Intestazioni: Comunità di Ponsacco, Ponsacco (Pisa), 1490 - 1808
Storia amministrativa:
La prima notizia documentaria di Ponsacco risale al 1197, ma ancora
per molti anni l'insediamento urbano dovette avere uno sviluppo piuttosto ridotto,
configurandosi soprattutto come "mercatale" dei vicini castelli di Appiano e di
Camugliano. Quando entrambi vennero distrutti (Appiano nel 1341 dalle truppe fiorentine,
e Camugliano nel 1345 dall'esercito visconteo) Ponsacco, che ne accolse gli abitanti,
divenne un centro abbastanza cospicuo, al punto che negli anni successivi fu cinto di
mura per la difesa degli abitanti. Da diversi secoli, sulla zona in cui si estendeva
Ponsacco, la giurisdizione era esercitata dalla Repubblica di Pisa, e quando nel 1406
Firenze ne inglobò i territori, anche Ponsacco entrò a fare parte della Repubblica
fiorentina. Nel 1431 e nel 1495 si verificarono due sommosse contro i fiorentini,
soppresse senza fatica dalle truppe di Firenze
1
. Nel 1509, per impedire
ulteriori tentativi di riconquista del castello fortificato, i fiorentini distrussero le
mura perimetrali
2
. Il 23
ottobre 1637 il granduca Ferdinando II de' Medici concesse la comunità in feudo, con il
titolo di marchesato, al nobile Filippo Niccolini, per i servigi che aveva reso al
Granduca come ambasciatore presso alcune Corti straniere, alla cui famiglia rimase fino
verso la fine del Settecento, per rientrare poi sotto il dominio diretto del
Granducato
3
. Niccolini fece costruire in Ponsacco,
presso la Porta Fiorentina, un palazzo adibito a residenza del Commissario Feudale che
in suo nome doveva amministrare la giustizia (tale carica fu inizialmente ricoperta da
Camillo Spinetti di Pontedera
4
). Il Commissario Feudale veniva avvicendato ogni due anni, e
successivamente ogni tre
5
. In conseguenza di questo mutamento istituzionale, la Comunità di
Ponsacco, divisa nei Popoli di Ponsacco e Comugliano, fu smembrata e separata tanto dal
Vicariato di Lari, a cui era soggetta per gli affari criminali, quanto dalla Podesteria
di Pontedera, da cui dipendeva per gli affari civili. Appartenevano al feudatario tutte
le tasse e le confische provenienti dall'amministrazione della giustizia; il diritto di
gabella dei contratti stilati nel territorio del feudo; i proventi del Macello e del
Vino e la Colletta del mezzo per cento che veniva imposta ogni anno sulla ricchezza
delle famiglie. Negli anni 1671-74, i proventi del Macello e del Vino furono appaltati,
mentre il comune corrispondeva al feudatario le somme che precedentemente era tenuto a
pagare al Vicariato di Lari e alla Potesteria di Pontedera
6
. Con
legge del 21 aprile 1749 il nuovo granduca Francesco I di Lorena riformò i feudi. Nel
1790 il marchese Lorenzo Niccolini rinunciò spontaneamente al diritto di amministrare la
giustizia nel territorio del feudo, cosicché il granduca Pietro Leopoldo, con circolare
del 15 novembre 1790, autorizzò il Vicario Regio di Pontedera ad esercitare la
giurisdizione civile, criminale e mista sopra il feudo di Ponsacco, che, di fatto, venne
a ridimensionarsi, anche se non fu soppresso di diritto perché ereditario. Tale diritto
fu invece soppresso dal decreto del governo francese dell'8 aprile 1808 (e il
motuproprio del restaurato Ferdinando III di Lorena del 15 novembre 1814 confermò tale
soppressione). Con la riforma leopoldina del 1776, la Comunità di Ponsacco risultava
essere composta dal comune di Ponsacco e Camugliano: il Magistrato comunitativo era
composto da un Gonfaloniere e due Priori, mentre era stabilito che sei fossero i membri
residenti del Consiglio generale
7
.
Soggetti produttori collegati:
Mairie di Ponsacco, Ponsacco (Pisa), 1808 -
1814
(successore)
Complessi archivistici prodotti:
Comunità di Ponsacco, 1490 -
1808
(fondo, conservato in Comune di Ponsacco. Archivio storico)