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Cancelleria comunitativa del Galluzzo

Sede: Galluzzo (Firenze)

Date di esistenza: 1576 - 1808

Intestazioni: Cancelleria comunitativa del Galluzzo, Galluzzo (Firenze), 1576 - 1808

Storia amministrativa:

Senza dover qui ripetere quanto già conosciuto sulle incombenze e sul significato della istituzione medicea dei cancellieri comunitativi1, occorrerà precisare le peculiarità della cancelleria del Galluzzo in quanto strettamente legate a questo archivio e alla sua struttura attuale.

Fino alle riforme leopoldine il cancelliere comunitativo del Galluzzo esercitava le sue funzioni su un territorio non riconducibile né a singoli circondari amministrativi (leghe, comunità) o giudiziari (podesterie, vicariati), né alla unione di più di essi. Territorialmente la cancelleria riuniva una gran parte della podesteria del Galluzzo (lega del Galluzzo, lega di Casellina e lega di Torri)2 e l'intera podesteria di Carmignano. Fino al 1715 il cancelliere comunitativo del Galluzzo svolgeva lo stesso incarico anche per altre cancellerie: Pontassieve e S. Casciano3.

La residenza del cancelliere e perciò di tutto l'archivio da lui custodito era però al di fuori di questo territorio: a S. Francesco di Paola, nel popolo di S. Piero Gattolini, uno dei sobborghi di Firenze.

Le riforme leopoldine, con i cambiamenti territoriali legati alla istituzione delle comunità, portarono le prime correzioni ai confini della cancelleria. Soppressa la cancelleria dei sobborghi di Firenze4 entrati alcuni popoli della medesima a far parte della nuova comunità del Galluzzo, la cancelleria comprese le comunità di Galluzzo, Casellina e Torri, Carmignano.

In conformità alle nuove disposizioni si precisava che il Cancelliere avesse la sua residenza nella Comunità del Galluzzo e non più "dentro la città di Firenze"5. Dal 1801 le competenze del Cancelliere del Galluzzo compresero anche la comunità di Bagno a Ripoli fino ad allora sottosposta alla Cancelleria di Pontassieve6.

Al ricostituirsi della Cancelleria post-napoleonica, le competenze territoriali del Cancelliere non subirono grossi mutamenti. La comunità di Carmignano, pur restando a far parte della Cancelleria del Galluzzo, ebbe la residenza di un aiuto-cancelliere abilitato alla redazione e alla tenuta dei documenti7. Si prese atto che l'amministrazione francese aveva smembrato la Comunità del Galluzzo, costituendo la Comunità di Legnaia, e che dalla Comunità di Bagno a Ripoli si era staccata la Comunità di Rovezzano8. Il Cancelliere del Galluzzo ebbe perciò competenza diretta sulla Comunità del Galluzzo, Legnaia, Bagno a Ripoli, Rovezzano, Casellina e Torri e competenza indiretta sulla Comunità di Carmignano. Nuove variazioni portarono all'uscita dalla Cancelleria delle comunità di Carmignano9, e di Rovezzano10 e all'entrata della comunità di Lastra a Signa11.


La conformazione e la consistenza attuale dell'archivio preunitario di Impruneta, o meglio dell'ex Cancelleria del Galluzzo, fotografa la situazione venutasi a creare in seguito a tutti i sopracitati cambiamenti territoriali della Cancelleria stessa. I vari Cancellieri pre-leopoldini, forse per comodità o per pigrizia o per altro, hanno sempre considerato tutte le comunità, Leghe, Podesterie soggette alla loro giurisdizione come un'unica entità amministrativa, anche e soprattutto in relazione alle imposte statali. Ecco che in un unico registro il Cancelliere ha verbalizzato le deliberazioni dei Deputati della Colletta universale di Galluzzo, Casellina, Torri e Carmignano, oppure ha approntato un unico dazzaiolo per la riscossione della tassa delle bestie dal piè tondo per le leghe di Galluzzo, Casellina e Torri. Solo quando un unico registro sarebbe diventato troppo voluminoso oppure quando i dazzaioli dovevano essere affidati a più camarlinghi, allora si creavano appositi registri tali da comprendere la singola unità amministrativa.

Il 28 giugno 1692, in esecuzione del benigno rescritto di S.A.S. del 21 giugno i "Deputati sopra la nuova Colletta universale" fecero bandire un editto12 con cui si specificavano gli scopi della nuova tassa i cittadini che sarebbero stati tassati e le modalità del pagamento. Doveva essere una tassa contingente e straordinaria da ripartirsi su tutti i cittadini in base al reddito. La contribuzione doveva essere pagata in due rate (gennaio e luglio) nelle mani dei Camarlinghi appositamente depositati. Responsabili di vigilare sulla corretta applicazione dell'editto e della giusta riscossione della colletta furono nominati i giusdicenti civili nelle loro rispettive circoscrizioni.

Contemporaneamente e per lo stesso scopo i deputati sopra la nuova colletta universale, con un altro editto13 reputarono di dover "[...] unire un nuovo aggravio o tassa sopra tutte le bestie del Piè tondo [...]". Erano perciò assoggettati al pagamento di cinque lire per capo all'anno tutti i proprietari di muli e cavalli da "carrozza, da lettiga, da cavalcare e da calesse", di due lire per i capi da soma e di una lira per gli asini. Per il resto si dovevano ritenere valide tutte le modalità di accertamento e di riscossione stabilite per la colletta universale.

Con gli stessi provvedimenti del giugno 1692 si imposero nuove tasse sui cocchieri e sui servitori14 e sui possessori di parrucche15.

Stante la persistenza dei motivi che avevano indotto il Granduca alla richiesta della colletta universale e delle altre tasse minori, l'imposizione da contingente divenne ordinaria e talvolta aggravata da altre "imposizioni universali"16, calcolate con gli stessi parametri della colletta ma con tassi impositivi molto più alti, quando le necessità economiche dello stato si facevano più impellenti.

Le collette universali dopo reiterati rinnovi e correzioni17 furono definitivamente abolite, in concomitanza con la riorganizzazione delle finanze statali, nel 172618. La tassa delle bestie del piè tondo, più volte corretta e riconfermata19 sarà definitivamente abolita dall'editto del Real Consiglio delle finanze dell'11 febbraio 1745 (ab inc.) e il mancato introito da parte delle casse dello stato della somma relativa fu coperto parzialmente con un aumento del "Chiesto dei Nove" per le spese universali da pagarsi annualmente dalle varie comunità20.


Nell'archivio comunale di Impruneta si conservano molti documenti relativi a queste imposizioni e in particolare: le deliberazioni dei deputati della colletta universale e i saldi dei camarlinghi della medesima per tutte le località della cancelleria comunitativa; alcuni reparti della colletta universale, della tassa delle bestie del piè tondo e delle parrucche per le tre leghe della podesteria del Galluzzo; una serie assai completa dei dazzaioli della colletta e della tassa relativi alla sola lega del Galluzzo; infine, per il periodo in cui rimase in vigore la sola tassa delle bestie del piè tondo, i dazzaioli relativi alle tre leghe della podesteria del Galluzzo e un registro di saldi riferentesi a tutto il territorio della cancelleria.

Come si noterà non tutti i documenti si riferiscono a un medesimo ambito territoriale ma di volta in volta sono relativi solo alla lega del Galluzzo, alle tre leghe della podesteria di Carmignano comprendendo così l'intera cancelleria.

Ritenendo scorretto ed illogico scomporre l'omogeneità dei documenti per ricondurli a magistrature o enti diversi (Comunità, podesterie, cancelleria), e ritenendo altresì che il cancelliere era il compilatore, il conservatore e spesso il responsabile di quanto veniva scritto in questi registri e l'incaricato dalle autorità centrali di vigilare sul buon andamento della riscossione delle imposizioni, ci è parso logico che tutti i documenti in oggetto debbano riferirsi all'ufficio del cancelliere anche se le vicissitudini storiche hanno portato a parziali divisioni del fondo originario21.


Soggetti produttori collegati:
Mairie del Galluzzo, Galluzzo (Firenze), 1808 - 1814 (successore)


Complessi archivistici prodotti:
Cancelleria comunitativa del Galluzzo, 1576 - 1808 (fondo, conservato in Comune di Impruneta. Archivio storico)



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