoluzione insediativa simile a quella riscontrata a Castiglione dovette interessare il vicino castello di Tintinnano, il cui territorio nel corso del Duecento ospitava una popolazione pari a circa i tre quarti di quella attestata a Castiglione, mentre ben poco sappiamo della realtà presente nell'altro importante castello di Campiglia, nel castello della Ripa e nei minori centri fortificati situati nel fondovalle6.

A fronte della sostanziale stabilità dei livelli di popolamento riscontrati nel XIII e nei primi decenni del XIV secolo si situa la crisi generalizzata che nel corso dei secoli XIV e XV sconvolse l'assetto demico del Senese. Tra le conseguenze della ristrutturazione insediativa basso-medievale vi furono il notevolissimo decremento della popolazione residente nei centri maggiori e la riduzione dei minori centri fortificati a dimore signorili o a centri di raccolta di derrate agricole, fenomeno direttamente connesso all'incipiente sviluppo dell'insediamento poderale7. Pare verosimile che tra l'inizio del Trecento e la metà del secolo successivo la popolazione delle curie di Castiglione e Tintinnano si fosse ridotta di circa i due terzi e che ancora nel 1532, seppur in ripresa, raggiungesse appena la metà di quella riscontrata tra la metà del Duecento e il primo Trecento. D'altro canto, la gerarchia degli insediamenti all'interno dell'area non conobbe una sostanziale trasformazione e rimase imperniata sui tre centri principali, senza che Castiglione - ancora di gran lunga il maggiore - assumesse un rilievo demico preponderante rispetto alla declinante Rocca d'Orcia e a Campiglia, in via di progressiva ripresa dopo essere stata ripopolata nel corso del Quattrocento con famiglie provenienti dalla Val d'Ambra8.


* * *


Interessata sin dai secoli IX e X dalla presenza patrimoniale dell'abbazia di San Salvatore al Monte Amiata e di esponenti del gruppo parentale degli Aldobrandeschi9, l'area in questione vide in seguito sorgere l'importante monastero del Vivo e conobbe l'affermazione di famiglie aristocratiche di rilievo - legate in vario modo all'abbazia amiatina o al casato aldobrandesco - in grado di affermare il proprio dominio su alcuni dei maggiori castelli della zona10. Questa porzione della Val d'Orcia - compresa nella diocesi di Chiusi sino al 146211 - entrò nell'orbita senese tra la metà del XIII e l'inizio del XIV secolo, benché gran parte di essa sia stata a lungo interessata da forti presenze signorili e, di fatto, abbia continuato a rimanere al di fuori della compagine territoriale cittadina sino ai primi decenni del Quattrocento. In effetti, sebbene sin dalla metà del Duecento il Comune di Siena avesse acquisito Tintinnano dal gruppo aristocratico dei Tignosi, nel 1275 il castello venne ceduto ad esponenti del casato cittadino dei Salimbeni12, i quali ne fecero il centro della vera e propria dominazione territoriale da loro creata in Val d'Orcia e destinata a durare sino al 1419. Entro i primi decenni del XIV secolo i Salimbeni riuscirono ad acquisire anche il castello della Ripa - ove già dal 1271 il comune cittadino aveva cercato di assicurarsi il diritto di confermare il rettore scelto dai signori13 - e gli altri piccoli centri fortificati di fondovalle di Briccole, Foscola e Geta14. Della dominazione valdorciana del potente casato senese sarebbero in seguito venuti a far parte anche il piccolo castello di Rimbecca e l'importante centro di Castiglione d'Orcia. Venduto al Comune di Siena tra il 1301 e il 1303 dagli Aldobrandeschi e dal monastero di San Salvatore al Monte Amiata e inizialmente inserito nella compagine territoriale senese, Castiglione venne ceduto ai Salimbeni nel 1369 nell'ambito del complesso gioco politico dispiegatosi in seguito alla seconda venuta dell'imperatore Carlo IV in Toscana15.

Nel corso della prima metà del Trecento la realtà istituzionale presente a Castiglione aveva teso a uniformarsi a quella degli altri grandi castelli di confine del territorio senese. Se infatti ancora nei primi anni del secolo operava a Castiglione un podestà reclutato nelle fila del ceto eminente cittadino16, in seguito il podestà di Siena poté amministrare direttamente l'"alta giustizia", avvalendosi dal 1335 dell'operato di uno dei suoi milites17. Inoltre, a partire dal 1306 - analogamente a quanto accadeva in gran parte delle comunità dello Stato - è attestata con continuità la presenza di un notaio-ufficiale incaricato di amministrare la "bassa giustizia" e di svolgere funzioni di attuario e cancelliere della comunità18. Con la cessione del castello ai Salimbeni, effettuata dal Comune di Siena nel 1369, la realtà giurisdizionale presente a Castiglione venne radicalmente alterata e di fatto assimilata a quella del vicino castello di Tintinnano. Qui era presente una sorta di diarchia signori - comunità locale - i cui lontani presupposti sono da rintracciare nella carta libertatis concessa dai Tignosi ai propri fedeli nel 1207 -, diarchia che troviamo definita nello statuto redatto nel 1297 durante la dominazione dei Salimbeni, probabilmente sulla base di testi normativi più antichi19. In effetti, con l'acquisto del castello, sin dal 1275 gli esponenti del casato senese si erano assicurati l'esercizio della giustizia criminale e civile nel territorio di Tintinnano, riducendo notevolmente la possibilità di intervento delle autorità senesi20. Il compito di amministrare la giustizia criminale, e con ogni probabilità anche quella civile, spettava al castellano dei Salimbeni e al console eletto ogni sei mesi nel Consiglio della comunità, verosimilmente coadiuvati dal notaio-ufficiale eletto semestralmente dai primi due ufficiali e dal Consiglio medesimo21. Il rientro di Castiglione, di Tintinnano e degli altri centri minori della Val d'Orcia nella compagine territoriale senese si colloca al termine di una lunga fase conflittuale che oppose il Comune di Siena agli esponenti del casato dei Salimbeni e che si concluse nel 1419 con la definitiva sconfitta militare di Cocco di Cione22. I capitoli redatti nel febbraio di quell'anno, a seguito della conquista dei castelli di Cocco Salimbeni da parte dell'esercito senese, costituiscono la base normativa per la definitiva reintegrazione di Castiglione e Tintinnano-Rocca d'Orcia nella struttura statuale senese. Rescisso ogni legame con la famiglia Salimbeni, il territorio dei due centri veniva "messo a contado" e omologato al resto del territorio soggetto a Siena23. Ciascuna delle due comunità era tenuta ad eleggere semestralmente una terna di notai, nel cui ambito la Signoria di Siena avrebbe dovuto scegliere i rispettivi vicari pro tempore, abilitati a giudicare le cause civili e le cause criminali di lieve entità, mentre la giurisdizione sulle cause criminali di maggiore rilievo spettava agli ufficiali cittadini e nel 1421 sarebbe stata parzialmente devoluta al podestà di San Quirico24. Di lì a pochi anni il quadro istituzionale entro il quale si collocavano le due comunità sarebbe stato definito in altrettante redazioni statutarie, compilate per la Rocca nel 1421 e per Castiglione nel 144025. Significative analogie con la vicenda dei centri soggetti ai Salimbeni si rilevano nel caso di Campiglia: sebbene le prime sottomissioni di esponenti della famiglia aristocratica dei Visconti al Comune di Siena risalgano ai primi decenni del Duecento, il definitivo inserimento del castello nella compagine territoriale senese si verificò solo nel 1429, dopo la completa estinzione di quella stirpe signorile26.

L'assetto delineatosi nei primi decenni del Quattrocento trova una sostanziale conferma nello statuto di Siena del 1545, elaborato pochi anni prima della caduta della Repubblica. Il testo normativo prevedeva che le comunità di Castiglione, Rocca d'Orcia e Campiglia dovessero eleggere semestralmente i propri notai-vicari, dotati delle consuete competenze amministrative e giudiziarie27. I piccoli centri di Briccole, Poggio d'Orcia, Rimbecca, Palazzo di Geta e Ripa, d'altro canto, rimasero compresi nella giurisdizione del podestà di San Quirico - il cosiddetto capitano di Val d'Orcia -, il quale nei casi contemplati dagli statuti e fatte salve le prerogative dei vicari locali esercitava una limitata giurisdizione criminale anche sulle comunità di Castiglione e Rocca d'Orcia28.

Se da un lato i notai-vicari forestieri - dotati di compiti sia giurisdizionali che amministrativi - sin dall'ingresso di Castiglione e della Rocca nella compagine statuale senese avevano sempre rappresentato il vertice istituzionale delle comunità, di fatto la vita di queste veniva gestita in larga misura da ufficiali e organi collegiali espressi in ambito locale, eredi di quelli esistenti sin dall'epoca della dominazione signorile. Con una sostanziale analogia rispetto a quanto si verificava nelle altre comunità di medie dimensioni dello Stato senese, sia a Castiglione che alla Rocca si nota la presenza di un consesso ristretto - composto da tre priori, coadiuvati da un camarlengo -, di un Consiglio minore e di un Consiglio maggiore o generale - di dimensioni variabili e talvolta integrati da un'aggiunta -, nonché di un Consiglio di un uomo per casa. Piuttosto complesse risultavano le modalità di elezione alle cariche di vertice e alla miriade di uffici secondari, generalmente basate su sistemi "misti" comprendenti la cooptazione, lo scrutinio nei consigli ed il sorteggio29.


b) Dall'età cosimiana all'Unità d'Italia


Nel corso della prima età moderna l'area compresa tra l'Orcia e le pendici amiatine beneficiò del generale fenomeno di ripresa demica - senza tuttavia tornare a raggiungere i livelli di popolamento trecenteschi -, per poi subire una fase di ristagno o addirittura di evidente regresso. La popolazione dei tre centri maggiori, che all'inizio del Cinquecento ammontava a circa 1700 abitanti, alla fine del secolo superava le 2600 unità30. Successivamente, la crisi di primo Seicento provocò una nuova contrazione del popolamento, che si accentuò ulteriormente - in controtendenza rispetto a quanto andava verificandosi in buona parte dello Stato - sino alla metà del Settecento, quando nel territorio delle tre comunità di Castiglione, Rocca d'Orcia e Campiglia vennero censite poco più di 1500 anime. Si può calcolare che la popolazione complessiva dell'area, che alla metà del XVII secolo ammontava a più di 2800 abitanti, entro la metà del secolo successivo fosse scesa intorno alle 2000 unità31.

La diversa evoluzione dei livelli del popolamento nei vari centri dell'area ebbe come conseguenza una progressiva trasformazione della gerarchia insediativa. Alla consistente crescita demica che nel corso del Cinquecento interessò la porzione amiatina dell'area in questione - comprendente Campiglia e il Vivo, ripopolato ex novo a partire dal XVI secolo - e al calo sostanzialmente contenuto cui tale "porzione" andò incontro durante il secolo successivo, fece infatti riscontro il crollo della popolazione residente nei territori di Castiglione e Rocca d'Orcia32. Qui fu inoltre particolarmente forte la dispersione del popolamento verso forme di insediamento poderale, prevalente anche nei territori dei piccoli centri di fondovalle. In conseguenza di tali fenomeni, in pieno XVII secolo meno della metà degli abitanti di Castiglione e della Rocca risiedeva nei rispettivi capoluoghi - in complesso meno popolati rispetto al solo abitato di Campiglia - e circa la metà della popolazione dell'area presa in esame viveva negli oltre cento poderi che punteggiavano la campagna33. Il deciso ridimensionamento di alcuni dei centri principali e la sempre più ampia diffusione di forme di insediamento sparso di tipo poderale avevano dunque finito per trasformare radicalmente l'assetto insediativo ereditato dal basso-medioevo, di tipo sostanzialmente accentrato e caratterizzato dalla presenza di comunità di castello piuttosto consistenti poste al centro di una campagna scarsamente popolata. Se all'aprirsi dell'età moderna Castiglione - tradizionalmente il centro principale dell'area - non primeggiava nettamente rispetto agli altri maggiori insediamenti, tale fenomeno era destinato ad accentuarsi nei secoli seguenti, durante i quali l'intera area avrebbe quindi gravitato per lunghi periodi verso centri amministrativi o giurisdizionali posti al di fuori di essa, quali Montalcino o San Quirico.

Piuttosto consistente fu la ripresa demica manifestatasi tra la metà del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, sebbene ancora nel 1833 la popolazione presente nell'area - poco meno di 3000 abitanti - non superasse di molto i livelli seicenteschi34. L'incremento fu ancora molto forte nei decenni centrali dell'Ottocento - quando venne nuovamente raggiunto il livello demico tardo-medievale - e proseguì, sia pur con minore intensità, ancora sino ai primi anni del secolo successivo, quando la popolazione del comune di Castiglione d'Orcia superava le 5200 unità35. In seguito, dopo una relativa stagnazione protrattasi sino al secondo dopoguerra, il popolamento dell'area ha conosciuto una contrazione repentina connessa alla crisi agraria e al conseguente abbandono delle campagne, scendendo recentemente a circa 2500 abitanti36. In una prospettiva di lungo periodo, durante la fase di incremento demico protrattasi dalla metà del Settecento ai primi anni del nostro secolo pare dunque essersi verificato un fenomeno di progressivo dislocamento della popolazione dell'area verso i centri amiatini di Campiglia e del Vivo. Di contro, durante la fase seguente, caratterizzata da una stasi e da un successivo decremento generalizzato della popolazione, il calo demico più marcato si è manifestato proprio al Vivo, a Campiglia e nell'ormai quasi spopolata Rocca d'Orcia37. Risulta infine più recente il sostanziale abbandono di buona parte degli insediamenti sparsi di tipo poderale, legato alle trasformazioni agrarie del secondo dopoguerra.


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Nell'ambito delle riforme seguite all'inserimento dello Stato senese in quello mediceo38,anche la nostra area venne interessata dal riassetto delle strutture giudiziarie e amministrative intrapreso dai primi granduchi39; riassetto che ebbe uno dei momenti qualificanti nel tentativo di istituire una rete di cancellerie estesa su buona parte del territorio senese40. Con la riforma delle giurisdizioni del 1561 - che previde tra l'altro l'istituzione di capitanati e podesterie affidati a giusdicenti scelti fra i nobili cittadini "riseduti" -, per la materia criminale le comunità di Castiglione e Rocca d'Orcia vennero sottoposte al capitano di Montalcino e quella di Campiglia al capitano di Radicofani41. Per quanto riguarda l'ambito civile, nelle tre comunità continuarono ad operare i rispettivi vicari sino alla riforma del 1571, che comportò la sottoposizione di esse al podestà di San Quirico42. Come già accennato poco sopra, quindi, il progressivo declino di Castiglione e della Rocca e l'assenza di un centro rilevante in grado di costituire un punto di riferimento per il potere centrale portò la nostra area durante l'età moderna a gravitare per lunghi periodi verso località situate al di fuori di essa.

Una parziale alterazione dell'assetto giurisdizionale presente nella nostra area era stata già introdotta poco prima dell'inserimento del Senese nella compagine statuale medicea, con l'istituzione della signoria del Vivo, concessa nel luglio 1559 dai Deputati alla difesa della Libertà della Repubblica di Siena ritirata in Montalcino ad Alessandro Cervini, fratello del defunto papa Marcello II, e in seguito confermatagli da Cosimo I. L'appartenenza del territorio del Vivo alla curia di Castiglione era stata da sempre oggetto di controversia tra la comunità e i monaci camaldolesi, che sino ai primi decenni del Quattrocento mantennero il controllo dell'eremo - ormai in rovina -, che avevano fondato nel corso dell'XI secolo. Praticamente abbandonato, l'eremo con tutte le sue pertinenze venne ceduto nel 1538 per volere di Paolo III Farnese ai Cervini di Montepulciano, che ripopolarono il villaggio, reimpiantarono strutture produttive di tipo siderurgico legate allo sfruttamento dell'energia idraulica e del legname ed edificarono sull'antico sito monastico un'imponente residenza di campagna. Ottenuto il titolo di signori del Vivo nel 1559 e quello di conti a partire dal 170143, i Cervini esercitarono la giurisdizione - prima solo civile, poi anche criminale - tramite un giusdicente feudale sino al 178844.

Un'altra importante modifica dell'assetto giurisdizionale dell'area venne introdotta nel 1605, quando il granduca Cosimo II eresse Castiglione d'Orcia in marchesato, infeudandolo al senatore bolognese Giulio Riario. Castiglione venne quindi sottratto alla giurisdizione del podestà di San Quirico e l'amministrazione della giustizia venne garantita dal marchese mediante l'invio sul posto di un notaio in qualità di commissario feudale - che sostituiva anche il notaio-ufficiale del podestà di San Quirico nella funzione di cancelliere della comunità - e per mezzo di un auditore residente a Siena, incaricato di giudicare nelle cause di appello45.

Nel corso della prima metà del Seicento anche Campiglia venne ripetutamente eretta in marchesato e infeudata a esponenti dell'aristocrazia fiorentina in forme sostanzialmente analoghe rispetto a quelle adottate nel caso di Castiglione. Nell'aprile 1609 il granduca Cosimo II distaccò Campiglia dal capitanato di Radicofani e dalla podesteria di San Quirico e la concesse in feudo a Matteo Botti46. Morto il marchese senza discendenza maschile nel 1620, Campiglia tornò per un breve periodo sotto il diretto controllo dell'amministrazione granducale, per essere nuovamente infeudata da Ferdinando II nel febbraio 1622 a Pietro Guicciardini, anch'egli morto senza discendenti diretti nel 162647. L'ultima infeudazione del marchesato di Campiglia risale al settembre 1643, quando Ferdinando II lo concesse ad personam a Francesco Niccolini, quindi senza la possibilità di trasmetterlo agli eredi48. Dopo il definitivo incameramento del feudo, dal maggio 1650 la comunità di Campiglia tornò ad essere sottoposta per il civile al podestà di San Quirico e per il criminale al capitano di Radicofani49.

Estintasi la linea di discendenza maschile di Giulio Riario con la morte di Francesco Maria Riario, nel 1676 anche il marchesato di Castiglione tornò in mano granducale, mentre la concessione in feudo di San Quirico al cardinale Flavio Chigi nel 1677 determinò lo spostamento della sede podestarile a Castiglione50. L'ambito territoriale della podesteria di Castiglione - sottoposta in materia criminale al capitano di Montalcino, con la sola eccezione di Campiglia, sottoposta al capitano di Radicofani - ricalcò in buona parte quello della soppressa podesteria di San Quirico e si estese ai centri di Rocca d'Orcia, Campiglia, Briccole, Querciole, Rimbecca, Poggio d'Orcia, Poggio Trecerchi, Spedaletto, Palazzo di Geta, Ripa e Cosona51. Il quadro giurisdizionale dell'area venne modificato con la riforma leopoldina dei tribunali del 1774, quando dalla podesteria di Castiglione - sottoposta per il criminale al vicario di Montalcino - vennero scorporate Campiglia - compresa da ora in poi per il civile nella podesteria di Abbadia San Salvatore e per il criminale nel vicariato di Radicofani - e Cosona, aggregata al vicariato di Pienza52.

In seguito alla rinuncia dei Chigi alla nomina di un vicario feudale, con motuproprio del 5 luglio 1788 venne ricostituita in luogo del tribunale feudale la podesteria di San Quirico - sottoposta per il criminale al vicario di Pienza -, comprendente da ora in poi anche la comunità di Castiglione53. Durante il governo francese (1808-1814) la podesteria di San Quirico venne soppressa e il suo territorio venne sottoposto per le cause civili di limitato valore alla giudicatura di pace di Pienza, per le cause civili di maggiore entità al tribunale di prima istanza di Montepulciano e in materia penale alla corte criminale di Siena54. Col ripristino nel 1814 del sistema giudiziario lorenese la ricostituita podesteria di San Quirico venne compresa nel vicariato di Pienza, afferente al commissariato regio di Montepulciano, dal 1838 tribunale collegiale di prima istanza55. Con la riforma degli uffici governativi e giudiziari del 1848 venne istituita la pretura di San Quirico, nell'ambito del compartimento di Siena e del circondario di Montepulciano56.


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Per quanto concerne la dimensione amministrativa delle comunità esaminate, si può osservare come durante l'età moderna la complessità degli apparati variasse sensibilmente in rapporto alla consistenza delle comunità stesse, analogamente a quanto riscontrato per altre comunità dello Stato senese. Sia a Castiglione che alla Rocca era presente un collegio priorale, affiancato da un camarlengo, da un consiglio ristretto e dal Consiglio generale "di un uomo per casa"57. In entrambi i casi, tuttavia, si assisté a un'evoluzione del rapporto intercorrente tra i vari consigli destinato a mutare la fisionomia istituzionale delle due comunità. Con una sostanziale analogia rispetto a quanto si verificò nel caso di altre comunità di ridotte dimensioni, alla Rocca la necessità di estendere quanto più possibile il coinvolgimento dell'esiguo corpo sociale nella gestione della vita comunitaria portò, di fatto, già dai primi decenni del XVII secolo alla scomparsa del Consiglio minore, sostituito nelle sue varie incombenze dal Consiglio "di un uomo per casa"58. Di fatto analoghi furono gli esiti dell'evoluzione del ruolo istituzionale dei consigli della comunità di Castiglione, sebbene una realtà sociale più complessa e articolata avesse dato vita, almeno sino alla prima metà del Seicento, al tentativo di restringere la partecipazione del corpo sociale alla vita comunitaria, mediante l'estensione della rappresentatività del Consiglio minore a scapito di quello "di un uomo per casa"59. La progressiva semplificazione della vita amministrativa delle comunità di Castiglione e di Rocca d'Orcia ebbe anche un riflesso significativo - tra la fine del XVII e i primi decenni del XVIII secolo - nello snellimento delle complesse procedure di elezione del collegio priorale60.

In generale, i meccanismi di selezione per l'accesso alle cariche comunitative vigenti nel corso dell'età moderna - sia quelli relativamente semplificati presenti nelle comunità di Castiglione e Rocca d'Orcia, sia quelli notevolmente più complessi vigenti nelle maggiori comunità dello Stato senese - erano volti tendenzialmente a salvaguardare i diritti di partecipazione vantati dal corpo sociale "originario" di ciascuna comunità. Questa prassi finiva però in sostanza per determinare l'introduzione di sistemi cooptativi, destinati nelle comunità maggiori a favorire la formazione di cerchie di "notabili" depositari esclusivi della responsabilità amministrativa delle comunità stesse, e in quelle minori a confinare la vita politica locale nell'ambito di gruppi sempre più ristretti e sempre meno rappresentativi dell'effettiva realtà socio-economica presente nelle comunità da essi amministrate. Nel tentativo di rivitalizzare la realtà politico-istituzionale delle comunità, con la riforma leopoldina del 1777 - contestuale alla complessiva ristrutturazione delle cancellerie dello Stato senese61, in seguito alla quale la nuova comunità di Castiglione d'Orcia venne inserita nella cancelleria di San Quirico - si cercò di fondare la rappresentatività degli organi comunitativi su nuove basi, ovvero non più sui tradizionali privilegi goduti dagli appartenenti al corpo sociale "originario" delle comunità o al ristretto numero dei "riseduti", bensì sull'affidamento delle responsabilità amministrative a coloro i quali vennero ritenuti più adatti a svolgere un ruolo di governo all'interno delle comunità stesse, ovvero agli esponenti del ceto dei proprietari62. Le cariche comunitative furono quindi aperte a tutti i possessori della comunità - persone fisiche, residenti o meno, enti laici ed ecclesiastici -, peraltro con limitazioni connesse al censo per quanto riguardava la possibilità di accedere alle principali cariche amministrative. La creazione della nuova comunità di Castiglione63, la cui configurazione istituzionale risulta da questo momento in tutto assimilabile a quella delle altre comunità del Granducato, comportò il sostanziale rinnovamento delle modalità di elezione alle cariche comunitative (gonfaloniere, Magistrato comunitativo, Consiglio generale) e - con significativi riscontri in altre comunità di dimensioni piuttosto modeste, tra cui quella del vicino centro di San Quirico - l'occupazione di una porzione consistente dei principali uffici da parte di proprietari forestieri64.

La realtà istituzionale delineata con le riforme leopoldine si mantenne sostanzialmente inalterata sino al 1808, allorché la Toscana fu inserita nell'Impero francese e Castiglione d'Orcia divenne sede di una mairie, compresa nel cantone di Pienza e, quindi, nel circondario sottoprefettizio di Montepulciano, nell'ambito del Dipartimento dell'Ombrone65. Con la restaurazione nel 1814 del governo lorenese vennero ripristinate in tutto il Granducato le istituzioni soppresse sei anni prima; seppur con qualche elemento di novità conseguente all'esperienza amministrativa del periodo francese66. Nelle singole comunità il gonfaloniere - principale figura politico-istituzionale in ambito locale - divenne il primo referente del governo centrale, mentre il cancelliere comunitativo assunse un ruolo eminentemente tecnico. Nel contempo il Magistrato comunitativo acquisì un indubbio rilievo rispetto al Consiglio generale, cui rimasero competenze sostanzialmente marginali. Con la riforma amministrativa del 1849 venne per la prima volta introdotto nel Granducato un sistema basato su votazioni a scrutinio segreto per l'elezione dei membri del Consiglio comunale, nel cui ambito dovevano essere scelti il gonfaloniere e i componenti del Collegio dei priori, dotato di compiti prevalentemente esecutivi o preparatori per l'attività ordinaria del Consiglio. Dopo che nel 1853 furono temporaneamente ripristinate le strutture amministrative vigenti sino al 1849, nel 1859 si tornò all'assetto introdotto dieci anni prima, mantenuto sino all'unificazione amministrativa del Regno d'Italia attuata nel marzo del 186567.

2. L'archivio comunale di Castiglione d'Orcia.


Come si è già avuto modo di notare, per una chiara definizione della struttura e della formazione degli archivi comunali toscani risulta opportuno tenere nella giusta considerazione la loro complessità68. Di fatto, frequentemente tali archivi non si presentano solo come luoghi di conservazione della documentazione prodotta dall'ente Comune nella propria attività ordinaria, ma anche come luoghi di concentrazione di altri archivi. È così che, ad esempio, anche in un archivio di dimensioni modeste come quello del comune di Castiglione d'Orcia si conserva documentazione prodotta da un numero considerevole di istituzioni. D'altro canto, sulla struttura degli archivi comunali hanno influito anche episodi di distruzione o dispersione, dovuti a incuria, eventi traumatici o scarti volontari, ma anche al trasferimento di funzioni ad altri enti o a mutamenti del quadro istituzionale. È attraverso una dettagliata ricostruzione delle fasi costitutive di tali archivi che può essere correttamente valutato non solo ciò che ancor oggi si conserva in ambito locale, ma anche quanto è andato ormai irrimediabilmente perduto o - seppure prodotto localmente- è invece oggi conservato in altri complessi documentari afferenti a istituzioni aventi sede altrove.

I risultati di recenti ricerche, sostanzialmente confermati da quelli cui si è giunti in questa sede, inducono a ritenere che anche nelle piccole comunità dello Stato senese la produzione documentaria di età tardo-medievale sia stata ben più ampia e complessa di quanto la scarsa messe di unità archivistiche conservate sino ad oggi potrebbe lasciar ipotizzare69. Pare inoltre assodato che buona parte della documentazione prodotta non fosse destinata ad una repentina eliminazione, ma - almeno in via di principio - ad una corretta e prolungata conservazione, la cui durata sembra da porre in relazione all'utilità amministrativa degli atti in questione70. Ciononostante, è un fatto che eventi traumatici, quali ad esempio nel nostro caso le distruzioni connesse alla guerra di Siena di metà Cinquecento, o la scarsa attenzione per la cura degli atti manifestata nel tempo dalle autorità locali abbiano finito per determinare la perdita di gran parte della documentazione prodotta prima della metà del XVI secolo e di importanti tranches di quella successiva71.


a) Gli archivi delle comunità di Castiglione d'Orcia e Rocca d'Orcia fino al 1778.


Il materiale archivistico che ancor oggi si conserva e le attestazioni indirette testimoniano la consistenza e la varietà della produzione documentaria messa in atto dalle comunità di Castiglione e Rocca d'Orcia, peraltro analoga a quella di altri centri dello Stato senese72. In entrambe le realtà è documentata l'esistenza di fondi pergamenacei - quasi completamente dispersi già alla metà del XVIII secolo -, la compilazione di statuti periodicamente rinnovati, la redazione continua da parte dei notai-vicari di particolari registri (bastardelli) in cui venivano annotate le minute degli atti relativi all'amministrazione ordinaria ed agli affari giudiziari, la tenuta di registri solenni di deliberazioni consiliari (riformagioni) e di registri contabili, quali ad esempio i Libri dei servigi, i Caleffi o i Libri di memorie, prodromi delle future serie di Debitori e creditori73. Per quanto concerne le modalità di conservazione del materiale archivistico prodotto in età tardo-medievale, si può ragionevolmente ipotizzare che la documentazione corrente - di natura sia amministrativa che giudiziaria - fosse custodita dagli stessi produttori, i notai-ufficiali con compiti di giusdicente, mentre quella non più funzionale all'ordinario svolgimento degli affari veniva conservata dai camarlenghi pro tempore, responsabili della tenuta del patrimonio mobiliare comunale74.

Le vicende connesse alla guerra di Siena e le riforme istituzionali che seguirono l'inserimento dello Stato senese nella compagine medicea - comprendenti il riassetto delle giurisdizioni periferiche attuato nel 1561 e l'istituzione di una specifica magistratura di controllo e di tutela sulla vita delle comunità, i Quattro Conservatori -, ebbero una notevole influenza sulla struttura degli archivi comunitativi75. Particolarmente negative furono le conseguenze della guerra sull'archivio della comunità di Rocca d'Orcia - quasi completamente disperso nel 1553 durante l'occupazione del castello da parte delle truppe imperiali -, mentre non è certo che abbiano avuto dirette ripercussioni anche su quello del vicino centro di Castiglione, ove peraltro già negli ultimi decenni del Cinquecento si conservava ben poca documentazione anteriore alla metà del secolo76. Il riflesso più evidente della riforma amministrativa e giudiziaria della prima età medicea sugli archivi di Castiglione e Rocca d'Orcia - come su quelli di gran parte delle altre comunità dello Stato senese - fu senza dubbio il loro smembramento e la contestuale separazione della documentazione amministrativa, conservata in loco, da quella giudiziaria. Quest'ultima venne infatti concentrata nell'Archivio generale di Siena, istituito nel 1562 al fine di raccogliere tutta la documentazione notarile e giudiziaria prodotta nel territorio dello Stato77. Nel caso di Castiglione e della Rocca non ebbe invece conseguenze durature l'istituzione a partire dal 1580 di una rete di cancellieri, analoga a quella esistente nello Stato fiorentino, incaricati di curare localmente la produzione e la conservazione del materiale archivistico78. A differenza di quanto si verificò nelle comunità maggiori, ove fu possibile impiantare archivi efficienti e durevoli strutture di cancelleria, le due modeste comunità valdorciane vennero servite dal cancelliere di Pienza solo fino al 1589, dopodiché la produzione documentaria e la conservazione degli atti vennero di nuovo affidate rispettivamente ai giusdicenti o ai loro notai e ai camarlenghi pro tempore79.

Risalgono al periodo immediatamente precedente l'istituzione delle cancellerie (1579-1580) i primi due elenchi - sostanzialmente analoghi - della documentazione conservata dai camarlenghi di Rocca d'Orcia assieme alle altre masserizie della comunità80. Poco più dettagliati di quelle semplici enumerazioni risultano gli inventari (''Inventario delle scritture et libri della comunità") redatti nel luglio del 1589 dal cancelliere Perinto Renzuoli da Lucignano in Val di Chiana al momento della riconsegna degli archivi delle comunità di Castiglione e della Rocca ai rispettivi camarlenghi81. Ciascuno degli inventari suddetti presenta sommarie indicazioni di elementi estrinseci (libro, libretto), contenutistici e di datazione e solo in casi sporadici riferimenti alla cartulazione o allo stato di conservazione delle unità archivistiche. Il confronto dei più antichi elenchi con il successivo inventario dell'archivio della comunità della Rocca consente di affermare che nel 1589 erano già andati perduti quasi un terzo dei 18 registri ancora conservati nel 1580, mentre altrettanti sarebbero stati dispersi nel corso dell'età moderna82. Decisamente migliore sembra essere stata la conservazione della documentazione della comunità di Castiglione, considerando che meno di un quarto dei trenta registri elencati nell'inventario del 1589 sono andati perduti nei secoli seguenti83.

Durante tutto il XVII secolo non si ha notizia della redazione di inventari degli archivi delle comunità di Rocca d'Orcia e Castiglione, ove i camarlenghi si limitarono ad apporre in calce all'inventario del 1589 le note di consegna della documentazione ai rispettivi successori, lasciando memoria di occasionali estrazioni di atti dall'archivio e della loro successiva riconsegna84. L'infeudazione seicentesca di Castiglione non ebbe particolari ripercussioni sulla produzione e sulla tenuta della documentazione a carattere amministrativo, che continuarono ad essere affidate rispettivamente ai giusdicenti e ai camarlenghi pro tempore, mentre provocò un sostanziale mutamento nella gestione degli atti giudiziari, prodotti e conservati in loco dal commissario feudale e non più inviati all'Archivio generale senese. Gli inventari seicenteschi redatti dai commissari feudali al termine del loro ufficio riflettono il progressivo accumularsi di documentazione nell'archivio del palazzo di giustizia, che giunse a comprendere oltre cento registri e una trentina di filze di processi civili, criminali e di danno dato85. Tali elenchi di consistenza fanno rimpiangere la dispersione di quasi tutti gli atti giudiziari relativi al feudo di Castiglione d'Orcia, verificatasi nei decenni che seguirono la morte di Francesco Maria Riario e il conseguente ritorno di Castiglione sotto la diretta giurisdizione degli ufficiali granducali. Ancora nel 1771 rimanevano nell'archivio della comunità una cinquantina di registri di processi criminali e di danno dato, che tuttavia non confluirono nell'archivio della nuova comunità istituita nel 177886. Di tutta la documentazione prodotta dai commissari feudali tra il 1605 e il 1676 si conservano attualmente - nel fondo Giusdicenti dello Stato dell'Archivio di Stato di Siena - solo alcuni dei registri e filze consegnati dall'ultimo commissario feudale agli ufficiali di San Quirico e Montalcino al momento del passaggio delle consegne87. Si è invece conservata almeno una parte del piccolo archivio della depositeria fiscale istituita dal primo marchese di Castiglione d'Orcia, complesso documentario prodotto e conservato dai depositari sino al 1676 e successivamente confluito nell'archivio della comunità88.

A differenza di quanto si è avuto modo di constatare nel caso di altre comunità dello Stato senese, ove la presenza di un cancelliere diede luogo alla periodica redazione di inventari d'archivio durante tutta l'età moderna, non si hanno praticamente notizie sulla consistenza e sulla tenuta degli archivi delle comunità di Castiglione e della Rocca tra la fine del Cinquecento e la metà del Settecento89. Peraltro, le informazioni contenute nella risposta inviata nell'ottobre 1746 alla Consulta di Firenze dal podestà di Castiglione Benedetto Maria Ugurgieri, nell'ambito dell'indagine promossa da Pompeo Neri sullo stato degli archivi toscani, risultano estremamente imprecise e non consentono di tracciare un quadro analitico del materiale effettivamente conservato nei due archivi90. La realtà descritta nella risposta dell'Ugurgieri era quella di complessi documentari di dimensioni sostanzialmente modeste, privi di qualsiasi forma di ordinamento e scarsamente conosciuti dallo stesso giusdicente, il quale del resto non ne curava la conservazione, ancora affidata ai camarlenghi comunitativi. Pare comunque certo che nell'archivio della comunità di Castiglione esistesse ancora parte della documentazione giudiziaria prodotta nel corso del Seicento dal tribunale feudale, mentre erano già andate disperse quasi tutte le pergamene attestate sino alla fine del XVI secolo sia alla Rocca che a Castiglione, ove nel 1707 una parte di esse era stata copiata in una sorta di liber iurium o istrumentario91. Un quadro indubbiamente più preciso della documentazione conservata negli archivi di Castiglione e di Rocca d'Orcia alla vigilia della riforma comunitativa si ricava dagli inventari redatti nel novembre 1771 da Giovan Battista Alessandri, notaio-ufficiale del podestà di Castiglione92. Per la prima volta le unità archivistiche vennero numerate progressivamente sulla carta - da 1 a 31 a Castiglione e da 1 a 16 alla Rocca -, senza però che alla numerazione corrispondesse un compiuto ordinamento cronologico o tipologico, a parte l'elencazione degli "spogli" di debitori e creditori in testa all'inventario dell'archivio di Castiglione. Nelle descrizioni vennero sistematicamente indicati, oltre ai caratteri estrinseci e contenutistici delle unità archivistiche, anche il condizionamento esterno, la data di inizio delle registrazioni e la cartulazione. Il fatto che il materiale non risulti compiutamente organizzato in serie non può stupire in presenza di archivi di dimensioni così modeste: i due piccoli complessi documentari non assunsero mai il carattere di archivi di concentrazione - sebbene in quello di Castiglione si conservassero alcuni registri correnti di compagnie laicali "servite" dal notaio del giusdicente93 - e ancora nel 1771 le loro dimensioni risultavano analoghe a quelle di fine Cinquecento. Sebbene si tratti di semplici elenchi, questi inventari presentano indubbiamente una maggiore sistematicità e completezza rispetto alle generiche descrizioni di metà secolo e consentono di tracciare un bilancio sulla conservazione documentaria di età moderna in questa parte di Val d'Orcia. Si può quindi notare come a fronte di perdite limitate nell'ambito della documentazione conservata a Castiglione, molto più evidente risulti la dispersione di materiale verificatasi alla Rocca, realtà della quale ebbe coscienza lo stesso estensore degli inventari94.


b) L'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia dal 1778 al 1865.


Neppure dopo la riforma leopoldina l'archivio della nuova comunità di Castiglione d'Orcia - affidato alle cure del cancelliere di San Quirico95 - assunse il carattere di archivio di concentrazione: non essendo Castiglione sede di cancelleria, nel suo archivio confluì solo la scarsa documentazione prodotta dalla soppressa comunità della Rocca96. Questa realtà risulta evidente dall'esame dell'inventario redatto nel giugno 1781 per il sindacato del cancelliere Giuseppe Rossi97. L'inventario in questione costituì per quasi trent'anni la base per le successive inventariazioni, che assunsero pertanto il carattere di semplici aggiornamenti98. Si tratta anche in questo caso di un semplice elenco, recante l'indicazione dei caratteri estrinseci e contenutistici delle unità archivistiche, del condizionamento esterno, degli estremi cronologici delle registrazioni e della cartulazione; emergono tuttavia i primi sforzi di dare un'articolazione alla descrizione del materiale archivistico, introducendo criteri di periodizzazione. In particolare, venne scelto come elemento periodizzante l'istituzione della nuova comunità di Castiglione d'Orcia (1778), inaugurando una prassi che sarebbe stata seguita costantemente nelle inventariazioni seguenti per buona parte dell'Ottocento e che in questa sede si è deciso di ripristinare99.

Il notevole incremento della produzione documentaria legato al rinnovato vigore impresso alla vita della comunità dalle riforme leopoldine e la maggiore attenzione per la custodia degli atti derivante dal loro affidamento a un esperto cancelliere comunitativo, residente nel vicino centro di San Quirico, determinarono una crescita esponenziale del materiale conservato nell'archivio castiglionese, analogamente a quanto si verificò in tutte le comunità dello Stato100. La periodica redazione di inventari in occasione dell'uscita di carica dei cancellieri - o, piuttosto, il costante aggiornamento di quello del 1781 - consente di conoscere in dettaglio il progressivo incremento della documentazione archivistica, dovuto prevalentemente all'accumularsi di carteggi e di registrazioni a carattere fiscale101. Tale incremento rese infine necessario un più deciso intervento di riordinamento e inventariazione, deliberato dal Magistrato comunitativo nell'agosto 1807 e portato a termine dal cancelliere Luigi Minucci in sole tre giornate di lavoro entro il maggio successivo102. Dopo aver proceduto al condizionamento esteriore delle filze di carteggio e dei registri di deliberazioni - ancor oggi ben riconoscibile -, il cancelliere redasse un "Inventario dei libri, filze, fogli e mobili esistenti nell'archivio pubblico della comunità di Castiglion d'Orcia"103. Furono probabilmente le considerevoli dimensioni raggiunte dall'archivio castiglionese - si contavano ormai circa 150 unità archivistiche rispetto alle poco meno di 60 del 1778104 - a indurre il Minucci nel tentativo di articolare l'inventario ricorrendo alla già menzionata periodizzazione e suddividendo la documentazione prodotta dal 1778 secondo i caratteri estrinseci delle unità archivistiche (libri, filze), ulteriormente ripartite in base al loro contenuto (libri di deliberazioni magistrali, libri d'amministrazioni comunitative, reparti, ecc.). Tuttavia, tranne alcune eccezioni105, il materiale non risulta articolato in serie coerenti e le descrizioni delle singole unità archivistiche appaiono piuttosto sommarie - non è riportata, ad esempio, l'indicazione della cartulazione, presente invece nei precedenti inventari - o addirittura mancano del tutto. Siamo dunque ancora una volta dinanzi a un semplice elenco di consistenza, frutto di una tecnica archivistica piuttosto modesta se paragonata a quella dispiegata da altri cancellieri comunitativi di fronte a complessi documentari di dimensioni analoghe106.

Nei decenni successivi la struttura dell'archivio non subì mutamenti di rilievo, eccettuato un costante incremento, tanto che l'inventario redatto nel 1826 in occasione del sindacato del cancelliere Giovanni Buonazia risulta ancora esemplato in larga misura su quello del 1808107. Si tratta in effetti di un semplice aggiornamento dell'inventario precedente, dal quale si evince come nell'archivio castiglionese fossero allora conservate circa 240 unità archivistiche108. L'unico elemento di questo ennesimo elenco di consistenza che risulti degno di nota è costituito dalla scelta di un criterio di periodizzazione sostanzialmente analogo a quello ancor oggi comunemente adottato: vennero infatti scelti come elementi periodizzanti l'entrata in vigore della riforma comunitativa leopoldina (1778), l'istituzione della mairie (1808) e la successiva restaurazione dell'amministrazione granducale (1814)109. Un ulteriore elemento di interesse è costituito inoltre dal fatto che nell'inventario del 1826 venne descritta la documentazione prodotta e ricevuta dalla mairie di Castiglione d'Orcia, che nel corso del nostro secolo è andata completamente perduta110.

Analogamente a quanto si stava verificando nelle altre sedi di cancelleria111, anche a San Quirico a partire dal terzo decennio del XIX secolo si cominciò a creare un grande archivio di concentrazione, nel quale confluirono nel 1829 gli archivi dei tribunali di San Quirico e Pienza e nel 1836 porzioni considerevoli di quelli delle comunità di San Quirico, Pienza, Castiglione d'Orcia e San Giovanni d'Asso112. Si trattava per lo più di documentazione relativamente recente, destinata ad incrementarsi a ritmo sostenuto in seguito al progressivo afflusso di materiale prodotto nei decenni successivi. In particolare, per quanto riguarda il materiale archivistico pertinente alla comunità di Castiglione, venne versata nell'archivio di cancelleria di San Quirico tutta la documentazione successiva alla riforma comunitativa leopoldina - eccetto quella prodotta durante la dominazione francese - ed alcuni registri più antichi, tra cui gli statuti di Rocca d'Orcia del 1421, il liber iurium della comunità di Castiglione, i Libri di memorie, i registri delle deliberazioni e gli "spogli" di debitori e creditori ancora in uso nel 1778, al momento della riunione delle antiche comunità di Castiglione e della Rocca nella nuova comunità di Castiglione d'Orcia113. Complessivamente nel 1836 la documentazione afferente alla comunità di Castiglione comprendeva circa 300 unità archivistiche, solo un'ottantina delle quali - la quasi totalità della documentazione anteriore al 1778 e quella prodotta dalla mairie tra il 1808 e il 1814 - continuarono ad essere conservate a Castiglione, sempre sotto la responsabilità del cancelliere comunitativo di San Quirico114.

L'archivio della cancelleria di San Quirico, i cui locali vennero allestiti nella primavera del 1835, giunse entro l'anno successivo a contare più di 500 "pezzi" e a partire dal 1839 venne dotato di un archivista - Pietro Zamperini, già copista dell'ufficio di cancelleria -, che rimase in carica sino alla morte, avvenuta nel 1855115. La continua crescita dei complessi documentari concentrati presso la cancelleria di San Quirico portò a un aumento esponenziale del materiale conservato nel suo archivio, che si avvicinava ai 1000 "pezzi" nel 1845 - poco prima dell'aggregazione della comunità di San Giovanni d'Asso alla cancelleria di Asciano116 - e li superava ampiamente nel 1865, al momento della soppressione della cancelleria117. Nonostante la sua notevole rilevanza e il suo affidamento a personale di elevata competenza - Giuseppe Maria Becattini fu tra i cancellieri che ne curarono la conservazione tra il 1845 e il 1848, anni immediatamente precedenti la pubblicazione de Il cancelliere ministro del censo118 -, l'archivio della cancelleria comunitativa di San Quirico non fu mai interessato da significative operazioni di riordinamento e inventariazione. La tenuta della documentazione venne organizzata sulla base degli elenchi di consistenza del materiale versato tra il 1829 e il 1836 dai due tribunali di San Quirico e Pienza e dalle quattro comunità afferenti alla cancelleria di San Quirico - suddiviso in altrettanti fondi, distinti in base alla loro provenienza - e dagli aggiornamenti annuali di tali elenchi di versamento (detti appendici), redatti regolarmente sino al 1865119. Sia gli elenchi che i loro aggiornamenti recavano notizia dei caratteri estrinseci e contenutistici, del condizionamento esterno e degli estremi cronologici delle unità archivistiche, numerate progressivamente - la cartellinatura applicata in quell'occasione risulta ancor oggi visibile120 -, ma senza alcun tentativo di organizzazione in serie.

Di livello piuttosto modesto risulta anche l'inventario del materiale rimasto nell'archivio della comunità di Castiglione redatto nel luglio 1836121, come pure quello compilato nel maggio 1859 a cura del gonfaloniere Azzolino Cervini122. In quest'ultimo caso l'indicazione di elementi contenutistici, degli estremi cronologici e della cartulazione diedero luogo a una descrizione sommaria e frequentemente errata delle unità archivistiche - descrizione annotata anche sulle unità stesse123 -, elencate in ordine rigidamente cronologico, senza più alcuna traccia di una cosciente periodizzazione. Nononostante i limiti testé rilevati, i cancellieri comunitativi furono comunque in grado di assicurare un'accurata conservazione dell'archivio: nei quasi cento anni in cui la documentazione castiglionese rimase sotto la cura dei cancellieri di San Quirico non si verificarono dispersioni documentarie di particolare rilievo, a differenza di quanto sarebbe purtroppo accaduto in epoche ben più recenti.


c) L'archivio comunale di Castiglione d'Orcia dopo l'Unità d'Italia.


L'approvazione nel 1865 della legge di unificazione amministrativa del Regno d'Italia, con la quale venne disposta tra l'altro la soppressione delle cancellerie toscane e l'istituzione in ogni comune di un segretario responsabile della tenuta degli atti, ebbe conseguenze rilevanti anche in ambito archivistico124. Venuti meno gli archivi di cancelleria, che avevano svolto in ambito locale funzione di istituto di concentrazione documentaria, il materiale in essi presente venne ripartito tra gli enti che avevano prodotto le carte o che da allora in poi avrebbero assunto compiti in precedenza assegnati ai cancellieri. In seguito allo smembramento dell'archivio della cancelleria comunitativa di San Quirico d'Orcia, il 30 settembre 1865 il materiale di natura catastale relativo alla comunità di Castiglione - poco più di cento unità archivistiche - passò all'Agenzia delle imposte e tasse di Montepulciano125. Nell'ottobre dell'anno successivo fu la volta della documentazione spettante al comune di Castiglione, che andò a ricongiungersi con quella più antica, da sempre rimasta nell'archivio della comunità, e con il materiale corrente, che non era stato ancora versato nell'archivio della cancelleria di San Quirico126. Gran parte delle oltre 500 unità archivistiche relative alla comunità di Castiglione, sino ad allora conservate in tre fondi distinti, venne dunque concentrata nell'archivio comunale127.

Nei decenni che seguirono l'unificazione italiana l'archivio comunale di Castiglione d'Orcia conobbe una notevole crescita e, pur in assenza di operazioni complessive di ordinamento e inventariazione, fu oggetto di cure adeguate che gli assicurarono una buona conservazione almeno sino all'inizio del nostro secolo. Tra gli interventi più importanti si ricordano l'adozione nel 1867 di un titolario di classificazione per il carteggio - analogamente a quanto si verificò in gran parte dei comuni italiani128 -, la sua successiva modifica nel 1869 e l'adozione di un nuovo titolario nel 1878, grazie all'opera dell'impiegato straordinario Andrea Tondi129. L'inventario redatto nel 1870 e aggiornato sino al 1888 - un semplice elenco di consistenza esemplato in larga misura sulle analoghe compilazioni degli anni precedenti - offre un quadro completo della documentazione conservata presso l'archivio comunale e dà conto del notevole incremento del materiale verificatosi nella prima età postunitaria, che intorno al 1890 giunse a contare almeno 600 unità archivistiche130. Questa considerevole crescita del materiale conservato nell'archivio di Castiglione appare legata quasi esclusivamente all'aumento generalizzato della produzione documentaria verificatosi in età postunitaria, visto che solo negli ultimi decenni l'archivio comunale ha preso ad assumere di fatto le funzioni di istituto di concentrazione, anche se limitatamente ad archivi di enti estinti - quali ad esempio l'Ente Comunale di Assistenza o l'Asilo infantile "Casa dei bambini"- aventi sede nel territorio comunale131. D'altro canto, l'aggregazione di Campiglia d'Orcia al comune di Castiglione d'Orcia, avvenuta nel 1867 (cfr. supra la nota 2) non comportò l'afflusso nell'archivio castiglionese di documentazione prodotta dall'antica comunità di Campiglia prima della riforma comunitativa leopoldina. In effetti, tale documentazione risultava in gran parte dispersa già nel 1833, quando nell'archivio della comunità di Abbadia San Salvatore - cui Campiglia era stata aggregata nel l777 - e in quello della cancelleria comunitativa di Radicofani - nel cui ambito territoriale era compresa Abbadia-si conservavano solo alcuni spogli settecenteschi di debitori e creditori, oggi anch'essi perduti (cfr. in proposito ASS, Comune di Radicofani 920, cc. 152r-159v "Libri e filze appartenenti alla comunità di Abbadia San Salvadore ed esistenti nell'archivio della cancelleria comunitativa di Radicofani" e 160r-169v "Libri, filze e fogli appartenenti alla comunità di Abbadia San Salvadore ed esistenti nell'archivio locale di detta terra"; ASS, Inventari manoscritti 17 [Comune di Radicofani] e L'archivio comunale di Abbadia San Salvatore). Della documentazione relativa a Campiglia confluirono nell'archivio di Castiglione solo i registri dello Stato civile - attualmente rilegati assieme a quelli di Castiglione (cfr. ACCO, Archivio postunitario XVII-XVIII) - e un Registro della popolazione degli anni 1865-1866 (cfr. ACCO, Archivio postunitario XVI.l), redatti dall'ufficio anagrafico e di stato civile del comune di Abbadia San Salvatore. La sottoscrizione dell'inventario dell'archivio redatto nel 1891, effettuata dal sindaco Leopoldo Cervini nell'agosto 1900, l'adozione almeno a partire dal 1903 del titolario nazionale di classificazione del carteggio del 1897, nonché gli studi compiuti in quegli anni da Arnaldo Verdiani Bandi sulla più antica documentazione conservata nell'archivio comunale costituiscono le ultime testimonianze di una corretta tenuta e della concreta possibilità di fruizione di quel complesso documentario132. Se infatti sino all'inizio del Novecento, pur in presenza di uno scarso impegno sul piano dell'ordinamento e dell'inventariazione, l'archivio di Castiglione aveva subìto dispersioni sostanzialmente contenute, nei decenni successivi avrebbe conosciuto un destino certamente non benevolo. Basti pensare che entro la metà degli anni Cinquanta sono andati perduti i registri membranacei contenenti rispettivamente i capitoli di sottomissione di Rocca d'Orcia al Comune di Siena, risalenti al 1419, e gli statuti di quel castello del 1421 - ancora esistenti in archivio all'epoca del Verdiani Bandi133 -, tutta la documentazione prodotta dalla mairie tra il 1808 e il 1814 e quasi la metà del materiale archivistico prodotto tra la Restaurazione e l'Unità d'Italia, con perdite gravissime soprattutto nei carteggi. Per quanto riguarda l'età postunitaria, sono andati inoltre perduti tutti i protocolli della corrispondenza sino all'anno 1943, come pure quasi tutto il carteggio sino agli anni Trenta e buona parte di quello anteriore alla metà degli anni Cinquanta, tutti i bilanci di previsione sino al 1930 e i conti consuntivi, i registri dei mandati, i giornali, libri mastro e i mandati prodotti tra il 1872 e il 1930 - con una coincidenza di date alquanto sospetta -, nonché un registro di deliberazioni della Giunta municipale degli anni 1865-1867, un registro di deliberazioni del Consiglio comunale degli anni 1944-1946 e porzioni rilevanti dei ruoli esattoriali.

Non è facile risalire alle cause che nel corso della prima metà del nostro secolo concorsero a determinare la perdita o la sostanziale distruzione di alcune delle unità archivistiche più antiche e di gran parte della documentazione prodotta dalla comunità di Castiglione nel corso degli ultimi due secoli, catastrofe che ha ben pochi eguali - se non nel caso di archivi completamente distrutti in seguito a eventi bellici o incendi - persino nel non certo roseo panorama degli archivi comunali italiani. Ed è proprio agli ultimi eventi bellici che fecero riferimento gli impiegati comunali - non sappiamo con quanto fondamento -, per giustificare la dispersione o la cattiva conservazione della documentazione otto-novecentesca di fronte ai funzionari dell'Archivio di Stato di Siena inviati nel 1954 e nel 1959 in qualità di ispettori per conto della Sovrinten[den]za archivistica per la Toscana134.

L'istituzione in Firenze sin dal 1939 di una Sovrintendenza archivistica - preposta tra l'altro alla vigilanza sugli archivi degli enti pubblici - determinò una rinnovata attenzione anche nei confronti dell'archivio comunale di Castiglione d'Orcia135, alla quale non fece tuttavia riscontro un'efficace collaborazione da parte degli amministratori locali. Sebbene dopo la visita ispettiva compiuta nel 1954 da Francesco De Feo gli impiegati del comune avessero provveduto a ricollocare la documentazione sugli scaffali, ripristinando quando possibile la classificazione del carteggio secondo le categorie nazionali e procedendo a una sommaria schedatura del materiale più antico, l'anno successivo l'amministrazione comunale mise in atto uno scarto di materiale archivistico non autorizzato dalla Sovrintendenza e, come si apprende dalla relazione redatta nel giugno 1959 da Ubaldo Morandi, "le carte che non poterono essere ricomposte nei rispettivi fascicoli furono consegnate alla C.R.I. per il macero"136. La scarsa probabilità che eventi bellici possano aver determinato quasi esclusivamente la distruzione di materiale relativamente recente - o addirittura di epoca post-bellica! - e, non ultime, alcune testimonianze orali offerte in loco da anziani dipendenti comunali, lasciano ipotizzare che la distruzione di buona parte del materiale non più esistente - e soprattutto di quello più recente - sia da addebitare a scarti volontari come quello non autorizzato del 1955 o a indebite sottrazioni di atti verificatesi negli anni immediatamente precedenti137.

D'altro canto, la cartellinatura e l'approssimativa inventariazione del materiale archivistico preunitario attuata dagli impiegati comunali a partire dal 1954 diede luogo all'attuazione di un bizzarro ordinamento "casuale" della documentazione. Secondo quanto si apprende dalla già citata relazione di Ubaldo Morandi del giugno 1959, "quando il materiale fu ricollocato negli scaffali ove attualmente si trova, sopra la costola di ciascun pezzo fu incollato un cartellino numerato, cominciando dal no 1. [...] Durante questo lavoro non fu seguito alcun criterio razionale, cosicché i registri così numerati non seguono ordine alcuno"138. Per ovviare a questo inconveniente, nei mesi successivi venne predisposta la realizzazione di schede sulla base dell'elenco di consistenza redatto a suo tempo dagli impiegati comunali e l'ordinamento da parte di funzionari dell'Archivio di Stato di Siena di tali schede compilate in loco - in verità piuttosto sommarie e decisamente imprecise -, al fine di poter giungere alla stesura di un inventario dotato di una certa attendibilità139. Anche in seguito alle sollecitazioni seguite alla visita ispettiva compiuta nel settembre 1965 da Giuliano Catoni, l'amministrazione comunale di Castiglione d'Orcia procedette entro il maggio 1969 all'istituzione di una sezione separata d'archivio relativa agli atti esauriti da oltre un quarantennio e alla sua inventariazione. Redatto da personale locale sulla base della schedatura iniziata nel 1959, l'inventario in questione non è altro che un sintetico e incompleto elenco di consistenza, esente da ogni tentativo di periodizzazione o di organizzazione in serie della documentazione140.

Considerato risolto il problema della costituzione di una sezione separata d'archivio e della sua inventariazione, sin dai primi anni Settanta il problema più urgente agli occhi degli ispettori della Sovrintendenza divenne quello del locale che ospitava la sezione separata e l'archivio di deposito, che nel 1972 venne definito da Luigi Borgia come un vano "posto al piano terreno dell'edificio municipale, umido e poco capiente, privo di ogni cautela di sicurezza"141. Ancor più pessimistico risulta il quadro tracciato nella relazione della visita compiuta nel settembre 1980 da Ubaldo Morandi, nella quale si constatava l'ormai avvenuto danneggiamento di parte della documentazione a causa dell'umidità dei locali, definiti ormai "inadatti alla conservazione di un archivio"142.

Riteniamo si possa affermare che l'ulteriore interessamento della Sovrintendenza archivistica e dell'Amministrazione provinciale di Siena - del quale il presente intervento di ordinamento e inventariazione è il frutto - e l'ancor più recente sensibilizzazione dell'amministrazione comunale, che ha portato alla reintroduzione del titolario nazionale di classificazione del carteggio a partire dal 1992 e al risanamento dei locali dell'archivio, abbiano letteralmente "salvato" il materiale dalla distruzione definitiva. Speriamo vivamente che questa ritrovata attenzione, accompagnata da un qualche risveglio dell'interesse storiografico143, non preluda a un nuovo oblìo, che rischierebbe forse di risultare definitivo.


3. Criteri adottati nell'attuale intervento di riordinamento e inventariazione.


Il presente inventario ha come obiettivo quello di proporre una lettura del modo in cui le istituzioni produttrici delle carte oggi componenti l'archivio comunale di Castiglione d'Orcia hanno organizzato nel tempo la propria memoria storica, senza cadere nell'illusione di poter ricostruire un "mitico" ordinamento originario144. Per quanto riguarda il caso qui considerato - analogamente a quanto si può constatare in generale negli archivi comunali toscani - una tale ricostruzione non pare infatti possibile, essendo la fisionomia stessa dell'archivio, come sopra dimostrato, il frutto di progressive manipolazioni operate da chi ebbe nel corso dei secoli la cura della produzione e della conservazione del materiale documentario145. L'impostazione adottata prende quindi le mosse dall'indirizzo, ormai usualmente condiviso, dato da Augusto Antoniella al problema dell'ordinamento degli archivi comunali toscani secondo il metodo storico. Da ciò è conseguita l'opportunità di introdurre anche nel caso dell'archivio comunale di Castiglione d'Orcia una periodizzazione che, oltre a distinguere l'archivio preunitario da quello postunitario, indicasse nello stesso archivio preunitario le varie epoche della sua evoluzione, direttamente connesse col dispiegarsi di fasi storico-amministrative di portata generale146.

Partendo dal presupposto che i momenti di cesura da individuare dovessero corrispondere alle grandi trasformazioni amministrative e non tanto a quelle dei regimi politici147, si è ritenuto opportuno considerare come evento periodizzante la radicale riforma comunitativa che interessò nel 1778 la provincia superiore dello Stato senese. L'inventario si apre pertanto con due sezioni corrispondenti agli archivi prodotti dalle comunità - Castiglione e Rocca d'Orcia - che nel 1778 vennero riunite, assieme a un certo numero di comunelli, a formare la nuova comunità di Castiglione. Accantonata per i motivi sopra esposti l'ipotesi di inserire l'archivio della comunità di Rocca d'Orcia all'interno di un'eventuale sezione relativa alla sola comunità di Castiglione, che senza cesure andasse fino al 1808, si è deciso di non considerare gli archivi delle comunità soppresse nel 1778 come aggregati a quello della nuova comunità di Castiglione d'Orcia, bensì come i suoi diretti antecedenti. L'archivio preunitario prosegue quindi con due altre sezioni relative a documenti della "Compagnia di San Giovanni Battista di Castiglione d'Orcia", soppressa nel 1785, e alla "Depositeria fiscale del marchesato Riario", attiva tra il 1605 e il 1676.

Le due sezioni successive sono relative rispettivamente al periodo che va dall'istituzione della nuova comunità di Castiglione d'Orcia nel 1778 alla creazione nel 1808 dell'omonima mairie e- essendo andato completamente disperso il materiale prodotto nella breve fase di amministrazione francese (1808-1814) - all'epoca compresa tra la Restaurazione e l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia (1814-1865).

Mentre le sezioni costituenti l'archivio preunitario e gli archivi aggregati, in quanto non suscettibili di ulteriori incrementi, sono state articolate in serie chiuse - ognuna relativa di norma ad una tipologia documentaria -, l'archivio postunitario è stato strutturato direttamente in diciannove serie aperte - di frequente articolate in sottoserie -, in modo da consentire un regolare e corretto passaggio dei documenti dall'archivio di deposito alla sezione separata d'archivio148.

Le ulteriori sezioni dell'inventario sono state invece riservate all'analisi e alla descrizione degli archivi aggregati, relativi ad istituzioni diverse da quella comunale. Mentre sono state inserite nell'archivio preunitario - come sopra ricordato - le carte riconducibili a istituzioni soppresse già prima dell'Unità d'Italia, delle quali la comunità assorbì le funzioni o la documentazione, sono stati considerati invece come archivi aggregati quelli relativi ad enti pubblici o di altra natura soppressi dopo l'Unità d'Italia - quali ad esempio i giudici conciliatori di Castiglione d'Orcia e di Campiglia d'Orcia, la Congregazione di carità e l'Ente Comunale di Assistenza di Castiglione d'Orcia, l'Asilo infantile "Casa dei Bambini" di Castiglione d'Orcia, il Comitato di Castiglione d'Orcia dell'Opera Nazionale per la protezione della Maternità e Infanzia (ONMI) -, dei quali il comune di Castiglione d'Orcia deve essere considerato essenzialmente il conservatore de facto149, per quanto possa in alcuni casi aver assorbito le funzioni dell'originario ente produttore.

Nelle sezioni costituenti l'archivio il materiale è stato articolato in serie e sottoserie. Allo scopo di agevolare la lettura dell'inventario l'intitolazione delle serie è stata stampata in grassetto; quella delle sottoserie è preceduta dagli estremi, anch'essi in grassetto, dei numeri di corda delle unità archivistiche afferenti e caratterizzata dall'indicazione, allineata a destra, della loro cronologia complessiva. Di ogni singola unità archivistica sono state riportate la datazione cronica secondo lo stile comune, le antiche numerazioni150 e informazioni utili per una valutazione generale (come ad esempio intestazioni o intitolazioni in copertina o in costola) o necessarie per valutarne la specificità, nonché al termine, in corsivo, alcune essenziali indicazioni sul condizionamento esteriore.

Si è inoltre ritenuto opportuno completare l'inventario con l'inserimento di una sintetica appendice relativa ad opere a stampa conservate nell'archivio e con un'appendice documentaria, nella quale è stata edita documentazione - per lo più antichi inventari - relativa alla conservazione e alla gestione nel corso dell'età moderna e contemporanea degli archivi di quella porzione di Val d'Orcia attualmente compresa nel comune di Castiglione d'Orcia.

Pare doveroso sottolineare come nella presente introduzione, nonché nelle note introduttive alle varie sezioni dell'inventario o alle serie che le compongono si sia fatto spesso ricorso ai testi contenuti nell'inventario della sezione separata dell'archivio comunale di Sinalunga - edito recentemente nella collana che ospita anche il presente volume, a cura di Andrea Giorgi e Stefano Moscadelli -, stante l'analogia dei temi trattati o la loro assoluta identità, riproducendone integralmente alcune parti. Ringraziamo pertanto l'amico e collega Stefano Moscadelli - da sempre fonte di preziosi consigli e di opportuni incoraggiamenti - per aver consentito di riproporre tali testi nell'ambito del presente lavoro.


Ci è gradito infine ringraziare quanti hanno in vario modo contribuito alla realizzazione del presente inventario. Un ringraziamento particolare va alla dott. Silvia Coazzin per la redazione degli elaborati grafici.


GIUSEPPE CHIRONI - ANDREA GIORGI




Sono state usate le seguenti abbreviazioni:


ACCO Archivio Comunale di Castiglione d'Orcia
ACMO Archivio Comunale di Montalcino
ACSQ Archivio Comunale di San Quirico d'Orcia
ASAT Archivio della Sovrintendenza Archivistica per la Toscana
ASF Archivio di Stato di Firenze
ASS Archivio di Stato di Siena


IC = Istruzione per i cancellieri delle comunità della provincia superiore di Siena, in Bandi e ordini, VIII, no 166 [1777 giugno 2].

Legge 22 marzo 1865, no2248 = Legge per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, 22 marzo 1865 no 2248, in Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del regno d'Italia, XI, Torino, 1865, pp. 417-619.

RG = Regolamento generale per le comunità della provincia superiore dello Stato senese in bandi e Ordini, VIII, no 65 [17777giugno 2].

RC = Regolamento particolare per la nuova comunità di Castiglion d'Orcia, in Bandi e ordini, VIII, no 75 [1777 giugno 2].


alleg. allegato, allegati
art. articolo
b./bb. busta/buste
c./cc. carta/carte
cap. capitolo
cart. cartone, cartoncino
cat. categoria
cfr. confronta
cl. classe
col./coll. colonna/colonne
coper. copertina
d. destra
D.P.R. Decreto del Presidente della Repubblica
dist. distinzione
div. divisione
doc./docc. documento/documenti
f./ff. filza/filze
fig./figg. figura/figure
ind. indice
leg./legg. legato, legata/legati, legate
l.d. luogo detto
membr. membranaceo
ms./mss. manoscritto/manoscritti
no/nn. numero/numeri
n.n. non numerata, numerato, numerate, numerati
p./pp. pagina/pagine
par./parr. paragrafo/paragrafi
perg./pergg. pergamena, pergamenaceo/pergamene
r. recto
R.D. Regio Decreto
reg./regg. registro/registri
reper. repertorio
rubr. rubrica
s. sinistra
s.d. senza data
sec./secc. secolo/secoli
sez./sezz. sezione/sezioni
sgg. seguenti
v. verso
vol./voll. volume/volumi


Quando non altrimenti indicato, s'intende che l'unità archivistica è condizionata in forma di busta e contiene carte non numerate o ruoli esattoriali.


Il presente lavoro è frutto di una riflessione comune dei due autori. L'impostazione generale e la schedatura del materiale sono state curate collegialmente. La redazione del testo è stata così ripartita, in porzioni quantitativamente analoghe:


Giuseppe Chironi. INTRODUZIONE: parr. lb, 2b-c. ARCHIVIO PREUNITARIO: Comunità di Castiglione d'Orcia fino al 1778, serie Liber iurium, Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi. Comunità di Rocca d'Orcia fino al 1778, serie Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori. Comunità restaurata di Castiglione d'Orcia (1815-1865), serie Deliberazioni, Editti del gonfaloniere, Carteggio e atti, Bandi, ordini e circolari, Contabilità. ARCHIVIO POSTUNITARIO: Comune di Castiglione d'Orcia (1865-1959), serie I-II, XII-XIX. ARCHIVI AGGREGATI: Congregazione di carità ed Ente Comunale di Assistenza (1893-1977).


Andrea Giorgi. INTRODUZIONE: parr. 1a, 2a, 3. ARCHIVIO PREUNITARIO: Comunità di Castiglione d'Orcia fino al 1778, serie Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori, Ordini e bandi, Lira, Accuse e stime di danni dati. Comunità di Rocca d'Orcia fino al 1778, serie Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi, Stime di danni dati, Libro del compratore delle entrate della comunità, Ospedale di San Cristoforo. Compagnia di S. Giovanni Battista di Castiglione d'Orcia (1597-1748). Depositeria fiscale del marchesato Riario (1605-1676). Comunità di Castiglione d'Orcia (1778-1808). Comunità restaurata di Castiglione d'Orcia (1815-1865), serie Obblighi e proventi, Imposte e tasse, Inventari, Guardia civica. ARCHIVIO POSTUNITARIO: Comune di Castiglione d'Orcia (1865-1959), serie III-XI. ARCHIVI AGGREGATI: Giudice conciliatore di Castiglione d'Orcia (1866-1995). Giudice conciliatore di Campiglia d'Orcia (1880-1965). Asilo infantile "Casa dei bambini" (1937-1992). Opera Nazionale per la protezione della Maternità e Infanzia. Comitato di Castiglione d'Orcia (1932-1977).


Sono stati redatti collegialmente l'Appendice relativa alle "Opere a stampa", l'Appendice documentaria, le figg. 1-2 e gli indici.




Amiata (L') nel Medioevo = L'Amiata nel Medioevo, atti del convegno di studi (Abbadia San Salvatore, 29 maggio-l giugno 1986), a cura di M. ASCHERI e W. KURZE, Roma 1989.

ANDREINI, Le attività extra-agrarie = A. ANDREINI, Le attività extra-agrarie nell'Amiata di primo Ottocento, in "Amiata. Storia e territorio", no 25, X (gennaio 1997), pp. 56-58.

Annales Camaldulenses = Annales Camaldulenses Ordinis Sancti Benedicti, a cura di G.B. MITTARELLI e A. COSTADONI, I-IX, Venezia 1755-1773.

Antologia di scritti archivistici = Antologia di scritti archivistici, a cura di R. GIUFFRIDA, Roma 1985.

ANTONIELLA, Atti delle antiche magistrature = A. ANTONIELLA, Atti delle antiche magistrature giudiziarie conservati presso gli archivi comunali toscani, in "Rassegna degli Archivi di Stato", XXXIV, 1974, pp. 380-415.

ANTONIELLA, L'archivio comunale postunitario = A. ANTONIELLA, L'archivio comunale postunitario. Contributo all'ordinamento degli archivi dei Comuni, presentazione di F. MORANDINI, Firenze 1979.

ANTONIELLA, L'archivio comunale preunitario = A. ANTONIELLA, L'archivio comunale preunitario. Tipologia documentaria in uno schema ordinativo, dispense per il "Corso di aggiornamento per archivisti degli enti locali", Centro studi "A Maccarone", Pisa 1982, pp. 173-268.

ANTONIELLA, Archivi comunali = A. ANTONIELLA, Archivi comunali e tipologie d'archivio, in Archivi comunali toscani, pp. 29-36.

Archivi (Gli) comunali della Provincia di Siena = Gli archivi comunali della Provincia di Siena, a cura di A. ANTONIELLA ed E. INSABATO, Siena 1983.

Archivi comunali toscani = Archivi comunali toscani: esperienze e prospettive, atti delle giornate di studio (Carmignano, 13 dicembre 1986; Lastra a Signa, 9 maggio 1987), a cura di E. INSABATO e S. PIERI, Provincia di Firenze-Comune di Carmignano-Comune di Lastra a Signa 1989.

Archivi del governo francese = ARCHIVIO DI STATO DI SIENA, Archivi del governo francese nel Dipartimento dell'Ombrone, inventario a cura di G. CATONI, Roma 1971.

Archivio (L') comunale di Abbadia San Salvatore = L'Archivio comunale di Abbadia San Salvatore, inventario della sezione storica a cura di P.G. MORELLI, S. MOSCADELLI e C. SANTINI, Siena 1986.

Archivio (L') comunale di Montalcino =L'Archivio comunale di Montalcino, inventario della sezione storica a cura di P.G. MORELLI, S. MOSCADELLI e C. SANTINI, I-II, Siena 1989-1990.

Archivio (L') comunale di San Quirico d'Orcia = L'Archivio comunale di San Quirico d'Orcia, inventario della sezione storica a cura di G. CHIRONI e A. GIORGI, Siena 1992.

Archivio (L') comunale di Siena = L'Archivio comunale di Siena, inventario della sezione storica a cura di G. CATONI e S. MOSCADELLI, Siena 1998.

Archivio (L') comunale di Sinalunga = L'Archivio comunale di Sinalunga, inventario della sezione storica a cura di A. GIORGI e S. MOSCADELLI, Siena 1997.

Archivio (L') dell'Opera =L'archivio dell'Opera della Metropolitana di Siena, inventario a cura di S. MOSCADELLI, München 1995.

Archivio dell'Ospedale di S. Maria della Scala = ARCHIVIO DI STATO DI SIENA, Archivio dell'Ospedale di S. Maria della Scala, inventario a cura di G. CANTUCCI GIANNELLI e U. MORANDI, I-II, Roma 1960-1962.

Archivio (L') diocesano di Pienza = L'archivio diocesano di Pienza, inventario a cura di G. CHIRONI, Siena 2000.

Archivio (L') notarile = ARCHIVIO DI STATO DI SIENA, L'Archivio notarile (1221-1862), inventario a cura di G. CATONI e S. FINESCHI, Roma 1975.

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Guida generale = Guida generale degli Archivi di Stato, I-IV, Roma 1981-1994.

Guida-inventario = ARCHIVIO DI STATO DI SIENA, Guida-inventario dell'Archivio di Stato, I-III, Roma 1951-1977.

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1 (-; 133; 139) Missale Romanum, Venetiis, apud Turrinum, 1651.

Nel verso della coperta inferiore si trova la nota di possesso: "Io Girolama Marzocchi".


2 (51; 116; 140) Tavole di ragguaglio per la riduzione dei pesi e misure che si usano in diversi luoghi del Granducato di Toscana al peso e misura vegliante in Firenze, Firenze, Cambiagi, 1782.




1. Inventario dell'archivio della comunità di Rocca d'Orcia. 1579 luglio 12


ACCO, Archivio preunitario 198, c. 17r.


"Inventario di tutte le robbe che Paulo di Corradino ha consignato a Paulo di Bondo, camarlengo presente della nostra comunità del semestre di luglio anno 1579. Et prima:

Uno goffano grande per scritture et libri.

Un sigillo d'ottone.

Cinque chiavi da porti et

Uno pestio da porta. Due anelli da porta.

2 rastiatoii d'archibusoni.

Un paio di forme d'archibusi.

4 archibusi da muraglia.

Scritture et contratti in cartapecora.

Un libro di provisioni di capitani et potestà.

Un libro di capitoli con tavole.

Un contratto in cartapecora.

Più sorte di scritture piccholi et grandi.

Un libro di statuti squademato.

Un cassetino per il bossulo con chiave.

2 libri di memorie vecchie, uno con cuperta et l'altro senza.

2 libri da rafformagioni, uno nuovo et un vecchio.

Un libro della lira.

Un libro delle memorie nuovo.

4 libri vecchi.

2 libri d'erbatici, uno nuovo et uno vecchio.

2 libri di fedi, uno nuovo et uno vecchio.

Una filza di scritture di più sorte.

Uno paio di ceppi fatti per li scellerati, con sua chiave.

Una carriuola senza fondo.

2 pezi di uscii.

Uno staio di ferro.

2 spidoni.

2 capifuochi con pala et molli.

Un saccone tristo.

Un bancho di risidentia.

Una tavola con suoi treppiedi.

3 banche posticcie.

2 chiave da granaio.

1 chiave della cucina.

1 lucernaio.

1 bossulo con sua tefania.

4 cerchi di ferro da chanali.

1 pestio di porta.

Il dì 12 di luglio si accettò le sopradette cose Paulo di Bondo da Paulo di Corradino camarlengo vechio il dì decto anno 1579 come sopra".


2. Inventario dell'archivio della comunità di Rocca d'Orcia. 1580 luglio 1

ACCO, Archivio preunitario 200, c. n.n.


"Inventario di tutte le robbe che Bernardino di Domenico Guglielmi ha consignato a Pietro Paulo di Francesco, camarlengo presente della nostra comunità nel semestre di luglio 1580. Et prima:

Un goffano grande per le scritture et libri.

Un sigillo d'ottone.

[...]

Scritture et contratti in cartapecora.

Un libro di provisioni di capitani et podestà.

Un libro di capitoli legato in tavole.

Un contratto in cartapecora.

Più sorte di scritture piccoli et grandi.

Un libro di statuti squadernato.

Un cassettino per il bossulo con sue chiavi.

Due libri di memorie vecchie, uno con cuperte et l'altro senza.

Un libro delle memorie nuovo.

Due libri di reformagioni, uno nuovo et l'altro vecchio.

Un libro della lira.

Quatro libri vecchii.

Due libri d'erbatici, uno nuovo et l'altro vecchio.

Due libri di fedi, uno nuovo et l'altro vecchio.

Una filza di scritture di più sorti.

[...]

Quale inventario et robbe furno accettate da Pietro Paulo di Francesco, presente camarlengo da Bernardino di Domenico il dì primo di luglio 1580".


3. Inventario delle "scritture et libri" della comunità di Castiglione d'Orcia. 1589 luglio 18


ACCO, Archivio preunitario 14, cc. 154v-155r151


"Inventario delle scritture et libri della comunità di Castiglion d'Orcia consegniate per me Perinto Renzuoli, dottore da Lucignano delle Chiane et cancelliere per S.A.S., a Giovanni di Mariano di Puccio, camarlengo della medesima comunità, questo dì 18 di luglio 1589.

Un libro d'allogagioni comincia l'anno 1576.

Un libro di memorie vecchio comincia l'anno 1553.

Un libro d'entrate di comune comincia il 1553.

Un libro di tasse et fide del 1569.

Un libro della lira fatto l'anno 1570152.

Uno de' bandi comincia l'anno 1583153.

Un altro de' bandi comincia il 1563.

Un libro senza inscriptione del'anno 1573, corrente. Uno de' terratici del'anno 1553.

Uno delle reformagioni del '53. Uno de concessioni del 1582154.

Un libro chiamato corrente del 1579.

Uno de' terratici del'anno 1582155.

Uno d'erbatici del 1553 detto caleffo.

Un libro senza principio del 1561.

Un libro d'accuse del 1572.

Un libro altro d'accuse del 1578.

Un altro libro del'anno 1580.

Un altro senza coperta del 1576.

Libretti de' rincontri de' camarlenghi no 45.

Cinque filze de decreti.

Otto libracci vecchi senza coperta.

Un mazzetta di scritture de' particulari.

Un decreto del martellino, in cartapecora. Scritture del'Ermo in cartapecora del 1538156.

Più scritture in causa de' confini fra la comunità et l'abbadia.

Più scritture in causa della lite con li signori Cervini, con li instrumenti dello accordo fatto157.

Più scritture fra la comunità et messer Girolamo Petrucci.

Un libro di memorie nuovo, comincia l'anno 1583.

Un libro di spoglio comincia l'anno 1587158.

Il sigillo et il bossolo.

Il libro dello statuto159.

Io Giovanni detto ò riceuto le dette robbe160".


4. Inventario delle "scritture et libri" della comunità di Rocca d'Orcia. 1589 luglio 18


ACCO, Archivio preunitario 188, c. 81v.


"Inventario delle scritture et libri della comunità della Roccha d'Orcia, consegnati per me Perinto Renzuoli, cancelliere di detta comunità per S.A.S. a Iano di mastro Francesco camarlengo d'essa il dì 18 di giugno 1589, anzi di luglio.

Un libro delle reformagioni, comincia l'anno 1538.

Un altro simile comincia l'anno 1553.

Un libro di memorie comincia l'anno 1566.

Un altro di memorie comincia l'anno 1553.

La lira.

Un libro d'erbatici comincia l'anno 1579.

Un libro delle concessioni, comincia l'anno 1583.

Un libro d'erbatici del'anno 1576.

Un libro vecchio del'anno 1497.

Un altro d'erbatici del 1556.

Un libretto senza inscriptione del'anno 1573.

Un libro de fedi del'anno 1571.

Più libretti d'intavolature.

Molti decreti.

Sette pezzi di contratti in cartapecora, anzi otto.

Vintidue rincontri de' camarlenghi.

Un libro di memorie nuovo, comincia l'anno 1582.

Un libro di spoglio nuovo del'anno 1587.

Un libro de statuti.

Il sigillo.

Più scritture in un cassettino.

Il bossolo.

Più scritture nel cassone.

E io Iano arfermo.

E io Stefano afermo".


5. Relazione sullo stato degli archivi delle comunità di Rocca d'Orcia e Castiglione d'Orcia inviate all'auditore Pompeo Neri da Benedetto Maria Ugurgieri, podestà di Castiglione d'Orcia. 1746 ottobre 20


ASF, Imperiale e Regia consulta 458, cc. 309r-320v.


"Risposta all'istruzione di Castiglione d'Orcia.

Illmo e clarmo sigre, sigre padrone colendissimo.

Accluse trasmetto due note fatte di questi archivi, cioè una di Castiglion d'Orcia ed altra di Rocca d'Orcia; questa mia giurisdizione non ritiene altro che numero tre archivii, sicché ne manca quella di Campiglia, la quale fu a me trasmessa da questo cancelliere per la posta di Siena, considerando che unita con queste due che esistevano appresso di me avesse a vostra signoria illma e clarissima trasmessa e che non mi fu recapitata in Siena, ritornato in giù le trasmetto queste che al mio ritorno a Siena la recuperarò e vedrò di mandarle anche quella.

Prego la somma benignità di V.S. illma e clarma a condonare la tardanza, giacché doveva esser subbito obbedita, ciò derivato dalla mutazione del passato cancelliere e con tutta la stima mi pregio soscrivermi e farli devotissima reverenza. Castiglione d'Orcia, 20 ottobre 1746.

Di V.S. illma e clarma, humo, devmo, ossmo servitore Benedetto Maria Ugurgieri potestà.

- Al nome santissimo di Dio. Questo sarà un breve repertorio delli libri, leggi e scritture che si conservono nella cancelleria del palazzo di giustizia di Roccha d'Orcia stato Sanese.

Essendo questa terra di Roccha d'Orcia poco meno che decaduta e per conseguensa abitata da poche persone incapaci a potere dare qualche raguaglio e notisia sopra l'istituto di questo offisio e perché in detta cancelleria o archivio non si trova sopra di ciò notisia alcuna, essendo questo male tenuto e stando in libertà delli respettivi camarlenghi e non delli cancellieri o offisiali, non si potrà a ciascheduno capitolo dare le richieste notisie.

Si dice dunque che in detto archivio presentemente vi si ritrovono l'infrascritti libri, cioè:

Un libro di consigli incominciato dal'anno 1593 fino al 1673, contiene tutti i consigli.

Altro libro di consigli del 1539, sensa principio e sensa fine.

Altro libro detto il Caleffo del 1553 fino al 1588, dove sono segniati tutti i proventi del forno, macello, osteria e terratici e dove apparisce copia di un bando sopra la gabella delle bestie emanato il 9 febbraio 1581 dall'illmo signore Federigo de' conti di Monte Auto, luogotenente e governatore generale della città e Stato di Siena ed altro bando sopra a tale materia di gabelle, publicato d'ordine del'illmo e revmo monsigre Lattansio Lattansi vescovo di Pistoia e luogotenente per S.A. Serenissima della città e Stato di Siena del 14 luglio 1582, nel quale bando vi sono descritte le terre privilegiate che ànno la fiera libera come a foglio 121 e 22 di detto libro.

Un libro di memorie del 1566 dove fra le altre cose apparisce per lettera magistrale de' signori Quattro Conservatori del dì 31 ottobre 1581 un ordine dato da S.Alza Serma alla comunità di Roccha d'Orcia di potere concedere beni a linea masculina e vi apparisce ancora la terminasione fatta fra la comunità di Castiglioni d'Orcia e la comunità di Roccha d'Orcia fin del dì 26 ottobre 1580 dal'illmo signore Giovanni Batista Lupi da San Giomigniano (sic) auditore fiscale di Siena e giudice a ciò delegato dall'illmo signore governatore di detta città e successivamente la terminasione fatta fra Amerighi e detta comunità di Roccha d'Orcia fino del dì et anno suddetti per il medesimo signore Giovanni Batista Lupi come sopra; vi sono notati l'inventari pupillari fatti in quei tempi; un bando concernente la proibisione di gioco publicato il anno 1579 d'ordine del'illmo sigre Federigo de' conti luogotenente e governatore di Siena, altro bando sopra li sbanditi del 1516 (sic, ma 1576) di ordine del suddetto signore Federigo, una provisione del 1574 fatta dal serre Francesco Medici continente in sostansa che non si dimandi grasia a S.A. Serenissima in causa di confiscasioni e sentense criminali sensa legittima cagione, un bando sopra le tratte e passo di grani dato parimente dal suddetto illre signore Federigo del 1574.

Altro libro di memorie del 1553, in cui sono notati tutti i debiti, crediti e condotte di detta comunità fino al 1566.

Altro libro detto ilCaleffo del 1553, dove parimente appariscono notati tutti i debitori di detta comunità fino al'anno 1560.

Altro libro chiamato il libro delle linee del 1582, dove sono descritti i nomi di quelli a cui sono stati concessi i beni a linea masculina con li obblighi di fare case e vignie in detti beni.

Un libro di consigli del 1629 dove apparisce a foglio 77 l'estinsione del censo delle doti fatto dalle monache di Pienza il 24 luglio 1661 e a foglio 93 di detto libro apparisce la concessione del censo delle doti fatto al'illmo signore cavaliere Enea Piccolomini il 28 settembre 1670.

Un libro di memorie del 1582, dove vi sono notati i terratici e concessione della bandita di Monte Quccho all'illustri signori Piccolomini; vi sono ancora segniate le linee Brogioni, Accarigi oggi Valentini, un bando del 9 giugno 1582 per il quale il sermo granduca di Toscana e per l'altezza sua serenissima l'illmo e revmo monsignore Lattansio Lattansi governatore generale della città di Siena annulla ogni sicurtà e salvacondotto fatto a banditi e ribelli dello Stato Ecclesiastico; altro bando del'istesso del 2 giugnio 1584 nel quale proibisce i quattrini papali; vi sono copiati in detto libro tutti i decreti e ordini emanati dal'illmo magistrato de' Conservatori dal 1582 fino al 1703, bando del 4 novembre 1589 contro i giocatori, dannatori, discoli ed insolenti, altro bando del 17 novembre 1592 dato d'ordine del'illmo ed revmo signore Tommasso Malaspina da Villafranca luogotenente e governatore della città e Stato di Siena continente in sostanza che si denunsino le semente de' grani, biade e legumi; vi sono ancora in detto libro tutti i sindacati fatti a' vicari stati di detta comunità dal 1588 fino al 1719.

Vi è allo spoglio corrente principiato il 1738 dove si descrivono l'entrate e uscite e condotte di detta comunità.

Vi sono li statuti manuscritti in cartapecora con carattere intelligibile di carte 55 fatti dalli homini di Roccha d'Orcia denominati [Agnolo di] Giovanni Guglielmi, Lorenzo di Luca Verdiani per l'autorità datali da' molto illri signri Conservatori il dì 5 settembre 1616, dominante il sermo Cosimo Medici secondo granduca di Toscana, quali statuti presentemente si osservano.

Vi è altro libretto manuscritto in cartapecora e legato in tavola di carte undici dove vi sono vari privilegi concessi dalla città di Siena alla terra di Roccha d'Orcia del'anno 1418, dove fra li altri privilegi vi è che detta terra non deve pagare gabelle di contratti, doti e mosti o altro che commetta gabella e che detta terra non paga alla posta lettere.

Vi è altro libro del 1693 nel quale apparisce che de' avere la linea dello spedale di detta terra il sigre Orasio Borgognini, dove vi è notata l'entrata ed uscita di detto spedale, il quale possiede un'oliviera e altre terre.

In detto archivio non vi sono carte pecore né altre filse civili né criminali né scritture, nepure vi è repertorio per uso della cancelleria, solo si trovano in confuso i suddetti e numerati libri.

Si sente dire che detta terra era prima marchesato del illmo signor marchese Niccolò Salimbeni, in oggi è annesso alla potesteria di Castiglioni d'Orcia.

In quocumque fideliter, ego Benedittus Maria de Ugurgieris scripsi et subscrisi tanquam pretor.

- Al nome ilmo di Dio, amen. Repertorio di tutte le leggi e scritture pubbliche che si conservano nell'archivio di Castiglione di Val d'Orcia fatto secondo l'istruzzione.

Primo. La terra di Castiglione d'Orcia era marchesato libero di casa Riari bolognese, quale premorto senza successione, il detto marchesato restò sottoposto a casa Medici e non si sa di che anno né in che maniera poiché non se ne trovano le memorie. Si sa per sentito dire, benché non vi siano memorie, che fu costituito potesteria quando fu costituito marchesato San Quirico a favor di casa Medici.

2do. Si ritrovano in detto archivio alquanti libri di civile e danno dato dal 1604 fino al 1620 scritti da' commissari di quei tempi, siccome vi sono altri libretti dove in quei tempi notavano le stime dei danni dati. Vi sono altri libri assai grandi di carattere non inteligibile e assai laceri, consumati e strappati e sono tenuti malamente ed in confuso con altri libri dimandati li spogli, dove sono scritti i debitori di questa comunità. Vi sono molte filze di lettere, tenute parte in una scancìa e parte appese alla muraglia della cancelleria, queste pure in confuso senza la marca di che anno siano state scritte. Non se ne trova alcuna in fogli sciolti e per quello si à avuta notizia non vi è cosa alcuna di memorabile, poiché si conosce che questo archivio è trasandato e stato mal custodito. Alla mia consegna non vi sono altri libri che lo spoglio corrente dove si notano i debitori e creditori di detta comunità, il libro delle memorie corrente dove si scrivono tutti i consigli e l'ordini più importanti dell'illmo magistrato de' signori Conservatori della città di Siena ed il libro delli statuti. Sono altresì in detto archivio un libro del 1615 dimandato il libro dell'inventari e tutele pupillari, alcuni criminali del 1606 e del 1607 e del 1608 e 1610, un libro di gabelle del piè tondo di carte 100; cartapecore non ve ne sono, né antiche, né moderne.

3SO. Vi è un solo libro di statuti del 1551 stati fatti dal Consiglio dall'uomini di questa terra ed approvati dall'illmi signori priori governatori e capitano di popolo della Repubblica di Siena. Questo è manoscritto e di carattere intelli[gi]bile ed è copia mandata dall'illmo magistrato de' Regolatori di Siena l'anno 1745 ed è di carte 292; non ve n'è alcuno abolito e l'originale si conserva credo io appresso il sopradetto magistrato.

IV. Vi è aggiunta a detti statuti una provisione con diversi capi concernente alcuni ordini risguardano le cose della Maremma di Siena fatta e fermata dal serenissimo cardinale granduca di Toscana e pubblicata nel collegio di Balia il dì 3 di maggio 1588.

V. Per quanto è a mia notizia non vi è altro ordine o regolamento per il buongoverno.

VI. I bandi che si conservano in detto archivio sono l'infrascritti, cioè:

Bando che non si possa passare sopra i ponti dello Stato con carri o traini dato il 1716 d'ordine di S.A.R. da' signori deputati e proveditori delle strade.

Bando concernente la proibizione di potersi introdurre, comprare, lavorare, ritenere, vendere o in qualsivoglia modo contrattare sete o stacci da cernere nella città e Stato di Siena dato il 4 aprile 1732 per li illmi signori officiali e sopraintendenti delle dogane e porte dela città e Stato di Siena con partecipazione dell'A.R. di Toscana nostro signore.

Bando della neutralità dichiarata dall'augustissimo nostro sovrano nella guerra tra le corone di Spagna e d'Inghilterra dato il dì 28 dicembre 1739 in consiglio di Reggenza.

Bando che si denunzino castrati e agnelli e bestiame vaccino, che se ne possa liberamente incettare bestie di qualsivoglia sorte da macellare e grascie non si tragghino senza licenza d'ordine del serenissimo granduca di Toscana e per I'A.S. l'illmi signori Quattro maestri e proveditori del Monte del sale e grascie della città e Stato di Siena il dì 3 maggio 1740, duplicato.

Lettera dell'illmi signori Quattro proveditori della general Biccherna della città e Stato di Siena per S.A.R. del dì 16 settembre 1743 in cui significano a tutti i capitani, potestà, ufficiali e vicari dello Stato che cerchino di invenire sotto pene rigorosissime chi abbia occupato vie pubbliche, eredità vacanti ed altre cose pertinenti e spettanti al fisco e gran camera ducale.

Provisione del 1744 fatta dalli molto magnifici signori Regolatori statutari concernente il corrodimento de' pubblici sigilli delle comunità e del nuovo metodo circa le pubbliche fedi da portarsi dalli giusdicenti dello Stato alli tribunali di Siena quando vanno al sindacato.

Editto per le entrate dei tabacchi ed acquavite e per la compra ed esito dei medesimi con altre dichiarazioni, emanato il 1745 dal Consiglio delle reali finanze.

Bando ed ordine universale sopra l'appalto del tabacco ed acquavite fatto nel Consiglio di finanze il primo novembre 1745.

Bando del motuproprio del Consiglio delle finanze del 21 maggio 1746 di più disposizioni, detto il bando de' contrabandieri.

VII. Non so che vi siano ordini de' principi sopra i casi particolari, però non si risponde nemeno all'ottavo articolo non essendo note tali grazie.

IX. Gli ordini de' ministri e magistrati superiori all'uffizio sono custoditi in filo del 1719 fino. a questo presente anno 1746.

X. Non vi sono libri di decreti o deliberazioni magistrali.

XI. Non vi ho veduto nemeno sentenze civili o criminali, se non che i civili e criminali da me accennati al 2do articolo.

XII. Appresso di me ed in mia consegna si ritrovano due civili e due filze di cause civili e due danni dati del 1745 e dell'anno corrente.

XIII. Vi è un libro di memorie del 1583 dove sono scritti tutti i proventi et altre entrate della comunità, siccome e dove apparisce a foglio 308 di detto libro in lingua latina che il dì undici del mese di settembre dell'anno 1605 il serenissimo Ferdinando Medici granduca terzo di Toscana con animo deliberato e di certa scienza dichiarò marchesato in perpetuo la terra o castello di Castiglioni di Val d'Orcia e il detto marchesato e tutto il suo territorio con tutte le sue pertinenze lo diede, concesse ed infeudò all'illmo signore Giulio Riari senatore bolognese e suoi descendenti maschi legittimi e naturali in perpetuo nati da linea mascolina legittima e naturale, servato però sempre il dritto e l'ordine della primogenitura e tutti e singoli privilegi, titoli, honori e prerogative che godono l'altri marchesati de iure vel de consuetudine, come si vede dal'istrumento in detto libro a foglio detto e seguenti, dove apparisce la copia ancora dell'istrumento del possesso preso dal detto signor Riari il dì 5 aprile 1606 rogato da ser Eufrosino d'Antonio Milanesi. Item a foglio 358 tergo apparisce il privilegio in materia della gabella de' contratti di detta terra concesso dal serenissimo Ferdinando Medici al detto signor Riari fin dal dì 7 dicembre 1606.

XIV. Gode questa terra il privilegio di non pagar le lettere che vengono per le poste, benché non so di dove tragga l'origine e da qual sovrano sia stato concesso detto privilegio.

XV. Non si spedisce licenza, facoltà o altro solito spedirsi nell'offizio senza l'ordini in scritto de' magistrati che sopra tali negozi hanno l'ingerenza ed in specie dell'illmo magistrato de' signori Quattro Conservatori e proveditori dello Stato.

XVI. In detto archivio non vi è indice o repertorio di sorte alcuna né per uso della cancellaria o d'altro e non vi è, che sia a mia notizia, chi l'abbia o possa averlo. Che è quanto.

Tommasso Fratini uffiziale".


6. Inventari degli archivi delle comunità di Castiglione d'Orcia e di Rocca d'Orcia. 1771 novembre 25


ASS, Quattro Conservatori 1804, cc. 299r-309v.


"Illustrissimi signori padroni colendissimi

Annessi a questa mia riceveranno le SS.LL.illme i compilati inventarii dei libri delle comunità e luoghi pii laicali a questo dipartimento sottoposte, a forma della circolare rimessa a questo tribunale. Mentre con tutta la presente stima et ossequio mi professo devotamente delle SS.LL.illme, Castiglione d'Orcia 25 novembre 1771, devotissimo, osservantissimo servitore Giovanni Battista Alessandri officiale [...]161.

- Compagnia di S. Giovanni Battista in Castiglione d'Orcia.

Inventario dei libri trovati di pertinenza della chiesa e compagnia di S. Giovanni Battista in Castiglione d'Orcia, chiesa laicale, e fatto per me ser Giovanni Battista Alessandri officiale e cancelliere questo dì 25 novembre 1771.

1. Un libro di debitori e creditori e di varie memorie trovato appartenente a detta compagnia, di carte no 144 scritte che principia il 1600.

2. Un libro detto spoglio nuovo che principia il 1771, di carte no 150.

Io ser Giovanni Battista Alessandri officiale ho ricevuto, mano propria.

- Chiesa laicale della Santissima Vergine della Querce in Castiglione d'Orcia. Inventario dei libri esistenti nella cancelleria di Castiglione d'Orcia appartenenti alla chiesa laicale della Santissima Vergine della Querce, fatto per me ser Giovanni Battista Alessandri, officiale e cancelliere, questo dì 25 novembre 1771 e stati ritrovati nella cancelleria e consegnatimi.

Spoglio di debitori che principia il 1753 di carte no centocinquanta.

Libretto di entrata et uscita di detta chiesa principiato il 1711, nel quale vi sono molti debitori et altro notati di carte 100.

Io ser Giovanni Battista Alessandri officiale e cancelliere ho ricevuto, mano propria.

- Compagnia del Santissimo Sagramento. Castiglione d'Orcia.

Inventario dei libri spettanti alla compagnia laicale del Santissimo Sagramento di Castiglione d'Orcia, fatto per me ser Giovanni Battista Alessandri et esistenti nella pubblica cancelleria di detto luogo.

Spoglio secondo di carte no 200, principiato il 1727.

Libretto di entrata et uscita di carte no 100, principiato il 1743.

Io ser Giovanni Battista Alessandri officiale e cancelliere ho ricevuto, mano propria.

- Comunità di Castiglione d'Orcia, copia.

Inventario dei libri esistenti nella cancelleria del tribunale di Castiglione d'Orcia, fatto per me ser Giovanni Battista Alessandri officiale e cancelliere questo dì 25 novembre 1771.

1. Spoglio primo che principia il 1573, di carte no 250.

2. Spoglio secondo della detta comunità che principia il 1579, di carte no 225.

3. Spoglio terzo che principia il 1597, di carte no 260.

4. Spoglio quarto, che principia il 1605, di carte no 284.

5. Spoglio quinto, che principia il 1613, di carte 286.

6. Spoglio sesto, che principia il 1634, di carte no 292.

7. Spoglio settimo, che principia il 1633, di carte 292.

8. Spoglio ottavo, che principia il 1642, di carte no 284.

9. Altro spoglio detto I di carte no 280.

10. Spoglio X di carte no 296, principiato il 1663.

11. Spoglio XI di carte no 296, principiato il 1673, con fogli strapi e mancanti.

12. Spoglio XII di carte 298, principiato il 1689.

13. Spoglio XIII di carte no 200, che principia il 1704.

14. Spoglio XIV di carte no 198, principiato il 1713.

15. Spoglio XV di carte no 298, principiato l'anno 1724.

16. Spoglio XVI di carte no 340, mal numerato in ultimo e sconpaginato, che principia il 1739.

17. Spoglio XVII e corrente di carte no 280.

18. Un libro di memorie che principia il 1553, di carte no 332, in ultimo lacero e non numerato.

19. Uno spoglio vecchio e antico che principia il 1553, di carte no 126 scritte.

20. Un libro detto Spoglio e memorie del 1583, di carte no 362.

21. Un libro detto delle Riformagioni, principiato il 1604, di carte 290.

22. Un libro detto Entrata et uscita di depositeria e inventari pupillari del 1699, di carte scritte 92.

23. Altro libro di consigli e deliberazioni del 1645, di carte 190, mal numerato e senza copertine.

24. Altro libro di deliberazioni del 1623, di carte no 200.

25. Altro libro di inventari pupillari del 1615, di carte no 208.

26. Libro di fide del 1592 di carte 190.

27. Libro di consigli del 1607, di carte 240.

28. Un libro di ordini e bandi antichi mal numerato e scomposto eroso in principio e consunto.

29. No cinquanta libri differenti di danno dato e criminali in tempo che era vicariato questo luogo di Castiglione d'Orcia.

30. Un libro di memorie correnti incominciato il 1740 di carte no 300.

31. Lo statuto locale di carte scritte 145, cioè facciate no 290.

Io ser Giovanni Battista Alessandri officiale e cancelliere ho ricevuto quanto sopra, mano propria.

- Rocca d'Orcia.

Inventario dei libri esistenti nel pubblico palazzo di giustizia della Rocca d'Orcia fatto al tempo di ser Giovanni Battista Alessandri officiale.

1. Un libro memorie della detta comunità, che principia il 1553, di carte no 360.

2. Altro di memorie et altri interessi che principia il 1582, di carte no 340.

3. Altro di consigli che principia il 1629, di carte no 280.

4. Altro di memorie del 1645, di carte no 350.

5. Altro di riformagioni che principia il 1553, mal numerato.

6. Altro libro piccolo detto di Entrata et uscita delli beni dello spedale di carte no 90, del 1695.

7. Altro libretto detto di Allogagioni di carte scritte no 136, principia il 1596.

8. Altro libretto detto di Erbatici, che principia 1569, di carte scritte no 100.

9. Altro libro piccolo detto il Caleffo antico, che principia il 1497, di carte scritte 64.

10. Un libro legato e composto di tutti i libretti dei camarlenghi di comunità.

11. Un pezzo di libro senza principio e senza fine tutto lacero di antichi consigli.

12. Un libretto in cartapecora di carte undici scritte del 1418, ove sono le capitolazioni e privilegi concessi dalla Repubblica sanese nella resa del forte della Rocca d'Orcia.

13. Un libretto di debitori e creditori antico di carte no 56, mancante una in principio.

14. Un libretto nuovo di statuti di carte no 63.

15. Uno spoglio corrente di carte no 200, principiato il 1760, detto spoglio X.

16. Un libro detto Libro memorie correnti di carte 150, scritto fino al no 48.

Nella suddetta cancelleria mancano no nove spogli, quali si dice che siano nell'illmo magistrato de' signori Conservatori et i rappresentanti fanno istanza che siano fatti riportare nel suddetto palazzo per ogni buon fine et effecto.

Io ser Giovanni Battista Alessandri officiale ho ricevuto quanto sopra questo dì 25 novembre 1771, mano propria".


7. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1781 giugno 18


ACCO, Archivio preunitario 237, cc. 47r-50v.


"Adì 28 giugno 1782. Inventario dei libri di memorie, spogli, libri d'entrata ed uscita e tutti l'altri fogli appartenenti alla nuova comunità di Castiglon d'Orcia e riuniti nel'archivio di detta comunità.

- Libri ritrovati nel'archivio di Rocca d'Orcia.

Libro antico delli Statuti con più fogli sciolti ed in parte lacero e consunto di carte no 145.

Libro d'entrata ed uscita di diversi camarlenghi del 1553 e altri anni successivi di cartolazione incerta e confusa.

Libro di consigli del 1541 al 1558 con più fogli sciolti e mancanti cartolato di carte no 186.

Libro dei consigli dal 1533 al 1547 di carte 250 cartolato, ma mancante d'alcune carte nel principio e nel'interno del libro carte no 250.

Libro di memorie del 1553 al 1566 di carte 363 carte no 363.

Libro di memorie e riformagioni del 1553 al 1673 di carte no 294.

Libro di memorie del 1582 al 1759 di carte no 341.

Libro di memorie del 1566 al 1582 di carte no 350.

Libro memorie e consigli dal 1720 al 1759 di carte no 285.

Libro d'allogagioni del 1596 al 1777 di carte no 140.

Libro d'allogagioni del 1569 al 1714 di carte no 182.

Capitoli fra la Rocca e la città di Siena in cartapecora di carte no 11.

Libro dello spedale soppresso del 1693 di carte no 99.

Libro debitori e creditori del 1573 al 1576 di carte no 60.

Libro di fide del 1497 di carte no 229.

Libro memorie dal 1760 al 1778 di carte no 80.

Spoglio decimo unico debitori e creditori dal 1760 al 1778 di carte no 125.

- Libri trapassati dal'archivio comunitativo esistente nel tribunale nel nuovo archivio della comunità al tempo del signor dottore Vincenzo Romani potestà e di me camarlengo infrascritto.

no 128 libretti antichi d'entrata ed uscita dei camarlenghi in buona parte mancanti di fodere ed alcuni libretti sciolti.

Spoglo primo dal 1570 al 1579 di carte no 255.

Spoglo secondo dal 1579 al 1582 di carte no 225.

Spoglo terzo dal 1597 al 1605 di carte no 260.

Spoglo quarto dal 1605 al 1613 di carte no 294.

Spoglo quinto dal 1613 al 1623 di carte no 286.

Spoglo sesto dal 1623 al 1633 di carte no 263.

Spoglo settimo dal 1633 al 1642 di carte no 292.

Spoglo ottavo dal 1642 al 1651 di carte no 285.

Spoglo nono dal 1651 al 1663 di carte no 302.

Spoglo decimo dal 1663 al 1673 di carte no 296.

Spoglo XI dal 1673 al 1688 di carte no 302.

Spoglo XII dal 1689 al 1695 di carte no 299.

Spoglo XIII dal 1704 al 1714 di carte no 200.

Spoglo XIV dal 1714 al 1724 di carte no 198.

Spoglo XV dal 1724 al 1739 di carte no 298.

Spoglo XVI dal 1739 al 1759 di carte no 341.

Spoglo XVII dal 1759 al 1778 di carte no 281.

Libri cinque laceri assai senza principio e senza fine di consigli, memorie, deliberazioni e creditori anteriori al'anni 1600.

Libro di deliberazioni (sic, ma debitori) e creditori intitolato Libro servitii di carte no 426.

Libro di stime dal'anno 1601 al 1630 di carte no 258.

Libro di reformagioni e consigli dal 1604 al 1623 di carte no 210.

Libro fide di bestie del 1591 al 1597 di carte no 198.

Libro dei bandi del 1583 con alcuni inventari pupillari di carte no 300.

Libro d'allogagioni del 1578 al 1580 con alcuni bandi di carte no 200.

Libro caleffo del 1553 di carte scritte di carte no 132.

Libro deliberazioni dal 1623 al 1645 di carte no 200.

Libro gabelle del 1606 al 1614 di carte no 100.

Libro gabelle del 1615 al 1651 di carte no 200.

Libro depositeria del 1644 al 1661 di carte no 200.

Libro memorie del 1553 al 1561 con molte carte lacere e mancanti di carte no 336.

Libro memorie dal 1583 al 1638 con fogli laceri e mancanti di carte no 377.

Libro dei consigli del 1645 al 1681 senza fodere di carte no 196.

Libro consigli del 1607 al 1722 di carte no 249.

Libro di stime del 1575 al 1600 di carte no 203.

Libro di depositeria dal 1620 al 1636 di carte no 202.

Libro dei contratti del 1649 al 1676 di carte no 178.

Libro d'ordini e bandi del 1500 senza principio e fine.

Libro d'inventari pupillari del 1699 al 1748 di carte no 195.

Libro memorie dal 1740 al 1778 di carte no 282.

- Libri apparenti nel'inventario della consegna dal signor cancelliere antecessore Palazzuoli.

Un libro ove sono notati i nomi scritti nelle polizie incluse nelle respettive borse dei signori gonfalonieri, priori e consigleri.

La chiave sotto la quale si custodiscano le borse suddette con altra chiave della cassa ove esistono alcune memorie della comunità.

La copia autentica del campione di tassa prediale.

Il libro del campione di detta tassa prediale.

Il libro delli sciolti.

Il libro delle deliberazioni correnti.

Il libro d'entrata ed uscita del cadente triennio esistente presso il camarlengo. Due reparti del 1778 e 1779.

Atti delle subaste del podere di Mondonuovo.

Borza o siano atti dei residenti e consigleri della prima magistratura.

Una filza di lettere ed accettazioni e renunzie.

Memoriale del signor dottore Lorenzo Marianelli rimesso al magistrato dei Conservatori non più esistente.

Una filza di lettere ed altro dal 1778 al 1780.

Una filza di suppliche ed affari diversi.

No 22 offerte ai beni della comunità.

Una filza di denunzie dei beni sciolti.

Cinque bandi ed ordini circa al Regolamento generale.

Notisi che l'altri libri descritti nel'inventario del cancelliere Palazzuoli sono notati di sopra fra l'altri ritirati dal tribunale e dalla cancelleria della Rocca.

Libri aggiunti al tempo del signor cancelliere Rossi.

Lo spoglio corrente debitori e creditori di carte 250.

Una filza di riceute di no 35 appartenenti all'amministrazione Giomarelli della annata a giugno 1779.

Altra filza di riceute di no 74 appartenenti a detta amministrazione Giomarelli pel'annata a giugno 1780.

Libro delle deliberagioni citato di sopra, scritto fino a carte 109.

Una filza lettere dal 18 marzo 1780 a tutto giugno 1781.

Una filza d'affari, istanze ed ordini diversi dal 18 marzo 1780 a tutto giugno 1781, consistenti per la maggiore parte in proposizioni del proveditore di strade, nel regolamento del sale del 26 ottobre 1780 e nel processo dell'atti delle subaste fabbricato nel cadente anno con le offerte, stime, di carte [vacat].

Quali libri, filze, fogli, processi, terminato il sindacato fumo consegnati dal detto signor cancelliere Rossi a questa illustrissima Magistratura per mezzo di me cancelliere de mandato infrascritto e fu ordinato darsi a detto signor cancelliere Rossi copia autentica del presente inventario ed ogni altro che possa occorrerli per il di lui sindacato.

Luigi Giomarelli cancelliere de mandato".


8. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1784 luglio 10


ACCO, Archivio preunitario 237, cc. 107r-116v.


"Inventario dei libri, scritture, filze e fogli appartenenti alla comunità di Castiglione d'Orcia ed esistenti nel'archivio di detta comunità, che dal signor Giuseppe Rossi cancelliere stato della medesima comunità pel triennio a tutto giugno 1784 si sono lasciati in consegna alla Magistratura comunitativa nel rendere il sindacato del suddetto suo impiego.

Filza I intitolata Domande, ordini e lettere diverse cancelliere Palazzuoli dal primo luglio 1778 al 18 marzo 1780, con entrovi quanto appresso [...].

Filza I. Domande, ordini e lettere diverse, cancelliere Rossi dal 18 marzo 1780 a tutto giugno 1781, con quanto appresso [...].

Filza II. Cancelliere Rossi. Domande, ordini e lettere diverse dal luglio 1781 a tutto giugno 1782, con quant'appresso [...].

Filza III. Cancelliere Rossi. Domande, ordini e lettere diverse dal luglio 1782 a tutto giugno 1783 [...].

Filza IV. Domande, ordini e lettere diverse dal primo luglio 1783 a tutto giugno 1784. Cancelliere Rossi [...].

Nell'armadio, o sia archivio dei libri.

- Libri della soppressa comunità di Rocca d'Orcia [...]162.

- Libri trapassati dal'archivio comunitativo esistente nel tribunale di Castiglione d'Orcia nel nuovo archivio della comunità al tempo del signor dottore Vincenzo Romani potestà e di me cancelliere infrascritto [...]163.

Una cassetta con la serratura e sue chiavi con entrovi:

Libro di memorie dal 1638 al 1729 carte 212.

Libro di tasse e fide dal 1569 al 1737 con copia di diversi istrumenti e notizie riguardanti la comunità di carte scritte 111.

Varie carte in fogli diversi in parte laceri.

Due sigilli d'ottone delle comunità.

Più libretti in cartapecora, uno riguardante il patronato della pieve di Castiglione e l'altro gli strumenti con la casa Cervini.

La pianta della [vacat].

- Libri di nuova amministrazione.

Libro ove sono notati i nomi scritti nelle polizie incluse nelle respettive borse dei signori gonfalonieri, priori e consiglieri con 11 fedi di battesimi.

Libro detto Campione di tassa prediale.

Libro campione delli sciolti.

Libro delle deliberazioni correnti principiato il 1778 carte 200.

Libro in carta bollata delle stipulazioni sindacati carte 100.

Libro debitori e creditori carte 250.

Libro entrata ed uscita di carte 200 riguardante il triennio del'amministrazione del camarlengo Giomarelli con una filza riceute e recapiti in no 34, compreso il reparto e tavolatura pe' l'annata a giugno 1779.

Altra filza riceute e recapiti del'annata a giugno 1780 di no 75, compresi la tavolatura e reparto.

Altra filza riceute e recapiti del'annata a giugno 1781 di no 95, compresa la tavolatura e reparto.

Libro d'amministrazione del signor camarlengo Piccolomini a giugno 1782 di carte 50 con una filza di riceute di no 81, compreso il reparto e tavolatura.

Libro d'amministrazione del signor camarlengo Piccolomini a giugno 1783 di carte 20 con una filza riceute e recapiti di no 86.

Libro amministrazione a tutto giugno 1784 annata corrente in mano del detto signor camarlengo Piccolomini.

Libri della compagnia del Corpus Domini.

Libro debitori e creditori di carte 200.

Libro di entrata e uscita del camarlengo dal 1743 al 1780 carte 100.

Libro entrata e uscita corrente dei camarlenghi di carte sciolte 18.

Un mazzo di riceute diverse.

- Libri appartenenti alla compagnia di S. Giovanni Battista.

Spoglio debitori e creditori e d'entrata ed uscita del camarlengo di carte sciolte 83.

Spoglo debitori e creditori della Madonna santissima della Querce corrente di carte scritte 47.

Libro di entrata e uscita dal 1711 al 1775 carte 100.

Libro d'entrata e uscita corrente carte scritte 22.

Libretto debitori e creditori della chiesa della Madonna santissima di Manno con varie riceute e con il registro d'entrata e uscita dal 1746 al 1786 di carte [vacat].

Libro entrata e uscita corrente del'altare del SS. Sacramento di carte 50.

Il regolamento generale affissato alle pareti della cancelleria.

La chiave sotto la quale si custodiscono le borse con altra chiave della cassa ove esistono alcune memorie descritte di sopra.

La chiave del'archivio da relassarsi in tribunale da consegniarsi al successore.

No nove piante di beni allivellati con sue cornici e due notificazioni in stampa con cornici affissati alle pareti.

L'assortimento dei pesi e misure della qualità, numero e perfezzioni che pervennero a questa comunità.

Quali filze, libri, spogli ed ogn'altro terminato il sindacato fumo consegnati dal detto signor cancelliere Giuseppe Rossi per mezzo di me cancelliere de mandato infrascritto all'illustrissima Magistratura di questa comunità e fu ordinato darglesi copia autentica del presente inventario ed ogn'altro che possa occorgleli pel di lui sindacato.

Ed in fede Antonio Trinci cancelliere de mandato.

Adì 10 luglio 178quattro. Io Gherardo Pavolotti nuovo cancelliere della comunità di Castiglione d'Orcia ho ricevuto in consegna i libri, filze, fogli ed ogn'altro descritto nel presente inventario ed in fede mano propria".


9. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1790 agosto 25-1798 novembre 20


ACCO, Archivio preunitario 238, cc. 271r-274v.


"Inventario e descrizione de' libri, filze, fogli, mobili ed ogn'altro spettanti alla comunità di Castiglion d'Orcia ed esistenti nella cancelleria comunitativa, che dal signor Giovanni Battista Stacciuoli cancelliere stato della detta comunità dal primo febbraio 1790 a tutto agosto anno detto si consegnano all'illustrissima Magistratura comunitativa per mezzo di me cancelliere infrascritto del sindacato, questo dì 25 agosto 1790.

1. Copia del campione di tassa prediale estratta del soppresso offizio delle strade di Siena, esistente nella filza prima intitolata Campione di tassa prediale, denunzie e stime di beni al no 16.

2. Campione di tassa prediale in libro coperto con carta pecorina.

3. Libro ove sono notati li beni sciolti.

4. Campione delle strade di carte dodici.

5. Libro per la descrizione de' soggietti inbossolati per li priori e consiglieri.

6. Libro intitolato Nomi de' residenti e consiglieri.

7. Libro primo di deliberazioni dal primo luglio 1778 a tutto luglio 1784, carte 198.

8. Libro secondo deliberazioni da agosto 1784 che corre scritto fino alla pagina 169.

9. Libro in carta bollata intitolato Stipulazioni.

10. Spoglio corrente della comunità esistente in Siena per la revisione.

11. Libro intitolato Entrata e uscita 1778.

12. Filza prima amministrazione e reparti dal primo luglio 1778 a tutto giugno 1781.

12. Filza 2a amministrazione e reparti dal primo luglio 1781 a tutto giugno 1784.

13. Filza 3a amministrazione e reparti dal primo luglio 1784 a tutto giugno 1787.

L'amministrazione dal primo luglio 1787 a tutto giugno 1790 è in Siena per la revisione.

14. Filza prima ordini e bandi del 1777 al tempo presente in no quarantasette plichi con indice firmato dal signor cancelliere Stacciuoli.

15. Filza prima, schiarimenti e rescritti in no 30 plichi con indice firmato come sopra.

16. Filza prima campione di tassa prediale, denunzie e stime di beni sciolti a tutto giugno 1790.

17. Filza prima documenti, sindacati e fedi di battesimo dal primo luglio 1778 al tempo corrente, in no 46 plichi con indice firmato come sopra.

18. Filza prima affari di strade e fabbriche dal primo luglio 1778 a tutto giugno 1790 in no 110 plichi con indice firmato come sopra.

19. Filza prima istanze diverse dal primo luglio 1778 a tutto luglio 1786, in no 189 plichi, colla distinzione annata per annata.

20. Filza 2a corrente istanze diverse dal primo gennaio 1787 in no di 54 plichi con indice firmato come sopra.

21. Filza prima offerte, stime e subaste di beni dal primo luglio 1778 a tutto giugno 1781 in no 5 plichi con indice firmato come sopra.

22. Filza 2da offerte, stime e subaste di beni dal primo luglio 1781 a tutto dicembre 1789 con no 13 plichi con indice firmato come sopra.

23. Filza 3a corrente offerte, stime e subaste di beni dal primo gennaio 1790 in no 2 plichi senza fodera.

24. Filza prima lettere diverse dal primo luglio 1778 a tutto il 1789 colla necessaria distinzione d'anno per anno.

25. Filza 2a di lettere corrente dal lo gennaio 1790.

26. Filza prima di tratte d'impieghi e scuse dal luglio 1778.

27. Filza prima istanze e collazione di doti dal 1781 con no 10 plichi con indice firmato come sopra.

28. Filza prima sale.

29. Filza prima volture dal 1779 corrente con indice firmato come sopra.

- Libri vecchi dell'antiche comunità [...]164.

Li sopra descritti libri appartenevano alla soppressa comunità di Rocca d'Orcia.

- Libri che appartenevano all'antica comunità di Castiglion d'Orcia [...]165.

Libro memorie dal 1638 al 1729 carte 212.

Libro di memorie dal 1638, anzi di beni e fide dal 1569 al 1737 con copia di diversi istrumenti e notizie riguardanti la comunità di carte 111.

Posti nella cassa questi ultimi due descritti.

Due libretti in carta pecorina, uno riguardante il patronato della pieve e l'altro istrumenti colla casa Cervini, parimente in detta cassa esistenti.

La chiave sotto la quale si custodiscono le borse con altra chiave della cassa ove esistono le memorie descritte di sopra.

No nove piante di terre livellate con due comici.

Due notificazioni in stampa affissate alle pareti della cancelleria.

Libro in stampa intitolato Tavole di ragguaglio di pesi e misure, coll'assortimento di pesi e misure delle qualità, numero e perfezione che pervennero a questa comunità.

- Mobili di cancelleria: [...].

Queste cose come sopra inventariate furono consegniate dal suddetto signor Stacciuoli cancelliere terminato il sindacato per mezzo di me cancelliere infrascritto del sindacato suddetto all'illustrissimo Magistrato di questa comunità e fu ordinato darsi copia del presente inventario ed ogn'altro che potesse occorrergli al suddetto signor cancelliere Stacciuoli.

Ed in fede Niccolò Battisti gonfaloniere.

Adì 12 settembre 1790. Io Pietro Ducci cancelliere della comunità di Castiglion d'Orcia confesso di avere ricevuto dall'eccellentissimo signor dottore Giuseppe Giomarelli stato cancelliere del sindacato le filze, libri e ogn'altro che trovasi registrato nel presente inventario a riserva del documento di no 83 che fu trovato mancante nella filza lettere diverse dell'anno 17ottantatré.

Ed in fede mano propria.

- Aggiunta al detto inventario.

Un pacchetto di fogli concernenti ordini e bandi venuti a tempo del signor dottor Pietro Ducci cancelliere dal primo settembre 1790 a tutto agosto 1793, in plichi quindici, che fu collocato nella filza ordini e bandi ov'è il suo indice.

Pacchetto di rescritti e ordini particolari in no di sette con suo indice, che fu collocato nella filza di rescritti e ordini.

Pacchetto di lettere diverse con separazione degl'anni dal primo settembre 1790 in no di 54 e fu posto nella filza di lettere diverse.

Pacchetto di documenti diversi in plichi venti con suo indice, che fu collocato nella sua filsa di documenti diversi.

Pacchetto d'affari di strade in plichi otto con suo indice, quale posto fu nella filza ove è il suo indice.

Pacchetto d'istanze diverse colla separazione degl'anni in plichi cinquantadue con suo indice.

Libro 3o deliberazioni dall'8 agosto 1792 a tutto il 18 giugno 1793 scritturato fino a carte 25 tergo.

Libro 4o corrente deliberazioni dal 23 luglio 1793 al 27 agosto anno detto, scritto fino a carte 7 tergo.

Amministrazione de' signori camarlenghi dal 1785 inclusive fino a tutto giugno 1793 e così in tutti no 9 e all'ultimi due mancano le filze de' recapiti, che a forma degl'ordini restorno nell'offizio de' signori Conservatori.

Giuseppe Giomarelli cancelliere de mandato.

- Aggiunta d'inventario di libri e fogli al tempo del signor cancelliere Pietro Ducci dal primo settembre 1793 a tutto il 31 ottobre 1795.

Un libro deliberazioni nell'anni 1795 esiste in Siena alla revisione, è del 1790.

Due giornali dei camarlenghi, uno dei quali è in Siena.

Una filza di no ordini no 14 è riposta nella filza prima ordini e bandi.

Una filza rescritti di no 4 plichi riposta in filza rescritti.

Affari strade di plichi no 20 riposta nella filza affari strade. Documenti diversi plichi no 13.

Collazione di doti del 1795 in filza doti.

Una filza di lettere no 70 in filza 2 lettere.

Filza di istanze diverse di plichi no 10.

Io dottor Giuseppe Giomarelli di commissione di Luigi mio fratello impedito ho ricevuto ed in fede mano propria.

Io Isidoro Bozzoli nuovo cancellier comunitativo ho ricevuto la consegna di quanto sta descritto in questo inventario, mano propria.

Aggiunta dei libri e fogli, filse e mobili tenuti in custodia dal cancelliere Isidoro Bozzoli per il triennio dal dì primo novembre 1795 a tutto ottobre 1798.

Un libro di deliberazioni dell'anno a tutto giugno 1797.

Altro libro di deliberazioni dell'anno a tutto giugno 1798, esistente in Siena alla revisione dell'uffizio delle comunità.

Altro libro di deliberazioni corrente iniziato il primo luglio 1798 per l'anno a tutto giugno 1799, scritto fino a carte 13.

Un libro d'amministrazione comunitativa dell'anno a tutto giugno 1796. Altro dell'anno a tutto giugno 1797.

Altro libro d'amministrazione comunitativa dell'anno a tutto giugno 1798, il quale esiste in Siena alla revisione dell'offizio delle comunità.

Tre dazzaioli dentro i detti respettivi libretti d'amministrazione.

Il reparto originale dell'imposte comunitative dell'anno a tutto giugno 1797.

Altro reparto originale dell'imposte comunitative dell'anno a tutto giugno 1798, che esiste in Siena alla revisione dell'uffizio generale delle comunità.

Altro reparto dell'imposte comunitative originale dell'anno corrente a tutto giugno 1799, riveduto dal nobil signor marchese Flavio Chigi e signor Antonio Simonelli, revisori deputati, esistente in questa cancelleria, ma non per anche approvato dal Magistrato comunitativo.

Un libro in carta pecorina in quanto alle fodere, ove sono copiati li tre sopradetti reparti originali, che serve per riscontro di cancelleria.

Un libretto foderato di carta pecorina in bianco, ove dovrà registrarsi il dazzaiolo del corrente anno.

Nella filza detta Istanze vi si è riposta la filza Istanze predetta al tempo del detto cancelliere Bozzoli, in plichi no 89 con repertorio firmato.

Nella filza prima affari di strade e fabbriche vi s'è riposto la filza affari di strade predetta al tempo del detto cancelliere Bozzoli in plichi no 40 con repertorio firmato.

Nella filza prima documenti vi è posta la filsa documenti predetti a tempo del detto cancelliere Bozzoli in numero di 20 plici con suo repertorio firmato.

Nella filza prima volture vi è posta la filza volture predetta a tempo del detto cancelliere Bozzoli in plichi no 12 col suo repertorio firmato.

Nella filza prima ordini vi è posta la filza ordini predetti a tempo del detto cancelliere Bozzoli di plichi no 10 con suo repertorio firmato.

Nella filza detta Lettere vi è posta la filza lettere a tempo del detto cancelliere Bozzoli in no di 28.

[...]

Quali robe tutte descritte nel presente inventario del detto cancelliere Bozzoli si consegnarono e consegnano all'illustrissimo Magistrato di questa comunità e per esso al signor Luigi Giomarelli attualmente gonfaloniere ed in questa parte come cancelliere del sindacato del detto cancelliere comunitativo, conforme apparisce dall'infrascritta sua firma ed in fede.

Io Luigi Giomarelli come cancelliere del sindacato del signor cancelliere Isidoro Bozzoli per questa illustrissima Magistratura comunitativa confesso aver riceuto la consegna fattami dal detto signor cancelliere Bozzoli di tutto ciò che sta descritto nel presente inventario per consegnarsi di poi al nuovo signor cancelliere comunitativo per questo dì 20 novembre 1798 ed in fede, mano propria".


10. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1803-1807 luglio 6


ACCO, Archivio preunitario 238, cc. 276r-279v.


"Inventario e descrizione de' libri, filse e fogli, mobili ed ogni altro spettanti alla comunità di Castiglion d'Orcia ed esistenti nella cancelleria comunitativa, che dal signor Giovanni Battista Stacciuoli cancelliere stato della detta comunità si consegnano all'illustrissima Magistratura comunitativa per mezzo di me cancelliere del sindacato, questo dì [vacat, ma 1803).

[...]166

- Aggiungesi:

Nuovo campione coperto di cartapecora.

Nuovo libro sciolti parimenti in cartapecora.

Nuovo libro dei debitori e creditori B.

Nella filza detta Lettere vi si è riposta la filza lettere diverse al tempo del signor cancelliere comunitativo Stacciuoli in no 98.

Nella filza istanze e collazioni di doti vi si è riposto no tre documenti per le doti a tutto il 1803, a tempo del signor cancelliere Stacciuoli.

Nella filza terza offerte, stime e subaste vi si è riposto l'offerte, stime e subaste a tempo del signor cancelliere Stacciuoli in no 4 plichi.

Nella filza affari di strade e fabbriche vi si è riposto l'affari di strade predette in plichi no 7 a tempo del signor cancelliere Stacciuoli.

Nella filza detta istanze diverse vi si è riposto no 19 istanze diverse a tempo del signor cancelliere Stacciuoli.

Nuova filza ordini e bandi a tempo del signor cancelliere Stacciuoli.

L'amministrazione dal '98 al '99, dal '99 al 1800, dal 1800 al 1801, dal 1801 al 1802 e sempre è mancante l'amministrazione dal 1797 al 1798.

[...]

Io Carlo Giomarelli cancelliere del sindacato ho ricevuto dall'eccellentissimo signore Giovanni Battista Stacciuoli la consegna di quanto sopra, salvo le dette mancanze ed in fede, mano propria.

Adì 20 gennaio 1804. Io Pietro Ducci cancelliere della comunità di Castiglione d'Orcia confesso di avere ricevuto la consegna di quanto sopra, meno che per la mobilia, cassa dei pesi e misure che stanno sotto la custodia del donzello comunitativo ed in fede, mano propria.

- Nota dei libri e filse state consegniate a me infrascritto cancelliere del sindacato dall'eccellentissimo signore cancelliere Pietro Ducci per il triennio dal primo agosto 1803 a tutto luglio 1806.

No quattro libri di deliberazioni e partiti compresivi il corrente.

No tre giornali dell'amministrazione comunitativa dell'anni 1804, 1805, 1806.

No tre reparti dell'imposta comunitativa di detti anni.

Altro reparto della straordinaria imposta ordinata con motuproprio de' 28 dicembre 1804.

Una filsa di ordini, bandi e rescritti con il suo indice.

Altra filsa affari strade e fabbriche.

Altra filsa istanze diverse.

Altra filsa documenti diversi.

Altra filsa affari sale.

Altra filsa volture.

Altra filsa lettere diverse.

Adì 2 agosto 1806. Io Carlo Giomarelli come cancelliere del sindacato ho ricevuto la consegna de' suddetti libri e filse ed in fede, mano propria.

Adì 9 detto. Io Pietro Ducci cancelliere della comunità di Castiglione d'Orcia confesso di aver ricevuto la consegna di libri e filse per il mio triennio a tutto luglio prossimo passato ed in fede, mano propria.

Adì 13 luglio 1807.

- Inventario delle filse e libri che dal'eccellentissimo signor cancelliere Pietro Ducci si danno in consegna a me infrascritto cancelliere del sindacato per l'epoca dal primo agosto 1803 a tutto il 30 giugno 1807.

Una filsa ordini e bandi in no 32, disposta nella filza ordini e bandi di no 2 detto.

Una filza rescritti particolari, riposta nella filza rescritti in no 5.

Una filza affari strade e fabbriche riposta nella filza detta affari di strade e fabbriche di plichi no 53.

Una filza istanze diverse di plichi no 48 riposta nella filza istanze diverse.

Una filza documenti diversi di plichi no 17 riposta nella filza documenti.

Una filza di collazioni di doti di plichi no 2 riposta nella filza doti.

Una filza affari sale di plichi no 2 che stanno riposte tutte e due fra il no 16-17.

Una filza volture no 20.

Una filza lettere diverse.

No 4 libri deliberazioni.

No 4 libri d'amministrazioni compreso il corrente, in mano del camarlengo.

No 4 reparti con più uno di tassa straordinaria, con i suoi respettivi dazieri.

Io Carlo Giomarelli, come cancelliere del sindacato ho ricevuto dall'eccellentissimo signore Pietro Ducci la consegna dei suddetti libri e filse e di ogni altro descritto nel presente inventario, meno che i mobili e la cassa dei pesi e misure, quali stanno a custodia del donzello e tutto ciò è quanto esiste nella cancelleria suddetta a custodia del suddetto donzello ed in fede, mano propria".


11. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1808 maggio 12


ACCO, Archivio preunitario 238, cc. 280r-284v.


"Inventario dei libri, filze, fogli e mobili esistenti nell'archivio pubblico della comunità di Castiglion d'Orcia, stato compilato e riformato nell'atto della riordinazione del medesimo archivio fatta da me dottor Luigi Minucci cancelliere comunitativo, in esecuzione del partito magistrale del dì 11 agosto 1807 all'effetto di riceverne l'opportuna consegna.

Inventario dei libri della comunità di Castiglion d'Orcia.

-Campioni.

Libro campione di tassa prediale, legato in cartone bianco, di carte scritte numero 24, che principia il 1o luglio 1778.

Campione dei beni sciolti, legato in cartone come sopra, di no 48 eseguito il 1778.

Libro copia del campione di tassa prediale, estratta dal soppresso uffizio delle strade di Siena, esistente al no 16 della filza prima intitolata copia di tassa prediale, denunzie e stime di beni.

Libro legato in cartapecora contenente i nomi per ordine alfabetico dei descritti e non descritti a tassa prediale.

Libro registro volture legato in cartapecora e introdotto nel 1807.

Campione delle strade e fabbriche legato in cartone turchino di carte sciolte no 18.

- Spogli moderni.

Libro spoglio debitori e creditori segnato di lettera A di carte scritte no 332 principiato il lo luglio 1778 a tutto il 1801.

Spoglio debitori e creditori vegliante di lettera B legato in cartapecora di carte sciolte no 65 con entro il suo indice, iniziato il 1o luglio 1802.

- Campioni moderni.

Campione di tassa prediale legato in cartapecora di carte scritte no 44 con entro il suo indice, legato in cartone.

Campione sciolti legato in cartapecora di carte sciolte no 131 avente in seno il suo indice.

- Libri deliberazioni, amministrazioni, dazzieri e reparti.

Numero diciotto libri di deliberazioni magistrali legati in cartapecora d'anno in anno che principiano dal lo luglio 1778 fino a tutto giugno 1808.

Numero diciassette libri d'amministrazioni comunitative dei quali quattro legati in cartone, tre in foglio sciolto ed il restante in cartapecora, che principiano dal 1o luglio 1781 a tutto giugno 1808.

Numero dodici reparti ch'è uno legato in carta semplice e undici in cartapecora dal lo luglio 1796 a tutto giugno 1808.

Libro legato in cartapecora contenente tre copie di reparti del 1797, 1798 e 1799.

Numero cinque reparti d'imposizioni straordinarie dell'1801 e 1805, quattro in foglio semplice ed uno in cartapecora, e numero quattro dazzieri, che tre del 1797, 1798 e 1799 in cartapecora, ed uno del 1806 in carta semplice, tutti inclusi nell'istessa cartella.

- Libri diversi.

Libro legato in cartapecora di carte scritte no 21 per il registro dei soggetti imborsati per l'uffizio di gonfaloniere, priori e Consiglio.

Libro legato in cartapecora per le stipulazioni che principia il 4 dicembre 1774 a tutto il 12 ottobre 1798.

Libro legato in cartapecora, entrata e uscita, di carte sciolte no 100 che principia il 24 settembre 1778 a tutto giugno 1781.

- Filze.

Filza prima in cartone contenente tre pacchetti di documenti e rescritti dal lo luglio 1778 a tutto giugno 1784.

Filza seconda in cartone contenente tre pacchetti documenti ed altro dal primo luglio 1781 a tutto giugno 1784.

Filza terza in cartone con tre pacchetti di documenti e rescritti dal primo luglio 1784 a tutto giugno 1787.

Filza quarta in cartone con quattro pacchetti di documenti dal lo luglio 1787 a tutto giugno 1791.

Filza prima denunzie e stime di beni sciolti di processetti no 121 con entro il campione di tassa prediale già descritto.

Filza l, 2, 3 e 4a ordini e bandi contenuti nell'istessa cartella, che la prima di processetti no 47, la seconda di no 15, la terza di no 14 e la quarta di numero 10, ove manca la circolare de' 6 marzo 1797 per l'epoca dal 1777 al 1798.

Filza quinta e sesta ordini e bandi posti in una istessa cartella, che la prima di processetti no 53, l'altra di no 32 dal 1798 a tutto giugno 1807.

Filza prima rescritti diversi in tutti no 46 dal 1778 a tutto giugno 1807.

Filza prima documenti, sindacati, fedi di battesimo in no 116 dal 1o luglio 1778 a tutto giugno 1807.

Filza prima documenti di volture di no 77 dal 1778 a tutto giugno 1807.

Filza prima affari di sale di no 17 dal 1780 al 1804.

Filza prima affari di strade e fabbriche dal 1778 a tutto il 1790.

Filza seconda affari di strade dal 1790 a tutto giugno 1807.

Filza prima istanze diverse dal primo luglio 1778 a tutto il 1786.

Filza seconda istanze diverse dal 1787 a tutto ottobre 1793.

Filza terza istanze diverse dal 1795 a tutto il 1807.

Filza prima offerte, stime, subaste di beni dal lo luglio 1778 a tutto giugno 1781.

Filza seconda offerte, stime e subaste di beni dal luglio 1781 a tutto il 1789.

Filza terza offerte e subaste dal 1790 a tutto [vacat].

Filza prima lettere diverse dal 1778 al 1789.

Filza seconda lettere diverse dal 1790 al 1798.

Filza terza lettere diverse dal 1798 al giugno 1807.

Filza prima tratte d'impieghi e scuse di processetti no 8 dal 1778 al 1786.

Filza prima istanze e collazioni di doti.

- Libri antichi.

Numero diciassette libri spogli dell'antica comunità di Castiglion d'Orcia dal 1573 al 1778.

Libro stime dal 1601 al 1630.

Libro servizi del 1103 (sic).

Reformagioni e consigli dal 1604 al 1623.

Libro fide del 1591 al 1597.

Libro stime dal 1631 al 1672.

Libro bandi del 1593.

Libro allogagioni dal 1578 al 1580.

Caleffo dal 1553 al 1584.

Libro deliberazioni dal 1623 al 1645. Libro gabelle dal 1606 al 1614.

Libro gabelle dal 1605 al 1651.

Libro gabelle dal 1649 al 1676.

Libro depositeria dal 1644 al 1661.

Libro memorie con fogli laceri e mancanti dal 1553 al 1561.

Libro memorie dal 1583 al 1658.

Libro consigli senza fodera dal 1645 al 1651.

Libro consigli dal 1607 al 1721.

Libro stime dal 1525 (sic) al 1600.

Libro depositeria dal 1620 al 1686.

Ordini e bandi del 1500 (sic).

Inventari pupillari dal 1699 al 1748.

Libro memorie dal 1638 al 1729.

Libro memorie del 1638.

Libro memorie dal 1740 al 1778.

Libro in stampa dei ragguagli de' pesi e misure.

Spoglio decimo di Rocca d'Orcia dal 1760 al 1778.

Libro memorie di Rocca d'Orcia dal 1761 al 1778.

Libro fide Rocca d'Orcia dal 1497.

Libro debitori e creditori del 1573 al 1576.

Libro dello spedale soppresso del 1693.

Libro capitoli della Rocca e Siena.

Libro d'allogagioni del 1569 al 1714.

Libro d'allogagioni del 1596 al 1677.

Libro consigli dal 1620 al 1759.

Libro memorie dal 1566 al 1582.

Libro memorie dal 1582 al 1589.

Libro memorie del 1553 al 1673.

Libro memorie dal 1553 al 1566.

Libro.consigli mancante di più carte dal 1533 al 1547.

Libro consigli mancante di fogli dal 1541 al 1558.

Libro d'entrata e uscita di diversi camarlinghi di cartolazione confusa.

Libro antico degli statuti di Rocca d'Orcia con più fogli sciolti.

Libro accuse del 1609 al 1610.

Sette libri laceri senza principio e senza fine.

Libro appartenente all'antica compagnia di S. Giovanni Battista.

Due libretti in cartapecora, che uno riguardante il patronato della pieve e l'altro l'istrumento colla casa Cervini, posti nella cassetta delle borse.

Numero centoquattro, anzi centoquarantacinque libretti diversi d'entrata e uscita d'antica amministrazione.

Due cartelle con entro diverse miscellanee.

Nove piante con sue cornici affisse nel muro, di vari beni e bandite appartenenti alla comunità.

Adì 12 maggio 1808. Io infrascritto cancelliere comunitativo di Castiglion d'Orcia ed annessi dichiaro d'avere ricevute in consegna tutti i libri e fogli descritti nel presente inventario.

Luigi Minucci cancelliere.

Adì 29 novembre 1808. Dal signor cancelliere Luigi Minucci sono stati consegnati a me infrascritto maire della comune di Castiglione d'Orcia tutti i libri, filse, fogli, documenti e mobili che stanno descritti nel presente inventario e più tutti i libri di amministrazione a tutto giugno 1808 e la filsa d'atti stata compilata a tempo da detto cancelliere; in somma dichiaro d'avere da esso ricevuto tutto quello che appartiene alla detta comunità per questi oggetti e parimenti faccione l'infrascritte quietanza e ricevuta.

Carlo Giomarelli maire".


12. Inventario dell'archivio della comunità di Castiglione d'Orcia. 1826 maggio 11


ACCO, Archivio preunitario 452, c. n.n..


"Inventario dei libri, filze ed altro spettante alla comunità di Castiglioni d'Orcia ed esistente nell'archivio della medesima, compilato dall'infrascritto cancelliere del sindacato eletto con deliberazione magistrale del dì 11 marzo 1826 per servire di giustificazione al sindacato locale dell'eccellentissimo signor dottor Giovanni Buonazia, cancelliere attuale della comunità suddetta pell'anno dal primo gennaio a tutto il dì undici maggio 1826, a forma della notificazione de' 26 aprile 1819, cioè [...]167.

- Archivio moderno a tempo francese.

77. Libri tre contenenti lo stato civile, cioè nati, morti e matrimoni dal lo maggio 1808 a tutto maggio 1814.

78. Carteggio sullo stato civile dal 17 maggio 1808 all'aprile 1814.

79. Due filze denunzie di bestiami e generi.

80. Affari fabbriche delle parrocchie.

81. Libro deliberazioni dal 1809 al 1813.

82. Filza guerra dal 21 gennaio 1809 al 7 maggio 1814.

83. Filza contratti dal 1o luglio 1808 a tutto gennaio 1814.

84. Filza contabilità dal 27 decembre 1808 al 23 aprile 1814.

85. Filza tratte di coscrizione dal 1808 al 1814.

86. Filza finanze dal 27 ottobre 1808 al 20 aprile 1814.

87. Filza interno dal 6 aprile 1808 al 14 aprile 1814.

88. Atti di prefettura dal 1808 al 19 ottobre 1811.

89. Segreteria generale dal 1808 al 1811.

90. Atti di prefettura dell'anno 1811.

91. Supplemento al no 56 degli atti di prefettura dell'anno 1812.

92. Due copialettere dal 26 febbraio 1809 al settembre 1814.

93. Manuale Guidotti in tomi quattro.

94. Libro estratti sulla coscrizione.

95. Libro manuale dei maires.

96. Regolamento giudiciario dei maires.

97. Riduzione dei pesi e misure.

98. Giornale amministrativo.

99. Manuale dei contribuenti.

100. Istruzione sulla coscrizione.

101. Istruzione sulla formazione della matrice dei ruoli per le contribuzioni.

102. Tomi bullettini delle leggi con suo indice.

103. Altri bullettini delle leggi dal no 222 al no 547.

104. Leggi e ordini dal 1796 al dicembre 1814 legato in cartapecora in quattro tomi.

105. Registro civico.

106. Diverse leggi sciolte.

107. Registro patenti dal 1809 al 1811.

108. Movimento della popolazione in tomi quattro.

109. Boudget dal 1809 al 1814.

110. Stato dei beni rustici ed urbani spettanti al demanio.

111. Modello delle mercuriali.

112. Supplemento al registro generale della popolazione.

113. Registro sul movimento della medesima.

114. Registro mercuriali dell'anno 1813.

115. Registro civico de' volanti da no l al no 252.

116. Stato delle domande di beni rustici.

117. Stato della descrizione dei beni demaniali.

118. Idem dei detti beni.

119. Tutti questi soprannominati documenti esistono nell'archivio comunitativo in un armadio a quattro sportelli e due serrature e solo si trovano mancanti l'amministrazione dell'anno 1809 al 1814 per essere in Siena.

120. Un cassabanco di legname bianco contenente no 9 lucchi per il Magistrato.

- Nel salotto d'udienza.

[...]

124. Nove piante di beni spettanti alla comune allivellati a diversi con sua cornice ed affisse nel muro.

- Nel salotto del Consiglio

[...]

131. Due sigilli di metallo coll'arme della comunità di Castiglioni d'Orcia.

[...]

133. Un [vacat] dal 1814 all'ottobre 1819 consegnato al signor cancelliere Cinquini.

134. Filza accolli di strade dal luglio 1808 all'agosto 1819 ed altri contratti interessanti la comunità.

[...]

Fatto e compilato il presente inventario nell'archivio della comunità di Castiglioni d'Orcia. Questo dì 21 giugno 1826.

Il cancellier del sindacato, firmato Luigi Lenei.

Per il gonfaloniere della comunità assente ed il primo priore illetterato, firmato Carlo Giomarelli secondo priore; firmato Giovanni Buonazia cancelliere comunitativo.

Per copia conforme, il cancelliere del sindacato Luigi Lenei.

Io Giovanni Cinquini cancelliere ricevo in' consegna, salvo peraltro la facoltà di detrarre dal presente inventario ciò che non mi è pervenuto e di aggiungere ciò che sebbene non descritto mi pervenne e salva qualunque correzione di fatto e di diritto".


13. Delibera del Consiglio comunale di Castiglione d'Orcia relativa allo scarto di materiale archivistico dei secoli XIX e XX. 1955 maggio 28


ACCO, Archivio postunitario l.A.18, p. 392.


"No 37. 28 maggio 1955. Eliminazione atti inutili e superflui dell'archivio comunale. In continuazione di seduta. Il Sindaco riferisce che su proposta del segretario comunale, il quale in ordine alle disposizioni contenute nel rilievo no 3 della ispezione generale praticata nei giorni 5, 6 e 7 ottobre 1954 dal viceprefetto ispettore e nel quale è detto: - l'archivio di deposito si trova in completo abbandono, occorre procedere al riordinamento ed alla sistemazione dei fascicoli -, si sta provvedendo al riordinamento ed alla sistemazione di tale archivio, occorre procedere alla eliminazione di carte inutili onde dar maggiore ed idoneo assetto all'archivio stesso. Ed il Consiglio, viste le disposizioni di cui al R.D. 2 ottobre 1911 no 1163; visto l'art. 29 della legge 22 dicembre 1939 no 2006; vista la circolare 17 marzo 1955 no 321 della Sovrintendenza archivistica per la Toscana in Firenze; visto l'elenco descrittivo delle carte da eliminare, elenco che fa parte integrante del presente deliberato, unanime delibera. Autorizza la eliminazione degli atti descritti nell'elenco allegato alla presente deliberazione, dando all'ufficio di segreteria l'incarico di procedere, non appena la presente avrà riportato le superiori approvazioni, alla eliminazione stessa mediante consegna delle carte alla Croce Rossa Italiana, sezione di Siena, con che il materiale ricavato dallo scarto venga destinato al macero e con l'obbligo di rimettere copia del verbale certificante tale consegna alla direzione dell'Archivio di Stato.

- Elenco descrittivo delle carte da eliminare dall'archivio comunale.

1o Registri protocollo relativi agli anni 1945, 1946, 1947, 1948 e 1949, il cui peso approssimativo e complessivo è di kg 35.

2o Materiale relativo ai censimenti popolazione anni 1921 e 1936 per un peso complessivo e approssimativo di kg 75.

3o Conti consuntivi dal 1818 al 1930 per un peso approssimativo e complessivo di kg 400.

Castiglione d'Orcia, li 20 maggio 1955.

Letto, approvato e sottoscritto.

Il consigliere anziano Capitani Aleardo, il sindaco Taorgo Severini, il segretario Vittorio Meloni.

(in marg. sin., a penna) Prefettura Siena. No 25230, div. 1a 8.7.1955. Visto si approva, sentito l'Archivio di Stato, ai sensi dell'art. 74 del R.D. 2.10.1911 no 1163, con le osservazioni di cui alla prefettizia pari numero ed oggetto. Firmato Piselli, per il prefetto"



Archivio preunitario (1341 - 1865)

Comunità di Castiglione d'Orcia fino al 1778 (1341 - 1778)

Liber iurium

Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori

Ordini e bandi

Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi

Lira

Accuse e stime di danni dati

Comunità di Rocca d'Orcia fino al 1778 (1498 - 1778)

Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori

Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi

Stime di danni dati

Libro del compratore delle entrate della comunità

Ospedale di S. Cristofaro

Compagnia di S. Giovanni Battista (1597 - 1748)

Entrata e uscita dell'ospedale di S. Giovanni, memorie, deliberazioni e inventari della compagnia di S. Giovanni Battista

Depositeria fiscale del marchesato Riario (1605 - 1676)

Entrate e uscite, debitori e creditori

Libri della gabella del piè tondo e dei beni stabili

Comunità di Castiglione d'Orcia (1778 - 1808)

Deliberazioni

Registro degli imborsati

Carteggio e atti

Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi

Debitori e creditori

Libri delle tasse

Stipulazioni di promesse

Decimari

Comunità restaurata di Castiglione d'Orcia (1814 - 1865)

Deliberazioni

Editti del gonfaloniere

Carteggio e atti

Bandi, ordini e circolari

Contabilità

Obblighi e proventi

Imposte e tasse

Inventari

Guardia civica

Archivio postunitario

Comune di Castiglione d'Orcia (1865 - 1959)

I. Deliberazioni del Consiglio comunale e del podestà

II. Deliberazioni della Giunta municipale e del podestà

III. Protocolli della corrispondenza

IV. Carteggio

V. Bilanci di previsione

VI. Allegati al bilancio di previsione

VII. Conti consuntivi

VIII. Verbali di chiusura dell'esercizio finanziario

IX. Registri dei mandati, giornali e libri mastro

X. Mandati e documenti di corredo al conto consuntivo

XI. Ruoli esattoriali

XII. Liste di leva

XIII. Ruoli matricolari

XIV. Sussidi alle famiglie dei militari

XV. Inventari

XVI. Registro della popolazione

XVII. Registri dello Stato civile

XVIII. Indici decennali degli atti di stato civile

XIX. Registri diversi

Archivi aggregati

Giudice conciliatore di Castiglione d'Orcia (1866 - 1995)

Registri degli avvisi alle parti

Registri cronologici degli atti originali

Registri delle convocazioni e delle deliberazioni dei consigli di famiglia e di tutela

Registri degli atti eseguiti dall'usciere

Registro delle udienze

Registro delle tasse di bollo iscritte a debito nelle cause di gratuito patrocinio

Repertorio degli atti eseguiti dall'usciere

Ruolo generale degli affari civili

Protocollo della corrispondenza

Carteggio e atti

Giudice conciliatore di Campiglia d'Orcia (1880 - 1965)

Registri delle udienze

Processi verbali di conciliazione e originali delle sentenze

Repertorio delle sentenze e dei verbali di conciliazione

Registro degli avvisi alle parti

Repertorio degli atti eseguiti dall'usciere

Registro delle tasse di bollo iscritte a debito nelle cause di gratuito patrocinio

Registro cronologico degli atti originali

Carteggio e atti

Bollettario

Congregazione di carità ed ente comunale di assistenza (1893 - 1977)

a) Congregazione di carità

Statuti

Deliberazioni

Conti consuntivi

Mandati e documenti di corredo al conto consuntivo

b) Ente comunale di assistenza

Statuti

Deliberazioni

Protocolli della corrispondenza

Carteggio e atti

Bilanci di previsione

Conti consuntivi e verbali di chiusura dell'esercizio finanziario

Registri giornale e libri mastro

Mandati e documenti di corredo al conto consuntivo

Bollettari

Registri diversi

Asilo infantile "Casa dei bambini" di Castiglione d'Orcia (1937 - 1992)

Statuti

Deliberazioni

Carteggio e atti

Bilanci di previsione

Conti consuntivi

Registri di entrate e spese

Registri giornale e libri mastro

Registro di cassa

Mandati e documenti di corredo al conto consuntivo

Opera nazionale per la protezione della maternità e infanzia. Comitato di Castiglione d'Orcia (1932 - 1977)

Deliberazioni

Protocollo della corrispondenza

Carteggio

Giornale di cassa



Codifica:
Stefania Salsi, luglio 2012
Paolo Santoboni, revisione, luglio 2012