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Opera della Santissima vergine contro il morbo

Livello: subfondo

Estremi cronologici: 1633 - 1874

Consistenza: 14 unità

L'Opera della santissima Vergine contro il Morbo fu istituita nel 1656 per costruire con le elemosine una chiesa per contenere l'immagine della Madonna, detta del morbo o del canto, collocata in un tabernacolo, che si trovava nel luogo dove poi fu costruita la chiesa. Fin dalla peste del 1530, in ringraziamento per la fine del contagio, era stato deciso dalla comunità di celebrare il 9 di luglio di ogni anno, una messa di ringraziamento alla Madonna per la sua opera d'intercessione.

Dopo la peste del 1630, fu riconfermato solennemente da tutta la comunità questo voto che, dal papa Alessandro VII, fu riconosciuto come festività da celebrarsi la prima domenica di luglio e fu decisa la costruzione della chiesa, che però fu iniziata solo nel 1657; terminata nel 1661, nel 1681 fu arricchita da un loggiato.

Nel 1690, pervenne per legato testamentario a questa Opera una donazione dal sig. Buonfanti ed è da questa data che si può dire inizia la documentazione arrivata sino a noi.

Da una copia del testamento del donatore del 17021 veniamo a sapere che il sig. Alessandro Buonfanti, morendo senza figli, aveva lasciato sua erede la moglie Caterina, figlia di Niccolò Falchi con l'obbligo di dare ogni anno dodici scudi alla chiesa e di spenderne altri dieci per far dire messe per il marito; tutto questo però solo nel caso non si fosse risposata, in caso contrario l'eredità sarebbe passata direttamente alla chiesa, come avvenne nel 1690, quando la signora Caterina passò a nuove nozze con Francesco Corsignani, lettore all'Università di Pisa.

Subito sorse il contrasto tra i tre "operai" della fabbrica della chiesa e i rappresentanti della comunità su chi dovesse amministrare tali beni, intervennero i Nove conservatori con una lettera del 23 nov. 16902 in cui davano ragione agli "operai" e affidavano a loro l'amministrazione di tale eredità, sotto il controllo, però, del cancelliere. Ci fu anche uno strascico giudiziario con il sig. Corsignani con cui alla fine fu trovato un accordo3.