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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Comune di Volterra. Archivio storico

via Don Minzoni 3 (archivio preunitario); strada regionale 68, località Strada (archivio postunitario e archivio di deposito)
56048 - Volterra (Pisa)

Telefono: 0588.86050 int. 0353 o 0338
Email: n.raspollini@comune.volterra.pi.it
Sito web: http://www.comune.volterra.pi.it/archivio-storico

Note storiche:

L'Archivio storico comunale preunitario è conservato presso i locali della Biblioteca Guarnacci, in via Don Minzoni 3.
Ricco di 16.200 pezzi tra filze e fascicoli, documenta lo svolgimento della storia locale dai tempi del libero comune all'Unità d'Italia (secc. XII-XIX). L'archivio è ordinato in base alla natura degli atti secondo la seguente suddivisione:

1. Magistrature e uffici politici e amministrativi;
2. Finanze comunali, Ufficio dell'abbondanza e magistrature finanziarie;
3. Dogana del sale, tassa di grani, dazi;
4. Amministrazione della Dogana del sale;
5. Gabelle;
6. Magistrature giudiziarie;
7. Monasteri soppressi.

Vi si conservano inoltre documenti e registri catastali (estimi, arroti ecc.) relativi alle Comunità di Montecatini Val di Cecina, La Sassa, Gello, Querceto, Micciano, Montecastelli, Pomarance e Mazzolla (secc. XVI-XIX).

L'Archivio storico comunale postunitario e l'archivio di deposito hanno sede in un ex laboratorio artigiano ubicato in loc. Strada, lungo la strada regionale 68 in direzione Colle Val d'Elsa. Il primo comprende la documentazione prodotta dal Comune di Volterra dal 1866 al 1970 circa, mentre l'Archivio di deposito è costituito dagli atti dell'ultimo quarantennio relativi a pratiche ormai concluse.
I lavori di schedatura informatizzata, riordino e inventariazione dell'Archivio storico comunale postunitario sono tuttora in corso, sotto la superivisione della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana.


Informazioni e orari:
L'Archivio è consultabile su prenotazione.
La domanda per la consultazione dei documenti per motivi di studio può essere compilata direttamente in archivio, mentre le richieste di accesso agli atti devono essere inoltrate all'Ufficio protocollo.
I documenti contenenti i dati personali idonei a rilevare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione ai partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale diventano liberamente consultabili ai fini della ricerca storica quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni per i dati idonei a rilevare lo stato di salute, la vita sessuale, i rapporti riservati di tipo familiare di un individuo, mentre, per i certificati di assistenza al parto, il termine di secretazione è elevato a 100 anni. Tuttavia, per scopi storici, i documenti riservati possono essere consultati anche prima della scadenza dei termini indicati, previa presentazione di apposita documentata istanza alla Prefettura competente per territorio, la quale provvede a svolgere la relativa istruttoria e a trasmetterla, con proposta motivata, all'Ispettorato generale servizi archivistici del Ministero dell'interno per la relativa autorizzazione.
I documenti possono essere fotocopiati solamente se da tale operazione non derivi danno al documento stesso. I documenti che per ragioni di conservazione non possono essere fotocopiati, possono sempre essere fotografati.