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Ufficio del veterinaio provinciale

Sede: Firenze

Date di esistenza: 1888 - 1978

Intestazioni: Ufficio del veterinaio provinciale di Firenze, Firenze, 1888 - 1978

Altre denominazioni:
Veterinario provinciale di Firenze


Storia amministrativa:
Il servizio veterinario, già istituito dalla fine del secolo XIX, fu basato inizialmente sulla figura del veterinario comunale che si occupava di vigilanza annonaria, di profilassi e polizia veterinaria, di assistenza zooiatrica. Con il regio decreto 27 luglio 1934 n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie) si attribuì al Ministero dell'Interno la competenza sulla tutela della sanità pubblica e si stabilì che dovesse essere l'unico organo atto ad emanare le istruzioni di massima riguardanti l'assistenza medica e veterinaria, la vigilanza sanitaria, l'igiene del suolo e degli abitanti, la purezza dell'acqua potabile, la salubrità e genuinità degli alimenti e delle bevande, le misure contro le malattie infettive, i regolamenti di polizia mortuaria, tutte le disposizioni dirette ad eliminare ogni causa di insalubrità. Con decreto legislativo 12 luglio 1945 n. 417 fu istituito l'Alto commissariato di igiene e sanità, al quale vennero trasferite le funzioni di sovrintendenza prima spettanti al Ministero dell'Interno. Tale organo fu poi soppresso dall'art. 11 della legge 13 marzo 1958 n. 296 che istituiva il Ministero della Sanità e gli trasferiva il compito di provvedere alla tutela della salute pubblica. Il nuovo ministero doveva, infatti, provvedere ai servizi sanitari attribuiti dalle leggi alle amministrazioni statali - fermo restando le attribuzioni esercitate dalle amministrazioni con ordinamento autonomo e quelle esercitate dal Ministero del Lavoro e della previdenza sociale per mezzo dell'Ispettorato del lavoro - doveva sovrintendere ai servizi sanitari , tutelare l'organizzazione e l'efficienza dei servizi stessi per la salute pubblica, emanare istruzioni per tutte le amministrazioni pubbliche che provvedevano ai servizi sanitari, provvedere alla vigilanza tecnica su tutte le organizzazioni, gli enti e gli istituti che svolgessero attività legate all'attività sanitaria. Inoltre il ministero doveva, in accordo con il Ministero dei Lavori pubblici e sentito il Consiglio superiore della sanità, approvare i progetti per la costruzione di ospedali, case di cura, ambulatori e di tutte le opere igieniche realizzate dalle pubbliche amministrazioni. Rimanevano, invece, attribuite al Ministero dell'Interno le competenze, già dei prefetti, quali le disposizioni di ispezioni e di inchieste sugli enti che svolgevano attività sanitaria e l'emanazione di provvedimenti urgenti per ragione di igiene e sanità pubblica. A livello centrale il Ministero fu strutturato in diverse Direzioni generali (a loro volta suddivise in divisioni, sezioni ed uffici) - degli affari amministrativi e del personale, dei servizi dell'igiene pubblica ed ospedali, dei servizi di medicina sociale, del servizio farmaceutico, dei servizi veterinari, in un Ufficio degli affari generali e riservati, un Ufficio studi e legislazione, un Ufficio per le relazioni con il Parlamento e altri servizi di interesse generale, un Ufficio per le relazioni internazionali e le attività culturali, un Ufficio stampa, nelle Segreterie particolari del ministro e del sottosegretario, nell'Ispettorato per gli ordinamenti sanitari degli enti territoriali e nell'Ispettorato per gli enti sanitari. A livello periferico la sanità veniva gestita dagli Uffici del medico provinciale e del veterinario provinciale, coordinati dal prefetto e secondo le direttive impartite dal Ministero della Sanità, dagli Ufficiali sanitari dei comuni e dei consorzi comunali, già previsti dal testo unico 27 luglio 1934 n. 1265 e successive modificazioni. In qualità di organo consultivo della sanità operava il Consiglio provinciale, presieduto dal prefetto competente per territorio e di cui facevano parte il medico ed il veterinario provinciale, che si occupava di prendere in esame tutti i fatti riguardanti l'igiene e la salute pubblica della propria provincia, di proporre ricerche ed adottare provvedimenti in materia di igiene e salute. Gli Uffici del medico e del veterinario, ognuno secondo le materie di propria competenza, si occupavano di applicare le ordinanze sanitarie, la cui esecuzione era demandata ai sindaci e ai presidenti dei Consorzi sanitari, ed approvavano le tariffe proposte dai loro ordini o dai vari collegi. Inoltre dall'Ufficio del veterinario provinciale dipendeva il veterinario comunale, preposto alla direzione dell'ufficio veterinario comunale, e che esercitava funzioni di polizia, vigilanza, profilassi ed ispezione sanitaria sul patrimonio zootecnico e sulle eventuali malattie degli animali del proprio comune. Come richiesto esplicitamente dal Ministero della Sanità nella circolare n. 19 del 20 gennaio 1959, gli Uffici del medico e del veterinario provinciale dovevano, sia per contenere le spese di gestione che per mancanza di personale da utilizzare nelle sedi periferiche, avere sede unica, fermo restando le materie di competenza specifiche e le peculiarità di ognuno. Con il d.p.r. 11 febbraio 1961 n. 264 vennero inoltre disciplinati i servizi e gli organi periferici che esercitavano le loro attività nel campo dell'igiene e della sanità pubblica, cioè il medico ed il veterinario provinciale e l'ufficiale sanitario. Secondo le direttive del Ministero della Sanità, essi erano coordinati dal prefetto, che a tale scopo poteva anche impartire le istruzioni necessarie per il loro funzionamento nell'ambito delle rispettive competenze, nonché controllare tutti i servizi svolti dagli uffici dei veterinari comunali, di confine, di porto ed aeroporto.

Con il d.p.r. 14 gennaio 1972 n. 4 (Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera e dei relativi uffici), gli Uffici del medico e del veterinario provinciale, esistenti in ogni ambito regionale, furono trasformati da organi periferici del Ministero della Sanità in organi periferici delle Regioni. Furono così trasferite le funzioni amministrative degli organi centrali e periferici dello Stato concernenti l'assistenza zooiatrica, l'istituzione, la modifica e la soppressione delle condotte veterinarie, nonché la costituzione di Consorzi per il servizio di assistenza veterinaria; restarono invece ferme le competenze degli organi statali concernenti i concorsi e lo stato giuridico degli Ufficiali sanitari, dei veterinari addetti alla vigilanza, ispezione e polizia veterinaria, dei veterinari comunali capo e dei direttori di pubblico macello. A partire dal d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616, convertito in legge 21 ottobre 1978 n. 641, attraverso il trasferimento delle funzioni dallo Stato alle regioni e l'affidamento delle deleghe alle province e ai comuni, iniziò il decentramento dei servizi socio-sanitari. Con la legge 23 dicembre 1978 n. 833 venne istituito il Servizio sanitario nazionale e venne così soppressa la figura del veterinario provinciale. Secondo tale legge lo Stato, nell'ambito della programmazione economica nazionale, determinava, con il concorso delle regioni, gli obiettivi della programmazione sanitaria nazionale, dettava le norme dirette ad assicurare le condizioni e le garanzie di salute uniformi per tutto il territorio nazionale, mentre delegava alle regioni l'esercizio delle funzioni amministrative concernenti la profilassi delle malattie infettive e diffusive, l'individuazione delle malattie infettive e diffusive del bestiame, tutti i controlli su produzione, commercio ed impiego di gas tossici e altre sostanze pericolose, nonché quelli sui prodotti dietetici, per l'infanzia e dei cosmetici. Le regioni esercitavano le funzioni delegate mediante sub-delega ai comuni. Venne istituito poi il Consiglio sanitario nazionale con funzioni di consulenza e proposta nei confronti del Governo per la determinazione delle linee generali della politica sanitaria nazionale e per l'elaborazione e l'attuazione del piano sanitario nazionale. Alla gestione unitaria della tutela della salute si provvide in modo uniforme sull'intero territorio nazionale mediante una rete completa di Unità sanitarie locali.

Con legge della Regione Toscana 17 ottobre 1983 n. 69, ad integrazione della legge regionale 71/1980, si stabilirono le disposizioni per il riordino delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica, veterinaria, farmaceutica e di vigilanza sulle farmacie riservate allo Stato, comprese quelle già esercitate dal veterinario provinciale. Alla regione rimasero i compiti di indirizzo, organizzazione, coordinamento e verifica delle attività in materia di igiene e sanità pubblica, medica, veterinaria e farmaceutica, mentre tutte le funzioni un tempo di competenza dell'ufficiale sanitario, del medico e del veterinario provinciale vennero trasferite alle Unità sanitarie locali. Tra le materie, un tempo di competenza del veterinario, trasferite si ricordano: profilassi e polizia veterinaria delle malattie infettive e infestive degli animali, ispezione e vigilanza sui concentramenti di animali e sui loro spostamenti (stalle e pascolo) e sugli impianti di macellazione e di trasformazione, controllo sull'importazione ed esportazione di animali, delle carni e sugli avanzi, vigilanza su animali domestici e selvatici e sull'alimentazione zootecnica e sulle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo, organizzazione dell'assistenza zooiatrica, attuazione di programmi di educazione sanitaria in materia di profilassi e polizia, sorveglianza epidemiologica, vigilanza sui trattamenti immunizzanti e sostanze in animali le cui carni siano destinate all'alimentazione umana, vigilanza sull'utilizzazione degli animali da esperimento, nonché sulle attività di disinfestazione e derattizzazione.

Redazione della scheda a cura di Franca Doccini e Rita Perria


Bibliografia

Il decentramento dei servizi socio-sanitari: indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del D.P.R. n. 617/1977 nel settore socio-assistenziale condotta dal Centro Studi Investimenti Sociali (CENSIS) nel luglio 1981, a cura del Ministero dell'Interno,Roma, 1982;

Lucio Licci, Contributi e prestazioni dell'assistenza sanitaria: la legge di riforma sanitaria, la contribuzione di tutte le categorie di cittadini, le prestazioni sanitarie, le prestazioni economiche, Roma, 1986.


Fonti

Relazione sull'attività svolta nel 1978 dal gruppo di lavoro interdipartimentale per la gestione degli archivi degli uffici regionali,Firenze, 1979, ASRT, Prima sezione, I/6.101, n. 1;

Relazione sull'attività svolta nel 1984 dai gruppi di lavoro interdipartimentali per la gestione degli archivi degli uffici regionali,Firenze, 1985, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 8;

Relazione sull'attività svolta nel 1986 dal gruppo di lavoro interdipartimentale per la gestione dell'archivio della Giunta regionale,Firenze, 12/01/1987, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 160;

Relazione sull'attività svolta nel 1988 dal gruppo di lavoro interdipartimentale per la gestione dell'archivio della Giunta regionale,Firenze, 1989, ASRT, Prima sezione, I/6.255, n. 30;

Deliberazione della Giunta della Regione Toscana n. 840 del 08/07/1996, ASRT.

Condizione giuridica: Ente di diritto pubblico 1888 - 1978

Fonti normative: Primarie e secondarie: t.u. 1265/ 1934; d.lgs. 417/ 1945; l. 296/ 1958; circolare m. sanità 19/ 1959; d.p.r. 264/ 1961; d.p.r. 4/ 1972; d.p.r. 616/ 1977; l. 641/ 1978; l. 833/ 1978; l.r. 71/ 1980; l.r. 69/ 1983.


Complessi archivistici prodotti:
Ufficio del veterinaio provinciale di Firenze. Giunta regionale toscana, 1957 - 1991 (fondo, conservato in Regione Toscana. Archivio storico della Giunta)

Altra documentazione:
Fondo Alto Commissariato di igiene e sanità (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)
Fondo Dipartimento della sicurezza sociale (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Sesto Fiorentino)
Fondo Ministero dell'interno (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)
Fondo Ministero della sanità (conservato in Archivio Centrale dello Stato, Roma)
Fondo Ufficio del medico provinciale (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Sesto Fiorentino)



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