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Comune di Pontassieve

Sede: Pontassieve (Firenze)

Date di esistenza: 1865 -

Intestazioni: Comune di Pontassieve, Pontassieve (Firenze), 1865 -

Storia amministrativa:

Il Comune, Ente pubblico territoriale, costituisce un'unità semplice della Repubblica, organizzata in comuni, province, città metropolitane e regioni1 quali enti autonomi, dotati di propri statuti, poteri e funzioni. La sua circoscrizione territoriale viene definita come una parte di suolo nazionale sulla quale il Comune esplica la sua potestà e attività amministrativa e dove i suoi confini costituiscono il limite di efficacia dei suoi provvedimenti2. Nel municipio locale, posto al centro del capoluogo, è collocata la sede delle rappresentanze comunali, che esercitano le funzioni amministrative e di gestione del territorio.
L'attuale circoscrizione del Comune di Pontassieve ha progressivamente raggiunto un assetto territoriale organizzato in capoluogo e le frazioni di Acone, Colognole, Doccia, Fornello, Le Falle, Sieci, Molino del Piano (Molin o Mulin del Piano), Montebonello, Monteloro e Santa Brigida3.
L'origine di Pontassieve quale entità territoriale e amministrativa risale, secondo le fonti più attendibili, attorno all'XI secolo, quando si segnala la presenza di un castello di proprietà della famiglia Da Quona. Una fonte più tarda (un decreto del 1363 della Repubblica fiorentina) riferisce della costruzione di una fortezza, citata con l'antica denominazione di Castel Sant'Angelo4.
Tra il XIV e XVII secolo, a seguito dell'instaurarsi del potere dei Medici e successivamente alla nascita dello Stato granducale, l'antica circoscrizione della Lega fu progressivamente sottoposta al controllo di Firenze, esercitato per conto della Dominante, inizialmente attraverso la figura del Podestà, a cui si aggiunse in seguito anche quella del cancelliere comunicativo. Entrambi svolgevano la funzione di ufficiali governativi sovrintendenti alle attività amministrative delle comunità comprese nella loro giurisdizione.
A partire dal XIV secolo Pontassieve (S. Angelo a Sieve) faceva parte della Lega di Monteloro, costituita da 38 comunità le quali, assieme a quelle della Lega di Diacceto e Rignano, costituirono la Podesteria di Diacceto, poi del Ponte a Sieve. Tale circoscrizione si trovava ricompresa, per quanto concerneva la giurisdizione criminale, nel Vicariato di San Giovanni Valdarno.
Dal XVI al XVIII secolo Pontassieve fu sede di cancelleria ed ebbe competenza su una circoscrizione territoriale più ampia della Podesteria includendo, oltre ai suoi dicasteri, anche quelli delle comunità di Bagno a Ripoli, Dicomano e Rignano sull'Arno, sui quali il cancelliere comunitativo arrogava competenze di controllo e verifica finanziaria e amministrativa.

Tabella 1. Circoscrizione della Cancelleria di Pontassieve

Cancelleria di Pontassieve Comunità Autorità residenti Magistrato Consiglio generale
Bagno a Ripoli Gonfaloniere e 10 rappresentanti Con il Magistrato (Gonfaloniere e rappresentanti) e 20 deputati rappresentanti dei popoli
Rignano sull'Arno Gonfaloniere e 4 rappresentanti Con il Magistrato (Gonfaloniere e rappresentanti) e 13 deputati rappresentanti dei popoli

L'antica Lega (Comune e Podesteria) divenne Comunità di Pontassieve secondo il rescritto del 1 febbraio 1773 ed a seguito della riforma comunitativa del 1774 di Pietro Leopoldo, con la quale il Governo del granduca sperimentò una più razionale organizzazione dello Stato mediante il superamento dei particolarismi amministrativi e giudiziari. In seguito alla riforma dell'ordinamento giudiziario Pontassieve, assieme ad altre comunità dell'antico Vicariato di S. Giovanni in Val D'Arno, fu decurtata della circoscrizione della Podesteria di Bagno a Ripoli (assegnata al Magistrato degli Otto in Firenze). La Podesteria di Pontassieve divenne, così, sede di Vicariato minore, con competenze civili e criminali, mentre le Podesterie di Dicomano e San Godenzo, ad essa ricomprese, disponevano di competenze esclusivamente civili5.

Tabella 2. Circoscrizione del Vicariato di Pontassieve

Compartimento Vicariato Autorità giudiziaria Autorità giudiziaria e competenze Organizzazione precedente
Pontassieve Vicario Notaio civile e criminale Vicariato di san Giovanni
Dicomano Podestà (notaio civile) ex Vicariato di Scarperia
San Godenzo Podestà (notaio civile) ex Vicariato di Scarperia

Il Motuproprio attuativo della riforma leopoldina delle circoscrizioni comunicative (23 maggio 1774) istituì la nuova comunità di Pontassieve6, la quale divenne sede di cancelleria. Essa comprese i popoli delle comunità di Bagno a Ripoli, Rignano e Pontassieve7.
Bagno a Ripoli si affrancò presto dalla potestà di Pontassieve, con una propria Cancelleria8.
Le nascenti nuove comunità mantennero competenze formalmente dedotte dagli antichi Statuti comunali i quali, tuttavia, sopravvissero declinando funzioni amministrative puramente fiscali.
La dominazione napoleonica in Toscana (1807-1814) soppresse la struttura amministrativa comunale di epoca leopoldina, sostituendola con la nuova municipalità e cancellando ogni residuo di autonomia statutaria, divenendo cellula di un apparato statale fortemente centralizzato e gerarchico, sottoposto al controllo di prefetti e sottoprefetti9.
Successivamente al passaggio del regno d'Etruria alla diretta dipendenza dell'Impero francese10, l'antica comunità di Pontassieve fu divisa in due settori: i territori alla sinistra della Sieve costituirono la Mairie di Pelago mentre quelli posti alla destra crearono la Mairie di Pontassieve. Tale divisione permase anche dopo la restaurazione ed il ripristino delle antiche circoscrizioni. La cancelleria di Pontassieve subì successive trasformazioni nel 1827, a seguito dell'unione della comunità di Londa, rimossa ed aggregata a quella di Dicomano nel 1854.
La struttura istituzionale dell'amministrazione francese prevedeva la ripartizione del territorio in dipartimenti, distretti, cantoni e mairie. Sciolti gli organismi collegiali di origine granducale, a capo della Mairie venne posto un organo monocratico che concentrava ampi poteri amministrativi e di polizia11.
Conclusasi l'esperienza francese ebbe luogo il ripristino delle Istituzioni di antico regime: le precedenti circoscrizioni amministrative vennero riattivate mentre il Governo restaurato varò alcune riforme del sistema amministrativo, senza tuttavia alterare l'impianto comunale introdotto dalle riforme francesi.
Sebbene di durata piuttosto limitata, alcune leggi successive all'emanazione della costituzione nel 1848 modificarono il sistema elettorale12. Il Motu Proprio del 1848 sostituì le circoscrizioni giudiziarie del Vicariato e della Podesteria col compartimento (capeggiato dal prefetto), suddiviso in circondari. Tali circoscrizioni territoriali furono sede di tribunali di prima istanza e di delegazioni di pubblica sicurezza.
L'antica comunità, in parte riformata subito dopo l'Unità d'Italia, fu trasformata in comune moderno solo in seguito alla promulgazione della legge del 22 marzo 1865 n. 2248, con la quale fu amministrativamente e legislativamente unificata al Regno d'Italia. Si tratta della prima legge tesa a regolare la natura giuridica del Comune, indicando norme e funzionamento degli organi e precisando il sistema di finanziamento e di gestione economica. Nuove funzioni vennero perfezionate col regolamento allegato alla legge13.
Le principali competenze attribuite dalla legge al Governo locale riguardavano la cura e il mantenimento del territorio, delle strutture ed infrastrutture pubbliche (strade, ponti), le questioni finanziarie, fiscali e consultative, l'organizzazione ed il mantenimento di tutto il personale, medici condotti e maestri di scuola compresi, l'assistenza medica agli indigenti, la polizia urbana e sanitaria. Il Comune aveva la facoltà di emanare regolamenti in materie di propria competenza. Le funzioni delegate dallo Stato al Sindaco, quale ufficiale del Governo, riguardavano la tenuta e la compilazione dei registri di stato civile e di leva, oltre all'esecuzione delle operazioni di censimento e statistica. Il Sindaco rivestiva inoltre le funzioni di ufficiale di pubblica sicurezza e di ufficiale sanitario14.
Nei primi anni postunitari, l'organizzazione del Comune moderno di Pontassieve conservò molte similitudini con la comunità di antico regime. Con la legge di unificazione amministrativa del 1865 furono istituiti due nuovi organi collegiali: il Consiglio15 e la Giunta municipale16, che sostituirono Consiglio generale e Magistrato dei priori. A capo dell'amministrazione locale fu posto un Sindaco, che sostituì il Gonfaloniere. Il Sindaco era designato tra i membri del Consiglio e veniva nominato dal Re. Dal 1889, nei comuni maggiori, egli veniva eletto a scrutinio segreto dai consiglieri. Il Sindaco rivestiva anche il ruolo di ufficiale del governo centrale ed era affiancato dal segretario comunale che, diversamente dal cancelliere comunitativo del periodo granducale, non manteneva funzioni di controllo amministrativo o di ufficiale del censo. Il segretario restava in carica per due anni dalla prima nomina, confermabile con mandato di anni sei17.
L'ordinamento comunale e la rappresentanza degli organi deliberativi furono ulteriormente modificati con i regi decreti del 4 maggio 1898 n. 164 e del 21 maggio 1908 n. 269, oltre che con il regolamento del 1911.
Il Regio Decreto del 1915 istituì il nuovo Testo Unico sulla legge comunale e provinciale, sulla base del quale l'elettorato, precedentemente selezionato con criteri censori o, successivamente, a suffragio universale maschile, acquisì il diritto di eleggere i membri del Consiglio municipale i quali, a loro volta, designavano i membri interni della Giunta capeggiata dal Sindaco.
Tale organizzazione amministrativa venne abolita dopo l'instaurazione del regime fascista. Con le riforme introdotte con le leggi del 192618 e del 1928 19 furono soppressi gli organi collegiali di origine elettiva e venne introdotto l'ordinamento podestarile, che comportò la perdita di qualsiasi connotazione di autonomia comunale. Il potere venne nuovamente affidato a un organismo monocratico coadiuvato, in alcuni casi, dalla Consulta, un organismo collegiale con funzioni consultive. Quest'ultima modalità venne confermata dal Testo Unico sulla legge comunale e provinciale del 193420. Come già la legge del 1915, il Testo non conteneva un proprio regolamento e, pertanto, rimase in vigore il regolamento del 1911.
Quest'ultimo, sebbene in buona parte modificato dalle leggi successive21, fu mantenuto fino agli anni Settanta del Novecento.
In seguito alla caduta del regime fascista ed in ottemperanza al Decreto Luogotenenziale del 7 gennaio 1946, tale organo monocratico assunse nuovamente la denominazione di Sindaco e l'elezione dei ripristinati organi collegiali avvenne a suffragio universale, a partecipazione femminile per effetto della precedente legge del Governo provvisorio (1 febbraio 1945). Con
Con la Costituzione repubblicana si aprì un nuovo, anche se lento, processo di evoluzione dell'amministrazione comunale con l'obiettivo di una concreta autonomia, nel rispetto di un progetto di decentramento dei poteri dello Stato a favore degli enti locali.
Gli ordinamenti comunali ebbero un'ulteriore riforma con il T.U. del 1960 22 ed una definitiva e sostanziale trasformazione solo a seguito della istituzione delle regioni nel 1970, con a queste ed ai comuni conseguente passaggio di competenze (legge n. 616 del 1977)23
Il processo di riforma progredì con la legge sulle autonomie locali del 1990, che restituì ai comuni la facoltà di dotarsi di un proprio statuto e con l'elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale, nel 199324. Questi avanzamenti raggiunsero l'acme nel 2001, con la modifica dell'articolo 114 della Costituzione Italiana, che rafforzò la sovranità popolare ponendo i comuni al centro del progetto di riorganizzazione in senso regionalistico dello Stato. L'art. 118 attribuì inoltre al Comune tutte le principali funzioni amministrative, riconoscendolo quale Istituzione primaria e struttura organizzativa a contatto diretto con il cittadino ed il suo territorio25.
Il Testo Unico sugli enti locali, emanato nel 2000, specifica la struttura del Comune ed elenca tutte le funzioni attribuitegli dallo Stato e dalle regioni26.



Sebbene in gran parte riformate dalle leggi sabaude, nella circoscrizione di Pontassieve erano attive, a latere del Governo locale, Istituzioni di origine granducale ed istituzioni di emanazione Unitaria, le quali svolgevano funzioni su specifiche materie di carattere sociale e fiscale.
Pontassieve fu sede del Consorzio mandamentale per le imposte dirette e del Consorzio antifillosserico. Tra gli enti morali ed amministrativi a carattere sociale e di beneficenza (ottocenteschi e novecenteschi), vi operarono la Congregazione di carità, successivamente Ente comunale di assistenza (ECA), l'Opera nazionale per la maternità e l'infanzia (ONMI) ed il Comitato di mobilitazione civile per gli aiuti ai militari della prima guerra mondiale.



Pontassieve fu sede di magistrature giudiziarie: della delegazione di pubblica sicurezza, dell'Istituto penitenziario mandamentale, del Giudice conciliatore. E' inoltre tuttora sede di un Tribunale civile.
A partire dal XVII secolo, Pontassieve fu sede di una Podesteria (tribunale civile di 3° grado), inglobata nella circoscrizione giudiziaria del Vicariato di San Giovanni Valdarno (tribunale penale). Nel XVIII secolo la Podesteria di Pontassieve fu elevata a vicariato minore (tribunale civile e penale) in virtù della divisione del Vicariato di S. Giovanni Valdarno. Vi includeva la circoscrizione giudiziaria criminale e civile (con propri notai), che comprendeva le Podesteria di Pontassieve, Dicomano e San Godenzo (originate dallo smembramento del Vicariato di Scarperia). La riduzione territoriale del Vicariato dovuta alla Restaurazione comprese i soli territori di Dicomano e Radda. Qui, infatti, continuarono a risiedere il Podestà e la sede dell'antico tribunale civile di emanazione granducale 27(l'attuale tribunale civile e penale)28. Il Regio Decreto del 1865 n. 2626 istituì infine a Pontassieve il Giudice conciliatore, operante fino al 1993, quando fu inserito nella circoscrizione di Firenze e trasformato in Giudice di pace.



Le caratteristiche geomorfologiche ed economiche del territorio di Pontassieve descritte da Emanuele Repetti, accademico dei Georgofili, lo identificavano come Comune:

[...] collocato nel territorio della Val di Sieve, con una superficie di 114, 57 e si stende nell'ultimo tratto della Val di Sieve e sulla destra, nel primo del Valdarno superiore. Le due zone sono delimitate da una linea montuosa costituita dal Monte Giovi, dal poggio di Quona, alla cui estremità è posto Pontassieve. Il punto di confluenza dei due fiumi che lo attraversano segnano il confine tra il Valdarno superiore e la valle composta dalle colline che circondano Firenze. E' un Borgo in Toscana capoluogo di comunità, compartimento di Firenze. Sta sull'Arno sopra Firenze, a 260 piedi sopra il livello del mare, e presso la confluenza del Sieve in Arno: ha un castello assai notevole, e molte delle sue fabbriche sono decenti ed ornate secondo il gusto moderno. La piazza è decorosa. Condotti, attivi e industriosi sono gli abitanti [...]29.

Una più attenta ed approfondita descrizione del territorio di Pontassieve proviene dalle relazioni dei tecnici della commissione censuaria. Fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, in occasione della riorganizzazione del catasto particellare, furono attuate le operazioni di rilevamento e definizione dei confini dei Comuni30. Nelle repliche ai quesiti posti dalla Commissione censuaria ai Comuni, il tecnico comunale di Pontassieve descrisse il territorio nel seguente modo:

[...] presenta una configurazione quadrangolare delineata dal fiume Sieve e dall'Arno e da una serie non interrotta di poggi che lo dividevano dai comuni di Fiesole, Borgo San Lorenzo e Vicchio. La situazione topografica del territorio rileva un territorio costituito in parte da pianure, e per grandi proporzioni di alte colline. Il territorio, nell'ottocento e primi del novecento, fu soggetto a frane anche se di piccole dimensioni, soprattutto nella parte posta a nord mentre le zone in pianura lungo i fiumi e i torrenti erano soggette ad alluvioni [...]

Sul piano economico e sociale, i tecnici della commissione censuaria rilevano che:

[...] le colture prevalenti erano grano, viti e ulivi mentre in via secondarie i terreni erano lasciati ad utilizzo dei boschi cedui e delle Querci [...].

Il sistema di appoderazione delle terre ricadeva, alla fine dell'Ottocento, nel sistema della colonia considerato, ancora ai primi del Novecento, il miglior sistema basato sul contratto di mezzadria.

Il contratto di mezzadria del territorio prevedeva la divisione a metà ossia mezzeria. Il sistema veniva considerato come vantaggioso soprattutto per il colono perché il proprietario pagava le tasse che gravavano sul fondo, forniva tutto il capitale bestiame, forniva la casa di abitazione per i lavoratori e forniva tutti gli interventi per il miglioramento del fondo che non rientrasse sotto la categoria della ordinaria manutenzione. Il territorio, alla fine dell'ottocento, non possedeva terreni dotati di corsi d'acqua per l'irrigazione. Nel capoluogo si teneva un mercato settimanale che non riguardava la produzione agricola la quale affluiva al mercato cittadino di Firenze attraverso un sistema di contrattazione che si svolgeva tramite agenzie.

Un accenno al sistema di misura evidenziava che:

Accanto al sistema di misura ufficiale nazionale continuava a sussistere anche quello locale le cui misure comprendevano lo staio (utilizzato per misurare i cereali e i legumi), entrambi erano contrattati nel sistema di misura legale in kilogrammi; veniva utilizzato inoltre il barile per misurare il vino equivalente a l. 0,4558, il barile per l'olio equivalente a l. 0334331.

La rappresentazione più recente fornita dall'ISTAT, ripresa dal dizionario dei comuni e delle frazioni dell'aprile 1936, descriveva il Comune di Pontassieve nel 1904 come:

Comune della provincia di Firenze, 100 m dal livello del mare, territorio 11386 kmq, di cui agricolo-forestale 10971 kmq, popolazione 14630 di cui 61% dedita all'agricoltura e il 35,4% dedita all'industria e al commercio. Il suo territorio fertile è coltivato con somma cura dai pontassevesi. Dista 10 miglia all'est di Firenze .32

La circoscrizione del Comune di Pontassieve mantenne quasi inalterata la sua estensione nonostante numerose modifiche ed accorpamenti demografici. La tabella seguente mette a confronto la popolazione del Comune alla data del 1881 con quella delle frazioni, rilevata dal censimento del 1931.

Tabella 3. Circoscrizione della Comunità di Pontassieve (1773)

Popoli e parrocchie nella Comunità di Pontassieve
S. Angelo a Sieve dentro S. Giovanni a Remole sotto S. Martino a Rufina
S. Angelo a Sieve fuori S. Giovanni a Monte Loro S. Martino a Farneto
S. Andrea doccia S. Giusto ad Agna S. Martino a Sieci
S. Andrea a Colognole S. Giusto a Quona S. Martino a Lubaco
S. Bartolommeo in Pomino S. Lorenzo a Galiga S. Martino a Quona
S. Bartolmmeo in Montalto S. Lorenzo a Monte Fiesole S. Martino a Grigniano
S. Brigida a Lubaco S. Lucia alla Pieve Vecchia S. Martino a Petrojo
S. Brigida in Colognole S. Maria in Ferrano S. Margherita ad Aceraia
S. Clemente a Pelago dentro S. Maria a Popigliano S. Miniato a Montebonello
S. Clemente a Pelago fuori S. Maria a Pinzano S. Miniato a Pagnolle
S. Donato a Ricardeto S. Maria in Galgano S. Michele a Cigliano
S. Donato a Collebrighe S. Maria in Acone S. Niccolò Altomena
S. Ellero in Colognole S. Maria a Nuovoli S. Niccolò a Nipozzano
S. Eustachio in Acone S. Maria a Vicoferladi S. Niccolò a Vico
S. Gervasio a Pelago S. Maria a Fornello S. Pietro a Petrognano
S. Gervasio a Lubaco S. Margherita a Tofina S. Piero a Ferrano
S. Giovanni a Remole sopra S. Martino a Bibbiano S. Piero a Casi
Villa di Monte Capri S. Stefano a Pitella S. Piero a Strada
Villa di Tigliano S. Salvatore in Valle S. Stefano a Castiglioni
S. Stefano a Lucente
S. Stefano a Pitella



Pontassieve fu caratterizzata da un significativo aumento demografico, verificatosi fra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Nel 1774, anno di istituzione del Comune, Pontassieve comprendeva, infatti, 60 comunità che, complessivamente, non superavano le 6000 unità33. Nel 1866 il Comune arrivò, tuttavia, a contare una popolazione di 9740 abitanti34
I dati demografici, desunti dai censimenti dei decenni successivi, mostrano come, dalla seconda metà dell'Ottocento fino agli anni della seconda guerra mondiale, vi fu un costante incremento della popolazione, con picchi di 11.368 abitanti nel 1881, 13053 nel 1893 ed oltre i 14.000 nel 1921. Gli anni fra le due guerre videro l'arretrarsi del saggio di popolazione che, peraltro, persistette per tutto il secondo dopoguerra.
Nonostante il lieve aumento rilevato dal censimento del 1961, la crescita rispetto al passato risultò comunque limitata. Soltanto con gli anni Settanta e Ottanta del Novecento il numero degli abitanti riprese a salire in modo rilevante, fino a raggiungere gli attuali 20.811, che hanno consentito a Pontassieve di affermarsi come cittadina di provincia.

Tabella 4. Circoscrizione del Comune di Pontassieve nel 1881 e nel 193135

Frazioni del Comune di Pontassieve nel 188136 Frazioni del Comune di Pontassieve nel 1931
S. Eustachio in Acone Acone (S. Eustachio in)
S. Maria in Acone Acone (S. Maria in)
Pontassieve e S. Michele
S. Andrea a Colognole Colognole e S. Ellero
S. Andrea a Doccia Doccia (S. Andrea a)
S. Lorenzo a Galiga Galiga
S. Miniato a Montebonello Montebonello
S. Lorenzo a Montefiesole S. Lorenzo a Montefiesole
S. Giovanni a Monteloro (una parte fu attribuita a Fiesole) Monteloro
S. Brigida a Lubaco S. Brigida (e una parte di Doccia a S. Brigida)
S. Martino a Lubaco S. Martino a Lubaco (già S. Martino a Opaco)
S. Lucia alla Pieve Vecchia Pievecchia (S. Lucia a)
S. Miniato a Pagnolle
S. Maria a Fornello Fornello (S. Maria a)
S. Martino a Quona S. Martino a Quona
S. Giovanni a Remole (di sotto) Remole
S. Martino a Sieci S. Martino a Sieci
S. Piero a Strada
S. Martino a Farneto S. Piero a Strada, Farneto - S. Martino a Sieci
S. Salvatore in Valle Valle S. Salvatore
S. Maria a Vicoferladi Colognole - S. Piero, Vicoferaldi



Gli atti d'archivio documentano la pianificazione di vari uffici e la nomina di figure istituzionali per la gestione di importanti servizi a carattere socio-sanitario e scolastico. Nel 1866 furono indetti numerosi concorsi per la nomina del medico condotto37 e per l'attività di levatrice38; furono, vieppiù, nominati i primi maestri del Comune: Giovanni Brocchi e Adele Bongi per la scuola di Pontassieve, Agostino Cocchi per la scuola alle Sieci e Molino del Piano39. In questo iniziale periodo del Comune unitario venne elaborato un progetto per il primo asilo rurale40. Nella cittadina era attivo un antico mercato comunale e vi operava un'importante banda musicale, nata nel 1859 come Corpo musicale della Guardia nazionale, quando fu invitata a suonare a Firenze in occasione dei festeggiamenti per l'arrivo del Re Vittorio Emanuele II (1866)41.



Dal XIII secolo fino a tutto il periodo granducale, Pontassieve mantenne un discreto ma non strategico ruolo di collegamento fra Firenze e le Comunità della Romagna. La successiva riforma infrastrutturale, voluta da Pietro Leopoldo, con l'ampliamento della rete viaria e la realizzazione di nuove direttrici di comunicazione stradale, consentì a Pontassieve di assurgere a ruolo topologico di nodale importanza riscattando, così, le rare e deboli occasioni di sviluppo settecentesco. Nel 1788 vennero, infatti, completate la strada per il Casentino, via Consuma, la via romagnola per la Romagna, attraverso San Godenzo mentre fu, infine, terminata la strada postale che conduceva ad Arezzo.
Il Comune ricevette nuovo impulso economico nel 1859, con la costruzione della ferrovia Firenze - Roma, da cui presto diramerà la Firenze - Borgo San Lorenzo. La costruzione del tratto Borgo San Lorenzo - Pontassieve obbligò i comuni interessati ad un contributo annuo trentennale che ammontò a lire:

1.580,00 a carico del Comune di Pontassieve, 1.880,00 Pelago, 550,67 Londa, 1.409,33 Dicomano, 540,00 San Godenzo, 2.340,00 Vicchio e 1.700,00 Borgo San Lorenzo.

Nel 1866 la popolazione delle Sieci presentò una petizione onde ottenere una propria stazione ferroviaria42. Per tutta la seconda guerra mondiale, il territorio di Pontassieve subì gravi bombardamenti, per la strategica importanza del suo nodo ferroviario, riportando ingenti danni e risultando quasi interamente distrutto.



Ogni territorio è caratterizzato da un emblema o gonfalone che lo identifica, in base all'art. 5 del regolamento della Consulta Araldica, che ne stabilisce la foggia. L'esposizione pubblica del gonfalone avviene in conformità a norme di legge come, ad esempio, l'obbligo di abbinamento alla bandiera nazionale.
La descrizione del gonfalone del Comune è la seguente:

Sopra di rosso, al castello d'argento, a due piani, merlato alla guelfa, aperte e finestrato di due di nero; sotto, d'argento, alla croce di rosso. La torre, posta nella parte superiore dello scudo, ricorda quella di Filicaia, che dette origine al paese; la croce rossa in campo argento nella parte inferiore allude all'edificazione, voluta dalla repubblica fiorentina, di un castello su queste terre per contrastare il potere dei conti Guidi43.




Complessi archivistici prodotti:
Comune di Pontassieve, 1865 - 1960 (sezione, conservato in Comune di Pontassieve. Archivio storico)



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