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Ufficio speciale del Genio civile per il servizio idrografico di Pisa

Sede: Pisa

Date di esistenza: 1921 - 2002

Intestazioni: Servizio idrografico di Pisa, Pisa, 1921 - 2002

Altre denominazioni:
Ufficio compartimentale per il servizio idrografico e mareografico di Pisa; Sezione autonoma del Genio civile per il servizio idrografico di Pisa; Sezione speciale del Genio civile per il servizio idrografico di Pisa


Storia amministrativa:
Il Servizio idrografico italiano fu costituito con decreto luogotenenziale 17 giugno 1917 n. 1055 con lo scopo di uniformare, organizzare e rendere disponibili le misurazioni pluviometriche e idrometriche in Italia. Prima di allora, infatti, le misurazioni erano state eseguite in maniera non coordinata dalle singole strutture che avevano già svolto questo compito negli stati preunitari. Le prime indagini sulle acque naturali risalivano, in realtà, all'inizio del XVIII secolo, così come le prime osservazioni sulle piogge e le prime sistematiche letture del livello di alcuni corsi d'acqua. Un primo sistema di rilevazione ordinata dei dati idrologici aveva già preso l'avvio con l'attività dell'Ufficio idrografico del magistrato delle acque di Venezia a partire dal 1907, seguita poi da quella dell'Ufficio idrografico del Po nel 1912, ma fu solo successivamente alla prima guerra mondiale che entrò in funzione il Servizio idrografico nazionale inteso come un unico organismo, istituito con il compito specifico di osservare e studiare su tutto il territorio del Regno le acque naturali di qualunque categoria, sia superficiali dei fiumi, torrenti e laghi che sotterranee, come le falde freatiche ed artesiane, e di indagare i fenomeni che più direttamente ne determinavano le vicende, quali le precipitazioni atmosferiche e la temperatura dell'aria. L'istituzione del Servizio fu strettamente connessa alla crisi bellica e derivò dalla necessità di sopperire con le risorse idriche all'urgente fabbisogno di fonti di energia. Constatata la completa mancanza di elementi occorrenti per valutazioni e previsioni attendibili, si decise nel 1917 di istituire un Servizio idrografico centrale, poi modificato e regolato dai regi decreti 14 agosto 1920 n. 1285 e n. 1286, con il compito di trattare e dare ordine alla materia riguardante le derivazioni ed utilizzazioni delle acque pubbliche. Si decise che alla raccolta delle osservazioni idrografiche e metereologiche riguardanti i corsi d'acqua ed i bacini del Regno dovevano provvedere esclusivamente l'Ufficio idrografico del magistrato delle acque, già istituito con legge 5 maggio 1907 n. 257, l'Ufficio idrografico del Po per il bacino imbrifero del Po, istituito dal regio decreto 31 marzo 1912 n. 284, ed il Servizio idrografico centrale per tutto il rimanente territorio. Quest'ultimo era a sua volta costituito da un Ufficio tecnico idrografico con sede a Roma, situato presso il Consiglio superiore delle acque del Ministero dei Lavori pubblici, e da uffici periferici. L'ufficio centrale, diretto da un ingegnere capo, aveva il compito di coordinare e promuovere gli studi e le osservazioni idrografiche e metereologiche e pubblicare nei "Bollettini idrografici", dal 1925 "Annali idrologici", i dati raccolti dagli uffici o dalle sezioni autonome che avevano le circoscrizioni dei litorali Ligure-Toscano, del Lazio, della Campania, della Basilicata e Calabria, delle Puglie, Abruzzo e Molise, delle Marche, della Sardegna e della Sicilia. Si stabilì, inoltre, che, con decreto reale e sentito il parere del Consiglio superiore delle acque (organo di vigilanza su tutto il servizio che verrà abolito poi dal regio decreto 31 dicembre 1922 n. 1809 e sostituito con regio decreto 28 agosto 1924 n. 1395 dalla Terza sezione del Consiglio superiore dei Lavori pubblici), potevano essere istituite anche nuove sezioni autonome o uffici idrografici e variare le suddette circoscrizioni; con decreto ministeriale si dovevano, poi, stabilire le sedi delle rispettive sezioni ed assegnarvi il personale. Per quanto riguardava l'organizzazione interna degli uffici del Ministero dei Lavori pubblici, a partire dal regio decreto 3 settembre 1906 n. 522 (modificato prima con legge 13 luglio 1921 n. 774 e poi dal regio decreto 2 marzo 1931 n. 287), era già stata fatta una prima distinzione degli uffici del Genio civile in relazione alle diverse competenze; erano stati definiti "uffici ordinari" quelli a servizio generale e con sede in ogni capoluogo di provincia ed "uffici speciali" quelli istituiti eccezionalmente, qualora occorresse sottrarre specifici servizi alla competenza di quelli ordinari; sia per i servizi ordinari che per quelli speciali potevano essere istituite Sezioni autonome.

A partire dal primo dopoguerra, quindi, le osservazioni e le indagini idrografiche vennero estese a tutto il territorio nazionale che venne suddiviso in dieci grandi Compartimenti delimitati con criteri puramente idrografici, in modo che ognuno di essi fosse racchiuso da linee spartiacque e comprendesse solo bacini interi, indipendentemente dalle diverse suddivisioni provinciali e regionali. I Compartimenti vennero affidati ad altrettante Sezioni autonome, dette anche Sezioni speciali del Genio civile nell'ambito del Ministero dei Lavori pubblici. Gli Uffici compartimentali o periferici del Servizio idrografico erano costituiti da: l'Ufficio idrografico del Po con sede a Parma, l'ufficio idrografico del Magistrato delle acque con sede a Venezia, le Sezioni autonome o speciali del Genio civile con sede nelle città di Genova, Bologna, Pisa, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Catanzaro. L'ufficio speciale del Genio civile per il servizio idrografico di Pisa fu istituito con regio decreto 13 marzo 1921 n. 332 come "ufficio speciale del Genio civile di Pisa per la sistemazione dell'Arno e suoi affluenti" con una sede amministrativa in Pisa e una sezione distaccata in Firenze dell'ufficio stesso con competenza sul comprensorio Tosco-Ligure. Con regio decreto 15 marzo 1928 n. 1406 l'ufficio fu soppresso e con regio decreto 5 agosto 1932 n. 1048, modificando l'estensione delle circoscrizioni delle Sezioni autonome, il territorio di competenza dell'ex ufficio di Pisa fu suddiviso tra la Sezione di Genova, alla quale spettò il territorio della zona ligure, e la Sezione di Firenze alla quale fu affidato il territorio toscano. Quest'ultima fu a sua volta soppressa e sostituita di nuovo dall'Ufficio speciale del Genio civile di Pisa con regio decreto 1 aprile 1935 (senza numero), ripristinando di fatto la primitiva organizzazione dell'ufficio, ma trasferendo le sue competenze solo sul territorio toscano.

L'ufficio di Pisa con sezione distaccata in Firenze era competente sui bacini con foce sul litorale tirrenico dal Serchio all'Albegna e nel tratto costiero compreso tra la foce del Fiora e la foce del Magra e provvedeva alle osservazioni e agli studi dei dati provenienti dalle stazioni di rilevamento delle reti termometrica, pluviometrica, idrometrica e freatrimetrica. I dati raccolti venivano elaborati e pubblicati poi dal Servizio idrografico centrale del Ministero dei Lavori pubblici negli Annali Idrologici. Le stazioni, che potevano essere o istituite direttamente dall'ufficio o dipendenti da altri enti, erano indicate secondo la loro rispettiva posizione idrografica, segnalando per ognuna il tipo dell'apparecchio, l'anno di istituzione, l'ente da cui dipendeva, il nome dell'osservatore. Nelle pubblicazioni i dati venivano elencati per sezioni, corrispondenti alle diverse tipologie delle reti di rilevamento e per ogni sezione si indicavano gli elenchi e le caratteristiche delle diverse stazioni. Nella sezione della termometria venivano riportate le osservazioni termometriche giornaliere, le temperature massime e minime giornaliere e le loro medie mensili espresse in gradi centigradi; nella sezione della pluviometria si elencavano le quantità di pioggia giornaliere ed i totali mensili ed annuali delle quantità delle precipitazioni e del numero dei giorni piovosi, i totali stagionali e annuali delle precipitazioni, le medie dei totali annui precedenti, le precipitazioni di massima intensità registrate ai pluviografi, le massime precipitazioni dell'anno per periodi di più giorni consecutivi e la misurazione dei manti nevosi; nella sezione degli afflussi meteorici venivano registrati i valori mensili ed annui del contributo medio di afflusso meteorico e dell'altezza di afflusso dei corsi d'acqua; nella parte dedicata all'idrometrica le tabelle riportavano le altezze idrometriche giornaliere con frequenze e durate ed i massimi incrementi delle altezze idrometriche; nella sezione relativa alle portate ed ai bilanci idrologici si riportavano i prospetti delle misure di portata dei corsi d'acqua eseguite nell'anno in corso confrontate con le tabelle dei periodi precedenti; nella sezione della freatimetria, infine, erano descritti i grafici relativi ai livelli delle acque sotterranee su un piano convenzionale di riferimento. Le attività del Servizio idrografico e dei suoi uffici periferici verranno riconfermate poi dal regio decreto 11 dicembre 1933 n. 1775 riguardante il regolamento delle acque e degli impianti elettrici e rimarranno sostanzialmente le stesse nel corso del tempo fino a pochi decenni fa. Per dare sistematicità e continuità anche al rilevamento mareografico del territorio italiano con legge 18 ottobre 1942 n. 1460 fu creata una Direzione superiore anche per il Servizio mareografico nell'ambito del Servizio tecnico centrale del Ministero dei Lavori pubblici. Anche in questo caso l'organizzazione e le competenze rimasero pressoché invariate fino al decreto legge 9 luglio 1987 n. 263 con il quale il Servizio fu poi articolato in una Direzione centrale e in Sezioni direttamente dipendenti aventi sede presso gli Uffici e le Sezioni autonome del Genio civile delle opere marittime del Ministero dei Lavori pubblici; in seguito verrà unito al Servizio idrografico con legge 18 maggio 1989 n. 183 attraverso l'istituzione del Servizio idrografico e mareografico nazionale nell'ambito dei Servizi tecnici della Presidenza del Consiglio.

Negli anni settanta con il decreto del presidente della Repubblica 15 gennaio 1972 n. 8 prima e più tardi con i decreti delegati 24 luglio 1977 n. 616 e n. 617 fu portato a compimento il trasferimento alle Regioni a statuto ordinario degli uffici del Genio civile a competenza generale, escludendo però le Sezioni per le opere idrauliche e per l'edilizia statale e gli Uffici speciali del Genio civile per le opere di edilizia statale, per le opere idrauliche, per le opere marittime e per il servizio idrografico che continuarono, invece, ad operare sotto il Ministero dei Lavori pubblici. Poi, nel 1989, in conseguenza della riorganizzazione e del potenziamento dei Servizi tecnici nazionali, le attività del Servizio idrografico e mareografico nazionale e degli uffici periferici furono trasferite alla Presidenza del Consiglio dei ministri, all'interno del Dipartimento dei Servizi tecnici nazionali. Tale trasferimento sembrava infatti rispondere al mutato ruolo del servizio idrografico che da struttura di supporto nella rilevazione dei dati finalizzati alla progettazione di opere pubbliche (da qui la collocazione all'interno del Ministero dei Lavori pubblici) diventava un servizio tecnico a supporto di settori diversi, quali l'ambiente, i lavori pubblici e la protezione civile. Con decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 1991 n. 85, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 183/1989, venne emanato il regolamento concernente la riorganizzazione ed il potenziamento dei Servizi tecnici nazionali - geologico, idrografico e mareografico e dighe; vennero stabiliti i criteri generali per l'organizzazione e la formazione dei ruoli del personale, l'attribuzione della dirigenza, la struttura e la gestione del sistema informativo unico ed il funzionamento di tutti i servizi. In particolare il Servizio idrografico e mareografico nazionale venne organizzato in una Direzione centrale con sede in Roma con funzioni di vigilanza, direzione e coordinamento degli uffici periferici costituiti dagli Uffici compartimentali, dalle Sezioni, dalle Officine e dai Laboratori del servizio.

Dopo un decennio dal suo trasferimento, il Servizio fu di fatto smantellato, in quanto le sue competenze passarono dallo Stato alle Regioni, in conseguenza del decentramento amministrativo introdotto dalla legge 15 marzo 1997 n. 59, attuato dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali". Fu disposto, infatti, che gli uffici periferici del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali venissero trasferiti alle Regioni ed incorporati nelle strutture operative regionali competenti per materia. Successivamente con decreto della Presidenza del consiglio dei ministri del 24 luglio 2002 "Trasferimento alle Regioni degli Uffici periferici del Dipartimento dei servizi tecnici nazionali, servizio idrografico e mareografico" furono trasferiti alle Regioni gli Uffici compartimentali e le Sezioni distaccate con decorrenza dal primo ottobre 2002. Ciò ha comportato che le attività svolte dal Servizio idrografico - quali i rilevamenti e le elaborazioni dei dati termometrici e pluviometrici, le misurazioni relative al regime delle acque superficiali (altezze idrometriche e portate) e sotterranee (freatimetria), le misurazioni torbiometriche, le misurazioni mareografiche, la determinazione degli elementi relativi alla morfologia dei bacini imbriferi e dei corsi d'acqua, il monitoraggio in tempo reale dei principali fiumi italiani, i rilievi sistematici e le elaborazioni del clima terrestre e marittimo, la pubblicazione sistematica degli elementi osservati ed elaborati, la pubblicazione di cartografie tematiche, il rilascio di pareri e consulenze circa grandi derivazioni e progetti di opere civili idrauliche e di bonifica diventassero di competenza di enti regionali (agenzie, servizi tecnici regionali, altri enti) e che i precedenti compartimenti, che erano stati spesso sovraregionali, venissero sostituiti da enti con estensione strettamente regionale.

Per quanto riguarda la Regione Toscana, già prima del completamento dell'iter burocratico del trasferimento era stata costituita un'area (Servizio idrologico regionale) nell'ambito del Dipartimento per le Politiche territoriali ed ambientali in vista del trasferimento dell'Ufficio idrografico ed in generale delle esigenze di sviluppo delle attività di monitoraggio nel campo dell'idrometria, pluviometria e della mareografia. Con deliberazione della Giunta regionale 10 settembre 2001 n. 1003 la Regione Toscana individuò come Centro funzionale regionale che doveva assistere la Regione Basilicata, soggetto attuatore del piano di potenziamento delle reti di monitoraggio (in base all'articolo 2 del decreto legislativo 11 giugno 1998 n. 180, convertito in legge 3 agosto 1998 n. 267) l'Ufficio idrografico e mareografico di Pisa. Gli obiettivi del programma di potenziamento della rete meteo-idropluviometrica prevedevano, oltre alla realizzazione di una copertura omogenea delle reti di monitoraggio, il collegamento e l'interconnessione di tutte le componenti dei vari sistemi di monitoraggio censiti, l'ottimizzazione delle funzionalità e della diffusione dei dati ed il potenziamento dei centri operativi esistenti. Con deliberazione della Giunta regionale 15 aprile 2002 n. 368 la Regione Toscana promosse l'integrazione delle competenze dell'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo-forestale - ARSIA (Servizio Agrometereologico) con quelle dell'Ufficio idrografico e mareografico di Pisa nell'ambito del Centro funzionale regionale ed anche il Laboratorio per la meteorologia e la modellistica ambientale (LAMMA) diventò parte della struttura del Centro funzionale regionale. Per quanto riguarda l'attività di telerilevamento l'ufficio regionale attualmente dispone di un impianto capace di monitorare in tempo reale sia da Pisa che da Firenze i bacini dell'Arno, del Serchio e del Versilia. I dati termo-pluviometrici, idrometrici, freatimetrici e torbiometrici raccolti vengono tuttoggi validati, elaborati e pubblicati sugli Annali idrologici.

Redazione della scheda a cura di Franca Doccini

Condizione giuridica: Ente di diritto pubblico 1921 - 2002

Fonti normative: Primarie: r.d. 522/ 1906; l. 257/ 1907; r.d. 284/ 1912; d.lgt. 1055/ 1917; r.d. 1285/ 1920; r.d. 1286/ 1920; l. 774/ 1921; r.d. 1809/ 1922; r.d. 1395/ 1924; r.d. 1406/ 1928; r.d. 287/ 1931; r.d. 1048/ 1932; r.d. 1775/ 1933; ; r.d. (s.n.)/ 1935; ; l. 1460/ 1942; d.p.r. 8/ 1972; d.p.r. 616/ 1977; d.p.r. 617/ 1977; d.l. 263/ 1987; l. 183/ 1989; d.p.r. 85/ 1991; l. 59/ 1997; d.lgs. 112/ 1998; d.lgs. 180/ 1998; l. 267/ 1998; del. giunta reg. 1003/ 2001; del. giunta reg. 368/ 2002.




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