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Ispettorato agrario compartimentale per la Toscana

Sede: Firenze

Date di esistenza: 1929 - 1977

Intestazioni: Ispettorato agrario compartimentale per la Toscana, Firenze, 1929 - 1977

Altre denominazioni:
Ispettorato compartimentale dell'agricoltura; Ispettorato regionale dell'agricoltura; Ispettorato regionale agrario


Storia amministrativa:
Gli Ispettorati compartimentali dell'agricoltura furono creati con regio decreto 18 novembre 1929 n. 2071, convertito in legge 31 marzo 1930 n. 279, recante provvedimenti per la bonifica integrale e per i servizi agrari e forestali, in qualità di uffici periferici della struttura del Ministero dell'Agricoltura e delle foreste. Gli Ispettorati furono istituiti, uno per ambito regionale, appositamente per provvedere ai servizi dell'agricoltura ed ebbero sede nelle città di Torino, Milano, Venezia, Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Aquila, Bari, Caserta, Potenza, Catanzaro, Palermo e Cagliari. A fianco agli Ispettorati funzionarono le cattedre ambulanti, forme itineranti di insegnamento, attive nel compartimento d'ispezione.

Già dalla metà dell'ottocento si erano costituite, inizialmente ad opera di agronomi, coltivatori ed esperti in materia, successivamente anche ad opera di enti pubblici, di privati o per intervento statale, le prime cattedre ambulanti di agricoltura, con lo scopo di assistere gli agricoltori direttamente nelle campagne e di promuovere nuove tecniche per lo sviluppo dell'agricoltura e della zootecnia. Con legge 13 luglio 1907 n. 513 era stato sancito il riconoscimento giuridico di quelle cattedre sorte spontaneamente che poi il regio decreto legge 6 dicembre 1928 n. 3433, definì "enti pubblici autonomi consorziali", con personalità giuridica e sottoposte alla vigilanza del Ministero dell'Agricoltura.

I limiti territoriali di competenza di ogni Ispettorato furono stabiliti con decreto del Ministero per l'Agricoltura e le foreste. A capo di ogni Ispettorato era un ispettore per l'agricoltura che aveva alle sue dipendenze un ufficio composto da un reggente di sezione e da un assistente, obbligatoriamente non facenti parte del personale delle cattedre ambulanti; al restante personale si provvedeva con contratti di lavoro a tempo determinato, approvati di volta in volta dal Ministero col concorso del Ministero delle Finanze. Gli Ispettorati compartimentali, o regionali, dovevano provvedere a coordinare e vigilare l'attività delle cattedre ambulanti di agricoltura e, in generale, di tutti gli uffici e gli organi locali, dipendenti o comunque vigilati dal Ministero dell'Agricoltura; approvare i progetti e concedere, nei limiti delle spese stabilite dal Ministero, i contributi e i sussidi per opere di miglioramento fondiario nell'interesse delle singole aziende agrarie, quando le opere fossero sussidiate dai contributi dello Stato; esaminare i progetti e dare parere sulle opere di miglioramento fondiario, quando i contributi ed i sussidi dovessero essere corrisposti dallo stesso Ministero; sorvegliare e collaudare le opere di carattere agrario nelle quali concorresse lo Stato con contributi e sussidi; dare parere sui progetti di trasformazione fondiaria di pubblico interesse e in generale sui progetti di competenza tecnica mista, vistati dai diversi Comitati tecnici provinciali.

Per coordinare, in ciascuna provincia, l'attività degli uffici addetti alla bonifica integrale vennero istituiti appositi Comitati tecnici provinciali, costituiti dall'ingegnere capo dell'ufficio del Genio civile incaricato della bonifica idraulica della provincia, dal direttore della cattedra ambulante provinciale di agricoltura e dal comandante della coorte o centuria della Milizia nazionale forestale. Tale Comitato, presieduto da uno dei componenti, designato dal sottosegretario per la bonifica integrale, proponeva il programma di attività dei tre uffici e, coordinando le iniziative, stabiliva i criteri a cui uniformare i progetti di opere di competenza mista e vistava i progetti stessi, una volta compilati, salvo l'ulteriore esame dell'Ispettorato agrario.

A seguito della legge 13 giugno 1935 n. 1220, gli Ispettorati regionali assunsero la funzione di organo di coordinamento, vigilanza e controllo sui nuovi Ispettorati provinciali dell'agricoltura che la legge istituì come "uffici esecutivi locali del Ministero". Gli Ispettorati provinciali, a loro volta, assorbirono le funzioni delle cattedre ambulanti di agricoltura e assunsero, quindi, i compiti di presiedere alle attività dimostrative e di addestramento professionale, all'assistenza tecnica specializzata, di sovrintendere al rilascio delle attestazioni di idoneità dei fondi rustici per la formazione della piccola proprietà contadina, di gestione delle rilevazioni di statistica agraria, oltre a quelli legati strettamente all'assistenza agli agricoltori e a tutte le attività volte all'organizzazione della produzione agricola più in generale. Precedentemente, infatti, il regio decreto 12 settembre 1929 n. 1661, che aveva istituito il Ministero dell'Agricoltura e delle foreste, aveva organizzato finalmente in un settore autonomo l'agricoltura ed il r.d. 27 settembre 1929 n. 1663 aveva attribuito al nuovo organo tutti i servizi della Direzione generale dell'agricoltura, del Comando della milizia forestale, della Divisione ed ispettorato per la pesca ed altri servizi sul credito, che nel passato erano stati di competenza del soppresso Ministero dell'Economia nazionale.

L'amministrazione centrale del Ministero dell'Agricoltura e delle foreste, riordinata in base ad una serie di provvedimenti (regio decreto 16 giugno 1940 n. 906, legge 12 luglio 1940 n. 1096, decreto 29 maggio 1941 n. 489), era stata strutturata in sei Direzioni generali: della produzione agricola, della bonifica e della colonizzazione, dei miglioramenti fondiari e dei servizi speciali, della tutela economica dei prodotti agricoli, dell'economia montana e delle foreste, degli affari generali, dei servizi ispettivi e del coordinamento legislativo e del personale (a queste verrà aggiunta in seguito la Direzione generale dell'alimentazione con legge 6 marzo 1958 n. 199).Presso la sede ministeriale erano operanti poi numerosi Commissioni e Comitati consultivi, formati da funzionari amministrativi, rappresentanti di categorie professionali, tecnici esperti nelle diverse materie. Presso la Direzione della produzione agricola, a sua volta composta da sei divisioni, operavano anche l'Ufficio speciale dei demani e degli usi civici, l'Ispettorato dei servizi tecnici dell'agricoltura, l'Ispettorato dei servizi tecnici della pesca, l'Ufficio centrale dell'alimentazione.

A livello periferico gli Ispettorati compartimentali agrari si occupavano delle decisioni e della gestione dei contributi e dei finanziamenti pubblici in materia di bonifica e di proprietà coltivate, avevano compiti consultivi in materia di riforma agraria, emanavano direttive a livello regionale e svolgevano funzioni di vigilanza e controllo diretto sulle opere realizzate con detti finanziamenti. Esistevano inoltre altri organismi periferici quali i Comitati consultivi, situati presso gli stessi Ispettorati regionali o compartimentali, le Sezioni agrarie e forestali dei Consigli provinciali dell'economia corporativa (dipendenti dal Ministero delle Corporazioni, ma operanti per il Ministero dell'Agricoltura), i Commissariati per gli usi civici ed una miriade di uffici e commissioni provinciali e interprovinciali, organi ed enti di sperimentazione, assistenza e promozione che proliferavano nel settore dell'agricoltura. e che mettevano in difficoltà l'operare degli Ispettorati stessi.

La gestione dei finanziamenti pubblici impegnò moltissimo gli uffici periferici del Ministero, dal momento che, a partire dal dopoguerra, lo Stato emanò numerosi provvedimenti per l'elargizione di fondi per la creazione della piccola proprietà contadina, per la valorizzazione della produzione agricola, per lo sviluppo dell'economia e per l'incremento dell'occupazione. Con legge 25 luglio 1952 n. 949 lo Stato previde poi nuovi stanziamenti per la realizzazione di opere di bonifica affidate alla Cassa ed istituì, presso il Ministero dell'Agricoltura, un fondo di rotazione per anticipazioni ad istituti di credito per la concessione di prestiti per l'acquisto di macchinari agricoli e prestiti e mutui da impiegare nella costruzione di impianti di irrigazione, di edifici rurali destinati ad abitazioni degli agricoltori, al ricovero del bestiame, alla conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli. Per la realizzazione di queste opere le domande degli interessati venivano presentate all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio che effettuava un esame tecnico-economico, quindi trasmetteva la pratica con il proprio parere all'istituto di credito e per conoscenza al rispettivo Ispettorato compartimentale e al Ministero. L'Istituto di credito, poi, deliberava sull'ammissione della domanda e trasmetteva la pratica al Ministero per verificare che non ci fossero altre elargizioni di sussidi statali per lo stesso richiedente.

Altri stanziamenti statali per lo sviluppo della piccola proprietà contadina e per opere di miglioramento fondiario (per la costruzione di edifici rurali, per il ricovero degli animali, per annessi agricoli, per la conservazione dei prodotti, per il dissodamento dei terreni, per la sistemazione idrica ed idraulica dei terreni, per l'acquisto di scorte vive e morte, per l'acquisto dei terreni) furono previsti dalla legge 1 febbraio 1956 n. 53. La legge 8 agosto 1957 n. 777, poi, sulle provvidenze creditizie per la zootecnia dispose la costituzione di un fondo di rotazione per finanziamenti finalizzati all'acquisto di animali, di mezzi ed attrezzi agricoli, di mangimi, alla costruzione e sistemazione di impianti di stoccaggio, alla lavorazione ed al commercio dei prodotti.

Con il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 1955 n. 987 si ebbe un decentramento dei servizi del Ministero dell'Agricoltura e foreste. Il decreto prevedeva, infatti, la facoltà di delega di funzioni da parte del Ministero ai dirigenti degli uffici periferici degli Ispettorati agrari, compartimentali e provinciali, e regionali e ripartimentali delle foreste e che, inoltre, i dirigenti degli Ispettorati regionali potessero delegare a loro volta le loro funzioni rispettivamente ai capi delle altre due. Il Ministero poteva addirittura creare sezioni staccate degli Ispettorati provinciali dell'agricoltura o di quelli ripartimentali delle foreste nelle zone in cui esisteva l'esigenza di una circoscrizione territoriale più specifica e localizzata. Così, mentre, agli Ispettorati provinciali spettò l'assistenza tecnica delle aziende agricole, l'istruzione, l'aggiornamento professionale degli agricoltori, l'applicazione delle norme per il miglioramento dell'economia aziendale, agli Ispettorati agrari compartimentali rimase l'obbligo di provvedere alle operazioni di verifica dei lavori effettuati, calcolando e ripartendo anche le spese di manutenzione, di provvedere direttamente, liquidando e pagando gli incentivi, per spese fin ad un massimo di trenta milioni.

Il decentramento continuò con legge 15 dicembre 1961 n. 1304 che istituì gli Uffici agricoli di zona, diretti da agronomi e sotto la dipendenza degli Ispettorati provinciali, che dovevano promuovere ed assistere lo sviluppo agricolo della propria zona attraverso l'assistenza tecnica, pratica, di preparazione ed aggiornamento professionale. Di fatto, però, lo sviluppo delle funzioni tecniche fu scarso e l'impegno degli Ispettorati fu quasi esclusivamente nel disbrigo delle pratiche per gli incentivi a seconda del proprio limite di spesa, inizialmente di10 milioni ed aumentato negli anni sessanta a venti per gli Ispettorati provinciali e di trenta milioni, aumentato poi fino a cinquanta, per quelli compartimentali.

Con il decreto del Presidente della Repubblica 23 novembre 1967 n. 1318 con funzioni consultive furono istituiti presso il Ministero il Comitato nazionale della sperimentazione agraria, formato da rappresentanti dell'amministrazione centrale e da funzionari di istituti di ricerca e sperimentazione, e presso ogni Ispettorato compartimentale un Comitato regionale con i compiti di segnalare le esigenze locali al Comitato nazionale e di formulare eventuali proposte.

Con il decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972 n. 11 iniziò la prima regionalizzazione che portò un incompleto e frammentario trasferimento di funzioni alle Regioni; vennero trasferiti, infatti, solo in parte gli uffici periferici del Ministero, perché furono trasferiti gli Ispettorati compartimentali, provinciali e relativi uffici agricoli di zona e gli Ispettorati regionali, ripartimentali e distrettuali delle foreste, ma rimase di competenza ministeriale la gestione dei fondi di rotazione per il credito agrario, per lo sviluppo della piccola proprietà contadina, per lo sviluppo della meccanizzazione e per la forestazione.

Con legge 22 luglio 1975 n. 382 e decreti di attuazione 24 luglio 1977 nn. 616, 617, 618 ci fu infine una più chiara ed organica attribuzione delle funzioni alle Regioni a statuto ordinario insieme al trasferimento dei fondi di rotazione. In sostanza risultarono trasferite alle Regioni quasi interamente le funzioni rientranti nelle categoria dell'agricoltura, della bonifica, di tutela e sviluppo della produzione. Furono soppresse, inoltre: la Direzione generale dell'alimentazione, le cui funzioni sono passate in parte alle Regioni e in parte alla Direzione degli affari generali e del personale, le Direzioni della bonifica e colonizzazione e quella dei miglioramenti fondiari, le cui funzioni sono passate in parte alle Regioni, in parte alla Direzione dell'economia montana e delle foreste e in parte alla Direzione della produzione agricola. Le competenze in materia di agricoltura furono poi di nuovo delegate e distribuite tramite la legge regionale del 15 dicembre 1978 n. 79 che, in via definitiva, soppresse l'Ispettorato agrario e altri uffici competenti in materia di alimentazione e foreste.

In seguito con legge della Regione Toscana 23 gennaio1989 n. 10 sono state stabilite le funzioni amministrative di competenza regionale in materia di agricoltura, foreste, caccia e pesca, specificando quali siano esercitate dalla regione, dalle province, dai comuni e dalle comunità montane.

Redazione della scheda a cura di Franca Doccini

Bibliografia

Carlo Desideri, L'amministrazione dell'agricoltura (1910-1980), Roma, 1981.

Fonti

Lettera del Dipartimento Affari generali e del personale, nota dell'aprile 1984 n. I/11141/6.255-1, Firenze, 1984, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 1;

Relazione sull'attività svolta nel 1988 dal Gruppo interdipartimentale per la gestione dell'archivio della Giunta regionale, Firenze, 1988, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 233; Proposta di progetto speciale "Operazioni per il riordino e la sistemazione dei fondi archivistici nelle divisioni archivio di deposito e archivio storico della Giunta regionale Toscana", Firenze, 20 luglio 1989, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 30.

Condizione giuridica: Ente di diritto pubblico 1929 - 1977

Fonti normative: Primarie: l.513/ 1907; r.d.l. 3433/ 1928; r.d. 1661/ 1929; r.d. 1663/ 1929; r.d. 2071/ 1929; l. 279/ 1930; l. 1220/ 1935; r.d. 906/ 1940; r.d. 1096/ 1940; r.d.489/ 1941 d.l. 121/ 1948; l. 949/ 1952; d.p.r. 987/ 1955; l. 53/ 1956; l. 777/ 1957; l. 199/ 1958; l. 1304/ 1961 d.p.r. 1318/ 1967; d.p.r. 11/ 1972; l. 382/ 1975; d.p.r. 616/ 1977 d.p.r. 617/ 1977; d.p.r. 618/ 1977 l.r. 79/ 1978; l.r. 10/ 1989.


Complessi archivistici prodotti:
Ispettorato agrario compartimentale per la Toscana. Giunta regionale toscana, 1935 - 1979 (fondo, conservato in Regione Toscana. Archivio storico della Giunta)

Altra documentazione:
Fondo Dipartimento agricoltura e foreste (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Sesto Fiorentino)
Fondo Ispettorato compartimentale dell'alimentazione (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Sesto Fiorentino)
Fondo Ispettorato regionale delle foreste (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Sesto Fiorentino)
Fondo Ministero dell'Agricoltura e foreste (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)
Fondo Ministero dell'Agricoltura, commercio e industria (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)
Fondo Ministero dell'Economia nazionale (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)



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