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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Complessi archivistici

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Comune di Monteriggioni. Archivio storico

via Vitaliano 10, fraz. di Castellina Scalo
53035 - Monteriggioni (Siena)

Telefono: 0577.306654
Fax: 0577.304550
Email: monteriggioni@comune.monteriggioni.si.it
Sito web: http://www.comune.monteriggioni.si.it

Note storiche:

Le prime informazioni sull'archivio di Monteriggioni sono in una relazione che il vicario Giuseppe Antonio Castelli inviò a Firenze nel giugno del 1746, rispondendo ad un'inchiesta sugli archivi del Granducato voluta dall'Auditore Pompeo Neri. Nella risposta, dopo alcune notizie sull'origine del castello e sulla locale amministrazione della giustizia, il vicario accenna anche ai documenti conservati nell'archivio. Il Castelli si sofferma particolarmente su 15 libri da lui chiamati "Spogli", di cui descrive con notevole precisione il contenuto - pur senza precisarne la datazione - e che possono essere identificati, almeno nella maggior parte, con i "Libri di Memorie", che costituiscono la prima serie del presente inventario.
Il relatore conclude osservando che mancava un archivio giudiziario, in quanto le carte prodotte dal locale tribunale venivano inviate - alla fine della gestione di ogni vicario - direttamente a Siena.
Dopo le indagini archivistiche del XVIII secolo, nell'Ottocento abbiamo finalmente i primi inventari dell'archivio comunitativo di Monteriggioni. Il più antico di questi inventari fu redatto nel 1826 da Teodosio Mocenni, cancelliere incaricato dal sindacato, ed è relativo alle carte di Monteriggioni conservate presso la cancelleria delle Masse di Siena. Si tratta di un elenco sommario: le unità archivistiche non sono numerate, manca del tutto la descrizione delle caratteristiche esterne dei "pezzi", la datazione non sempre viene fornita e non è quasi mai relativa alla singola unità archivistica e, infine, la divisione in serie è approssimativa.
Dopo questo primo sommario elenco, infatti, ne fu redatto un altro più dettagliato nel 1827. Anche in questo secondo inventario, tuttavia, il materiale non ha una divisione logica, ma viene semplicemente elencato in ordine topografico: così come era disposto sui vari piani dello "Scaffale terzo dalla finestra". All'elenco fanno poi seguito - sino al 1838 - i "riscontri" dei vari cancellieri pro-tempore, che sì limitavano a confermare l'elenco e ad aggiungervi il materiale archivistico prodotto durante la loro gestione.
Un terzo elenco di consistenza fu stilato nel 1830.
Di gran lunga migliore dei precedenti è l'inventario redatto nel 1852 dal cancelliere comunitativo di Colle Val d'Elsa (Monteriggioni rientrava ormai, come già visto, in questa cancelleria) Giuseppe Maria Becattini, coadiuvato dall'aiuto cancelliere Carlo Naldi e dall'archivista Alberto Vecchi.
L'inventario del 1852 continuò ad essere usato sino al 1865 (alcune delle "categorie in corso", infatti, risultano aggiornate sino a tale data) e tutto il materiale preunitario non fu sottoposto ad alcuna nuova inventariazione sino al suo deposito presso l'Archivio di Stato di Siena, avvenuto l'8 dicembre 1922. Il deposito dell'archivio preunitario del Comune di Monteriggioni (come di vari altri comuni dell'area senese-grossetana) rientrava in quella politica culturale - oggi obsoleta - che portava a preferire la custodia negli Archivi di Stato anche del materiale archivistico prodotto dai comuni.
I documenti che costituiscono la sezione post-unitaria dell'archivio del Comune di Monteriggioni non sono sempre stati conservati nella sede comunale. Solo a seguito di un riordinamento effettuato nel 1975 essi sono stati finalmente riuniti in alcuni locali non contigui del palazzo municipale. Tale riordinamento seguì i criteri di classificazione che il Comune di Monteriggioni aveva usato, distinguendo il materiale prodotto prima e dopo il 1906, anno in cui anche a Monteriggioni fu applicata la normativa contenuta nella circolazione ministeriale del 1° marzo 1897, tendente a uniformare il sistema di ordinamento degli archivi comunali.


Informazioni e orari:
La consultazione del materiale archivistico avviene su richiesta e previo appuntamento.
Si avverte l'utenza che a seguito del riordino dei pezzi si potrebbero riscontrare piccole discrepanze, da verificare e correggere in loco, fra lo stato attuale dell'archivio e quanto descritto in inventario.