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Podesteria di Castelfiorentino

Sede: Castelfiorentino (Firenze)

Date di esistenza: 1335 - 1772

Intestazioni: Podesteria di Castelfiorentino, Castelfiorentino (Firenze), 1335 - 1772

Storia amministrativa:
Anche Castelfiorentino fu sede di una podesteria la cui articolazione territoriale non subì nei secoli molti ritocchi, se non uno sostanziale a metà Cinquecento.
Si hanno testimonianze dell'esistenza della podesteria di Castelfiorentino fin dal 1355 quando, il 18 aprile, venne eletto un podestà: è almeno da questa data, quindi, che la podesteria viene a sovrapporsi nel ruolo amministrativo alla più antica articolazione della lega 1 . Il podestà, di nomina fiorentina, esercitava la giurisdizione civile e del danno dato, svolgendo parallelamente le attività connesse alla natura anche amministrativa delle funzioni podestarili. La circoscrizione territoriale della podesteria comprendeva il territorio della lega di Castelfiorentino. Fin dal 1356 il podestà, che restava in carica per sei mesi, veniva scelto tra i cittadini fiorentini abili agli uffici maggiori, ed era inviato dal Comune di Firenze. L'estrazione del podestà, lo squittinio, avveniva a seguito di due imborsazioni con tre borse ciascuna: una per le Arti maggiori, una per le Arti minori, una per i magnati 2 . Aveva al suo servizio un notaio che doveva essere originario della città di Firenze, oppure del contado o del distretto fiorentini, non potendo provenire quindi da Stati o territori che non fossero sotto la diretta influenza di Firenze.
Testimonianze sull'organizzazione della podesteria si hanno a partire dal 1382, anno in cui Firenze inviò dei delegati che stabilissero le norme per l'attribuzione degli incarichi locali. Fin dal 1415 il podestà di Castelfiorentino fu di nomina fiorentina ed esercitò la giurisdizione civile e del danno dato, svolgendo parallelamente le attività connesse alla natura anche amministrativa delle funzioni podestarili. La circoscrizione territoriale della podesteria comprendeva il territorio della lega di Castelfiorentino.

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Nel frattempo Castelfiorentino, in crisi dopo aver sostenuto numerose guerre e battaglie a sostegno di Firenze e assalita da vari assedi, non ebbe più la possibilità di sostenere il podestà e, per questo motivo, dal 1531 furono riunite insieme due podesterie, quella di Castelfiorentino con quella di Barbialla, e il podestà ebbe l'obbligo di risiedere sei mesi l'anno in ciascun luogo 3 . In questa epoca il podestà ebbe il compito di amministrare, oltre alla giustizia civile, anche quella criminale per cause fino a cinque lire di valore, con l'autorità di "comandare et fare comandamenti et porre pena per insino et in somma et quantità di lire cinque fiorini piccoli agli uomini et persone a lui sottoposti" 4 . Il criminale amministrato dal podestà si limitava ai reati previsti dallo Statuto: bestemmia, falsa testimonianza, gioco d'azzardo. Lo stesso podestà aveva inoltre competenze in materia di polizia urbana, annonaria e rurale ed in particolare di danno dato, cioè i danni arrecati dalle bestie al pascolo a boschi e campi coltivati. Doveva inoltre perseguire malfattori e punirne i reati e più in generale sorvegliare l'ordine pubblico. Nel caso in cui avesse ospitato sul proprio territorio criminali o banditi sarebbe stato sottoposto ad una pena di lire 25: tra i suoi compiti quindi quello di catturare banditi dal comune di Firenze e chiunque commettesse un reato nel territorio della sua podesteria.
Tuttavia, come ben sappiamo e come è testimoniato dalle carte, le funzioni e la circoscrizione territoriale della podesteria - organo amministrativo e soprattutto giudiziario civile - si andarono confondendo con quelli della lega. Le podesterie costituirono infatti, fin dal XV secolo, l'organizzazione periferica intermedia di una rete di circoscrizioni con competenze diverse che Firenze organizzava per controllare il territorio del contado e poi del distretto: le maglie più grandi della rete erano costituite dai vicariati che si articolavano in più podesterie 5 .
Il podestà svolse non solo il ruolo di rappresentante del potere centrale, essendo quindi a capo di una circoscrizione periferica dello Stato fiorentino, ma fu anche punto di riferimento e di coordinamento dell'autogoverno locale tanto che si dotò di organismi di governo locale: i consigli di podesteria. Gli statuti testimoniano infatti questa doppia natura dell'istituzione 6 .
Nella prima veste ebbe funzioni di giudice ordinario delle cause civili in attuazione degli ordini provenienti dalle magistrature centrali, nella seconda invece ebbe il compito di verificare l'amministrazione del territorio da parte delle magistrature locali che, comunque sia, dovevano operare in ottemperanza alle indicazioni provenienti dalle magistrature fiorentine e contenute nelle circolari che, podestà prima e cancelliere poi, ricevevano e di cui garantivano l'applicazione.
Il podestà doveva essere accompagnato da un nunzio, dai famigli e da quattro notai per trattare rispettivamente gli affari di Barbialla, Coiano, S. Stefano e Collegalli; Cigoli, Montebicchieri, Stabio, Leporaria; Montaione, Tonda, Figline e Figlinella; Castelnuovo, S. Quintino, Canneto. Appena nominato aveva l'obbligo di presentarsi al cancelliere entro i primi 15 giorni dall'incarico e, dopo aver giurato di esercitare bene e legalmente il suo ufficio, di fronte ai rappresentanti delle magistrature locali, provvedeva in prima persona ad amministrare le cause civili e criminali, alla cattura dei ribelli, dei banditi e dei condannati. Era guidato da un vicario, coadiuvato da un notaio e da un cavaliere che si occupava delle cause civili e ne teneva le scritture.
All'inizio del suo ufficio semestrale il podestà e il notaio erano tenuti a giurare nelle mani del sindaco maggiore e del gonfaloniere. Compito del podestà era quello di far osservare i precetti degli statuti e le altre leggi del Comune, mantenendo "la devozione" nei confronti della città di Firenze. Il notaio doveva essere iscritto all'Arte dei giudici e notai, e nel caso in cui non lo fosse, sia il podestà che il notaio erano sottoposti ad una multa che ammontava, per entrambi, a 100 lire.
Le piccole comunità circostanti vennero governate sulla base dello statuto della comunità maggiore.
Quindici giorni prima della scadenza del suo mandato, l'operato del podestà e del suo notaio veniva sottoposto a sindacato da parte di due sindaci nominati localmente. A questi due sindaci il podestà doveva consegnare "il libro degli atti civili et criminali" che doveva tenere rigorosamente durante il suo mandato e per il costo del quale, contestualmente alla consegna, veniva anche rimborsato con la cifra di sei lire. Se il sindacato risultava positivo i sindaci rilasciavano un attestato di "ben servito" di cui il podestà si serviva per nuovi incarichi.
Compito dei sindaci era inoltre quello di prendere dal podestà uscente l'inventario di quanto si trovava nella sua casa e di consegnarlo al nuovo podestà.
Nel Quattrocento la podesteria di Castelfiorentino era classificata come di terza categoria 7 .
Con la metà del XVI secolo il podestà vide accrescere i suoi compiti e dovette iniziare ad effettuare visite ispettive alle carceri, alle strade, agli ospedali, iniziò a controllare i lavori pubblici e le polizze dei mugnai utilizzate per la riscossione della gabella sulle macine, e divennero sempre più il punto di riferimento locale con il governo centrale fiorentino che corrispondeva con il podestà su qualunque materia. Di questa documentazione sono sempre più ricche le filze di podesteria.
Con la riforma dei tribunali di giustizia del 1772 la podesteria di Castelfiorentino, in qualità di podesteria minore, conservò immutata la sua estensione territoriale e fu ancora sottoposta alla giurisdizione criminale del vicario di Certaldo. Ma nel 1772, con la revisione dei compartimenti giudiziari la podesteria fu riorganizzata in due podesterie autonome con sede nelle due principali località. Con questa riforma la podesteria di Castelfiorentino, in qualità di podesteria minore, conservò immutata la sua estensione territoriale e fu ancora sottoposta alla giurisdizione criminale del vicario di Certaldo.





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