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Ente nazionale per l'artigiano e le piccole industrie

Sede: Firenze

Date di esistenza: 1930 - 1979

Intestazioni: Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie, Firenze, 1930 - 1979

Altre denominazioni:
Ente nazionale per le piccole industrie, (1925-1930); ENPI; ENAPI


Storia amministrativa:
L'Ente fu istituito con regio decreto 8 ottobre 1925, con la denominazione di Ente nazionale per le piccole industrie (ENPI). Secondo il primo Statuto, approvato con il regio decreto n. 1490 del 13 agosto 1926, compito istituzionale dell'ENPI doveva essere quello di favorire, con tutti i mezzi ritenuti opportuni, lo sviluppo delle piccole industrie del Regno. Nel perseguire il proprio compito istituzionale l'Ente avrebbe dovuto in particolare guidare e migliorare tecnicamente la produzione delle piccole industrie; estendere e facilitare la commercializzazione dei prodotti sui mercati esteri, oltre che su quelli nazionali; diffondere il credito specializzato. Al fine di favorire l'esportazione dei prodotti delle piccole industrie e il miglioramento tecnico delle stesse il decreto riconobbe all'Ente la facoltà di apporre un marchio di garanzia sulle merci italiane destinate all'esportazione, prodotte sotto la sua vigilanza e gli affidò il mandato di promuovere, d'intesa con l'Istituto per il lavoro e le piccole industrie di Venezia, la costituzione di un Istituto commerciale e di un Istituto nazionale di credito, per la formazione dei quali lo Stato avrebbe contribuito con propri stanziamenti

Con una prima revisione dello Statuto, il 21 aprile 1927, vennero individuate una serie di ulteriori azioni finalizzate al raggiungimento dell'obiettivo istituzionale, tra cui in particolare: la direzione e il coordinamento delle attività dei Comitati per le piccole industrie; la promozione dell'istruzione tecnica e professionale; l'organizzazione di una raccolta campionaria permanente dei prodotti nazionali delle piccole industrie, dedicata soprattutto ai prodotti destinati all'esportazione; l'istituzione di una raccolta permanente di modelli, utensili e macchine che testimoniassero "il perfezionamento delle lavorazioni piccolo industriali"; la cura di una raccolta di pubblicazioni tecniche "per la propaganda e lo studio del processo produttivo". Sin dall'inizio per lo svolgimento della sua attività l'ENAPI si avvalse di una struttura di tipo piramidale, costituita da una sede centrale, situata nella capitale, composta da più uffici, e da Uffici periferici, con sede nei diversi capoluoghi di provincia. Presso la sede centrale operavano inizialmente: un ufficio amministrativo, un Ufficio informazioni, un Ufficio tecnico e un Ufficio commerciale. A parte l'Ufficio amministrativo, le cui competenze erano ben distinte, gli altri uffici della sede centrale operavano in stretta relazione tra di loro.

L'Ufficio informazioni ad esempio si occupò sin dall'inizio di effettuare un censimento industriale e nel fare ciò raccolse dati utili anche per altri uffici, in particolare per l'Ufficio commerciale e per l'Ufficio tecnico. Questi ultimi, a loro volta, pur occupandosi di aspetti diversi, utilizzavano comunque modalità operative che spesso attraversavano ambiti comuni, quali ad esempio le esposizioni. Più specificamente l'Ufficio commerciale si occupava del collocamento dei prodotti sul mercato, mentre l'Ufficio tecnico si occupava dell'assistenza tecnica e artistica alle imprese.Con il passare del tempo una maggiore specificità di funzioni, dovuta alla maggiore complessità del settore di competenza e all'emergere di una disciplina specifica dell'artigianato, portò ad ulteriori cambiamenti, sanciti dai successivi statuti (regio decreto n. 2431 del 24 agosto 1928 e dpr 2176 del 22 ottobre 1963).

Una tappa importante nell'evoluzione dell'attività e della struttura operativa dell'Ente fu l'allestimento, nel 1928, di una mostra campionaria permanente a Roma. Su tale esempio sale campionarie permanenti sorsero in diverse città italiane e all'estero, divenendo un mezzo importantissimo per il collocamento dei prodotti sul mercato, sia nazionale che, soprattutto, internazionale. Le sale fiorentine furono le prime a nascere, subito dopo quelle di Roma, e rappresentarono uno dei centri espositivi più importanti dell'ENAPI.

Con la legge 631 del 1928 vennero soppressi l'Istituto commerciale e l'Istituto di Credito e le loro competenze vennero assunte ed esercitate da due Sezioni autonome dell'Ente, amministrate dall'Ente stesso. Nel 1930, con la disposizione ministeriale n. 1221 del 17 febbraio 1930, l'ente assunse la denominazione definitiva di Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie. Con il tempo all'interno dell'Ufficio tecnico il reparto artistico acquisì una sua autonomia fino a divenire un vero e proprio ufficio.

Il processo che portò alla cessazione dell'Ente ebbe inizio col d.p.r. n. 616 del 24 luglio 1977 in attuazione della delega al governo di cui all'art. 1 della l. 22 luglio 1975 n. 382 (Norme sull'ordinamento regionale e sulla organizzazione della pubblica amministrazione), che determinò la cessazione di ogni contribuzione, finanziamento o sovvenzione a favore di una serie di enti nazionali, tra cui appunto l'ENAPI. Al decreto del 77 seguì il d.l. 18 agosto 1978 n. 481 per la fissazione dei termini di liquidazione degli enti soppressi. Con la conversione di quest'ultimo in legge il 21 ottobre 1978 l'ENAPI venne ufficialmente soppresso e posto in liquidazione. L'Ente nazionale per l'Artigianato e le Piccole industrie cessò definitivamente il 31 marzo 1979 secondo i termini fissati da tale legge. Poco più tardi il d.p.r. 18 aprile 1979 ne trasferì i beni e il personale alle Regioni.

Redazione della scheda a cura di Donatella Gebbia

Bibliografia

L'Ente nazionale per le piccole industrie in "Piccole industrie", mar. 1927, Rivista ufficiale dell'Ente;

L' ENAPI nella legislazione, in "Notiziario ENAPI", X, 4 (1974), pp. 3-4;

P. Frattani- R. Badas, Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie. 50 anni di arte decorativa in Italia. L'ENAPI dal 1925 al 1975, Roma, 1976;

Fonti

Daniela Paesano, Obiettivi e strumenti di una politica per il prodotto italiano nell'attività dell'ENAPI, Ente nazionale per l'artigianato e le piccole industrie, 1925-1978, Tesi di laurea, anno accademico 2000, corso di laurea in Architettura, relatore professoressa Maria Cristina Tonelli, Università di Firenze, Facoltà di Architettuta.

Condizione giuridica: Ente di diritto pubblico 1930 - 1979

Fonti normative: Primarie: r.d 1925, ottobre 8; r.d.l/ 1926; r.d. 2431/ 1928; disposizione m. Industria 1221/ 1930; d.p.r. 2176/ 1963; l.382/ 1975; d.p.r. 616/ 1977; d.l. 481/ 1978; l. 641/ 1978; d.p.r. 169/ 1979.


Complessi archivistici prodotti:
Ente nazionale per l'artigianato e piccole industrie. Giunta regionale toscana, 1937 - 1979 (fondo, conservato in Regione Toscana. Archivio storico della Giunta)

Altra documentazione:
Dipartimento agricoltura e foreste (conservato in Archivio generale della Giunta regionale toscana, Osmannoro, Sesto fiorentino )
Ente per la colonizzazione della Maremma Tosco-Laziale (conservato in Arsial, via Lanciani, Roma)
Fondo Ente Regionale per lo sviluppo dell'agricoltura e le foreste del Lazio,ERSAL (conservato in Arsial, via Lanciani, Roma)
Fondo Ente Toscano per lo sviluppo Agricolo Forestale, ETSAF (conservato in Regione Toscana. Archivio storico della Grancia, Gosseto)
Fondo Ministero dell'agricoltura e delle foreste (conservato in Archivio centrale dello Stato, Roma)
Fondo Papini (conservato in Biblioteca della Facoltà di Architettura, Firenze)
Fondo Sezione oreficeria (conservato in Istituto di Arte di Firenze)



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