Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
Menu di navigazione
Home » Visualizza scheda complesso archivistico

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Mairie e Comunità di Gallicano

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1803 - 1874

Consistenza: 12 unità

Il Governo Provvisorio della Repubblica nella seduta del 26 novembre 1801 definì la struttura del territorio lucchese, lasciando vigenti le preesistenti Vicarie ed eliminando ogni distinzione tra le Seimiglia e il Contado. Il nucleo di competenza affidato alla Vicaria di Gallicano rispecchiò la configurazione precedente, con l'assegnazione delle Comunità di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Gallicano, Perpoli, S. Romano e Verni.
Tale situazione ebbe effimera durata per l'introduzione della Costituzione votata il 27 dicembre 1801 con la quale, al titolo III Articolo XXII, si istituirono tre Circondari Amministrativi: «Il Cantone del Serchio, il Littorale, e quello degli Appennini. Lucca è il Capo Luogo del primo, Viareggio del secondo, il Borgo a Mozzano del terzo».
La legge del 23 gennaio 1802 affrontò in particolare la situazione territoriale, con l'assegnazione delle singole Comunità ai tre Circondari e con la definizione delle Giudicature di Pace. I Comuni già appartenenti alla Vicaria di Gallicano passarono sotto la giurisdizione del Circondario degli Appennini (art. VI), mentre a tale Circondario furono assegnati sei Giudici di Pace, rispettivamente a Borgo a Mozzano, Coreglia, Castiglione, Minucciano, Pescaglia e Gallicano. Le prime nomine avvennero con decreto del 24 febbraio 1802; a Gallicano fu assegnato quale Giudice di Pace il Cittadino Michele Banducci.
Durante il principato dei Baciocchi si ebbero alcune modificazioni della struttura organizzativa e amministrativa del territorio lucchese: il 27 gennaio 1808 si abolirono i tre Cantoni per crearne quindici. Gallicano fu creato capoluogo di Cantone ed ebbe giurisdizione sulle comunità di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Lupinaia, Motrone, Perpoli, Riana, S. Romano, Treppignana e Verni.
L'amministrazione cantonale era retta da un Commissario al quale erano assegnate, oltre che le competenze ordinarie amministrative, anche le funzioni dei Giudici di Pace. In ogni Comune vi era un Consiglio Municipale rapportato numericamente all'entità della popolazione, che si componeva di individui maggiori di venticinque anni e titolari di rendite, sia fondiarie, sia derivate da altri eventuali titoli. La nomina dei consiglieri era effettuata dal Commissario del Cantone. Tali membri rimanevano in carica per due anni e potevano essere rieletti immediatamente.
I Consigli Municipali erano retti da un Presidente e da uno o più assistenti e si occupavano di varie materie particolari: «invigila sulla Polizia delle strade, e delle botteghe affinché fuori di esse non si tenga alcun mobile o mercanzia, che servir possa di ostacolo al passaggio delle persone, e delle vetture; invigila sulle case affinché niente si opponga, o si getti dalle finestre, che possa in qualunque maniera danneggiare i passeggeri; invigila sulla macellerie, e luoghi annessi alle medesime affinché niente si getti fuori di esse che possa tramandare esalazioni nocive o in qualunque maniera recare fastidio ai passeggeri, ed ai vicinanti; sorveglia sopra i pesi, e misure, come pure sopra la salubrità dei commestibili»; aveva, inoltre, competenza in relazione all'ordine pubblico, ivi compresi il compito di sedare gli incendi e di controllare «i danni che potessero cagionarsi da bestie feroci, o attaccate di rabbia, che vagassero per la Comune».
La limitazione delle materie di competenza era a favore dell'attività del Commissario di Cantone, il quale rivestiva la massima carica ed al quale era assegnato un preciso assegno mensile che, con il decreto del 10 febbraio 1806, fu determinato in 25 scudi per il Cantone di Lucca, in 22 scudi per quelli di Capannori, Borgo, Bagno e Camaiore, mentre per gli altri, ivi compreso il Cantone di Gallicano, fu fissato in 18 scudi. Con successivo decreto del 14 febbraio 1806 si procedette alla nomina dei nuovi Commissari di Cantone per tutto il territorio lucchese ed a Gallicano fu assegnato nella carica di Commissario il cittadino Paolino Minutoli.
La tendenza ad ampliare l'ambito giurisdizionale dei Commissari ebbe concreto riscontro nel decreto del 28 marzo 1806, con il quale furono deferiti ai Comuni di Cantone tutti gli affari relativi ai «beni fondi», ovvero quelle facoltà che erano attribuite precedentemente alla Balìa de' possessi ed agli Anziani, in vigore delle leggi del 13 agosto 1680 e del 4 ottobre 1757.
Le competenze dei Commissari furono precisate con un'Ordinanza del 16 ottobre 1806.
Una nuova struttura territoriale ed amministrativa si ebbe con il decreto del 19 aprile del 1806 per il quale «le antiche Comuni, le quali esistevano nella Prefettura di Lucca d'ora in avanti saranno nominate Parrocchie, e le comuni saranno formate d'una o più Parrocchie». Gallicano non fu compreso nel primo elenco essendo contemplato nel decreto del 21 aprile 1807 con il quale si riunivano alcune Comuni alla Prefettura di Castelnuovo. In base a tale disposizione il Cantone di Gallicano si compose del Comune di Gallicano, Capoluogo con le Parrocchie di Cardoso e S. Romano, il Comune di Fiattone, con la Parrocchia di Perpoli, il Comune di Lupinaia, con le Parrocchie di Riana e Treppignana.
Una radicale modificazione avvenne con l'introduzione del decreto del 29 ottobre 1808 a seguito della soppressione dei Tribunali di prima Istanza di Massa e Castelnuovo, delle Amministrazioni Cantonali ed alla installazione delle Giustizie di Pace. Il territorio lucchese fu strutturato in una sola Prefettura e diviso in tre Circondari: di Lucca, di Castelnuovo e di Massa. Il territorio di Gallicano entrò a far parte del Circondario di Castelnuovo con una serie di modificazioni che apportarono concreti mutamenti alla precedente situazione. La Comune di Gallicano riunì in sè la Comune di Fiattone e le Parrocchie di Cardoso e S. Romano, già facenti parte della Comune di Motrone, la cui Parrocchia fu unita alla Comune del Borgo, del Circondario di Lucca. La Comune di Trassilico comprese anche quella di Vallico di Sotto e fu diminuita delle Parrocchie di Fornovolasco e Campolemisi, assegnate a Vergemoli che assieme a Calomini, era stato collegato a Molazzana.
Gallicano entrò a far parte della Giudicatura di Pace di Castelnuovo, assieme a Castiglione, Villa Collemandina, Pieve Fosciana, Fosciandora, Molazzana, Trassilico e Vergemoli.
Con il decreto del 29 gennaio 1810 fu abolita la Prefettura di Lucca e le sue competenze passarono direttamente ai rispettivi Ministeri: nei Circondari di Massa e Castelnuovo rimasero i Sottoprefetti con il titolo di «Suddelegati».
Il 19 febbraio 1814 Felice Baciocchi abbandonò Lucca in considerazione dell'offuscamento della potenza napoleonica, lasciando la città nelle mani della moglie Elisa che si trattenne fino al 14 marzo. Nei giorni che seguirono si ebbe la formazione di un Governo Provvisorio degli Stati Lucchesi ed il 7 aprile si dette vita all'Amministrazione superiore dello Stato Lucchese in dipendenza del Ministero dell'Interno e dei Dipartimenti Italici Meridionali.
Dopo una breve reggenza dello Starhemberg, dal febbraio 1815 la città di Lucca fu retta da un Governo Provvisorio Austriaco, nella persona del Tenente Colonnello Giuseppe Werklein, il quale solo il 22 novembre 1817, in ottemperanza alle decisioni del Congresso di Vienna, lasciò il posto ai Borboni, dapprima a Maria Luisa dipoi a Carlo Lodovico che, il 4 ottobre 1847, operò la reversione anticipata del Ducato al Granducato di Toscana.
In riferimento al periodo della restaurazione non mancarono le introduzioni di nuove strutturazioni territoriali. Il decreto del 4 ottobre 1815 decise il nuovo ordinamento con la creazione di diciotto Comunità: Gallicano assunse tale nuova autonoma caratteristica e comprese le Parrocchie di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Perpoli, S. Romano e Verni; furono istituite dieci Cancellerie, distinte in quattro classi ed in quella di Borgo a Mozzano, considerata di prima classe, furono collocate le Comunità di Pescaglia, del Bagno, di Coreglia e di Gallicano. La struttura amministrativa dalle Comunità fu individuata in un Magistrato, composto, per quanto riguarda Gallicano, da un Gonfaloniere e quattro Priori, e da un Consiglio formato da dodici Membri. Le cariche erano annuali e mentre per il Gonfaloniere non vi erano problemi di rieleggibilità, i membri del Magistrato dovevano vacare per un periodo di almeno due anni mentre i membri dei Consigli non potevano essere rieletti se non erano trascorsi tre anni.
Gallicano assurse nuovamente al ruolo di Vicaria a seguito della riforma del sistema comunitativo ducale introdotto da Maria Luisa di Borbone con decreto del 28 ottobre 1818; accanto a Gallicano, Capoluogo, furono inserite le Comunità di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Perpoli, S. Romano, Verni, Lupinaia, Riana e Treppignana. In ogni Vicaria «risiede un Commissario del Governo, un Cancelliere al medesimo addetto, e vi si aduna il Parlamento composto di un Deputato di chiascheduna Comunità di sua giurisdizione, e presieduto dal Commissario». E chiarissima l'ispirazione della nuova normazione al trascorso sistema repubblicano, allo scopo di rigenerare quelle strutture che erano state sostanzialmente modificate negli ultimi venti anni.
Innegabili ostacoli si rilevarono a seguito della riforma restauratrice, particolarmente in riferimento alle possibilità dell'applicazione delle imposizioni; si ritenne che la riunione di più Parrocchie avrebbe permesso una maggiore agilità procedurale negli adempimenti burocratici e, pertanto, si operò una suddivisione del territorio lucchese in tre Comunità, di Lucca, del Borgo e di Camaiore. La Comunità del Borgo si suddivise in cinque Dipartimenti rispettivamente del Bagno, di Coreglia, di Gallicano e di Minucciano e Gallicano ebbe le sezioni di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Perpoli, S. Romano, Verni, Lupinaia, Riana e Treppignana, senza far registrare grossi spostamenti in relazione alla precedente situazione.
In ogni Sezione vi era un Ufficiale Civile, con il titolo di Presidente, nel Capoluogo di ogni Comunità risiedevano un Gonfaloniere ed un Magistrato Comunitativo, nel Capoluogo di ogni Dipartimento vi era un Membro del Magistrato della Comunità, alla quale i Dipartimenti stessi erano addetti (decreto del 19 novembre 1819).
Una nuova modifica si registrò con il decreto del 24 settembre 1823 con la istituzione di tre Circondari, Lucca, Viareggio e Borgo a Mozzano, suddivisi a loro volta in dodici Comunità, composte ciascuna di Sezioni o Parrocchie. Gallicano fece parte del circondario del Borgo che comprendeva anche il Bagno, Coreglia e Minucciano ed ebbe le Sezioni di Bolognana, Cardoso, Fiattone, Perpoli, S. Romano, Verni, Lupinaia, Riana e Treppignana.
Nel rispetto delle decisioni assunte al Congresso di Vienna il territorio di Gallicano al momento della reversione del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana avrebbe dovuto essere assegnato al Ducato di Modena, che avrebbe operato la riunione con il territorio di Trassilico. Le note vicende produssero una anticipata revisione del Ducato di Lucca al Granducato, nel 1847 e in tale anno si realizzarono le disposizioni stabilite a Vienna.