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L'Archivio del Capitolo della Cattedrale di Prato (secolo XI-XX)

Inventario

Tipologia: inventario analitico

a cura di Laura Bandini, Renzo Fantappiè

patrocinio: -

Pubblicazione: Prato, Società Pratese di Storia Patria, 1984

Descrizione fisica: pp. 581, cm 17 x 20

Contenuti:

Saranno dieci anni, quindici, venti? Non li stiamo a contare. Certo da un bel po' d'anni non si studia più storia di Prato, che non ci s'imbatta in don Renzo; si crede un momento d'averne trovato qualche angolo sconosciuto e segreto, e si scorge anche lì una sua impronta, il segno d'un suo passaggio. Si leggono le testimonianze documentali più remote di quella storia, trovate e trascritte da lui, si consultano gli archivi più nascosti o dispersi di quella storia, ricomposti e ordinati da lui; colla guida nitida e sicura della sua penna si rivivono fatti e istituzioni, modi di comportarsi e modi di pensare che furono dei nostri maggiori, e dall'alba venendo al meriggio della nostra storia cittadina s'impara a vedere grazie al suo occhio, a riconoscere grazie alle sue scelte felici, le tracce di quel diffuso culto dell'arte di cui s'infiorò un tempo «il bel prato».
Non saranno dunque, queste poche righe e dappoco, una presentazione di Renzo Fantappiè. E nemmeno d'un suo libro a cui si trovano anteposte per dovere d'ufficio, liete dell'accostamento e dell'onore che ne ricevono, ma insieme desiderose di non avventurarsi supra crepidam. Tanto più che di questo libro, dire che si presenta da sé non è nemmeno una lode, è una costatazione. Don Renzo non è solamente l'autore dell'inventario che il volume contiene, e delle illustrazioni storiche di cui s'arricchisce, in quello come in queste associato alla dottoressa Laura Bandini, già sua preziosa collaboratrice nell'ultima opera a cui s'è alluso poche righe più su; ma è lui stesso l'autore, si può dire, dello stesso archivio ch'è oggetto dell'inventario. Descrive il libro migliaia e migliaia di documenti d'una storia molte volte secolare, e insieme, senza parere, descrive così tra le righe, chi vi sappia leggere, l'assidua fatica di colui che ha dato ordine e forma alla raccolta di quelle carte.
L'archivio del capitolo della cattedrale, così come l'archivio storico diocesano di Prato, è opera sua. Chi pensasse di ritornare sulle sue pagine, dal di fuori, trascegliendone magari e ripetendone poche parole da cui fosse colpito, otterrebbe soltanto di sciupare qualcosa. Solo un parola di tutto il libro si vuole qui presentare: accompagna discretamente il titolo, in disparte, seguita da un numero d'ordine, da un « 1 »; è un titolo anch'essa, della collezione che questo volume apre: «Inventari».
Presentare col suo nome questa collezione vuol dire, per chi scrive, richiamare alla memoria un ricordo recente, che forse può meritare d'esser fissato sulla carta, di non esser lasciato cadere.
Mancavano pochi giorni o settimane alla fine dell'anno 1981, quando il presidente del Rotary di Prato, Silvano Bambagioni, disegnò d'inaugurare l'anno nuovo con una riunione sociale di particolare impegno, che avesse per oggetto le biblioteche e gli archivi pratesi. Un oggetto che così alla prima può far correre il pensiero a una cosa sola, a quella cosa unica al mondo nel suo genere che è l'archivio di Francesco di Marco: tutto il resto può non dire molto né ai pratesi in genere, spesso inclini a riporre nella prosperità dei commerci il solo titolo d'onore della propria città, né agli studiosi di fuori, spesso abbagliati dai vicini splendori dei tesori eruditi offerti in tanto maggior copia da Firenze. Un oggetto che appunto per questo può meritare d'esser fatto conoscere meglio e, se meglio conosciuto, può dare qualche sorpresa.
Così, la sera del primo martedì di gennaio del 1982, i rotariani di Prato ascoltarono una serie di relazioni su biblioteche e archivi, manifestando un caloroso interesse che corrispose in pieno alle speranze del loro presidente.
Le ricchezze delle maggiori biblioteche di Prato furono presentate dai rispettivi loro responsabili: dal rettore del Cicognini, Antonino Pistone, per la biblioteca del Collegio; per la Comunale e Lazzeriniana, dal coordinatore bibliografico Giuseppe Nuti; per la Roncioniana, dal direttore Mario Bonacchi e dal presidente del consiglio dei seniori Mario Bernocchi; dalla madre Maria Cecilia Vannucchi per la biblioteca del Conservatorio di San Niccolò; per quella del Seminario, dal direttore Tommaso Carlesi. La rassegna così articolata offrì più volte motivi di curiosità e più ancora di compiacimento, ora per le notizie di fondi preziosi e pochissimo noti (libri e opuscoli d'ogni secolo, ma anche vecchie e rare diapositive, ma anche raccolte di periodici, ma anche antichi carteggi mercantili), ora piuttosto per le informazioni di prima mano sulla vita quotidiana delle biblioteche, su quel che si viene facendo per avvicinarle nel modo migliore al loro pubblico.
Degli archivi ecclesiastici parlò Renzo Fantappiè, testimone qualificato sia delle loro antiche origini sia della loro recente riunione e ricomposizione, coronata per opera sua, neanche due anni prima, dalla loro apertura al pubblico nella degna sede del palazzo del vescovo.
Il dibattito che seguì a queste esposizioni ragionate, e a qualche riflessione d'insieme più o meno paradossale buttata là da chi scrive, si può dire che portasse a una conclusione positiva: a mostrare con quanto interesse sarebbe stata accolta, fra i pratesi amanti della propria città, ogni iniziativa che contribuisse a far conoscere meglio il patrimonio d'erudizione di cui le istituzioni culturali di Prato dispongono.
Ne trasse per suo conto una conclusione pratica il consiglio della Società pratese di storia patria, riunendosi l'ultimo venerdì di quello stesso mese di gennaio del 1982 e continuando la discussione sopra un argomento che non poteva non stargli a cuore. A cinquantanni esatti da quando Renato Piattoli cominciò col volume di Prato la Guida storica e bibliografica nell'Archivio storico pratese la prima puntata del suo inventario dell'archivio antico del Comune, parve buona cosa avviare una nuova collezione d'inventari, aperta ai beni culturali
in genere di Prato e del suo territorio.
Quest'anno 1984 vede la stampa dei primi due volumi, dovuti l'uno a Renzo e l'altro a Carlo Fantappiè. Altri sono in lavorazione. La Società pratese di storia patria è tutta presa, di questi tempi, dalla foga di nuovi programmi e non si può soffermare più che tanto a considerare il già fatto.
Un ringraziamento affettuoso ai due fratelli suoi consiglieri che hanno aperto la strada; e poi via, verso le nuove mete.

Novembre 1984

Pietro Fiorelli



Si chiama in generale Capitolo (Capitulum canonicorum) un collegio di sacerdoti, istituito in una chiesa perché sia reso più solenne il culto e siano adempiute altre mansioni d'ordine spirituale. Il Capitolo istituito in una chiesa dov'è la cattedra del vescovo, si chiama cattedrale (Capitulum canonicorum cathedrale). Questo ha specialmente carattere di senato e consiglio (senatus et consilium) del vescovo, per coadiuvarlo nell'esercizio della sua potestà giurisdizionale; e, nel caso di vacanza della sede vescovile, ha compiti anche diretti pel governo interinale della diocesi.
Gli uffici capitolari si distinguono in dignità e canonicati. Le denominazioni delle dignità nel Capitolo cattedrale di Prato sono: primicerio, arciprete, arcidiacono, teologo e penitenziere. I sacerdoti investiti di uffici minori, i cappellani (detti in passato anche mansionari, sostituti o porzionari), non fanno parte, propriamente, del Capitolo: né ne fan parte i cosiddetti canonici onorari che, pur sedendo in coro e vestendo le insegne canonicali, non ricevono emolumenti e non hanno «vox in capitulo». In seguito alle leggi eversive dello Stato italiano del 1867 (art. 6 legge 15 agosto 1867, n. 3848) il numero dei canonici, comprese le dignità, anche per il Capitolo cattedrale di Prato, fu ridotto a 12; e a 6 le cappellanie o benefici corali minori.
I canonici, preso possesso dell'ufficio e del relativo beneficio, acquistano, oltre alle insegne e ai privilegi secondo il grado, il diritto allo stallo in coro, il diritto a percepire i frutti della prebenda e il diritto al voto nelle riunioni capitolari. Se siano invitati, debbono assistere il vescovo nella celebrazione delle messe solenni e nelle altre funzioni pontificali sia in città che nel suburbio; adempiere le altre funzioni prescritte dalle leggi liturgiche; accompagnare il vescovo, secondo le norme del Caeremoniale episcoporum, allorché egli si reca alla chiesa cattedrale e quando ne esce.
Le dignità, i canonici e i cappellani sono tenuti quotidianamente alla recitazione del divino ufficio in coro, alla partecipazione alla messa conventuale e, all'occorrenza, alla celebrazione degli anniversari stabiliti dai pii disponenti.
Il Capitolo è persona giuridica e, come tale, ha il «ius acquirendi, retinendi et administrandi bona temporalia». Il suo patrimonio è amministrato dall'assemblea generale delle dignità, dei canonici e dei cappellani, ossia dal Capitolo Massa; la rappresentanza legale e l'amministrazione ordinaria viene esercitata da due canonici commissari, eletti annualmente dal Capitolo Massa, secondo una lunga tradizione, il 13 dicembre, giorno di santa Lucia.
Il patrimonio delle eredità Bizzochi, Leonetti, Benamati, Barilozzi, Calvi, Roncioni, Casotti, è invece amministrato dal Capitolo delle dignità e dei canonici, mediante un canonico depositario che ne è inoltre legale rappresentante.
Il camarlingo e lo scrivano, scelti anche di fra i cappellani, sono incaricati, il primo della custodia e dell'amministrazione del contante e delle rendite a generi; il secondo, delle registrazioni contabili. Altri uffici sono: il custode della cappella del sacro Cingolo e l'archivista, riservati ai canonici; il sacrista, il corista, il puntatore.
Fino alla sua soppressione, accaduta nel 1784, l'Opera del sacro Cingolo provvide « al mantenimento totale della fabbrica della chiesa cattedrale, del campanile e campane», e il Capitolo «all'esercizio del culto»; da allora, tanto l'officiatura quanto la manutenzione e i restauri della cattedrale ed annessi spettano al Capitolo.
L'esistenza di un collegio di sacerdoti e chierici, iscritti nel registro o matricola (cánones donde canonici) della chiesa o pieve o propositura di S. Stefano di Prato, è documentata nella prima metà dell'XI secolo: «... clerici et canonici, qui ibidem modo et ordine canonico ordinati fuerint ...». Come fratelli che pregavano Dio in comune, notte e giorno, ed insieme servivano al culto della chiesa, i canonici formavano un corpo organizzato - la «canonica» o «capitulum» come tutt'oggi si designa - soggetto ad una regola. Per attendere nel miglior modo all'ufficio divino erano obbligati alla vita comune: vivendo essi insieme, più facile diveniva il convocarli per gli uffici del coro anche di notte: bastava una campanella. La regola disponeva che tutti i canonici dovessero abitare in un chiostro; richiedeva un dormitorio ed un refettorio, affinché potessero dormire e mangiare in comunità.
Il numero dei canonici dipendeva dai redditi della chiesa: più membri comprendeva il Capitolo e più la dignità del culto se ne avvantaggiava. Il capo dei canonici, unico e monarchico, si fregiava del titolo di proposto.
Nel 1278, l'organico del Capitolo della propositura di Prato, oltre che dal proposto, era composto da 6 canonici, da 2 cappellani e 2 mansionari. Nel 1419, i canonici erano 6 e i cappellani 14, oltre il proposto; nel 1475, i canonici (compreso il proposto) erano 13, i cappellani 27. Sul cadere del XV secolo, i preti addetti al servizio della propositura e collegiata di Prato erano complessivamente 45. Le costituzioni del 1532 prevedevano un proposto, due dignità, 16 canonici e un numero aperto di cappellani. Nel 1591, prestavano servizio nel «duomo» di Prato, sotto la guida del proposto, 18 fra dignità e canonici, 18 cappellani e 6 commessi. Nel 1726, il Capitolo era costituito da 5 dignità, 20 canonici titolari, 3 canonici coadiutori e 27 cappellani.
Quando, nel 1653, Prato ebbe finalmente una propria cattedra vescovile, su cui si assise il vescovo di Pistoia come titolare di entrambe le sedi, mentre cessò l'autorità e la dignità di proposto, il Capitolo dei canonici divenne cattedrale e conseguì anche il titolo d'alta distinzione di insigne e il grado onorifico di reverendissimo. La propositura di Prato, che da sempre aveva aspirato all'autonomia ecclesiastica dal vescovo di Pistoia, era stata dichiarata nullius dioecesis dal papa Pio II il 3 settembre 1460.
In seguito alla promulgazione del nuovo codice di diritto canonico, avvenuta il 25 gennaio 1983, il Capitolo cattedrale mantiene soltanto mansioni di carattere prevalentemente liturgico.
Le più importanti funzioni attribuite in precedenza al Capitolo cattedrale sono state assunte dal collegio dei consultori.



Le vicende dell'archivio del Capitolo della cattedrale di Prato1 sono contrassegnate da una lunga sequenza di negligenze, di noncuranze, di buoni propositi e di pacifiche depredazioni. Le negligenze e le buone intenzioni sono state la prerogativa dei canonici della pieve e propositura, poi, dal 1653, cattedrale di S. Stefano di Prato2; le depredazioni, che depauperarono e umiliarono l'archivio, l'appannaggio dei Medici, che si può dire tenessero infeudata alla propria famiglia la dignità di proposto di Prato e che considerarono a sé spettanti i redditi e i beni che di diritto erano del Capitolo dei canonici3. Solo nel 1825, dopo oltre nove secoli di storia e una serie di appuntamenti mancati, i canonici di Prato costruirono la prima sede del loro archivio: «Prima di questo tempo il Capitolo pratese era mancante d'archivio. I libri, le pergamene, i documenti stavano ammassati in un buio e piccolo stanzino in fondo d'un andito, esposti alla muffa e alle tignole»4.
Formata da due stanze, murate con la spesa di 800 scudi sopra le sagrestie del Duomo, la sede durò più di un secolo. Dopo essere stata ridotta ad una sola stanza, sommessamente scomparve di nuovo ai nostri giorni5 e il materiale archivistico impietosamente fu ammassato al secondo piano della torre che rafforzava la cortina delle antiche mura urbane prospicienti verso l'attuale piazza Filippo Lippi.
La sfortunata faccenda dell'archivio sarebbe stata tuttora in quiescenza - lo scarso entusiasmo per i documenti non è solo del passato -, se nel frattempo non fosse stata provvidamente costituita l'Opera del Duomo6, che ha la cura e la valorizzazione del complesso monumentale della cattedrale, così insigne per la storia e per i tesori d'arte, come propria ragion d'essere. L'Opera dedicò pronta attenzione alla tutela del patrimonio archivistico. Nel giugno 1977 incaricò i compilatori del presente inventario dello studio e dell'ordinamento dell'archivio del Capitolo della cattedrale. I canonici rilasciarono in uso all'archivio alcuni locali dell'antica propositura; mons. vescovo e la sua curia provvidero alle spese del restauro7; l'Opera del Duomo e la Cassa di risparmi e depositi di Prato fornirono l'arredamento e le scaffalature metalliche. Il 26 aprile 1980 l'archivio era una realtà. Il cardinale Antonio Samorè, bibliotecario e archivista di Santa Romana Chiesa, presenziò la solenne inaugurazione: una nuova istituzione culturale veniva ad arricchire la città di Prato8.
Nel corso dei lavori di restauro rivide la luce una nicchia con la figura del Cristo nazareno piagato, affrescata sul cadere del XIV secolo9, e fu ricostituito nella saletta d'ingresso dell'archivio il cenotafio del cardinale Antonio du Prat (1463-1535), che fu detto della famiglia Vieri di Prato, innalzato nel XVIII secolo nel transetto di destra della Cattedrale10, ma poi tolto allorché, nel 1867, vi fu trasportato il tabernacolo della Madonna dell'Ulivo dei fratelli da Maiano.
L'archivio ha sede in piazza Filippo Lippi n. 21 ed è dislocato in vasti saloni che corrono lungo la seconda cerchia muraria del castrum di Prato. Accoglie, in aggiunta al materiale documentario del Capitolo della cattedrale e della Cappella musicale del Duomo, la piccola biblioteca dei canonici e le carte del compositore pratese Giovanni Castagnoli (1868-1944), donate all'Opera del Duomo dalla signora Albertina Castagnoli Settesoldi.
La sala di studio, ampia e luminosa, anch'essa addossata alla muraglia del XII secolo, riportata intieramente a faccia vista, prospetta sull'elegantissimo chiostro romanico
e si apre ad una splendida veduta del campanile11.



Le prime testimonianze scritte, relative all'esigenza di una conservazione dei documenti, ritenuti importanti, del Capitolo della pieve e propositura di Prato, risalgono al 1359. A dì 18 agosto, Antonio da Berceto, vicario del proposto Giovanni da Parma, riconsegnò al termine del suo ministero ai canonici di Prato «in custodiam et guardiam ac eciam ad salvandum, custodiendum, manutenendum», fra le altre «res dicte plebis», le chiavi dell'altare del sacro Cingolo e un'ottantina fra privilegi papali e imperiali. I canonici accettarono «predictas res et quamlibet earum fideliter et diligenter custodire, salvare et gubernare ... salvo iure corrupcionis, vetustatis et consumpcionis ipsarum rerum»12.
Le costituzioni canonicali del 1371 statuirono che «libri ecclesie atque tesaurus et paramenta» fossero custoditi «per aliquem fidedignum» e che non si dovessero portare «extra ecclesiam absque licentia domini prepositi vel vicarii»13.
Un breve regesto dorsale di mano quattrocentesca, vergato sulle pergamene, è il ricordo più remoto che possediamo di un ordinamento dato a tutto il materiale diplomatico dell'archivio della propositura. Durante il XV secolo, il testo di alcune pergamene fu anche trascritto su di un «libro» segnato di lettera A; altre carte furono «registrate» su dei sesterni che poi dovevano formare un volume14.
La cura e la buona conservazione delle scritture d'archivio veniva quindi decretata dalle costituzioni capitolari del 1532 con un'apposita rubrica15:
De custodia privilegiorum et scripturarum Capituli. Rubrica XXXVI.
In sacristia dicte plebis vel alibi in loco tuto et honesto archa sive capsa, que facta fuerit prout per Capitulum vel commissarios communi consensu dispositum fuerit, deputabitur et collocabitur, in qua omnia et singula privilegia, insignia, instrumenta, inventaria, iura cainpionis, computorum libri, memorialia et cetere omnes scriptum dicto Capitulo quomodocumque spectantia et pertinentia reponantur, claudantur et conserventur. Que omnia sub fideli custodia diligenter teneantur et ordinate. Habeatque dicta archa clausuram cum duabus clavibus fabricatam et claudentem: quarum clavium unam commissarius antiquior semper tenebit, alteram vero camerarius dicti Capituli conservabit. In qua archa reponatur et custodiatur parvula quedam capsecta, in qua bursa commissariorum quolibet anno extrahendorum et conservabitur. Maiorem vero archam talem esse providemus, ut camerario et scribe ad reponendum et conservandum ceram, pecunias, computorum et rationum suarum libros et omnia alia ad eorum officium spectantia servire possit et valeat, donec alias per Capitulum provisum et ordinatum extiterit.
L'«archa sive capsa» o, come l'appellano altri testi, il «verrochum maligni armarii»16, costruito o ricavato, in ottemperanza al dettato delle costituzioni, in un armadio della sagrestia maggiore, accolse soltanto la documentazione più recente e quella necessaria allo svolgimento degli affari correnti; il materiale più antico invece sopravvisse disperso qua e là, quando non finì col deteriorarsi o coll'andar perduto. Nel 1593, i canonici deliberarono di creare «un archivietto o vero scrittoio, sotto l'organo, dove è la prigione vechia», per radunarvi «tutte le scritture d'ogni sorte spettanti et appartenenti al Capitolo»17:
Addi 26 ottobre 1593.
Congregato l'universo Capitolo de' rev.di signori canonici et cappellani della collegiata di S. Stefano a suono di campana, servatis servandis, in sagrestia ... Doppo le qual tutte cose, dal detto signor vicario fu mandato a memoria et ricordata la deliberazione fra di loro fatta il dì 23 d'ottobre presente, in altra loro congregazione fatta servatis servandis etc. nel detto luogo, in abssentia di me cancelliere non vocato, come si deliberò farsi un archivietto o vero scrittoio sotto l'organo dove è la prigione vechia per doversi transportare tutte le scritture d'ogni sorte spettanti et appartenenti al detto Capitolo, et che, per ciò meglio ordinare, s'erano eletti messer Ridolfo Landi, messer Piero Spighi canonici et ser Francesco Baccellini et ser Niccolao Vai cappellani, a' quali s'era dato loro autorità d'ordinare et far assettare detta stanzetta per detto archivietto o scrittoio et cerchiare et invenire tutte le scritture d'ogni sorte aspettanti al detto Capitolo, sì di benefitii come d'altro, per seguirne quel ordine et farne quel assetto che ordinerà detto Capitolo, delle qual cose non ne essendo fatta nota o memoria se non per il camerario nuovo, conmessono a me notaio doverne assettarsi qui nel presente libro, sì come ò fatto questa denotazione et tutto in ogni miglioramento; et di tutto questo deva seguir l'effetto ogni volta et quando ci sia il placet de l'ill.mo e rev.mo cardinale di Firenze et proposto di Prato et non altrimenti.
La deliberazione presa dai canonici, tuttavia, non si tradusse nei fatti. Alcune carte continuarono ad essere custodite «nell'archivio del Capitolo in sagrestia maggiore»18; altre, che vagabondavano «nella camera vicina alla squola de' cherici» o nei vari ripostigli, passarono «nella nuova cancelleria et archivio nuovamente fabbricato, d'ordine di Sua Signoria ill.ma e rev.ma [il cardinale Carlo de' Medici], nel palazzo della prepositura» insieme con «frammenti di scritture vecchie e libracci antichi» e con «cinque sacchetti di contratti et altre scritture, tutti di cartapecora»19; nello scrittoio del camarlingo furono accolti quasi esclusivamente i campioni e i giornali in uso o di più recente stesura.
Il passaggio delle pergamene e del materiale più antico al nuovo archivio della cancelleria della curia del proposto, accaduto nel 1620, cagionò il più grave smembramento dell'archivio capitolare, lo ridusse allo stremo delle forze e ne comportò le successive trasmigrazioni a Firenze nell'archivio privato dei Medici e a Prato nell'archivio del Patrimonio ecclesiastico.
Un «inventario e nota de' libbri e scritture», del 1662, ci dà con precisione lo stato di consistenza del materiale restato, con pochi altri pezzi, nell'archivio del Capitolo, dopo il depauperamento succeduto nel 162020.

A dì 16 maggio 1662.
Inventario e nota de' libbri e scritture et altro esistenti nello scritoio del camarlingo del rev.mo Capitolo di Prato, ritrovato appresso il rev.do prete Paolo Giughi stato camarlingo e da esso consegnato al signor Giovanni Miniati moderno camarlingo di esso Capitolo. Prima:
Campione moderno dove sono notati tutti i livellarii, pigionauli, censuarii et altri debitori del Capitolo
Sette altri libri anzi campioni simili, precedenti al sopraddetto
Sette libri di contratti numerati
Sei libri di doti, cioè Benamati, Leonetti, Bizzochi, Turini, Masi e Giugni
Tre specchietti, l'uno copiato dall'altro
Undici giornali, cioè dalla lettera A fino al L
Cinque uscite, cioè A, B, C, D, E
Quattro libri de' debitori e creditori segnati uno A e due B e C
Sei entrate dall'A, B, C, D, E, F
Libri sei vecchi di diverse sorti, cioè entrata e uscita e soccite di Cerreto
Due altri libri di Cerreto Guidi
Un libro di rapporti
Più libri di deliberazioni, cioè n. sei, che uno in mano al cancelliere
Sei libri dell'eredità di Lionardo Giugni, che uno di recevute, gl'altri debitori e creditori e giornali
Un libretto pianta delle decime de' beni del Capitolo
Calamaio e spolveralo d'ottone
Due sigilli di santo Stefano, che uno piccolo e uno grande
Più libbri scritti o altre scritture antiche
Tre libbri nuovi in carta bianca.
La confusione che regnava nell'archivio del Capitolo è lamentata in una «congregazione» delle dignità e dei canonici del 16 aprile 171521
...di poi ordinorno che si separassero tutte le scritture spettanti al loro Capitolo, che si trovano confuse con quelle della Massa, et acciò che, fatta detta separazione, non si perdino ma restino custodite, elessero per custode delle medesime il signor canonico Girolamo Mannucci, al quale s'aspetti, siccome agli altri custodi
che saranno eletti per l'avvenire, fare diligente inventario delle dette scritture...
Nel clima di «fervore archivistico» suscitato dalla costituzione Maxima vigilantia, emanata il 14 giugno 1727 dal papa Benedetto XIII, con la quale si prescrivevano una serie di norme relative all'erezione degli archivi ecclesiastici in Italia, alla compilazione degli inventari, all'accesso e all'ispezione dei locali, all'elezione dell'archivista22, nacque il primo «inventario di libri, scritture e mobili attenenti ai rev.mi signori dignità e canonici della cattedrale di Prato e alle cinque eredità amministrate dai medesimi»23. Fu redatto dal canonico Ignazio Guizzelmi, che era stato eletto «custode delle scritture attenenti ai signori dignità e canonici in luogo del signor canonico conte Casotti, pievano dellTmpruneta», fino dal 22 marzo 1727, e quindi confermato nella carica nella «congregazione» del 29 ottobre24:
... Infine, dovendosi eleggere, a forma d'una bolla ultimamente emanata dalla santità di nostro signore papa Benedetto XIII, l'archivista di questo Capitolo, perciò essendo, avanti l'emanazione di detta bolla, in tal carica il signor canonico Ignazio Guizzelmi, quello per archivista confermarono et quatenus in quest'oggi quello per tale nuovamente elessero et eleggono con obbligo d'andare alla conferma ogn'anno a tenore di detta bolla, e le spese che occorreranno per fare tutto quello che viene ordinato da nostro signore per porre in ordine il detto archivio commessero cavarsi prò rata dall'eredità per le quali vien fatto l'inventario delle scritture, commettendo al detto signor Guizzelmi che faccia tutto quello che ordina nostro signore in detta bolla, per voti favorevoli 12, contrari 1: esso non rese.
Dopo questo primo parziale tentativo d'inventario25, passarono ancora vent'anni prima si giungesse ad un riordinamento vero e proprio di tutto l'archivio capitolare. Intanto, mentre le carte giacevano «in una deplorabile confusione e cattivissimo stato, per essere molte di esse lacere e in gran parte mancanti» e «molti documenti» erano «sparsi in più luoghi ed in parte appresso di particolari persone»26, i canonici quistionavano scrupolosamente fra di loro su chi dovesse tener «le chiavi dell'archivio segreto o sia armadio delle scritture del Capitolo»27:
Determinazione a chi deva tener le chiavi dell'armadio delle scritture del Capitolo a tenore della bolla di Benedetto XIII sopra l'erezione degli archivi.
Essendo stata promulgata nell'anno 1727 una bolla di Benedetto XIII sommo pontefice intitolata De archiviti in Italia erigendis e che comincia Maxima vigilantia in cui fra F altre cose si determina che l'archivio abbia due toppe e due chiavi diverse e queste devino ritenersi una del canonico anziano, l'altra dell'archivista:
ed essendo stato solito avanti detta promulgazione che i canonici commissari ritenessero la chiave dell'archivio segreto, o sia armadio delle scritture, la quale era doppia con una sol toppa, promulgata che fu detta bolla furono subito a tenore di essa fatte due toppe e due chiavi diverse; fermo stante quanto sopra, nacque il dubbio se si poteva dire che si adempisse il disposto delbistessa bolla col permettere che dette due chiavi diverse si ritenessero dai signori commissari una per ciascheduno, ordinandosi in quella che una ne ritenga il canonico anziano. Furono interrogati per la resoluzione di detto dubbio gii rev.mi signori vicario generale canonico e cavaliere Domenico Antonio Leonetti e vicario sostituto canonico Cammillo Maria Meucci; et avendo eglino esaminato il contesto della mentovata bolla, giudicarono che le dette chiavi potessero come sopra ritenersi dai signori commissari prò tempore una per ciascheduno; mentre dove si parla dal sommo pontefice del canonico anziano, si suppone che vi sia la consuetudine che egli ne ritenga una, che però nel caso nostro non ci essendo mai stata per l avanti tal consuetudine che ritenga una chiave il canonico anziano, ma bensì i signori commissari, come sopra, quindi è che parve loro che si dovesse seguitare tal consuetudine e che questa non si opponesse alla costituzione suddetta, anzi si potesse dir conforme per quelle parole che si leggono nel Capitolo XII di detta bolla Ubi vero, tanto più che in pratica riesciva malagevole ai ministri del Capitolo il dover cercare del canonico anziano ogni volta venisse il caso di dover vedere qualche scrittura, il che spessissimo occorre, poiché il più delle volte succede che il canonico anziano o è giubbilato o indisposto per la sua età o impotente.
Io prete Domenico Magni camarlingo del rev.mo Capitolo ho registrato tutto questo fatto di ordine e commissione dei sopraddetti rev.mi signori vicario generale e vicario sostituto, affine che non naschino sopra di ciò difficoltà in avvenire.
Questi cavillosi quanto inutili dibattimenti capitolari non distolsero il giovane e valente canonico Domenico Gaetano Novellucci, poi vescovo di Colle di Valdelsa28, dall'assumersi in proprio «il peso e la briga di dare un miglior ordine» a tutto l'archivio, e di compilare, nel 1747, il notevole «inventario di tutte le scritture che si conservano nell'archivio del rev.mo Capitolo della chiesa cattedrale di Prato e sua massa capitolare, divise in classi come dalla dimostrazione espressa nella seguente pagina si riconosce, compilato da un canonico della cattedrale medesima in congiuntura della riordinazione da esso fatta dell'istesse scritture l'anno 174729.
La «riordinazione» o «revisione», operata dal paziente e diligente ecclesiastico, «fu praticata non solo ai fogli volanti (che riunì «in tre classi di giustificazioni, di atti e di lettere») ed alle cartapecore, ma ancora ai libri di qualunque specie... così, fatti prima rilegare e ridurre in una forma più sicura quelli ne abbisognavano, estrattone il di loro contenuto e questo accemiato nella intitolazione, furono, sorte per sorte, registrati nel nominato inventario».Persona discretissima - si professava «meno illuminato di qualunque altro» dei suoi confratelli canonici -, il dotto futuro vescovo di Colle lasciò un ricordo anonimo in cui spiegò il sistema tenuto nella «riordinazione»; ricordo interessante sotto molteplici aspetti, che abbiamo creduto opportuno di riprodurre integralmente30:
A dì primo di novembre 1748.
Si fa memoria, come essendo occorso nel mese di maggio dell'anno 1747 di dare l'opportuna consegna ai nuovi commissari delle scritture dell'archivio nostro segreto, fu veduto esser queste in una deplorabile confusione e cattivissimo stato, per essere molte di esse lacere ed in gran parte mancanti; al qual considerabile pregiudizio volendosi porre un qualche rimedio fu prenduto a farsi una separazione di tutti quei fogli volanti e pensato di dividergli in tre classi: di giustificazioni, di atti e di lettere, e farne di questi tre filze separate, ciascuna di esse corredandola di un copioso inventario e di una breve prefazione, perché a ciascuno ben presto costasse il regolamento tenuto nella loro formazione; quale tener si dovesse ancora in futuro fino a che il maggior numero de' negozi non faccia mutar sistema prendendone uno insiememente più utile e più facile. Fu ancora rivista ciascuna cartapecora, quali poi ordinate secondo la serie degl'anni, furono involte in carta bianca tutte numerate e sopra postovi succintamente il di loro sunto, quale poi più disteso, colFistesso riscontro de' numeri fu descritto in un nuovo generale inventario di tutte le scritture che si conservano in questo archivio. E siccome una simil revisione fu praticata non solo ai fogli volanti ed alle cartapecore, ma ancora ai libri di qualunque specie, benché sul principio tale non fosse l'idea, facendo questo per dar nel genio a chi mostrò di gradirlo, così fatti prima rilegare e ridurre in una forma più sicura quelli ne abbisognavano, estrattone il di loro contenuto e questo accennato nella intitolazione, furono, sorte per sorte, registrati nel nominato inventario. Come che poi cosa facile si è l'aggiungere cose nuove alle scoperte e prender sempre migliori consensi, stimasi proprio l'avvertire chiunque leggerà la presente ricordanza, acciò non si maravigli se nelle filze di giustificazioni specialmente non troverà osservato con esattezza il computo degl'anni, ma particolarmente nella seconda vedrà cose che totalmente nella prima dovevano porsi, perché questo è derivato in parte dall'essersi trovati molti documenti, in congiuntura di riordinare gl'altri libbri, sparsi in più luoghi ed in parte per esser molti appresso di particolari persone che gl'ànno cortesemente favoriti e molti ancora per esser stato procurato di averne copia, vedendo poter una volta bisognare, dopo che quella era terminata, onde ancora in progresso è stato necessario di tener piuttosto bordine del tempo che pervenuti sono in mano de' ministri che quello che effettivamente riguardano. Fu pensato ancora di introdurre i registri de' battezzati, stato dell'anime, de' confermati, de' matrimoni e de' morti, non solo per provvedere al pubblico vantaggio della comune nostra patria ma ancora al particolare interesse di questo Capitolo, come l'esperienza ha sovente fatto conoscere, ma il reflesso principale si è avuto per obbedire agl'ordini pontifici ed in specie a quegli di Benedetto XIII di gloriosa e santa memoria, espressi nella sua bolla Maxima vigilantia emanata Panno 1727, circa l'erezione degl'archivi ecclesiastici.
Chiunque si è prenduto il peso e la briga di dare un tal qual miglior ordine a questo nostro, non ha avuto giammai pensiero di tacciare il sistema fin qui tenuto, professandosi meno illuminato di qualunque altro di questo corpo a cui immeritatamente ha l'onore di essere ascritto, ma solo ebbe in mira il rendere più facile a' ministri il trovale il necessario, il procurare il decoro maggiore di questa chiesa e finalmente provvedere al pregiudizio che ne ridonda dalla confusione e mancanza de' più neccessari documenti con i quali solamente uno può difendersi dalle vessazioni e dalle liti; procurando quello che le più antiche e più culte nazioni hanno in ogni tempo voluto ed ordinato con ogni rigore e diligentemente praticato, mentre senza la conservazione delle memorie nulla avrebbe la Repubblica di certo nella storia, e tutto sarebbe in una lagrimevole incertezza.
Gradischino dunque i presenti questo riscontro d'attenzione che volentieri si è voluto dimostrare a questa chiesa, lo gradischino ancora i futuri trovandolo in qualche forma al pubblico o privato interesse corrispondente e, con la maggior cognizione di cui gl'avrà dotati la Provvidenza, non voglino baldanzosamente sfatare il poco che siasi a questo cooperato, ma piuttostousando compatimento si degnino di rimediare al mal fatto e produrre un bene maggiore ed un maggiore decoro.
Le attenzioni e le cure che il canonico Novellucci aveva dedicato all'archivio, non furono condivise dagli altri canonici. I quali discutevano, facevano progettie perfino deliberavano di reperire e di costruire una sede per l'archivio, ma senza approdare a nulla. Fra il 1757 e il 1758, in seguito alle «relazioni e dimostrazioni fatte fare dai signori decano Pier Antonio Migliorati e canonico Stefano Buonamici circa le diverse maniere di fare il comodo per gli archivi rispettivi dell'eredità amministrate dal Capitolo», dopo aver sentito «l'oracolo di Sua Signoria ill.ma [il vescovo]», le dignità e i canonici, la parte più eletta del Capitolo, «si determinarono, a motivo particolarmente della necessità dell'archivio, di cedere la stanza contigua alla sagrestia a pigione per tale uso alle dette eredità per il prezzo di scudi otto l'anno... e commessero in seguito agli rev.mi signori deputati di procedere sollecitamente all'ordinazione delli banchi con sue cassette nel luogo dei tavolini». La decisione, rinnovata anche nel 1760, rimase sulla carta31.
Infatti, allorché il canonico Giovan Battista Migliorati, in qualità di depositario delle eredità Benamati, Bizzochi e Leonetti, riconsegnò «in una zana, sigillati», «tutti i libbri e scritture attenenti a detta eredità», poiché «non vi era luogo dove riporgli», i canonici «commessero a viva voce al rev.mo signore arcidiacono Giulio Bizzochi che conservi e custodisca appresso di sé i detti libbri e documenti fino a tanto che non venga ordinato a chi egli debba consegnare i medesimi»32. L'anno dopo, i canonici «riflettendo che conveniva per ogni buon fine ed effetto prendere qualche provvedimento circa la conservazione di detti libbri e scritture... deliberarono legarsi e sigillarsi col sigillo del loro Capitolo i suddetti libbri e scritture... e conforme fu fatto in n. 5 mazzi o siano plichi... e così legati e sigillati riporsi e ritenersi nell'armadio esistente sopra il banco della loro sagrestia maggiore»33.
Il locale per la conservazione dei fondi delle eredità, amministrate dal Capitolo delle dignità e dei canonici, non era il solo a mancare; neppure l'archivio «segreto» della massa del Capitolo possedeva una sede.
Nella riunione del 15 maggio 1758, il canonico Lazzero Palli manifestò ai suoi colleghi «le premure che faceva l'ill.mo e rev.mo mons. vescovo per la costruzione del nuovo archivio»; il 31 luglio seguente nell'assemblea capitolare «furono lette due relazioni di maestro Stefano di Rigo, riguardanti la spesa per il nuovo archivio»34: ma, allenati come erano i canonici a deliberare i soliti «dilata», i rinvii cioè, insieme con le discussioni finivano anche i progetti.
Si ritornò a parlare della sede per l'archivio nel 1790. A' 24 marzo, «essendo stata progettata la costruzione per il nuovo scrittoio, per l'archivio e altre stanze, furono deputati i rev.mi signori canonico Lorenzo Pellegrini e canonico Pietro Novellucci e il rev.do signore Romualdo Carmagnini e Giovacchino Vincenzio Grazzini, i quali unitamente ai signori canonici commissari prendino in considerazione il posto ove costruire le suddette stanze con un perito ingegniere e riferischino la spesa che sarà necessaria per averne di poi l'approvazione». A' primi di giugno, nell'assemblea generale del Capitolo35,
fu dal rev.mo signore canonico Lorenzo Pellegrini, uno degli attuali signori commissari, fatto vedere ai signori adunati il disegno della nuova fabbrica da farsi per comodo dello scrittoio ed altro a forma etc., e che ogniuno dicesse sopra di ciò il suo sentimento; e fatti tra loro più e diversi discorsi concernenti il detto lavoro, deliberando deliberarono, approvarono il disegno proposto dal detto rev.mo signore canonico Lorenzo Pellegrini, uno dei signori commissari, e di consenso dei signori deputati ordinarono che fosse eseguito il detto disegno e che il lavoro fosse fatto con tutto il risparmio possibile e con tutta la proprietà e comodo decente per il servizio del loro rev.mo Capitolo.
Anche stavolta sembra che il diavolo vi mettesse la coda, e l'archivio, sfrattato dagli armadi di sagrestia, fu costretto ad albergare in una stanzaccia «incapace di contenere le scritture del Capitolo e amministrazioni riunite», restata nota «per la sua angustia e per la sua umidità e oscurità»36.
Il tempo della conversione anche per i canonici era comunque alle porte. Il 2 agosto 1823 iniziarono infatti i lavori «per la fabbrica del nuovo archivio». Erano stati deliberati, «dopo diverse discussioni» e non senza opposizioni, nell'assemblea della massa del Capitolo del 24 luglio 182337:
... In secondo luogo essendo stato esposto dai signori commissari che la stanza che serve attualmente per uso di archivio rimaneva incapace di contenere le scritture del Capitolo e amministrazioni riunite, e per la sua angustia e per la sua umidità e oscurità e molto più per il pericolo prossimo di rovina della volta della stanza stessa, verificata da una perizia di maestro Domenico Giannantoni del dì 19 del corrente, e di più essendo stato rappresentato che per disposizione delle bolle pontificie si richiedeva di provvedere quanto prima alla mancanza totale di un archivio, doppo diverse discussioni e doppo l'esame d'altra perizia del medesimo maestro Domenico Giannantoni, nella quale si progettava la costruzione di un nuovo archivio, deliberando deliberarono, fu approvata l'esecuzione del progetto e ne furono incaricati gli attuali loro signori commissari, con che l'amministrazione dell'eredità Bartolini concorra proporzionalmente alla spesa necessaria. Il tutto fu approvato con loro legittimo partito di voti favorevoli 17 e contrari 6 non ostante.
La spesa del locale per l'archivio toccò gli 800 scudi; capo maestro muratore fu Domenico Giannantoni; Gaetano Magnolfi costruì gli scaffali e la mobilia d'arredo; Stefano Mazzoni eseguì la «macchiatura e coloritura a cipresso degli scaffali, a olio di lino sul di fuori ed a tempera nel di dentro», e le altre decorazioni; il pittore Matteo Bertini dipinse le quattro armi che tuttora coronano sui quattro lati le scaffalature38.
Il trasloco del materiale archivistico nella nuova sede non dovè comportare dispersioni, ma solo disordine. Nell'assemblea generale del 5 dicembre 1826, canonici e cappellani39,
... sentito il rev.mo signore canonico Luigi Sacchi che verbalmente ha rinunziato all'ufficio d'archivista del Capitolo, considerando che il nostro archivio non è per anche posto in buon ordine, deliberarono di lasciare incaricato il medesimo signore canonico Sacchi, non ostante la sua renunzia come sopra, a redigere in buon ordine l'archivio medesimo ed a valersi per detto incarico del rev.mo signore canonico Ferdinando Baldanzi, che altra volta dal Capitolo gli fu dato in aiuto, benché senza deliberazione.
Nel 1850, la situazione di disordine nell'archivio si era ulteriormente aggravata, tanto che il canonico Gaetano Benassai, archivista del Capitolo, «avendo considerato che sarebbe conveniente rendere in miglior forma il loro archivio, se venisse redatto un repertorio regolare dei libri, memorie ed altri documenti che vi esistono o che possono meritare di essere conservati», propose a tutto il collegio capitolare «che si compiacessero delegare una deputazione onde ne conosca il bisogno ed esamini il modo di dirigere l'operazione». La proposta, come era prevedibile, non fu accolta; i capitolari, per salvare almeno la faccia, si riservarono «di prendere in seguito quei temperamenti che saranno creduti i più opportuni»: conformemente alla prassi plurisecolare seguita dai canonici, i «temperamenti» tardarono a venire40.
Le vicissitudini per le quali era passato l'archivio e lo stato di disordine in cui era caduto richiedevano con urgenza un'opera di ripristino e la redazione di un inventario. All'una e all'altra fatica volse le proprie cure il canonico Luigi Fontanelli, che finalmente riuscì a dare all'archivio un qualche ordinamento e a compilare un inventario sommario che tuttavia corre sotto il suo nome41. La sistemazione allora data all'archivio rispettò, in linea di massima, l'ordine assegnato ai documenti dagli inventari del 1727 e del 1747.
Nel 1903, una commissione incaricata del «riordinamento» dell'archivio, «divenuto necessario per impulso di una circolare governativa diretta ai commissari» del Capitolo, si accinse per l'ultima volta a redigere una nuova inventariazione che non poté condurre in porto: a tanto fino ad oggi nessuno fu capace42.
Abbozzò, sulla scorta del sommario del canonico Fontanella un «catalogo generale» ossia un elenco di consistenza, del quale il canonico archivista Angelo Bresci s'appropriò la paternità, dandone alle stampe anche un sunto alquanto difettoso43. L'ultimo atto deliberato dai canonici per l'archivio fu, per un malinteso senso di economia, «di ridurre ad onorario l'ufficio d'archivista con una regalia di lire 10» all'anno, «come si costumava in antico»44. Fu così che, dall'inizio del secolo fino ai nostri giorni, l'archivio restò in balia di se stesso.
Prima di chiudere questa lunga vicenda di lacune, di trascuratezze, rischiarate solo di rado da fasi di vitalità, desideriamo riportare un regolamento dell'archivista, steso sullo scadere del XIX secolo45:
Regolamento dell'archivista del rev.mo Capitolo della cattedrale di Prato.
Del soggetto:
art. 1. L'ufficio di archivista deve possibilmente essere esercitato da uno dei rev.mi signori canonici, che verrà eletto dal Capitolo massa; quando poi niuno dei suddetti volesse assumere tale ufficio, potrà essere eletto anche uno dei signori cappellani.
Oneri:
art. 1. L'archivista come gli altri ufficiali del Capitolo anderà soggetto a conferma nel consueto Capitolo generale.
art. 2. E ufficio dell'archivista tenere in buon ordine tutti i documenti o libri di amministrazione che si trovano nell'archivio del rev.mo Capitolo, come pure disporre ed ordinare quelli che via via gli potessero essere consegnati, e continuare i necessari repertori non esclusi quelli delle deliberazioni capitolari cominciati dal signor canonico Fontanelli, partendo dall'epoca in cui i registri furono incominciati fino ai nostri giorni.
art. 3. Dovrà inoltre tenere un repertorio o catalogo generale dove sia notato qualunque documento o libro in detto archivio esistenti, onde al caso di richiesta possa essere reso ostensibile colla massima facilità e sollecitudine.
art. 4. Dovrà ancora procurare che ni uno dei suddetti libri, per quanto sia possibile, venga portato fuori dell'archivio e molto meno delle stanze capitolari; che se occorresse di dover, per giusta ragione, produrre documenti al tribunale o presso lo studio del nostro avvocato, è tenuto a segnare in apposito registro il giorno della consegna e la persona alla quale detto documento fu consegnato e procurarne il ritorno.
art. 5. Occorrendo fare confronti o riscontri è tenuto a trovarsi nell'archivio all'ora convenuta col richiedente.
art. 6. L'ora in cui può esser chiamato in uffizio è dalle 9,30 alle 11 antimeridiane.
art. 7. Ogni qual volta possa occorrere in tal caso, avvisato il corista, questi sarà tenuto a segnargli il coro come se fosse presente.
art. 8. Tutte le volte che dai libri o documenti di detto archivio venga estratto un certificato o copie conformi è tenuto a fare il respettivo confronto ed autentica.
art. 9. Relativamente a quelle piccole spese che potessero occorrere per il buon andamento del predetto archivio potrà intendersela con i commissari.
Diritti: L'emolumento annuo dell'archivista sarà di lire cinquanta.



Le dispersioni, in epoca antica e moderna, che hanno afflitto l'archivio del Capitolo della cattedrale di S. Stefano di Prato sono molteplici. Iniziano, al dire dei documenti superstiti, nel 1318, in occasione di una delle solite discordie giurisdizionali che appunto in quel tempo si erano riaccese fra il vescovo di Pistoia e il proposto di Prato. Una copia autentica, contenente il testo di due privilegi papali del XII secolo, restò presso la corte di giustizia del vescovo di Fiesole, da dove finì nell'archivio della SS. Annunziata di Firenze, oggi conservato nell'Archivio di Stato di Firenze46; alcune lettere e mandati papali insieme con degli istrumenti notarili si
ricercarono in Pistoia presso lo studio del procuratore del proposto e dei canonici di Prato47.
Un manoscritto dell'archivio della Curia vescovile di Prato ci dà la più antica e importante menzione di privilegi e di lettere papali che, unitamente ad alcuni privilegi imperiali, si conservavano, verso la metà del XIV secolo, nell'archivio del Capitolo della propositura di S. Stefano. Vi si legge che nell'agosto del 1359 Antonio da Berceto, vicario del proposto Giovanni da Parma, riconsegnò ai canonici, al termine del suo ufficio, alcuni «privilegia» così specificati48:
In primis XVIII privilegia papalia, bullata plumbea bulla cum cordula sirici in diversis coloribus cuilibet eorum annexa seu appensa
Item, unam litteram executoriam cum bulla plumbea et cordula canapis appensa
Item, quinque privilegia imperi alia sive imperatoris cum sigillis et figuris imperatorum, cum cordulis sirici in diversis coloribus eisdem appensis
Item, quinquaginta tres litteras papales, cum bullis plumbeis et cum cordulis canapis appensis sive annexis.
La ricchezza e la varietà dei documenti dell'archivio dei canonici di Prato era accresciuta da una notevole serie di codici, quasi tutti perduti, descritti da un «inventario di libri e arredi degli antichi proposti pratesi», trascritto di mano di Cesare Guasti da una «pergamena volante» senza indicazione della data e della provenienza49:
Nos habemus duos libros epistolarum Pauli
et duos libros epistolarum canonicarum
et duos libros Cantice canticorum
et unum librum de capitulatione Àmbrosii
et unum Exodum et unum Ysidorum et I Iosue
et I Aurelium Agustini de batismo
et I librum de fide et spe et I prefatium psalterii Ieronimi
et duo paria decretorum et 1 librum de fide et individue sancte Trinitatis
et unum librum omeliarum sancti Agustini et I Dialogum
et I librum pronosticorum et I Ysidorum de tonsura et de gradibus ordinum
et I enkiridion et I librum fidei catholice sancti Anastasii
et I librum sententiarum
et I librum armetice artis
et I librum summe epistolarum Pauli
et librum regule pastoralis Gregorii et librum Tobie
et I librum de preparatiti titulorum et I librum regule versuum
et duos libros psalmorum et I librum regule ecclesiarum
et unum Summum bonum et duos omeliarum libros
et duos passionales et duas biblias50
et I super Matheum, expositio XII prophetarum
et I super Exechielem et I epistolarem
et tres tefenarios de nocte et III de die
et I librum excerti sanctorum patrum et duos psalterios cum ynariis
et I ynarium et III speciales et II seguentiales
et duos collectarios et duas moralias
et I librum epistolarum Ieronimi et duos sennonales
et expositio epistolarum Pauli
et I Apoccalipsim cum Cantica
et unam summam magistri Petri cardinalis
et III rethoricas et abemus sermones Ieronimi Aretini
et unam regulam sancti Agustini et unam retmusicam
et unam regulam claustarium quomodo surgere debeant
et unum testuum IIII°r evangeliorum et unum Alcuinum et unum Broccardum

Diximus de libris. Dicendum est de paramentis.
Habemus: VIII pluviales et VI planetas
et duas dalmaticas et IIIIor tonicellas
et V calices.
Il «tesoro» della propositura di Prato, formato da vesti e vasi liturgici e da codici, era così descritto negli atti della visita pastorale compiuta nel 1383 dal vescovo di Pistoia Andrea Franchi51:
Reverendus in Christo pater dominus, dominus frater Andreas episcopus prefatus dixit se reperisse infrascriptas res in ecclesia, et seu plebe Prati, videlicet:
unam crucem argenti pulcram cum figuris sculpitis
unum testavangelium ligni foderatum argento cum figuris
unum calicem magnum argenti cum smaltis, cum patena
sex alios calices argenti tum magnos et tum parvos cum patenis
unum calicem ramis cum coppa argentea
unum turibulum magnum argenti
duo alia turibula argenti; duo alia turibula ramis52
unum tabernaculum ramis magnum aureatum cum cristallo propter ferre corpus Christi
unum aliud tabernaculum ramis aureatum cum cristallo, panimi, causa Temidi corpus Christi
duas campanellas causa predicta
duo candelabra ramis, que stant super altare maius
unum candelabrum magnum ramis quod stat in choro
unum mortaruolum brongi ad aquam
tres scopolos
duas navicellas ramis
unam lanternaio pro coro
unam lanternam ferri et ossis pro eundo ad comunicandum
duos bacinos octonis
unum par paramentorum ad aurum, videlicet planetam, dalmaticam et tunicellam fultas
unum aliud par paramentorum diaspri albi, videlicet imam planetam, dalmaticam et tunicellam
unum aliud par paramentorum diaspri albi, videlicet planetam, dalmaticam et tunicellam
unum aliud par paramentorum viridum, videlicet planetam, dalmaticam et tunicellam Tultas, stola et manipolo
unum pluviale diaspri cum bigio ad figuras
unum aliud pluviale viride cum liguris per totum
unum aliud pluviale diaspri albi cum Trigio ad figuras
unum aliud pluviale rubeum, in quo est scutum signi domini Ranerii, catasciamiti rubei rasi
duo alia pluvialia catasciamiti rubei rasi
unum pluviale cum frigio cendadi indaci novi
unum aliud pluviale viride virgatum cum virgis rubeis drappi53
unum aliud pluviale gendadi sanguigni veteris
unum dossale *** campi acurli drappi compassati per totum ad aurum, quod dedit uxor Petri Cavalcantis in quo est signum suum, cum tobalia
unum dossale drappi cum campo nigro compassati per totum formis lune ad aurum, cum tobalia
unum aliud dossale baldachini virgati cum certis virgis ad aurum, relictum per fratrem Stefanum, cum tobalia
unum dossale drappi cum campo rubeo, in quo sunt picte per totum frondes vitis, ad aurum, vetus
unum aliud dossale drappi compassati plurium colorimi, relictum per dominam Nicolosam Simonis
duo alia dossalia alba vergata sirici, cum tobaliis
unum aliud dossale cum campo croceo virgatum, datum per dominam Lapam Guiducii Pangni
unum dossale giubbe gialle a spina pesci
unum dossale sirici viridis et rubei laboratum ad altare *
unum dossale vetus ad virgas rubeas et croceas *
duo frigia ricamata ad figuras sanctorum cum tobaliis et fodegis sirici
quattuor alia frigia cum tobaliis et frigiis
unum dossale vetus sigili Comunis Prati *
unum dossale vetus parvuin drappi, cum tobalia *
duo dossalia panni linei contrafacti picti, ad altaria
unum dossale guarnelli nigri veteris ad figuras, ad altare sancte Margarite
unum dossale giubbe vetus cum frigio, ad altare sancti Antonii
unum dossale giubbe cum frigio vetus et una giubba causa tegendi dietimi altare
unum dossale giubbe ad altare Crucifixi: omniia dicta dossalia et frigia sunt cum tobaliis
unam dalmaticam et tunicellam sirici rubei, veteres
unam dalmaticam et tunicellam catasciamiti rubei rasi
unam planetam cum frigio, dalmaticam et tunicellam sirici sanguigni *
unam planetam rubeam cum frigio ad aurum *
unam planetam rubeam cum frigio ad figuras et frondes virides
unam planetam viridem laboratam a foglettas sirici *
unam planetam indicam sirici cum frigio ad figuras *
unam planetam sirici sanguigni cum frigio vetere ad signa regis liberti *
unam planetam sirici indici cum frigio ad aurum ad usum domini Andree per dominam Sandram54 unam planetam soriani nigri cum frigio sirici cum pluribus coloribus *
unam planetam croceam sirici cum frigio laborato ad aurum, foderatam panno croceo *
unam aliam planetam albani brustatam cum frigio ad compassus ad aurum *
unam aliarti planetam drappi ad listras croceas et rubeas, foderatam panno lineo rubeo *
qnattuor camiscios brustatos fultos
unum camiscium brustatum fultum ad usum domini Andree per dominam Sandram
decem camiscios cum sex amictis55
XV tobalias actas ad altaria tum novas et tum veteres
unam tobaliam lineam ad altare cum una virga sirici ad utram testam
VII tobaliuolos ad Crucifixum in uno telo pictos
VI tobaliuolos in uno telo ad Crucifixum pictos
unam tobaliam pro legio
unum pannum pictum ad perbium
quinque petia panni linei picti pro choro
unam corcinam sancii Martini
unum pannum pro legio sirici et unum pannum lineum cum frangia, veterem quattuor tobaliuolos tum magnos et tum parvos
quinquagintaocto asciugatoria tum magna et tum parva
duas tobalias lineas cum virgis sirici
novem tobaliuolos laboratos cum sirico
unum velum laboratum cum sirico in testis
unum velum rubeum laboratum cum virgis sirici, fractum
unum palium parvum sirici rubei laboratum cum virgis ad siricum et ad aurum
unum velum album cum virgis rubeis et viridibus foderatum et capitatum ad aurum
unum tobaliolum ricamatum duas bursas ad corporalia, francisce
unum guanciale diaspri albi
unum aliud burse francisce
VI guancialectos computatis bonis et tristibus, ad altare
unam Bibliam in duobus voluminibus
Moralia sancii Georgii56 in duobus voluminibus
Expositio sancii Augustini super psalterium in duobus voluminibus
Expositio sancii Ambrosii super epistulis sancii Pauli
duo omeliaria per totum annum
unum sermonale per totum annum
Expositio sancii Ieronimi super libro XII profetaruin
Dialogum, non completum, sancii Gregorii
Expositio sancii Gregorii super Eçechiel
Espositiones super Matheum
liber Brucardi Concordie discordantium canonum
unum antifanare antiquum noctumum
tria antifanaria noctuma antiqua
XVI alii libelli modici valoris
tria antifanaria nocturna
unum graduale secundum episcopatum
duo missalia completa
unum epistolare
unum avangelistae
unum missale secundum episcopatum
unum breviale magnum
duo passionalia sanctorum
una banda acurla pro cruce.
Nel 1447 nel corso di un'aspra controversia fra i canonici e il proposto di Prato Niccolò di Neri Milanesi, sfociata in seguito in un processo celebrato, in esecuzione di una bolla del papa Eugenio IV, avanti il vescovo di Pistoia Donato de' Medici, al vecchio proposto vennero insistentemente contestate varie accuse, fra cui l'occultamento di antichi privilegi papali, di codici e di altre scritture, nonché la perdita di una parte del «tesoro» e dei libri «magni valoris» della sagrestia.Il «libellus» prodotto in giudizio dai canonici conteneva anche questi «tituli»57: Duodecimo; Dicunt quod dictus dominus Nicholaus prepositus per annos plures proxime preteritos habuit, tenuit et ocultavit et habet et ocultat multa privilegia apostolica antiqua diete plebis et unum breviarium portarenum et unum salterium pio coro bonum et etiam multas alias scripturas et libros publice scriptos et scriptas manu publici notarii, et prò detemptione et occultatione predictorum multa utilia et emolumenta eis debita amiserunt et cotidie amictunt ipsi canonici. Ex quo petunt predictum episcopum conmissarium cogi dictum prepositum ad exibendum et obstendendum dictis canonicis et deponendum in loco comuni, comodo et tuto, et penes personam ydoneam et fidedingnain, deputandam per dictum prepositum et canonicos, omnia et singula dieta privilegia apostolica et breviarium et salterium et libros et scripturas et etiam constitutiones diete plebis, antiquas et novas, ad hoc maxime ut ipsi canonici possint ea privilegia et libros et scripturas et constitutiones et cum illis comoda et emolumenta multa eis debita consequi.
Vigesimo. Dicunt quod, tempore presentís propositi, pars thesauri et librorum sacrestie dicte plebis magni valoris, culpa dicti prepositi, iverunt male et deperdita sunt. Ex quo petunt predictum episcopum declarari et decerni thesauros et libros sacrestie de cetero debere custodiri per aliquem fidedingnum, eligendum per Capitulum dicte plebis.
Il sacco di Prato del 1512 lasciò tracce di distruzione perfino nel nostro archivio. Infatti i proposti, più d una volta, si rivolsero alla sede apostolica per chiedere la rinnovazione di alcuni più importanti privilegi, dispersi «una cum multis aliis... ex luctuosa expugnatione diete terre, que de anno Domini millesimo quingentésimo decimo secundo contigit»58.
L'incuria dei proposti e dei canonici accrebbe le distruzioni e le dispersioni operate dal sacco. La parte più antica dei fondi archivistici, formati da vari sacchetti di pergamene e da non pochi registri o «libracci» che erano «tenuti alla confusa», fu abbandonata a se stessa59 i topi e l'acqua s'incaricarono, senza eccessivi disturbi, di continuare l'opera di perdizione. Nell'armadio-archivio di sagrestia, come appare da questo atto di consegna di documenti e «inventario de scripture et libri della sacrestia», si custodirono esclusivamente i campioni e i registri per l'amministrazione corrente60:
Die mercoris 15 novembris 1542.
De mandato et voluntate ipsius domini vicarii presentís fuerunt consígnate rev.do domino Francisco de Spicis primocerio presenti et acceptanti et ser Francisco Guizelmi
camerario ditti Capituli claves cuiusdam verrochi mangili armarii in ipso sacrario plebis; in quo quidem verrocho, per inventarium, eisdem fuerunt consigliate infrascripte scripture et libri, videlicet:
uno campione grande paonazzo covertato, segniato I
un altro campione colle coverte rosse, segniato A
un altro campione covertato biancho, segniato F
un altro campione grande covertato nero, segniato D
un altro campione covertato nero, antico, de la Badia, segniato B
un altro campione senza coperte, grande, senza segnio un altro campione colle coperte rosse, vechio, segniato L
un altro campione novo et bello di coverte rosse, segniato A
un libro di contracti di carta pecora con assi e coio paonazzo un libro debitori et creditori segniato A, covertato di carta pecora
un libro di messe di carta pecora, detto graduale, bullettaio, et altro anticho era di San Fabiano
uno antifanario usato iam di San Fabiano, antico
cinque libri di conti covertati di carta pecora
trenta libriccioli lunghy copertati di carta pecora ad uso di giornaletti di conti
una bolla di carta pecora titulata Unionis prioratus santi Fabiani
una sententia di carta pecora grande con la ratificazione per messer Baldo
una bolla in carta pecora di consignia a messer Alexandro Pucci de beni locati a' Pucci
una bolla di carta pecora grande intitolata bolla di messer Baldo
una bolla similiter di consingnia a messer Alexandro Pucci in carta pecora
una bolla di processo del cardinale Aioltis in carta bambagina
un mazzo di scripture lunghe in carta bambagina di numero 15 di varie cose
uno specchietto con sengnio di santo Stefano
uno sigillo del Capitolo, di ottone, col singnio di santo Stefano.
Que scripture et libri fuerunt prefatis a ditto domino vicario consingniatis. Qui quidem ser Franciscus commissarius et ser Franciscus camerarius libentissime inceperunt et promiserunt sub fida custodia tenere et ledere finito et completo eorum offitio ad voluntatem et requisitionem prefati domini vicarii.
Quod inventarium ego Laudadeus feci et fideliter scrissi in presentia prefati domini vicarii et domini Francisci de Spicis et ser Francisci Guizzelmi, anno, die et mense supraditto. Inventario de scripture et libri della sacrestia.
A1l'aprirsi del Seicento un buon numero di privilegi e di lettere papali del XII secolo, tutte o quasi le pergamene sopravvissute e il materiale cartaceo dell'archivio dei canonici si trovavano ancora in sede. Le questioni giurisdizionali, riaperte dal vescovo di Pistoia Alessandro Del Caccia, furono l'inizio di nuove dispersioni che si acuirono poi con la dominazione dei cardinali Carlo e Francesco Maria dei Medici, i quali gelosamente seppero ritenersi in commenda la ricca propositura di Prato.
Durante il lungo episcopato del vescovo Del Caccia (1600- 1649) si riaccesero «i maligni amori». Egli, infatti, «troppo più acremente di quello fosse stato mai praticato dai suoi antecessori, contradiceva ed attraversava la giurisdizione del Proposto»61, così che ne nacque una interminabile controversia: basti dire che il vescovo, «per sostenere la giurisdizione che diceva avere sopra la chiesa di Prato, profuse nella Curia Romana ventisei migliaia di scudi, e gran somme di denaro si consumarono per la difesa dal Capitolo di Prato»62.
Nel litigio i canonici di Prato dovettero rispolverare gli antichi privilegi papali per trovarvi appoggi di fronte alle pretese che, «con ogni calore», avanzava il vescovo di Pistoia. Ma, consegnati ai patrocinatori presso le congregazioni romane dei Riti e del Concilio, sembra che i privilegi non fossero più restituiti ai legittimi destinatari; né risulta che i canonici di Prato si ricordassero di richiederli, paghi come erano dei successi che riportavano
sul vescovo di Pistoia. Quando poi ai nostri, dopo quasi mezzo secolo di discordie, arrise la vittoria e la terra di Prato fu finalmente città e vescovado63, le antiche bolle papali non solo si erano dimenticate, ma forse erano già disperse. A testimoniare della loro sopravvivenza fino a quel tempo, restano alcune copie, tutte di una medesima mano, eseguite, come sembra, di su gli originali nei primi decenni del XVII secolo, ed oggi custodite nell'archivio capitolare di Prato nel quaderno intitolato «Bolle e indulti pontifici»64, e in parte nell'Archivio di Stato di Firenze, Segreteria del Regio Diritto, filza n. 4365.
La costruzione della nuova cancelleria e del relativo archivio della Curia del proposto, voluta nel 1620 dall'«ill.mo e rev.mo signore cardinale padrone» Carlo de' Medici, sanzionò la divisione, già da tempo in atto, fra l'archivio del Capitolo dei canonici e l'archivio della Curia del proposto, e portò con sé come conseguenza il trapasso di «molte scritture» e di tutte o quasi le pergamene dall'«archivio vecchio» dei canonici alla «nuova cancelleria et archivio nuovamente fabbricato, d'ordine di Sua Signoria ill.ma e rev.ma, nel palazzo della prepositura».
La memoria di un tale scompaginamento, che privò l'archivio del Capitolo della parte più pregiata della documentazione, è affidata a questo ricordo66:
A dì 14 d'ottobre 1620. Essendo per lettere dell'ill.mo et rev.mo signore cardinale padrone proposto di Prato, di nessuna diocesi, stato ordinato all'ill.mo e molto rev.do signore Ridolfo Landi, suo vicario generale in detta prepositura, che facesse ridurre tutte le scritture della Banca civile aspettanti alla detta prepositura et altre scritture che già erano nell'archivio vecchio nella nuova cancelleria et archivio nuovamente fabbricato, d'ordine di Sua Signoria ill.ma e rev.ma, nel palazzo della prepositura, fu da me Troilo Bizzochi, cancelliere di detta prepositura, exeguito subito il comandamento di Sua Signoria ill.ma e rev.ma et l'ordine datomi da detto signor vicario, et furono fatte condurre in detta cancelleria et archivio le scritture contenute nell'infrascritto inventario... Similmente fumo messe in detta cancelleria molte scritture che erano serrate in uno scrittoio che è nella camera vicina alla squola de' cherici nel palazzo della prepositura, che per essere frammenti di scritture vecchie e libracci antichi scritti a mano, non si essendo mai havuti in consegnia, né essendo intitolati, e tenuti alla confusa, non se n'è potuto fare inventario, ma si sono messe sopra li scaffali più alti di detta cancelleria.
Similmente vi sono messi cinque sacchetti di contratti et altre scritture, tutti di cartapecora, in forma di cialdoncini o vero cartoccini; e tutto con la presentía e consenso dell'ill.mo molto rev.do signore Ridolfo Landi.
Le peripezie del materiale trasportato nell'arcliivio della Curia del proposto ricominciarono nel 1653, quando, «soppressa la Propositura ed eretta in Cattedrale la chiesa di Prato, per comando del Reale Sovrano della Toscana, trasportate furono a Firenze dall archivio de' proposti di Prato tutte le scritture che lo componevano, avanzi che salvati si erano dalle nemiche mani degli spagnuoli»67. L'iniziativa e l'esecuzione materiale del trafugamento dell'archivio va sicuramente attribuita al cardinale Carlo, figlio del granduca Ferdinando I, che riteneva ancora in commenda il patrimonio della propositura, ridotto a beneficio semplice col titolo di abbazia nella chiesa di S. Maria in Castello.
Il materiale diplomatico e una parte del fondo cartaceo, insieme con le carte riflettenti l'amministrazione dei beni della «Badia di Prato» per conto dell'altro cardinale e principe di casa Medici, Francesco Maria, succeduto nel 1666 al cardinale Carlo nella carica
di abate commendatario68, dall'archivio privato dei Medici in cui erano pervenuti dall'archivio della propositura di Prato, nel 1778 passarono
nell'archivio diplomatico fiorentino, in oggi Archivio di Stato, dove ancora adesso sono diligentemente custoditi69.
Il fondo cartaceo della propositura di Prato, accolto nella sezione Corporazioni religiose soppresse, inventario 567, n. 9, è così descritto nell «inventario delle carte già appartenute alla propositura di Prato»70:
Inventario delle carte già appartenenti alla propositura di Prato.
1. Costituzioni della pieve di Prato del secolo XIII e XTV
2. Atti del notaio del vicario del proposto 1282
3. Atti della curia del proposto 1318-1321
4. Atti della curia del proposto 1319-1320
5. Atti della curia del proposto 1323-1324
6. Atti della curia del proposto 1325
7. Atti della curia del proposto 1326-1338
8. Atti della curia del proposto 1354-1355
9. Atti del la curia del proposto 1357-1358
10. Atti civili e criminali del vicario del proposto 1537-1541
11. Atti civili 1545-1550
12. Atti civili 1572-1582
13. Atti civili 1582-1591
14. Atti civili 1591-1600
15. Ricordi di atti civili 1600-1608
16. Atti criminali 1608-1612
17. Atti criminali 1612-1620
18. Atti criminali 1620-1634
19. Atti criminali 1634-1640
20. Bolle di benefici della curia pratese 1607-1649
21. Atti civili misti 1608-1612
22. Atti civili misti 1612-1617
23. Atti civili misti 1618-1621
24. Atti civili misti 1621-1627
25. Atti criminali. Filza 1° secolo XVII
26. Atti criminali. Filza 2° secolo XVII
27. Filza di carte diverse secolo XVII
28. Registro di entrata e di uscita 1307
29. Registro di entrata e di uscita 1310
30. Registro di entrata e di uscita 1323
31. Registro di entrata e di uscita 1350
32. Registro di entrata e di uscita 1375
33. Registro di entrata e di uscita 1377
34. Registro di entrata c di uscita 1378
35. Registro di entrata e di uscita 1379
36. Registro di entrata e di uscita 1394
37. Registro di entrata e di uscita 1397
38. Registro di entrata e di uscita 1398
39. Registro di entrata e di uscita 1398
40. Registro di entrata e di uscita 1400
41. Registro di entrata e di uscita 1400
42. Registro di entrata e di uscita 1402
43. Registro di entrata e di uscita 1404
44. Registro di entrata e di uscita 1408
45. Registro di entrata e di uscita 1409
46. Registro di entrata e di uscita 1409
47. Registro di entrata e di uscita 1412
48. Registro di entrata e di uscita 1416
49. Registro di entrata e di uscita 1417
50. Registro di entrata e di uscita 1418
51. Registro di entrata e di uscita 1419
52. Registro di entrata e di uscita 1425
53. Registro di entrata e di uscita 1429
54. Registro di entrata e di uscita 1430
55. Registro di entrata e di uscita 1430
56. Registro di entrata e di uscita 1435
57. Registro di entrata e di uscita 1442
58. Registro di entrata e di uscita 1442
59. Registro di entrata e di uscita 1443
60. Registro di entrata e di uscita 1445
61. Registro di entrata e di uscita 1448-1449
62. Entrata e uscita della sagrestia 1449
63. Entrata e uscita 1450-1451
64. Entrata e uscita 1453
65. Entrata di fitti 1455
66. Entrata e uscita della sagrestia 1457
67. Entrata e uscita della sagrestia 1458
68. Entrata e uscita della sagrestia 1462
69. Entrata e uscita 1465
70. Libro B delle prebende 1463
71. Giornale 1460
72. Debitori e creditori 1465
73. Entrata e uscita 1466
74. Giornale 1468
75. Entrata e uscita 1469
76. Giornale 1471
77. Entrata e uscita 1472
78. Memorie 1473
79. Entrata e uscita 1475-1477
80. Libro di fitti 1484
81. Entrata e uscita 1488
82. Entrata e uscita 1489
83. Giornale 1491
84. Entrata e uscita 1491
85. Entrata e uscita 1493
86. Entrata e uscita 1495
87. Giornale di contratti di vendita 1496
88. Entrata e uscita della sagrestia 1495-1497
89. Giornale 1502-1507
90. Entrata e uscita 1502-1511
91. Entrata e uscita 1516-1522
92. Ricordi di Calenzano 1520-1535
93. Libro della cera 1528-1554
94. Entrata e uscita 1535
95. Uscita 1545
96. Ricevute 1556
97. Campione di beni
98. Un fascio contenente scritture attenenti alla amministrazione dei beni della Badia di Prato per il cardinale Francesco Maria de' Medici secolo XVII
Un secondo troncone del materiale cartaceo dell'archivio della propositura, formato da 80 pezzi, trasmigrò, all'epoca delle soppressioni ricciane, nell'archivio del Patrimonio ecclesiastico di Prato, ora custodito presso la Sezione d'Archivio di Stato di Prato. Per utilità dei lettori, riportiamo l'elenco dei volumi con le date estreme di ciascuno:
Propositura di S. Stefano.
Affitti di beni
1133. Libro dei fitti, livelli, ecc. 1308
1134. Libro dei fitti, livelli, ecc. 1315
Entrata e uscita
1135. Entrata 1335
1136. Entrata 1343
1137. Entrata 1364
1138. Entrata e uscita 1365
1139. Entrata 1370
1140. Uscita 1375
1141. Uscita 1381
1142. Uscita secolo XIV
1143. Entrata 1390
1144. Entrata 1391
1145. Entrata 1392
1146. Entrata 1399
1147. Entrata 1401
1148. Entrata 1403
1149. Entrata 1406
1150. Entrata 1407
1151. Entrata 1408
1152. Uscita 1408
1153. Uscita 1410
1154. Entrata 1412
1155. Entrata e uscita 1414
1156. Entrata e uscita 1415
1157. Entrata e uscita di sagrestia 1415
1158. Entrata e uscita 1416
1159. Entrata e uscita di sagrestia 1417
1160. Entrata e uscita 1419
1161. Entrata e uscita 1420
1162. Entrata e uscita 1423
1163. Entrata e uscita 1423-1424
1164. Entrata e uscita 1424
1165. Entrata e uscita 1424-1425
1166. Entrata e uscita 1426
1167. Entrata e uscita 1428
1168. Entrata e uscita 1431
1169. Entrata 1432
1170. Entrata e uscita 1432
1171. Entrata e uscita 1432
1172. Entrata e uscita 1434
1173. Entrata e uscita 1436
1174. Entrata e uscita 1436
1175. Entrata e uscita 1437
1176. Entrata e uscita 1440
1177. Uscita della sagrestia 1444
1178. Uscita 1445
1179. Entrata 1446-1448
1180. Entrata e uscita della sagrestia 1447
1181. Entrata e uscita 1451
1182. Entrata e uscita 1452
1183. Entrata e uscita 1453
1184. Entrata e uscita 1454
1185. Entrata e uscita 1456
1186. Entrata e uscita 1458
1187. Entrata e uscita 1460
1188. Entrata e uscita 1464
1189. Entrata e uscita 1467
1190. Entrata e uscita 1470
1191. Entrata e uscita 1471
1192. Entrata e uscita 1474-1475
1193. Quaderno di spese e raccolte 1477-1479
1194. Quaderno di spese 1478
1195. Quaderno di spese 1479
1196. Quaderno di spese 1481
1197. Entrata e uscita della sagrestia 1482-1483
1198. Entrata e uscita 1486-1487
1199. Entrata e uscita della sagrestia 1486-1487
1200. Entrata e uscita della sagrestia 1488-1489
1201. Entrata e uscita 1489-1490
1202. Entrata e uscita della sagrestia 1490-1492
1203. Entrata e uscita della sagrestia 1493-1494
1204. Entrata e uscita 1497
1205. Entrata e uscita Giornali 1498-1499
1206. Giornale 1546-1548
1207. Giornale dell abazia Memorie della propositura 1667-1676
1257. Memorie della propositura o abazia, raccolte da Francesco Casini, tomo I 1764
1258. Libro di possessioni, livelli, ecc., raccolto da Francesco Casini, tomo II Scritture diverse, livellari 1766
1254. Documenti diversi relativi a censi e livelli della propositura 1451-1795
1255. Documenti diversi: censi, livelli, processi, ecc. 1708-1777
1256. Livellari, campione secolo XVIII fine
L'ultima grave dispersione dell'archivio del Capitolo è legata alla «donazione» di oltre 30 codici fra liturgici, letterari e giuridici, disposta nel 1845 dal vescovo di Pistoia e Prato, Giovambatista Rossi, in favore della Biblioteca Roncioniana di Prato. Per completezza della documentazione riportiamo la «nota dei codici» redatta dall'allora bibliotecario Ferdinando Baldanzi71:
Nota dei codici manoscritti che esistevano nel palazzo vescovile di Prato e che dall'ill.mo e rev.mo monsignore Giovan Batista Rossi sono stati donati alla Roncioniana fino dal dì 14 febbraio di quest'anno 1845.
1. Biblia sacra. Codice membranaceo del 1400 in fol. max., che contiene i seguenti libri divini: Ezechiele, Daniele, i profeti minori, Giobbe, Salmi (una piccola parte), Esdra, Tobia, Ester, Maccabei, gli evangelisti, Atti degli apostoli, Apocalisse, epistole di san Paolo, di san Giacomo, di san Pietro, di san Giovanni, di san Giuda (mutilata nel fine). N.B. Apparteneva all'antica chiesa pratese e fu scritto a tempo del proposto Andrea Viviani Franchi di Firenze.
2. Homiliarium in usum ecclesiae Pratensis. Codice membranaceo in fol. max., del 1400.
3. Burkardi Guormatiensis episcopi collectio canonum, libri XII. Codice membranaceo in fol. grande, del 1400. Vi si legge in fine: Liber ecclesiae Pratensis signatus K tempore mei Andree de Franchis de Florentia praepositi.
4. Virgilii P. Maronis Aeneidos, libri XII, cum argumentis in singulos etc. Codice cartaceo in fol. del 1300 con postille e note interlineari.
5. Eutropii ystoriographi liber etc. Codice cartaceo in 4°, del 1300.
6. Evangelium sancti Ioannis. Codice membranaceo del 1400 in 8° grande, con note e interpretazioni marginali.
7. Miscellanea sanctorum patrum. Codice cartaceo in 4°, che contiene: 1° Hieronymi epistole ad aegrotum; 2° sancti Augustini opuscula varia.
8. Sancti Hieronymi opera varia. Bel codice membranaceo in fol. del 1400.
9. Miscellanea sanctorum patrum. Codice cartaceo in fol. del 1400, che contiene: 1° sancti Hieronymi opera varia; 2° sancii Bernardi abbatis varia; 3° sancti Prosperi de vita contemplativa.
10. Miscellanea sanctorum patrum. Codice, parte cartaceo, parte membranaceo, che contiene: 1° sancti Augustini opuscula varia; 2° sancti Prosperi de vita contemplativa; 3° sancti Ambrosii de sacramentis et de paradiso.
11. Miscellanea. Codice in fol., parte in pergamena e parte in carta, che contiene: 1° epistula translata de arabico in latinuin etc.; 2° concordantia Decreti etc.; 3° de factis civitatis Constantinopolitanae captae a Turcis.
12. Miscellanea. Codice membranaceo in 8°, che contiene: 1° excerpta ex sanctis patribus et interpretatio scripturarum; 2° codex medicinalium vulgo ricettario.
13. Miscellanea iurisprudentiae civilis et canonicae. Codice in foglio, che contiene: 1° de Lignano d. Iohannis aggregationes (rectius allegationes) super Clementinas;
2° Bartholi de Saxoferrato repetitio in legem «Cunctos populos»; 3° eiusdem tractatus de testibus, alimentorum, represaliarum.
14. Tractatus varii. Codice cartaceo in fol. che contiene: 1° de potestate S.R.E. card. Caineracensis etc., editus in sacro concilio Constantiensi, scriptus in Scotiae regno in Edimburgho anno Domini MCCCCXXXVI; 2° de potestate papae et concilii generalis, editus a rev.mo d. Iohanne tituli S. Sixti S.R.E. presbitero cardinali;
3° decem avisainentorum ex sacra Scriptura de sanctitate ecclesiae et generalis concilii auctoritate.
15. Miscellanea scientiarum ecclesiasticarum. Codice in fol. che contiene: 1° Laurentii de Ridolfis manuale usurarum etc.; 2° Petri de Ancharano consilia etc.;
3° card. S. Eustachii tractatus super facto primatus etc.; 4° Roberti de Firenzuola idem; 5° Geminiani de Inghiramis repertorium etc.
16. Miscellanea iuris etc.
17. Guillelmi Durandi repertorium magnum iuris etc., puncta utilia. Apparatus Innocentii papae etc. Codice cartaceo in folio.
18. Casus in titulo XXII, libri III Decretalium etc., apparatus seu lectura Pauli de Liazariis etc. Codice cartaceo in fol.
19. Consultationes etc. Codice cartaceo in fol.
20. Miscellanea canonica. Codice cartaceo in fol. che contiene: 1° repertorium ex variis doctoribus in Decretales; 2° tractatus hospitalitatis d. Lapi a Castiglionchio;
3° edicta d. Martini V pontificis; 4° de facultate paenitentiariorum; 5° constitutiones capitulares etc.
21. Allegationes, informationes in causis diversis etc. Codice cartaceo in fol.
22. Textus Decreti, Decretalium, Sexti et Clementinarum, cum adnotationibus et interpretationibus d. Geminiani de Inghiramis praepositi Pratensis, a titulo I lib. I uscjue ad tit. X.
Codice cartaceo in fol.
23. Idem, a titulo XI lib. I usque ad titulum XLIII.
24. Idem, a titulo 1 lib. II usque ad XIV.
25. Idem, a titulo XV lib. II ad titillimi XXX.
26. Idem, a titillo I lib. III ad XXVI (manca fino al titolo 50).
27. Idem, a titulo I lib. IV ad titulum IX lib. V.
28. Apostillae seu remissiones variomm super Decretales etc.
29. Consultationes etc. Geminiani de Inghiramis.
30. Consultationes etc. eiusdem.
N.B. Tutti questi codici, meno i primi tre, appartenevano al proposto Geminiano Inghirami di Prato, auditore del sacro palazzo, il quale resse la chiesa di Prato dal 1448 al 1460; quasi tutti hanno in fronte il suo stemma ed alcuni, specialmente gli ultimi notati, sono suoi autografi.
can. Ferdinando Baldanzi bibliotecario della Roncioniana di Prato
Per completare la serie delle dispersioni che hanno estenuato l'archivio del Capitolo della cattedrale di Prato, rimane da segnalarne due di minore entità72.
Tre pergamene (una del secolo XI e due del successivo), conservate nel fondo della Comunità di Prato, custodito presso l'Archivio di Stato di Firenze (Diplomatico, spoglio n. 4), dovettero lasciare la sede originaria intorno al 1624, allorché «si cominciò a trattare di far Prato città». Frutto forse di sottrazioni per scopo erudito fu un gruppo di pergamene, provenienti anche dall'archivio dei canonici, raccolte dal conte Giuseppe Maria Casotti (1679-1740). Egli, nel codice roncioniano 405, ci ha lasciato lo spoglio delle pergamene che possedette e che assegilò in seguito per testamento alla marchionale famiglia Verzoni di Prato, l'ultima discendente della quale sposava più tardi un conte ferrarese Muzzarelli. I Muzzarelli-Verzoni venderono quel fascio di pergamene all'Archivio di Stato di Firenze, dove tutt'oggi si trovano in numero di 114 (Diplomatico, spoglio 88)73.



L'ordinamento e l'inventariazione dell'archivio del Capitolo della cattedrale di Prato, voluti con saggia disposizione dall'Opera del Duomo, hanno avuto come scopo la corretta conservazione del fondo in vista dell'uso pubblico.
Il lavoro di ordinamento o meglio di riordinamento -poiché in verità i documenti furono già ordinati e tali rimasero finché non caddero nella confusione nella quale li abbiamo ritrovati- è stato diretto a ricostituire l'ordine originario secondo cui i documenti erano nati e si erano accumulati con precise finalità e i canonici archivisti avevano provveduto, almeno in parte, a classificarli e ad articolarli in serie -«sorte per sorte» scriveva il canonico Novellucci-, incorporandoli in un tutto organico, cioè in un archivio.
Questa ricostituzione ha consentito di inquadrare i documenti nel contesto in cui, col decorso del tempo, si erano formati; di ristabilire o evidenziare quei legami interni alla struttura dell'archivio, che forniscono una più complessa chiave di lettura di uno stesso evento; di avere una prima e fondamentale possibilità di conoscere l'organizzazione, le funzioni, lo svolgimento storico dell' istituzione capitolare.
11 riordinamento è stato un'operazione, difficile e faticosa eppure avvincente, che ha permesso di guarire un organismo già sostanzialmente ben conformato nel suo insieme e nelle sue parti, ma attaccato in seguito dalla cancrena del disordine e ridotto per troppo tempo in coma dall'incuria dei suoi padroni e dall'oppressione della polvere, e l'ha riportato, senza interventi traumatizzanti, in istato di buona salute; un'operazione necessaria, anzi urgente, che ha ridato vita ad un istituto quasi morto, sì che ora si possa interrogarlo ed averne una risposta.
Le difficoltà presentatesi durante il lavoro di riordinamento dell'archivio, in parte scompaginato più da cause accidentali che da rimaneggiamenti o da arbitrii che per la noncuranza dei canonici fortunatamente non aveva subito, e in parte disorganizzato fino dall'origine per mancanza di un archivista o per via della sua pigrizia, sono state di due specie. La prima, dovuta al fatto che, nei due precedenti ordinamenti del 1747 e del 1861, non si era tenuto conto dell'intera documentazione, né si era inventariata quella già ordinata; la seconda, dovuta alla circostanza che la documentazione relativa ad affari esauriti dal 1860 in poi non era mai stata destinata alla conservazione permanente ed era priva dei mezzi di corredo.
L'adozione, infatti, di un sistema di classificazione approssimativo o inadeguato, quando non era del tutto mancante, aveva dato luogo ad una commistione di documenti inestricabile, raccolti alla ventura sotto il titolo generico di miscellanee; l'indolenza degli archivisti aveva poi abbandonato alla polvere o ammucchiato gli uni su gli altri troppi atti sciolti, per i quali non sempre era possibile sapere dove collocarli, non trovando posto in serie costituite.
Il riordinamento attuale ha rispettato il sistema originario di classificazione dei documenti, introdotto nel 1747 dal canonico archivista Domenico Gaetano Novellucci e ripreso nel 1861 dal canonico Luigi Fontanelli, perché razionale e correttamente applicato, e perché in linea di massima era fondatamente ricostruibile sulla base dei criteri scaturiti dalla struttura propria dell'archivio. Le serie sono state riaggruppate ed integrate dei pezzi mai ordinati, e sono state ricomposte quelle pervenute frammentariamente74. I documenti sciolti e le miscellanee sono stati ricondotti nelle rispettive serie, eccetto quelli che avevano ottenuto un ordinamento per materia o per altra causa con il relativo repertorio iniziale; quando non hanno trovato posto altrove, li abbiamo aggregati nella serie n. 6, di formazione empirica, che non abbiamo smembrato anche perché era stata sanzionata dagli ordinamenti del 1861 e del 1903.
La documentazione proveniente dall'amministrazione della cappella del sacro Cingolo e dalle compagnie e associazioni dipendenti dal Capitolo75, e quella delle eredità amministrate in genere dal Capitolo delle dignità e dei canonici, che erano state aggregate solo materialmente al fondo del Capitolo massa e si presentavano senza tracce di alcun ordine originario, sono state ripartite ed organizzate in serie costituite in base a criteri logici76.
Senza ordinamento e isolate dal resto della documentazione si trovavano anche le piante sciolte, che sono state costituite in una serie a sé stante e disposte in ordine cronologico per argomenti77. Sono stati fatti gli opportuni rinvìi ai plantari, disegni e tavole, connessi con gli atti che accompagnano e ne giustificano il testo, che non potevano essere allontanati dalle serie costituite.
Il fondo diplomatico, formato da pergamene sciolte e da pergamene a quaderno, così come era stato tramandato da secoli, tale lo abbiamo conservato. Custodite in una grossa scatola di latta, le pergamene sono state riordinate cronologicamente e regestate nell'inventario al modo degli spogli in uso negli archivi diplomatici toscani78.
Hanno avuto per la prima volta un ordinamento anche i codici liturgici, alcuni dei quali ben noti per l'alto valore artistico. Come era doveroso, nell'inventario sono stati privilegiati con una dettagliata e puntuale descrizione interna ed esterna e con mia maggior copia di notizie per il testo con miniature.
Il lavoro di riordinamento ha preso in considerazione tutta la documentazione superstite del Capitolo della cattedrale fino quasi ai nostri giorni. Le innovazioni portate dal concilio vaticano II e soprattutto l'erezione da parte del vescovo di Prato dell'Opera del Duomo, avvenuta con decreto del 26 dicembre 1971, hanno ristretto a tal punto le funzioni del Capitolo della cattedrale, che possiamo ben dire quasi esaurita la sua attività e definitiva la sua documentazione. Ci è sembrato pertanto opportuno considerare anche la documentazione più recente -invero di modica portata- ormai destinata alla conservazione permanente, per garantirne in forma adeguata la consultazione al pubblico per finalità culturali e di ricerca.
Il fondo della Cappella musicale del Duomo, date le sue specifiche caratteristiche e le notevoli dimensioni, avrà un ordinamento e un inventario a parte79.
Per consentire agli utenti la possibilità di effettuare ricerche d archivio abbiamo approntato il presente inventario. Nel compilarlo ci siamo preoccupati prima di tutto della sua funzionalità ai fini della ricerca, ed abbiamo graduato la sua analiticità in relazione alle caratteristiche proprie di ciascuna serie, alla sua antichità e all'interesse che poteva offrire nei vari suoi elementi.
Se l'ordinamento tende a far rivivere l'organismo che emanò gli atti compresi nelle varie serie, crediamo che l'inventario, in modo particolare, oltre a rispecchiare in ogni sua parte quell'ordinamento e conservarne intatta la struttura, debba, con vantaggio anche di altre discipline, far sentire come ancora viva la voce autentica con cui quell'organismo, attraverso l'impronta lasciata nei suoi atti, può tuttora rispondere alle nostre domande.
Per le unità archivistiche più significative specialmente per la loro antichità, abbiamo così riportato, in più del titolo originario iscritto sulla costola o sulla coperta, l'incipit vergato generalmente sul recto della prima carta, perché, insieme con una descrizione più dettagliata, ma pur sempre sobria ed essenziale, del loro contenuto, si conoscesse senza adulterazioni o filtrazioni soggettive il gusto, il sentire, la lingua, la cultura dei loro autori e dell'età a cui appartennero.
Il titolo nella forma originale e l'incipit di ogni unità archivistica sono stati riprodotti nell'inventario, di seguito al numero di corda, in carattere tondo e in corpo maggiore; sono stati invece stampati in corsivo i richiami alle carte e anche il titolo qualora sia frutto di una attribuzione dei compilatori. In corpo minore sono state riportate tutte le annotazioni riguardanti l'unità considerata (busta, cartone, fascicolo, filza, quaderno, registro, vacchetta); la sua descrizione fisica (cartaca se non è altrimenti specificato, legatura, stato di conservazione, dimensioni), e il numero delle carte quando esisteva o quando lo richiedeva la particolare natura dei documenti: le altre volte è stato trascurato, perché avrebbe allungato ulteriormente i tempi di lavoro. Se un'unità archivistica è articolata in fascicoli o inserti, si è segnalato anche il loro rispettivo titolo e numero.
Si è omesso di evidenziare con segni o indicazioni particolari le lacune nelle serie. Sono infatti segnalate di per sé dalla rigorosa successione delle unità archivistiche per gruppi e sottogruppi, descritta dall'inventario; inoltre dobbiamo ammettere che, dai riscontri fatti, non era sempre agevole averne la certezza, specialmente nello svolgimento della serie n. 7, dove un qualsiasi incidente può avere alterato provvisoriamente la sequenza delle scritture80. Non sono state richiamate, accanto all'attuale numero di corda, le vecchie segnature perché non esistevano; quelle poche che erano state trasmesse, sono sembrate irrilevanti ai fini di un eventuale raffronto con le nuove81.
La datazione degli atti secondo lo stile dell'Incarnazione detta Fiorentina, usato anche a Prato fino al 1749, è stata sempre ricondotta all'uso moderno.
Prima di chiudere queste notizie sulle vicende dell'archivio capitolare del Duomo e sul lavoro di riordinamento e d'inventario, sincera gratitudine vogliamo esprimere al presidente e ai consiglieri dell'Opera del Duomo, che ci hanno affidato una tale utile impresa; e, cosa che avremmo dovuto fare in principio, un pubblico ringraziamento vogliamo rivolgere a S.E. rev.ma mons. Pietro Fiordelli vescovo di Prato, al Capitolo dei canonici e al presidente della Cassa di risparmi e depositi di Prato, che con la loro attenzione ai fatti culturali locali hanno contribuito alla rinascita di una singolare istituzione: ben meritando, gli uni e gli altri, la riconoscenza della città e degli studiosi.
Quanti conoscono le innumerevoli difficoltà che si incontrano preparando lavori del genere, almeno ci auguriamo siano grati -nonostante le omissioni, le imperfezioni, i difetti- per la buona volontà, che è stata molta.
Prendiamo commiato con le parole che il canonico Domenico Gaetano Novellucci, il più illustre predecessore archivista, scrisse al termine della sua fatica della «riordinazione» del nostro archivio: «Gradischino dunque i presenti questo riscontro d'attenzione... lo gradischino ancora i futuri trovandolo in qualche forma al pubblico o privato interesse corrispondente e, con la maggior cognizione di cui gl'avrà dotati la Provvidenza, non voglino baldanzosamente sfatare il poco che siasi a questo cooperato, ma piuttosto usando compatimento si degnino di rimediare al mal fatto e produrre un bene maggiore ed un maggiore decoro».





Sui criteri adottati per la descrizione delle unità archivistiche, vedi l'Introduzione a p. LII-LIII.
Le abbreviazioni, nel testo e in nota, sono quelle di uso comune.
Le misure sono date in millimetri.
L'indice alfabetico dei nomi e delle cose notevoli vuol dare un aiuto per trovare le persone, località, istituzioni, menzionate anche solo di passaggio nel testo e nelle annotazioni.
I toponimi urbani e suburbani sono compresi sotto la voce della relativa città; quelli delle borgate, sotto la voce del paese o località di appartenenza.
Le sigle degli archivi sono le seguenti:

AOD = Archivio dell'Opera del Duomo di Prato
ASF = Archivio di Stato di Firenze
ASP = Archivio di Stato di Prato
BNF = Biblioteca Nazionale di Firenze
BRP = Biblioteca Roncioniana di Prato



82

Abatoni, gli (presso S. Lucia in Monte), 83.
Acciaioli, Filippo (secolo XVIII), 86.
Acregni, Walterino di Lodovigno, notaio (secolo XVI), 19.
Adriano IV, papa (1154-1159), 7, 8.
Agliana, S. Niccolò (Val d'Ombrone pistoiese), 504
- podere detto la Catena in, 504
- podere di Salceto in, 504.
Agnolo, canonico della pieve di Prato(secolo XV), 115.
Agostino Aurelio, santo (354-430), 323, 509.
Aioltis, cardinale (secolo XVI), XXXVII.
Alamanni. Federico, vescovo di Pistoia e Prato (1732-1775), XXIV, 100, 346, 347, 356.
Albano, Giordano vescovo di, 16.
Albergati, Antonio, uditore e decano della Sacra Rota (secolo XVII), 36.
Albergotti. Francesco Antonio, abate (secolo XVII), 82.
Alberti, casata dei conti, 290.
Albiano (sulle pendici del poggio di lavello), 502.
Albizi. Ubertino, vescovo di Pistoia (1426-1434), 510.
Albizzini, Anton Maria, stampatore in Firenze (secolo XVIII), 86.
Alcampo degli Abbadinghi, proposto di Prato (f 1296), 51.
Alessandri, Andrea (secolo XVI), 22.
Alessandro III, papa (1159-1181), 7, 8, 9, 100.
Alessandro VI, papa (1492-1503), 18, 290.
Alessandro VII, papa (1655-1667), 34.
Ambrogi, Ambrogio di Bastiano, notaio (secolo XVII), 82.
Ambrogi, Bastiano di ser Ambrogio, notaio (secolo XVII), 324.
America, 509.
Anastagi, Anastagio ingegnere (secolo XVIII), 503.
Andrea di Ammarinato Bianchi (secolo XIV), 14.
Andreas, canonicus Pratensis (secolo XIV) , XXXIII, XXXIV.
Angiorino di Benincasa dalla Costa (secolo XIII), 11.
Angiorino, ufficiale del comune di Prato (secolo XIII), 12.
Angrisani, Antonio, notaio (secolo XVI), 22.
Antella, Cosimo dell', vicario generale del cardinale Alessandro de' Medici (secolo XVII), 29.
Antinori, banco degli, 290.
Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze, santo (1389-1459), 326. 509.
Antonio da Berceto, vicario del proposto di Prato Giovanni da Parma (secolo XIV), XV, XXX.
Antonio d'Andrea, canonico della pieve di Prato (secolo XV), 115.
Antonio di Miniato, pittore (secolo XV) , XLVI nota 71.
Antonio di ser Chola, intagliatore (secolo XV), XLVI nota 71.
Antonio, già frate servita poi cappellano della pieve d'Usella (secolo XVI), 291.
Antonio, vescovo di Sabina e cardinale (secolo XVI), 22.
Xntonius Iohannis de Torricella, came- rarius et sacrista plebis Pratensis (secolo XV), XXXV nota 57.
Anualdus notarius et sacri palatii iu- dex (secolo XII), 6.
Apolloni, Diacinto, canonico del duomo di Prato (f 1724), 61.
Apolloni, Girolamo di Bartolomeo, prete (secolo XVII), 313.
Apolloni, Pietro, canonico del duomo di Prato (1747-1823), 149, 165.
Appennino tosco-emiliano, 290.
Aquino, Luigi d', referendario della Segnatura apostolica (secolo XVII), 36.
Archivio
- dei Ceppi di Prato, XLVIII nota 72, 219, 391
- della Cappella musicale del duomo di Prato, XIV nota 7, XV, LII
- della Curia vescovile di Prato, XIV note 7 e 8, XVIII, XXX, XXXIX, XL, 470, 509
- delle carte Giovanni Castagnoli di Prato, XIV nota 7, XV, LII nota 79
- dell'Opera del duomo di Prato, vedi Opera del duomo
- del Patrimonio ecclesiastico di Prato, XVIII, XLIII, XLVIII nota 72, 52, 219, 391. 443, 456, 462
- di Stato di Firenze, XXIX, XXXIX, XL, XLVIII, XLIX, LIII nota 80, 5, 52, 59, 110, 114
- di Stato di Prato, XLIII, XLVIII nota 72, LUI nota 80, 5, 52, 114, 219, 348, 391, 443, 462, 470
- Salvi Cristiani di Prato, 5
- storico del comune di Prato, XLVIII nota 72, 348, 470
- storico della diocesi di Prato, XIV nota 7, XV nota 11
- vescovile di Pistoia, XXXIX nota 66.
Arictis, Iacopo d'Andrea de, notaio (secolo XVII), 31.
Arrighetti, Filippo, penitenziere della cattedrale di Firenze (secolo XVII), 34.
Arrighetti, Giovan Lorenzo, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 139.
Arrighi, Giuliano di Francesco, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVU), 123, 126, 270, 273.
Arrigo, «medico girurgico» (secolo XIII), 12.
Arrigo, prete di S. Giorgio di Prato (secolo XIV), 14.
Arrigoni, Bartolomeo di Giovanni di Giovan Battista, prete (secolo XVII), 313.
Arrigoni, Giovanni di Piero di Bartolomeo, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 120.
Atto, vescovo di Pistoia (1133-1153), 7.
Auregonio de Grangia, notaio apostolico (secolo XVI), 20.

Baccelli, Francesco Domenico (secolo XVI-XVII), 29.
Baccellini, Francesco, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), XVII. Bacchereto (Val d'Ombrone pistoiese), 304
- podere dell'Usciolina a, 304.
Bacci, Carlo, ingegnere (1799-1860), 502.
Badiani, Antonio di Lorenzo, canonico del duomo di Prato (f 1702), 82, 128, 265.
Badiani, Giovambattista, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 235, 464.
Bagnolo, torrente, 502.
Baldanzi, Amadio, erudito (1705- 1789), 5, 105.
Baldanzi, Ferdinando, canonico di Prato poi vescovo di Volterra, quindi arcivescovo di Siena (1789- 1866), XXVII, XLV, XLVIII, 110, 449, 509.
Baldesi, Raffaello, notaio (secolo XVI), 290.
Baldi. Giuseppe, cappellano del duomo di Prato (f 1857), 503.
Baldigiani, Paolo Filippo, auditore della Rota di Firenze (secolo XVIII), 91.
Ballerecci, Fabiano, notaio (secolo XVIII), XX nota 25.
Bambini, Onorato, canonico del duomo di Prato (1827-1893), 47.
Banca civile del proposto di Prato, XXXIX, 86, 298.
Banca episcopale di Prato, 82.
Banchelli, Luca di Paolo di Luca, notaio, (f 1519), 74.
Banco di ser Manetto di messer Ugo (secolo XIV), 14.
Bandieri, Antonio, calzolaio (secolo XVI), 293.
Banducci, Nicolò (secolo XV), 512.
Barbani, Giuseppe, canonico del duomo di Prato (1785-1850), 343, 456.
Barberino di Mugello, potesteria di, 505.
Bardi. Ainolfo dei conti, notaio (secolo XV-XVI), 18.
Bardi, Galeazzo Maria d Iacopo dei conti, chierico (f 1556), 18, 23, 290, 291, 292.
Bardi, Giovanni Francesco di Iacopo d'Alberto dei conti (sècolo XVI), 292.
Bardi, Gualterotto Maria dei conti, prete (secolo XVI), 19.
Bardi. Iacopo d'Alberto dei conti (secolo XV-XVI), 290, 291, 292.
Bardi, Lisabetta di Galeazzo Maria dei conti (secolo XVI), 290, 291.
Bardi, Piero di Giialtèrotto, banchiere (secolo XIV), 290.
Bardi, Scipione di Galeazzo Maria d'Iacopo dei conti, pievano d'Usella (secolo XVI), 22, 290, 291, 292.
Bardi, Vincenzo, dei conti di Vernio, vicario generale deirarcivescovo di Firenze (secolo XVII), 34.
Bargigli, Giuseppe, ingegnere (secolo XIX), 434.
Barni, Maria Luisa (secolo XIX), 91.
Baroncelli, Iacopo, mercante (secolo XVI), 19.
Baroncelli, Niccolò di Vincenzo (secolo XVI-XVII), 86.
Bartolini, Antonio di Cosimo (secolo XVII), 345.
Bartolini, Carminilo di Pier Francesco (secolo XVII), 345.
Bartolini, Francesco di Vernocco d'Annibale (secolo XVII), 345.
Bartolini, Margherita, moglie del conte Francesco (secolo XVIII), 356.
Bartolini, Pier Maria di Pier Francesco (secolo XVII), 345.
Bartolini, Vernocco di Annibaie di Donato (f 1614), 74, 88, 345 sgg.
Bartolini Tatti, Francesco di Raimondo, conte (f 1738), 346, 348, 356.
Bartolomeo, canonico di Padova, proposto di Prato (1302-1338), XLVIII nota 72, 510.
Bartolomeo, canonico di Prato (secolo XIV), 14.
Bartolozzi, Domenico di Pier Francesco, canonico di Prato (f 1678), 32, 89, 313 sgg., 388.
Bartolozzi, Giovanni di Pier Francesco, scrittore delle lettere apostoliche (secolo XVII), 33, 34, 89, 314, 318.
Bartolozzi, Pier Francesco (secolo XVI-XVII), 313, 314, 318.
Barzaloni, Bartolomeo di Vincenzo, canonico di Prato (secolo XVI), 21.
Bassi, Colombino, vescovo di Pistoia e Prato (1713-1732), 39, 100, 297, 389.
Batacchi, famiglia dei, 357.
Battista di Paolo da Montecuccoli, cappellano della pieve di Prato (secolo XVI), 117, 138.
Becattelli, Giovan Francesco, maestro di cappella del duomo di Prato (1679-1734), 537.
Beccadelli, Lodovico, arcivescovo di Ragusa e proposto di Prato (1501- 1572), XV nota 10, XLVIII nota 72, 100.
Becchi, Benedetto, rettore di S. Giorgio di Prato (secolo XVII), 35.
Bellincione di Ventura (secolo XIII), 12.
Bello di Bonodito (secolo XIII), 11.
Beltrami, Giuseppe, perito contabile (secolo XIX), 384.
Beltrami, Giusto, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 123.
Benamati, Alessandro, notaio (secolo XVI), 60.
Benamati, Dianoia Angiola di Iacopo, moglie di Giminiano Inghirami (secolo XVII), 87.
Benamati, Francesco di Giovanni di Francesco (f 1638), 74, 308, 311.
Benamati, Giovanni, vicario generale del proposto di Prato Alessandro de' Medici (secolo XVI), 28.
Benamati, Iacopo, rettore della cappellania dei santi Iacopo maggiore e minore nella collegiata di Prato (secolo XVII), 32.
Benamati, Iacopo di Girolamo di Iacopo (secolo XVII), 308.
Benassai, Gaetano, canonico di Prato (1795-1861), XXVII.
Benassi, Luigi, disegnatore (secolo XVIII), 502.
Benedetto XIII. papa (1724-1730), XIX, XX, XXIII, 39, 464, 465. 466. 470, 490.
Benedetto XV, papa (1914-1922), 47.
Benelli, Martino, arcidiacono del duomo di Prato (1818-1873), 56, 57, 466, 501.
Benevento, 7.
Benini, Giovanni, canonico di Prato poi vescovo di Pescia (1812-1896), 56.
Benintendi, Benintendo di Lodovico, cappellano del duomo di Prato (f 1696), 36.
Benintendi di Accompagnato (secolo XIII), 12.
Berceto, Antonio da, vicario del proposto di Prato, XV, XXX.
Bernardo, maestro di grammatica (secolo XVI), 290.
Bernardo di Chiaravalle, santo (1090- 1153), 325.
Bertelino di Accompagnato (secolo XIII), 12.
Berti, Antonio, ingegnere (secolo XIX), 75.
Berti, Ottaviano, ingegnere (secolo XIX), 102, 109, 501.
Bellini, Matteo, pittore (1758-1829), XXVI.
Bettazzi, Bernardo, livellario del Capitolo (secolo XVII-XVIII), 84.
Bettazzi, Iacopo, cappellano del Capitolo di Prato poi pievano di S. Ippolito (1684-1755), 96, 155.
Bettazzi, Marco di Iacopo, livellario del Capitolo (secolo XVII-XVIII), 87.
Bettino di Ubertino da Palazzolo (secolo XIV), 13.
Biagioni, G. (secolo XX), 541.
Bianchi, Carlo Maria, procuratore legale (secolo XVIII), 84, 90.
Bianchini, Giuseppe, letterato (1685- 1749), 336, 344.
Bianda di Guidingo medico, moglie di Tracca Strozzafichi (secolo XIV), 14.
Bianco di Ammannato Bianchi, notaio (secolo XIV), 14.
Bifolchi. Antonio, suddiacono (secolo XVIII) , 535.
Bigagli, Antonio di Lionardo (secolo XVII), 295.
Bigagli, Bartolomeo (secolo XVII), 318.
Bigagli, Diacinto di Lionardo (secolo XVII), 295.
Bigagli, Lessandra di Nardo (secolo XVI) , 293.
Bigagli, Raffaello di Lionardo (secolo XVII) , 295.
Bigalli, Iacopo, cappellano del duomo di Prato (secolo XVII), 129.
Billi, Francesco, avvocato (secolo XIX) , 91.
Bindi. Niccolò di Giovanni, notaio (secolo XVII), 85.
Bini, Iacopo, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 234.
Bisconti, Antonio di Gasparre, canonico di Prato (secolo XVI), 137, 138.
Bisenzio, fiume, 10, 503.
Bizzarini, Giuseppe, auditore della Rota di Firenze (secolo XVIII), 91.
Bizzochi, famiglia dei, 57, 305, 306. Bizzochi, Agnolo di Francesco (secolo XVI), 305, 311.
Bizzochi, Andrea, canonico del duomo di Prato (f 1758), 54, 336. Bizzochi, Anna, moglie di Marco Rondoni (secolo XVII), 335.
Bizzochi, Anton Domenico, canonico del duomo di Prato (f 1746), 277.
Bizzochi, Domenico, sacrista della collegiata di Prato (secolo XV-XVI), 529.
Bizzochi. Francesco (secolo XVII), 299.
Bizzochi, Francesco, arcidiacono del duomo di Prato »(f 1752), 318.
Bizzochi, Francesco di Ciriaco, arcidiacono del duomo di Prato (f 1791), 150.
Bizzochi, Giovanni, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 82, 268, 336.
Bizzochi, Giulio Antonio, arcidiacono del Capitolo di Prato (f 1768), XXIV, 328.
Bizzochi, Niccolò (secolo XVIII), 336.
Bizzochi, Pietro, canonico di Prato (secolo XV), 51.
Bizzochi, Santi, rettore di S. Maria in Castello (f 1688), 37.
Bizzochi, Troilo di Vincenzio, notaio (secolo XVII), XXXIX, 60, 86, 345, 346, 348.
Bo, Antonio del, canonico del duomo di Prato (f 1734), 336.
Bo, Giovanni di Iacopo del (secolo XVII), 82.
Bo, Marco di Francesco di Nanni del, (secolo XVI), 22.
Bo, suor Laura del (secolo XVI), 22.
Bocchineri, Benedetto di Carlo, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 24.
Bocchineri, Filippo di Carlo, chierico pratese (secolo.XVII), 32, 122, 127.
Bocchineri, Lodovico d'Ascanio (secolo XVII), 334.
Bologna, Bononia
- canonica S. Vitoris de, 17
- comune di, 29
- università di, 326.
Bonaccolto di Niccolò, giudice e notaio (secolo XIV), 13.
Bonaccorso di Compagno (secolo XIII), 12.
Bonaguida eh Piando (secolo XIII), 12.
Bonaiuto di Guido (secolo XIII), 12.
Bonducci, Andrea, stampatore in Firenze (secolo XVIII), 76, 91, 331.
Boninsegni, Bernardino, nunzio papale in Toscana (secolo XVI), 26.
Bonristori, vedi Buonristori.
Bontà, famiglia del, da Creda, 5.
Bontà, Battista di Cammillo del, da Creda (secolo XVI-XVII), 29, 30, 31.
Bontà, Camillo di Battista del, da Creda (secolo XVI), 27, 30, 31.
Bontà, Francesco di Marco di Rizzardo del, da Creda (secolo XVI), 25, 26, 29.
Bontà, Giovanni di Marco del, da Creda (secolo XVI-XVII), 31.
Bontà, Lorenzo di Marco del, da Creda (secolo XVI-XVII), 30.
Bontà, Matteo di Battista del, da Creda (secolo XVI-XVII), 28.
Bonvicini, Andrea, vicario generale del vescovo di Pistoia Francesco Rinuccini (secolo XVII), 35.
Borgherini, Vincenzio, affittuario del Capitolo (secolo XVIII), 90.
Borghesi, Claudio (secolo XVI-XVII), 29.
Bottari, Giandomenico (secolo XVIII), 144.
Bottari, Pier Luigi, canonico del duomo di Prato (1857-1930), 539.
Braccioli, Cosimo di Pietro, canonico del duomo di Prato (1652-1720), 74, 104, 336.
Braccioli, Giuseppe di Pietro, canonico del duomo di Prato (f 1727), 74.
Brancacci, Pompeo, notaio (secolo XVII), 298.
Bresci, Angelo, canonico di Prato (f 1907), XXVIII, 467, 469.
Briganti, Antonio, livellario dell'ospedale dei poveri di Bonifazio (secolo XVIII) , 91.
Briganti, Giovarmi di Piero, agente della fattoria di Schignano (secolo XVIII), 351, 352.
Briganti, Piero di Isippo (secolo XVIII), 90, 304, 349, 350, 351, 385.
Brozzi, S. Martino a (presso Firenze), 16.
Bruges, 21.
Buggiano, chiesa di S. Pietro di, 26.
Buona di Schiatta (secolo XIV), 14.
Buona, moglie di Rischiarato di Rozzo, 12.
Buonamici, famiglia dei, 504.
Buonamici, Antonio di Raffaello, arciprete del Capitolo e vicario generale della diocesi di Prato (1631-1699), 37.
Buonamici, Buonamico di Piero di Matteo, cavaliere di santo Stefano (f 1608), 57, 74.
Buonamici, Giulio, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 268.
Buonamici, Matteo di Giuseppe, canonico del duomo di Prato (1684-1754), 336, 341.
Buonamici, Matteo di Pier Francesco (secolo XVII), 324.
Buonamici, Matteo, vicario del Cardinal Santori (f 1590), 109.
Buonamici, Niccolò, nobile (secolo XIX), 331.
Buonamici, Pier Francesco (secolo XVII), 323.
Buonamici, Piero di Pier Francesco (secolo XVII), 324.
Buonamici, Stefano, canonico di Prato (1722-1771), XXIV.
Buonconti, Filippo di Francesco, canonico di Prato (secolo XVI), 117, 121, 143.
Buonconti, Tommaso, canonico di Prato ( 1564), 25.
Buonconti, Tommaso dTacopo, cappellano del duomo di Prato ( 1692), 129.
Buonristori, Filippo, agente agrario (secolo XVI), 402.
Buonristori, Filippo, rettore di S. Martino di Vergaio (secolo XVI), 28.
Buonristori, Gaspero di ser Pietro, rettore di S. Martino di Vergaio (secolo XVI), 28.
Buonristori, Raffaello, canonico della pieve di Prato (secolo XVI), 117.
Burcardo, vescovo di Worms, canonista (965 ca-1025), 510.
Caccia, Alessandro del, vescovo di Pistoia (1600-1649), XXXVII, XXXVIII.
Cachimila, Antonio, giudice e notaio (secolo XVI), 22.
Cafaggio (a ovest di Prato), 86.
Calcherelli, Niccolò (secolo XVIII), 89.
Calderino, cartolaio da Firenze (secolo XV) , 510, 511.
Calendini, Francesco di Simone, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 120, 121, 122, 291.
Calenzano, S. Donato di (Val di Marina), 391.
Calvi, famiglia dei, 321, 322.
Calvi, Raffaello di Pacino, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI) , 138, 140.
Calvi, Lorenzo di Andrea Organi, prete (f 1684), 74, 321 sgg.
Camante di Gentile, notaio (secolo XIII), 12.
Cambioni, famiglia dei, 82.
Cambioni, Piero di Niccolò di Piero, notaio (secolo XVI), 60, 291.
Campanile, Tobia, notaio (secolo XVI), 29.
Campi Bisenzio, 76.
Campoimi, famiglia dei, 498.
Canneto (Val di Bisenzio), chiesa di S. Michele di, vedi chiesa.
Capalle, S. Quirico a (Campi Bisenzio), il Muraccio a, 147.
Capezzana (presso Prato), 144
- chiesa di S. Maria di, vedi chiesa.
Capitolo della cattedrale di Prato
- Azienda d'accollo del, 99, 104, 113, 151, 161, 199
- cappellanie del, IX
- Cassa dei depositi delle doti del, 106, 389
- collegio dei chierici del, 102, 110, 449, 453
- commissari del, X, XVI, XX, XXI, XXII, XXV, XXVI, XXVII, 52 sgg.
- corista del, 279
- costituzioni deh XI, XVI, XVII, XXXVI, 16, 51 sgg., 110, 269, 279
- dignità e canonicati del, IX
- distribuzioni corali del, 51, 279
sgg:
- doti amministrate dal, vedi eredità
- insegne canonicali del, IX
- inventari del, 464
- obblighi del, 55, 56, 99, 100, 104, 105, 218 sgg., 467
- patronati del, 99
- registri d'atti parrocchiali del, 470 sgg.
- ruoli corali del, 279 sgg.
- uffici del, IX
- vedi anche duomo, eredità, Prato.
Capolini, Giuseppe, cappellano del duomo di Prato (1742), 271. Capolini. Giovambattista (secolo XVIII), 81.
Capponi, Camillo (secolo XVIII), 88.
Caprini, Simone di Matteo, chierico (secolo XVI), 23.
Carboncetto, marmorario (secolo XII), 509.
Carlesi, famiglia dei, 503.
Carlesi, Domenico Antonio, camarlingo del Capitolo e cavaliere (1729), 56, 133, 155.
Callo Borromeo, arcivescovo di Milano, santo (1538-1584), 25.
Carloni, Lucrezia di Marco, donna di messer Galeazzo Maria dei conti Bardi (secolo XVI), 290, 291.
Carmagnini, Romualdo di Felice, cappellano del Capitolo di Prato (1727- 1790), XXV.
Carmignano (sulle pendici orientali del Montalbano), 262.
Carnesecchi, Giuseppe, rettore della chiesa di S. Giorgio di Prato, poi canonico del duomo (f 1690), 35, 314, 315.
Carniani, Giovanni, di Montevettolini (secolo XIX), 56.
Carradori, Alessandro, notaio (secolo XIX), 76.
Carraresi, Pietro, ingegnere (secolo XIX), 467.
Carteano (Val di Bisenzio), 314.
Casale (nella piana di Prato), 11
- poderino detto il Rio di, 503.
Casavecchia, Marco Tommaso, prete (secolo XVII-XVIII), 87.
Caserta, 21.
Casini, famiglia dei, 86.
Casini, Lorenzo, cappellano del duomo di Prato (secolo XVII), 36.
Caspars, Paolo, canonico e vicario generale di Prato (1738-1814), 277.
Casotti, Giovambattista di Giovali Lodovico, conte e canonico di Prato (1669-1737), XIX, 5, 74, 96, 110, 339 sgg., 344, 389.
Casotti, Giuseppe Maria, erudito (1679-1740), XLVIII, 5, 336.
Cassa di risparmi e depositi di Prato, XIV, LIV.
Castagnoli, Giovanni. compositore (1868 1944), XV, LII nota 79.
Castagnoli Settesoldi, Albertina, XV, LII nota 79.
Castelgandolfo, 32, 34.
Castellammare, 21.
Castiglione dei Gatti, 25, 26, 27, 28, 31.
Caiani, Giovanni, imbianchino (secolo XIX), 110.
Cavalcanti, Roberto, canonico fiorentino e uditore papale (secolo XV), 16.
Ceccarelli, Francesco di Giulio, notaio (secolo XVII), 313, 315.
Ceccarelli, Giulio di Francesco, notaio (secolo XVI-XVII), 60, 61, 295, 301, 306, 324.
Ceccatelli, Silvio, canonico del duomo di Prato (1854-1945), XXVIII nota 42, 464.
Ceccoli. Girolamo, da Tarano, notaio (secolo XVI), 26.
Cedri, Settimio, avvocato (secolo XVIII), 344.
Celestino II, papa (1143-1144), 7.
Celestino III, papa (1191-1198), 10, 51.
Ceri, Giovacchino Domenico, erudito e legista (1734-1798), 356.
Cerreto (sopra Figline di Prato), chiesa di S. Michele di, vedi chiesa.
Cerreto Guidi (Valdarno inferiore), 89, 91, 92, 503.
- castello di, 391
- comunità di, 90, 112, 392, 503
- fattoria del Capitolo di Prato in, vedi fattoria
- Opera della pieve di, 390, 392
- pieve di S. Leonardo in, vedi pieve
- podere del Mulinaccio in, 143
- podere detto Pieve vecchia in, 92
- podere di Cugnani in, 144
- podere di Firenzuola in, 144
- podere di Frustolatico in, 143
- podere di Perticato, 144, 433
- podere di S. Lucia in, 143
- podere di S. Piero in, 144
- podere di Stabbia detto l'Acquarata in, 144
- podere la Marginina in, 112
- Pratale in, 503
- Sassone in, 503
- strada Corta Fucecchiese in, 112
- strada del Perticatino in, 112, 144
Cesarmi, Filippo, notaio del Palazzo apostolico (secolo XVII), 36.
Checchi, Cosimo, canonico del duomo di Prato (f 1752), 54.
Chiaratus, rector ecclesie S. Iacopi (secolo XIV), 510.
chiesa
- della Madonna del Giglio in Prato, 313, 317
- di S. Agostino in Prato, 91, 449
- di S. Andrea a Tontoli. 12, 80, 82, 502
- di S. Donato in Prato, 11
- di S. Donato in S. Francesco di Prato, 107
- di S. Francesco in Prato, 19, 337
- di S. Giovanni evangelista in Pistoia, 6
- di S. Giorgio in Prato, 14, 35
- di S. Iacopo in Prato, 8, 9, 510
- di S. Marco in Prato, 20, 21, 463
- di S. Margherita in Prato, 462, 463
- di S. Maria della Ripalta a Grignano, 5
- di S. Maria delle Carceri in Prato, 57, 109
- di S. Maria dell'Umiltà a Maliseti, 145
- di S. Maria a Capezzana, 18, 19
- di S. Maria in Castello di Prato, XL, 12, 37, 87
- di S. Maria Novella in Prato, 11
- di S. Martino a Vergaio, 5, 28, 35, 107
- di S. Michele a Canneto, 298, 299
- di S. Michele a Cerreto, 5
- di S. Pier Forelli in Prato, 32, 269
- di S. Pietro a Buggiano, 26
- di S. Pietro a Figline, 5, 35, 37, 107
- di S. Pietro a Mezzana, 80, 82, 107
- di S. Pietro e Paolo a Stabbia, 112, 391, 392, 433, 434, 502
- di S. Salvatore sul Bisenzio, 10
- di S. Silvestro diTobbiana, XLVIII nota 72
- di S. Stefano a Ugnano (Firenze), 18, 290
- di S. Tommaso alla Cannuccia in Prato, 24; cappellania dell'Annunciazione nella, 24
- di S. Vincenzo in Prato, 269.
Chiesanuova (presso Prato), 502
- Bardena di, 502
- cimitero comunale di Prato alla, 107
- Velia di, 502.
Chiti, Giovambattista di Pasquino, rettore di S. Maria in Castello (secolo XVII), 37, 87.
Ciamberli, Girolamo di Felice (secolo XVII), 295.
Ciampolini, Donato, sacerdote (secolo XX), 542.
Ciani, Francesco Maria, procuratore legale (secolo XVII), 87.
Ciani, Giuliano d'Andrea di Bartolo, legnaiolo (secolo XV), XLVI nota 71.
Ciava, figlia di Falcuccio e di Stellachiara (secolo XIV), 13.
Cicambellis, Franciscus Petri Pauli Francisci de, cancellarius Capituli (secolo XVI-XVII), 60, 295, 297, 298.
Cicerone, Marco Tullio, scrittore romano (106-43 a.C.), 324.
Cicognini, famiglia dei, 258, 259.
Cicognini, Filippo di Francesco di Filippo d'Iacopo (secolo XVI-XVII), 307.
Cicognini, Francesco di Cosimo, canonico (1590-1666), 74.
Cicognini, Lorenzo di Filippo, tesoriere del Capitolo di Prato (1642- 1717), 88.
Cini, Alessandro, pievano di S. Maria a Colonica (secolo XVII), 34.
Cini, Giovanni Domenico di Alessandro, cappellano della cattedrale di Prato (secolo XVII), 34.
Cini, Giovanni, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 121.
Cini, Giuseppe, canonico del duomo di Prato (f 1812), 449.
Cipriani, Paolo, canonico della collegiata di Prato (secolo XVII), 297.
Cipriani, Stefano, cappellano del duomo di Prato (secolo XVII), 51.
Cironi, Pietro Mattia, canonico del duomo di Prato (1730-1796), 149, 165.
Ciughi, Bartolomeo di Giovan Battista, notaio (secolo XVII-XVIII), 337.
Ciughi, Giovambattista di Bartolomeo, erudito e canonico del duomo di Prato (1737-1806), 57, 58, 74.
Ciughi, Nicolao di Paolo, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 126.
Ciughi, Paolo, camarlingo del Capitolo di Prato (secolo XVII-XVIII), 103, 118, 123, 127, 189.
Clemente VII, papa (1523-1534), XXXVI nota 58, 20, 21, 100, 390.
Clemente VIII, papa (1592-1605), 29, 30.
Clemente IX, papa (1667-1669), 35, 100.
Clemente X, papa (1670-1676), 35.
Clemente XI, papa (1700-1721), 37, 38.
Clemente XII, papa (1730-1740), 39, 100.
Coiano, S. Bartolomeo a (a nord di Prato), 144, 146, 503
- S. Martino di, 144.
Colle di Valdelsa, XXI, XXII.
Collesano, 22.
Colonica, 338
- pieve di S. Maria di, vedi pieve.
Columbanius, Virginius, notarius actuarius (secolo XVII), 299.
Colzi, Adelio, architetto (secolo XX), 501.
Colzi, Francesco (secolo XVIU-XIX), 357.
compagnia
- della S. Croce in Prato, 463
- delPesaltazione della S. Croce in duomo di Prato, 39
- del Pellegrino o della Morte di Prato, 81
- del SS. Sacramento e del sacro Cingolo in duomo di Prato, 443 sgg., 509
- del S. Cuore di Maria nella chiesa di Nostra Signora delle Vittorie in Parigi, 449
- di S. Rocco in Prato, 259, 260
- di S. Orsola in Prato, 462, 463. Conte di Tracca Strozzafichi e di Bianda di Guidingo (secolo XIV), 14.
Conti, Clemente, tintore (secolo XVIII), 83.
Conti, Matteo, tintore (secolo XVIII), 83.
Conti, Orazio di Michele (f 1736), 74. Contis, Iohannes Maria de, presbiter (secolo XVIII), 83.
Convenevole di Francesco della Torri- cella (secolo XVI), 83.
Convenevoli, famiglia dei, 76. Convenevoli, Matteo, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 82. convento
- di S. Agostino in Prato, 14, 38, 57
- di S. Anna in Giolica, 14
- di S. Clemente in Prato, 87, 503
- di S. Domenico in Prato, 14, 57, 100, 326, 501
- di S. Francesco al Palco, 99, 146
- di S. Francesco in Prato, 14, 19, 57, 501
- di S. Giorgio in Prato, 269
- di S. Leonardo degli Scarioni in Napoli, 456
- di S. Margherita in Prato, 90, 269
- di S. Maria del Carmine in Prato, 14
- di S. Maria Novella in Firenze, 510
- di S. Michele in Prato, 269
- di S. Niccolò in Prato, 85, 501
- di S. Trinità in Prato, 318
- di S. Vincenzo in Prato, 91
- vedi anche chiesa, monastero.
Coppini, Francesco di Tommaso, chierico (secolo XVI), 24.
Corneto, 18.
Corselli, Battista di Olivante, da Creda (secolo XVI), 28.
Cortona, 21
Cosimo I de' Medici, granduca di Toscana (1574), 390.
Cospi, Alessandro, vicario generale del vescovo di Pistoia (secolo XVI), 27.
Costaguto, Vincenzo, referendario della Segnatura apostolica (secolo XVII), 33.
Costamagna, ditta organaria di Milano, 111.
Costantini, Pietro, notaio (secolo XIX), 76.
Costantinopoli, patriarca di, 38.
Creda, 5, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31
- alla Collina (Colina) di, 28, 29
- Gambarato di, 30
- il Bardo di, 28
- il prato di Gilio di, 31
- la Malefre di, 30
Crocetti, Iacopo, rettore di S. Pier Forelli (secolo XVII), 32.
Cugi, Antonio, livellario del Capitolo (secolo XVIII), 86.
Curia regia di Sicilia, 22.
Curia romana
- Camera apostolica, 17, 25, 26, 27, 40, 41, 99, 103
- Cancelleria apostolica, 33
- Congregazione dei Riti, XXXVIII
- Congregazione dei vescovi, 46
- Congregazione del Concilio, XXXVIII, 46, 93
- Sacra Romana Rota, 36, 52, 314
- Segnatura apostolica, 33, 34, 36. Curia vescovile di Prato, XIV, 95, 434.
- vicario generale della diocesi, 47, 48, 83, 85, 89, 106, 321, 322, 324, 325, 327.
Cybo, Camillo, patriarca di Costantinopoli (secolo XVIII), 38.

Dagomari, famiglia dei, 109.
D'Aragona Piccolomini, Alfonso, giustiziere del regno di Sicilia e vicario regio (secolo XVI), 22.
Datini, Francesco di Marco, mercante (1410), 74.
Della Torre, Augustinus Felix, actuarius (secolo XVIII), 83.
Della Verde, Americus q. Flamminii, capitaneus (secolo XVII), 299.
Della Verde, Bartholomeus q. Flamminii (secolo XVII), 299.
Del Rosso, famiglia dei, di Firenze, 81.
Del Turco, Agnolo (secolo XVIII), 389.
Del Turco, Domenico, cappellano della collegiata di Prato (f 1679), 128.
Demanio dello Stato, 46, 93, 111, 434.
Diacceto, Francesco da, vescovo di Fiesole (f 1595), 100.
Diamanti, Matteo, vescovo di Pistoia (1400-1425), 15, 82, 510.
Dino, medico cerusico (secolo XIV), 13.
Dolce di Davanzino, moglie di Piero di Donato (secolo XIV), 13.
Dolfi, Giuseppe, canonico di Prato (1863-1946), XXVIII nota 42, 464, 466.
Domenichino, muratore (secolo XV), XLVI nota 71.
Domenico (secolo XVI), 19.
Domenico di Salvestro, canonico della pieve di Prato (secolo XV), 262.
Domitianus notalius et iudex sacri palatii (secolo XII), 6.
Donati, Donato di Colo, da Sparvo (secolo XVI), 27.
Donati, Maria di Colo, da Sparvo, moglie di Camillo del Bontà (secolo XVI-XVII), 27, 28, 31.
Donato di Ammannato Bianchi (secolo XIV), 14.
Ducco (Ducho) di Giuliano, cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 115, 116, 117, 135, 263, 264.
duomo, collegiata, pieve di S. Stefano di Prato
- altare della Madonna delle Grazie in, 259
- altare del Crocifisso grande in, XXXIH, 20, 27, 32, 39, 55, 258. 303, 463
- altare del Sacramento in, 39, 56, 110, 447
- altare di S. Antonio in, XXXIII, 116, 503
- altare di S. Margherita in, XXXIII
- altare maggiore in, 108, 109, 500
- campanile del, XV, 104, 109
- canonicato Buonamici in, 47
- canonicato Cicognini Novellucci in, 111
- canonicato dei santi Pietro e Paolo in, 298
- canonicato delPArcidiaconato in, 76
- canonicato delle Cento Misure in, 111
- canonicato del Penitenzierato in, 110, 339, 340, 344
- canonicato del Tesorierato in, 106, 306
- canonicato di S. Maria della Ripalta in, 46, 259.
- canonicato Magni in, 112
- canonicato Teologale in, 47, 106, 110, 314
- canonicato Villani in, 47
- cappella del sacro Cingolo in, XV, LI, 13, 15, 16, 32, 34, 43, 59, 69, 111, 163, 219, 258, 456 sgg., 503
- cappella del Crocifisso in, 109
- cappella musicale del, 387
- cappellania dei santi Pietro e Paolo in, 298
- cappellania della Purificazione in, 30
- cappellania di monna Piera di ser Landò in, 36
- cappellania di S. Alessio in, 34
- cappellania di S. Bartolomeo all'altare del Crocifisso in, 20
- cappellania di S. Iacopo e Filippo in, 290
- cappellania di S. Iacopo maggiore e minore in, 32
- cappellania di S. Lorenzo in, 321, 322, 323
- cappellania di S. Tornato in, 463
- cappellanie in, 111
- cattedra episcopale in, 501
- chiostro del, XV
- cimitero del, 109
- codici corali e liturgici del, 509 sgg.
- confraternita dell esaltazione della Croce in, 39
- congrega della Vergine delle Grazie in, 259
- congrega del cingolo di san Tommaso d'Aquino in, 454
- congrega di san Giuseppe in, 449, 455
- coro del, 108, 109
- gradinate esterne del, 501
- inventari del, 464 sgg.
- organo del, 108, 109, 501
- orologio sulla facciata del, 108
- pia Unione dei figli di Maria in, 449, 453 sgg.
- pia Unione del sacro Cuore di Maria in, 449, 450 sgg.
- piante dell'antica canonica del, 500
- porticciola del, 55, 109, 501
- pozzo dei Dagomari in, 109
- restauri al, 108, 109, 110, 111
- sagrestia del, XVI, XVII, XXIV, XXXVI, 104, 111, 117, 218, 219 sgg., 269 sgg., 389, 464 sgg., 500
- scalere del, 501
- sepolture in, 55, 502
- Società di mutuo suffragio in, 449, 454 sgg.
- tabernacolo della Madonna dell'Ulivo in, XV, 109
- tesoro del, XXX sgg., 510, 512
- vedi inoltre Capitolo, compagnia, eredità, Opera del Duomo, Prato.

Economato dei benefici vacanti. 111, 388.
Empoli, collegiata d', 24.
Epifani, Eufrosino, scrittore della Curia romana (secolo XVI), 25.
Epifani, Gregorio, scrittore della Curia romana (secolo XVI), 23.
Ercole del fu Iacopo (secolo XVI), 25.
eredità del Capitolo di Prato
- Bartolini, XXVI, XLVIII nota 72, 161, 192, 199, 336, 345 sgg., 388, 503, 504
- Bartolozzi, X, 107, 313 sgg., 388, 469
- Becheroni, 388
- Benamati, X, XVIII, XXIV, XLVIII nota 72, 96, 305 sgg., 336, 348, 469
- Bizzochi, X, XVIII, XXIV, XLVIII nota 72, 88, 96, 305 sgg., 336, 348, 469
- Calvi, X, 321 sgg., 388, 467
- Casotti, X, 96, 336, 339 sgg., 388
- Giugni, XVm, XIX, 295 sgg., 336, 386, 387, 388
- Leonetti, X, XVIII, XXIV, 96, 305 sgg., 336, 388, 469
- Marcovaldi, 336
- Masi, XVIII, 301 sgg., 336, 386, 387, 388
- Nesi, 303, 336, 385, 386, 387, 388
- Roncioni, X, 102, 334 sgg., 348, 357, 503
- Spighi, 297 sgg.
- Turini, XVIII, 293 sgg., 336, 386, 387, 388
- Vannini, 337 sgg., 388.
Ermanno de Greben, notaio apostolico e imperiale (secolo XV), 16.
Eugenio III, papa (1145-1153), 8.
Eugenio IV, papa (1431-1447), XXXV, 16, 17, 298, 512.
Europa, 341.

Fabbri, Bartolo di Sandro (secolo XVII), 30.
Fabbruzzi, famiglia dei, 305, 306. Fagioli, Matteo di Giovanni, notaio (secolo XVI-XVII), 293.
Falchi Picchinesi, Francesco, vescovo di Pistoia e Prato (1791-1803), 107, 111, 163.
Falleni, Francesco, scrivano (secolo XVIII), 190.
Fantaccini, Eugenio, vicario generale della diocesi di Prato (1882-1959), 53.
Fantozzi, Antonio, agente agrario (secolo XVII-XVIII), 395.
Fantozzi, Giuseppe, avvocato (secolo XIX), 110.
fattoria di Cerreto Guidi, XVIII, 42, 94, 112, 114, 198, 200, 304, 355, 390 sgg., 465, 469, 536, 537.
fattoria di Schignano o di Val di Bisenzio, LI nota 77, 348 sgg., 467, 503, 504.
Fazzi, Francesco di Giuliano, sacerdote (f 1659), 74.
Fede del fu Fede da S. Giusto (secolo XIV), 14.
Fede di Giovanni da Montebuiano (secolo XIV), 14.
Fedi, Annibaie (secolo XVII), 315.
Fedi, Domenico di Francesco, cappellano del duomo di Prato (1635- 1715), 237.
Ferdinando I, granduca di Toscana, già cardinale (1587-1609), XL, 27, 121.
Ferdinando II, granduca di Toscana (1621-1670), XL.
Ferdinando III di Lorena, granduca di Toscana (f 1824), 110, 162.
Ferrara, 16.
Ferrarmi. Alessandro, pittore (1815- 1904), 110.
Ferretti, Benedetto, pievano di Cerreto Guidi (secolo XVIII), 89, 392, 434.
Fiascaini, Niccola, notaio (secolo XVIII), 99, 150, 336, 439, 440.
Fiaschetti, Giovanni, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 125.
Fiesole
- badia di, 10
- canonica di, 10, 137
- vescovo di, XXIX, 10.
Figline (presso Prato), 14
- vedi anche chiesa di S. Pietro di Filettole (presso Prato), 145
- Palco di, 146
- S. Anna di, 145
- Vigna del Piovano di, 146.
Filippi, Orsola, moglie di Piero Masi (f 1631), 301.
Filippo di Tommaso da Prato, datario e commensale del papa (secolo XVI), 21.
Fino del fu Nuto (secolo XIV), 13.
Fiordelli, Pietro, vescovo di Prato, XIV, XV nota 11, LI, LIV.
Firenze, XVII, XVIII, XLVI, 10, 14, 15, 16, 19, 20, 23, 26, 28, 29, 33, 34, 41, 46, 60, 61, 81, 86, 91, 143, 290, 346, 348, 449, 467, 510, 511, 520, 523
- archivio della SS. Annunziata di XXIX
- archivio di Stato di, vedi archivio
- arcivescovo di, 22, 34, 52, 80, 83, 88, 110, 290, 326
- beneficio di S. Gregorio in S. Egidio di, 46
- Biblioteca nazionale di, 510
- borgo S. Lorenzo in, 512
- capitaneus et conservato civitatis di, 137
- Comune di, 14
- congregazione di S. Filippo Neri di, 321
- conservatori della giurisdizione e dominio di, 93, 189
- consiglio straordinario di liquidazione dei conventi di, 97
- convento di S. Maria Novella di, 510
- Corte regia di, 76
- diocesi di, 18, 33
- Magistrato supremo di, 93, 346
- monastero di S. Miniato al Monte di, 12
- Monte della Pietà di, 306, 321, 322, 323
- Monte delle Graticole di, 323
- Monte del Sale di, 303, 323
- Opera delle mura del Comune di, 14
- Opera di S. Reparata di, 14
- Prefettura di, 97, 384, 389
- Rota di, 91, 93
- Segreteria del Regio Diritto di, 97, 443, 445, 449, 452, 476
- Segreteria di Stato di, 97, 483
- Seminario di S. Salvadore di, 327
- Soprintendenza ai Monumenti di, 468
- Soprintendenza alle Gallerie di, 468
- spedale degli Innocenti di, 387
- spedale di Bonifazio di, 91
- stamperia d'Antonio Maria Albizzini in, 86
- tipografia Bonducciana di, 76, 91, 331
- tribunale di prima istanza di, 92
- Ufficiali dei fiumi e delle strade di, 84
- Uffizio delle decime granducali di, 189
- Zecca di, 163, 464, 467.
Fondo per il Culto, 111.
Fontanelli, Luigi, canonico del duomo di Prato (1799-1862), XXVII, XXVIII, L, 57, 64, 65, 66, 75, 98, 102, 106, 218, 464, 468.
Forteguerri, Giovambattista, vicario generale del vescovo di Pistoia Francesco Rinuccini (secolo XVII), 35.
Fortunati, Pietro Antonio, stampatore (secolo XVII), 51.
Francalanci, Giuseppe, ingegnere (secolo XIX), 503.
Franceschi, Francesco, cappellano del duomo di Prato (secolo XVII), 237, 238, 271.
Franceschini, mugnaio (secolo XVIII), 83.
Francesco di Sebastiano, da Sparvo (secolo XVII), 31.
Francesco di Simone, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 214.
Francesco di Stefano, cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 114.
Francesconi, Sebastiano, notaio della Sacra Rota (secolo XVII), 36.
Franchi, Alessandro, pittore (1838-1914), 513, 539.
Franchi, Andrea, vescovo di Pistoia (1381-1400), 15, 510.
Franchi, Andrea di Viviano, proposto di Prato (1406-1424), XLVI, 16.
Franchi, Antonio, pievano di S. Maria a Colonica (secolo XVII), 34.
Franchi, Giovanni (secolo XVII), 90.
Franchi, Leopoldo, canonico del duomo di Prato poi vescovo di Livorno (1826-1902), 47.
Franchi, Rossello di Jacopo, pittore (secolo XV), 511.
Franchi, Sebastiano, canonico del duomo di Prato (f 1849), 166.
Franchi, Tommaso di Giovanni, notaio (secolo XVII), 321, 327.
Fraschetti, Vincenzio di Iacopo Antonio, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 140.

Gabriello, frate (secolo XV), 511.
Galciana (presso Prato), 12, 81, 144, 146, 148
- alla Croce di, 146
- Arbore di, 12
- il Paradiso di, 81, 144
- Palarciano di, 146
- Valdingole di, 146.
Galletti, Marcantonio, arciprete del duomo di Prato (f 1739), 61.
Galligus iudex et notarius (secolo XII), 6.
Gamucci, Antonio Salvadore, notaio (secolo XVIII-XIX), 357.
Gargalli, Giovanni Antonio, chierico (secolo XVIII), 391.
Gatti, famiglia dei, 86, 298.
Gatti, Tommaso, camarlingo del Capitolo di Prato (secolo XVIII), 154.
Gattis, Margarita de Maxis (secolo XVII), 299.
G. de Curie, canonico di Pisa (secolo XIII), 11.
Gello, S. Bartolomeo a (a ovest di Prato), 146.
Geppi, Luigi, arciprete del Capitolo e vicario generale della diocesi di Prato (f 1827), 343.
Geppi, Pietro Ignazio di Andrea, nobile (1776-1841), 110.
Gerardo, proposto di Prato (1102-1125), 6.
Gerbi, Bartolomeo di Agostino, livellario del Capitolo (secolo XVII-XVIII), 87.
Gesuiti, congregazione di chierici regolari della Compagnia di Gesù, 324. 325, 326, 327.
Gherardi, Agostino di Stefano, agente della fattoria di Schignano (secolo XVIII-XIX), 349, 350, 351, 352.
Gherardi. Gherardo, vescovo di Pistoia e Prato (1679-1690), 37, 439.
Ghinga di Tracca Strozzafichi e di monna Bianda (secolo XIV), 14.
Ghinuzzi, Girolamo, vescovo e uditore generale delle cause apostoliche (secolo XVI), 20.
Giannantoni, Domenico, muratore (secolo XIX), XXVI.
Giannetti, Giovambattista, procuratore legale (secolo XVIII), 83.
Giannini, Ferdinando Maria, canonico del Duomo di Prato (1906), 466.
Giannini, Sirnone, sagrestano della collegiata di Prato (secolo XVII), 270.
Giannini Capolini, Caterina di Giovambattista (secolo XVII-XVIII), 85.
Giannini Capolini, Francesco, canonico di Prato (secolo XVII), 85.
Gilardoni, Angelo Maria, arcivescovo di Firenze (f 1835), 110.
Gina, moglie di Fino di Nuto (secolo XIV), 13.
Ginetti, Marzio, cardinale (secolo XVII) , 36.
Gini, Benedetto di Lorenzo, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 122.
Gini, Domenico di Domenico, alfiere (f 1620), 74.
Gini, Girolamo di Pierfrancesco (secolo XVII), 334.
Gini, Giuseppe Maria (secolo XVIII), 336.
Gioni, Giovanni, livellario (secolo XVIII), 84, 85.
Giordani, Gherardo (secolo XVII-XVIII), 84.
Giordani, Lisabetta. nei Marini (secolo XVII-XVIII), 84.
Giordano, cardinale e vescovo di Albano (secolo XV), 16.
Giovanna, vedova di Giovanni da Montebuiano (secolo XIV), 14.
Giovanni, abate di S. Bartolomeo di Fiesole (secolo XII), 10.
Giovanni da Parma, medico papale, proposto di Prato (1348-1360), XV, XXX.
Giovanni Battista, vescovo e delegato apostolico (secolo XVI), 21. Giovanni da Prato, arcivescovo di Tebe (secolo XV-XVI), 19.
Giovanni de Vignoso, maestro (secolo XVI), 19.
Giovanni di Francesco (secolo XIII), 12.
Giovanni di Giunta (secolo XIII), 12. Giovanni di Matteo, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 140.
Giovanni di ser Geri (secolo XIV), 14.
Giovanni di Simone di Marco da Sparvo (secolo XVII), 31.
Giovanni, don (secolo XV), 510.
Giovanni Nero (secolo XV), XLVI nota 71.
Giovanni XXIII, papa (1410-1415), 15.
Girolamo di Geri, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 136.
Giugni, Agostino di Polito (secolo XVII), 295.
Giugni. Battista di Domenico (secolo XVII), 295.
Giugni, Benedetto di Sandro (secolo XVII), 295.
Giugni, Leonardo d'Antonio Maria, pizzicagnolo (1626), 295 sgg.
Giugni. Tommaso di Desiderio (secolo XVII), 295.
Giuliano, chierico, di messer Nicolò Banducci (secolo XV), 512.
Giulio II, papa (1503-1513), 18.
Giuntalodi, Domenico di Giovanni, architetto (f 1560), 74.
Giunti, Carlo Maria, procuratore legale (secolo XVIII), 89.
Giusto di Iacopo, rettore della cappellata della Purificazione nella collegiata di Prato (secolo XVII), 30.
Godenzi, Raffaello di Francesco, notaio (secolo XVI), 291, 305.
Gori, Anton Francesco, erudito (1691-1757), 389.
Governo francese, 163
- ministero dell'Interno del, 97.
Gradi, Niccolò, cappellano della pieve dell'Impruneta (secolo XVIII), 341.
Grassi, Paolo di Pietro, agricoltore (secolo XIX), 92.
Grazzini, Giovacchino Vincenzio di Carlo, cappellano del Capitolo di Prato (1734-1808), XXV.
Gricigliana (Val di Bisenzio), 346, 356, 505
- podere detto Piazza di Sotto in, 505.
Grignano (presso Prato), chiesa di S. Maria della Ripalta in, vedi chiesa.
Gregorio IX, papa(1227-1241), 10, ll.
Gregorio XII (Angelo Correr), papa (1406-1409), 16.
Gregorio XIII, papa (1572-1585), 27.
Gregorio XV, papa (1621-1623), 32.
Gregorio XVI, papa (1831-1846), 44, 110.
gualchiera, 83, 143
- degli Abatoni a S. Lucia, 144
- della Strisciola a S. Lucia, 145.
Gualfreducci, Sebastiano, vicario generale del vescovo di Pistoia (secolo XVI), 26.
Gualfreduccio di Boce (secolo XIII), 11.
Guaimi, Agostino, cappellano del duomo di Prato (secolo XVII), 148.
Guaimi, Andrea (secolo XVII), 298.
Guardini, Alessandro, medico e erudito (1530-1566), 509.
Guarducci, Giuliano (secolo XVII-XVIII), 81, 82.
Guasti, Cesare, filologo (1822-1889), 110.
Guazzaloti, Laudadeo di Mariano, notaio (secolo XVI), XXXVII, 17, 60.
Gucci, Stefano, prete (secolo XV), 16.
Guglielmo di Adatto (secolo XIII), 12.
Guidiccio (secolo XIV), 13.
Guido di Atto (secolo XIII), 12.
Guido nappaio (secolo XIII), 11.
Guizzelmi, Cristofano (secolo XVIII), 336.
Guizzelmi, Francesco, primicerio del Capitolo di Prato (f 1741), 341.
Guizzelmi, Francesco d'Agostino d'Andrea di Francesco, camarlingo del Capitolo di Prato (secolo XVI), XXXVI, XXXVII, 139, 140.
Guizzelmi, Ignazio Leopoldo, canonico del duomo di Prato (secolo XVIII), XIX, XX, 269.
Guizzelmi, Maria Margherita (secolo XVIII), 88.
Iacopa, moglie di Angiorino di Benincasa, 11.
Iacopo di messer Bertoldo da Montepulciano (secolo XIV-XV), 15.
Iacopo di Stefano di Luparello, cappellano della pieve di Prato (secolo XV) , 115, 262.
Iacopo, rettore di S. Andrea a Tontoli (secolo XIII), 12.
Iacopone da Todi, poeta (1230/36- 1306), 110.
Ildebrando, vescovo di Pistoia (1105-1131), 6.
Impruneta (Firenze)
- Giovan Batista Casotti pievano del- P, XIX, 339, 340, 341
- pieve di S. Maria dell', vedi, pieve.
Inghilesco di Albertino da Albore (secolo XIII), 12.
Inghirami, Filippo di Gregorio, mercante, (1480), 74.
Inghirami, Francesco Fedro, erudito (secolo XVI), 509.
Inghirami, Gimignano di Niccolò, canonista e proposto di Prato (f 1460), XLVI nota 71, XLVIII.
Inghirami, Giminiano (secolo XVII), 87.
Inghirami, Giovanni Ottavio di Anton Filippo, senatore (secolo XVIII), 340.
Inghirami, Inghiramo di Tedaldo, primicerio del Capitolo di Prato (secolo XVI) , 121.
Inghirami, Settimio, decano del Capitolo di Prato (1745), 389.
Inghirami, Valerio di Tedaldo, rimatore e decano del Capitolo di Prato (1672), 89.
Innocenzo II, papa (1130-1143), 6, 7, 8, 10.
Innocenzo III, papa (1198-1216), 10.
Innocenzo IV, papa (1243-1254), 11.
Innocenzo X, papa (1644-1655), XXXVIII nota 63, 100.
Iohanne d'Andrea da S. Vinciengio (secolo XV), 510.
Iohannes, diaconus Neapolitanus, 6.
Iohannes Michelis de Florentia, monacus Vallisumbrose (secolo XV), 520, 523.
Iohannes Oliverii, prior monasterii S. Fabiani de Prato (secolo XV), 523.
Iolo (nella piana di Prato), 12, 13, 16, 82, 144, 145, 147, 148, 503
- al Fosso di, 145, 148
- alla Caserana di, 147
- alla Via Nuova di, 144
- al Pozzo di, 148
- a Vigolino di, 144
- fornace di, 298
- il Coderino di, 148
- il Poderaccio di, 148
- in Pinzale di, 144
- la Fornace di, 148
- S. Andrea di, 148
- vedi anche pieve.
Ionini, Emilio, ingegnere (secolo XIX), 502.
Ippolita di Paolo da Montecuccoli (secolo XVII), 298.
Ippoliti, Giuseppe, vescovo di Pistoia e Prato (1776-1780), 100.
Lalli, Bernardo (secolo XVII), 315. Lamporecchio (Valdarno inferiore), 304, 503.
Landi, Giovambattista, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 126.
Landi, Giovan Battista di Michele di Giorgio (secolo XVI-XVII), 307. Landi. Michele di Giorgio di Ridolfo (f 1596), 74.
Landi, Ridolfo, canonico e vicario generale del proposto di Prato (secolo XVI-XVII), XVII, XXXIX.
Lanfranco, vescovo di Fiesole (secolo XII), 10.
Lapa Guiduccii Pangni (secolo XIV), XXXIII.
Lapo di Lippo, canonico della pieve di Prato (secolo XV), 114.
Lastrucci, Giuseppe (secolo XVIII), 467.
Lattanzi, Lattanzio, vescovo di Pistoia (1576-1587), 100.
Lazzerini, Alessandro, prelato (f 1836), 74.
Lazzerini, Lodovico, ingegnere (secolo XVIII-XIX), LI nota 77, 503, 504, 505.
Leone X, papa (1513-1521), 19, 99, 100, 512.
Leone XI, papa (1605), vedi Medici, Alessandro de'.
Leone XIII, papa (1878-1903), 45, 46, 47, 111.
Leonetti, famiglia dei, 323.
Leonetti, Bartolomeo di Giuliano, e di Griselda d'Iacopo Rondoni (secolo XVI-XVII), 306, 307, 308, 312.
Leonetti, Cesare Giacomo Felice, canonico del duomo di Prato (1806- 1869), 166.
Leonetti, Domenico Antonio, canonico e vicario generale (f 1758), XXI.
Leonetti, Giacomo, nobile (secolo XIX), 331.
Leonetti. Giovambattista (secolo XIX), 331.
Leonetti. Iacopo di Giuliano, medico (secolo XVI-XVII), 306.
Leonetti, Michele, canonico tesoriere del duomo di Prato (1751), 96.
Leonetti. Michele di Bartolomeo (secolo XVII), 307.
Leopoldo II, granduca di Toscana (1824-1859), 384.
Lione, 11.
Lippi, Cesare, canonico della collegiata di Prato (secolo XVII), 270.
Lisabetta, moglie di Giovanni di Iacopo Turini (secolo XV-XVI), 18.
Livorno, 90, 439
- lotteria di, 384.
Lodovico di Luca di Simone da Pistoia, notaio (secolo XV), 17.
Lorenzo, cardinale dal titolo dei santi 4 Coronati (secolo XV-XVI), 19.
Lorenzo da Carmignano, cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 262.
Lorenzo di Andrea, cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 263.
Lorenzo di Domenico da Prato, prete (secolo XV), 16.
Lorenzo di Giunta, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 136.
Lucca, diocesi di, 24, 391.
Lucio III, papa (1181-1185), 6, 8, 9, 10, 100.
Luigi Gonzaga, santo (1568-1591), 453, 454.
Luzi, Raffaello, dottore (secolo XVII), 37.

Maffia, pievano di S. Pietro a Iolo (secolo XV), 16.
Magdeburgo, Enrico Tegeda, chierico di, notaio, 19.
Maggi, Carlo, affittuario del Capitolo (secolo XVIII), 90.
Magheri, Giovanni, cappellano del duomo di Prato (1868-1951), XXVIII nota 42.
Magini, Baldassare da Prato (secolo XVI), 26.
Magini, Baldo di Sale, commendatario di S. Fabiano di Prato 1528), XXXVII, 18, 19, 20, 137, 138.
Magini, Lucantonio, rettore di S. Pietro a Buggiano (secolo XVI), 26.
Magni, Domenico di Iacopo, cappellano del duomo di Prato (1753), XXI, 54, 105, 133, 134, 143, 149, 156, 157, 158, 159, 160, 190, 219, 346, 348, 356, 357, 385, 387.
Magni, Flaviano, vicario generale della diocesi di Prato (1824-1888), 112.
Magni, Giuseppe, livellario del Capitolo (secolo XVIII), 84.
Magni, Vincenzio, di Cafaggio, livellario del Capitolo di Prato (secolo XVIII), 86.
Magnolfi, Gaetano, filantropo (1786- 1867), XIV nota 7, XXVI.
Maiano, fratelli da, scultori e architetti (secolo XV), XV.
Maliseti, Maleseti (a nord ovest di Prato)
- al Gattino di, 144
- la Velia di, 145
- vedi anche chiesa di S. Maria di.
Malpeli, Margherita di Francesco di Nuccino (1419), 74.
Malvisti, Giovambattista, prete (secolo XVIII), 38.
Manetti, Giuseppe, architetto (secolo XVIII-XIX), 104.
Manni, Domenico Malia, erudito (1690-1788), 389.
Mannucci, Girolamo, canonico (1735), XIX.
Marcovaldi, famiglia dei, 145.
Marcovaldi, Neri, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 137.
Margherita, vedova di Benedetto Gatti (secolo XVII), 298.
Marini, Antonio, pittore (1788-1861), 109.
Martelli, Giuseppe, architetto (secolo XIX) , 501.
Martini, Antonio, arcivescovo di Firenze (1809), 41, 110.
Martini, Giovambatista di Matteo (1526), 74.
Martino di Bondone da Vico (secolo XIII), 12.
Martino V, papa (1417-1431), 16.
Mascagni, Giovanni d'Antonio, agente di Pier Francesco Ricci (secolo XVI), 390.
Mascagni, Tiberio di Giovanni, canonico di Prato (secolo XVI-XVII), 28.
Mascii, Lorenzo di Lorenzo, cappellano del duomo di Prato (1842), 166.
Masi, Giovambattista di Filippo (secolo XVI-XVII), 301.
Masi, Niccolò di Filippo (secolo XVI-XVII), 301.
Masi, Piero di Niccolò, cittadino fiorentino (secolo XVI-XVII), 301, 302.
Masti, Paris, ragioniere (1903-1984), 152.
Matheus Francisci Lapilli de Piato, vicarius Mathei episcopi Pistoriensis (secolo XV), 82.
Mattei, Francesco, cavaliere (secolo XIX), 331.
Matteo d'Acquasparta, cardinale (1240 circa-1302), 13.
Matteo [Torelli], miniatore (secolo XV), 510, 511.
Mazzei, Giovanni Antonio, fattore (1745), 90, 304, 467.
Mazzoni, Niccolò, avvocato (1767-1846), 91.
Mazzoni, Stefano, decoratore (secolo XIX), XXVI.
Mazzucconi, famiglia dei, 88.
Medici, casa de', XIII, XVIII, 28, 391.
Medici, Alessandro de', cardinale e proposto di Prato poi papa Leone XI (1535-1605), XVII, 28, 29, 512.
Medici, Carlo di Cosimo il Vecchio de', proposto di Prato (1460-1492), XIII nota 3, 17.
Medici, Carlo di Ferdinando I de', cardinale e proposto di Prato (1596-1666), XIII nota 3, XVIII. XXXVII, XXXIX, XL, 34, 60, 61, 235, 269, 270, 273, 464, 512.
Medici, Domito de', vescovo di Pistoia (1436-1474), XXXV. XXXVI, 16, 17.
Medici, Francesco Maria di Ferdinando II de', cardinale (1660-1711), XIII nota 3, XXXVII, XL, XLIII.
Melarli, Luigi, agente della fattoria di Schignano (secolo XIX), 351, 353, 354, 369, 381, 404.
Mencagli, Agostino, rettore della chiesa di S. Pietro di Figline (1687), 35, 37.
Meucci. Antonio Domenico, notaio (secolo XVII-XVIII), 83, 87.
Meucci, Cammillo Maria, canonico e vicario generale della diocesi di Prato (1750), XXI, 106.
Meucci, Carlo, procuratore legale (secolo XVIII), 81.
Meucci, Ferdinando di ser Clemente, notaio (secolo XVIII), 339, 346, 348, 356.
Meucci, Gaetano di Ferdinando (1826), 74.
Meucci, Iacopo Antonio, notaio (secolo XVII-XVIII), 81, 82, 91, 92, 297, 303, 314.
Meucci, Michele di Filippo, canonico di Prato (secolo XVII), 34.
Mezzana (presso Prato), 502
- chiesa di S. Andrea a Tontoli presso, vedi chiesa
- chiesa di S. Pietro di, vedi chiesa
- S. Andrea a Tontoli in, 502.
Michele del Lancia (secolo XV), XLVI nota 71.
Migliarla (Val di Bisenzio), 144
- famiglia Giugni da, 295
- famiglia Pachii da, 295
- poggio lavello (Ghiavello) di, 144. Migliorati, Amelio di Lapo, notaio (secolo XIV-XV), 16.
Migliorati, Ceserino, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 125.
Migliorati, Giovan Battista, canonico di Prato (f 1767), XXIV, 336.
Migliorati, Guido (secolo XVI), 298.
Migliorati, Pier Antonio di Pompeo, decano del Capitolo di Prato (1722- 1794), XXIV, 328.
Migliorati, Piero del capitano Tieri, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI-XVII), 121, 123, 125.
Milanese, Benedetta Maria d'Andrea (f 1623), 298.
Milanesi, Niccolò di Neri, proposto di Prato (1425-1448), XXXV, 16, 17, 51, 511, 512, 520.
Milanesi, Noferi di Niccolò, notaio (secolo XVI), 298.
Milano,111.
Miniati, Duccio di Giovannantonio, calderaio (1544), 74.
Miniati, Francesco di Giovanni (secolo XVII), 84.
Miniati, Giovanni, camarlingo del Capitolo (secolo XVII), XVIII, 127, 190.
Miraniosus causidicus (secolo XII), 6.
Mochi, Francesco, canonico del duomo di Prato (1806-1850), 166.
Modesti, Andrea di Bartolomeo, rettore di S. Marco in Prato (secolo XVI), 21.
Modesti, Bartolomeo di Michele, chierico (secolo XVI), 20.
Modesti, Cosimo di Niccolò, canonico di Prato (secolo XVI-XVII), 121.
Modesti, Filippo d'Iacopo, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 20, 21, 121, 142.
Modesti, Niccolò di Francesco, notaio (secolo XVI), 60, 83, 84. 86, 120, 138.
Mogne
- alla Crose di, 25
- la Taiada di, 26. molino, 83, 114, 138, 143
- degli Abatoni a S. Lucia, 144
- della Strisciola a S. Lucia, 145
- del Vado di Schignano, 467. Monari, Pierfrancesco di Lorenzo, rettore di S. Pietro di Figline (secolo XVII), 37.
monastero
- di S. Bartolomeo di Fiesole, 10
- di S. Fabiano di Prato, XXXVII, XL, 5, 18, 19, 20, 41, 75, 80, 81, 99, 100, 101, 102, 121, 137, 138, 143, 145, 257, 503, 512, 523, 537, 538
- di S. Maria di Grignano, 9
- di S. Miniato al Monte di Firenze, 12
- di S. Paolo di Ripa d'Arno di Pisa, 11
- di S. Salvatore di Vaiano, 345
- vedi anche convento.
Moneta, Benedetto, auditore della Rota fiorentina (secolo XVIII), 91.
Montale, potesteria del, 504, 505.
Montecuccoli (Val di Sieve), 117, 138, 298.
Montemurlo (presso Prato), 304.
Montepulciano, Iacopo di messer Bertoldo da, 15.
Montevettolini (Pistoia), 56.
Morelli, Antonio (secolo XVIII), 89, 91, 503.
Moroni, Antonio di Bartolomeo, vicario del vescovo di Pistoia Donato de' Medici (secolo XV), 17.
Mugello, 138.
Mugnesi, Pietro, mugnaio (secolo XVI), 83.
Muzzarelli, famiglia dei, da Ferrala, XLVIII.
Muzzarelli, Antonio (secolo XIX), 91.
Naldini, famiglia dei, 502.
Naldini del Riccio, Fiammetta di Antonio (1902), 74.
Nanni, Guido d'Antonio de' Predieri alias de', vedi Predieri.
Napoli, 22, 28
- convento di S. Leonardo degli Scarioni di, 456.
Narnali (nella piana a nord-ovest di Prato), 92, 145, 146, 147, 348, 350, 354, 355, 504
- al Fosso di, 146
- al Gattino di, 144, 147
- alla Casarsa di, 147
- il Trebbio alle Forche di, 145.
Nelli, Filippo, sagrestano della collegiata di Prato (secolo XVII), 270.
Neìlis, Antonius de, canonicus Florentinus (secolo XVII), 299.
Nesi, Giovanni Antonio, canonico della cattedrale di Prato (secolo XVII), 303.
Niccolai. Leone, vescovo di Pistoia e Prato (1849-1857), 110.
Niccolao di Pratese (secolo XIII), 11.
Niccolò da Prato, cardinale, vescovo di Spoleto e quindi di Ostia (f 1321), 74.
Nicolao di Biagio, camarlingo del Capitolo di Prato (secolo XV), 262.
Nicolosa Simonis (secolo XIV), XXXIII.
Nistri, famiglia dei, 76.
Nobili, famiglia dei, 88.
Novelli, Antonius Dominicus, advocatus (secolo XV111), 83.
Novellucci. Domenico, notaio (secolo XVII), 334.
Novellucci, Domenico Gaetano, canonico del Duomo di Prato poi vescovo di Colle Valdelsa (1721-1757), XXI, XXII, XXIII, L, LIV, 96, 336. 347. 468.
Novellucci, Francesco, prete (secolo XVII), 32.
Novellucci, Giovanni di Francesco (secolo XVII), 334.
Novellucci, Iacopo d'Antonio (secolo XVI), 444.
Novellucci, Niccolò, eredi di (secolo XVI), 291.
Novellucci, Pietro di Giovanni di Francesco, canonico di Prato (+ 1813), XXV.
Nuti, Gaspero (1806), 467.

Ombrone, fiume del Pistoiese, 84. Onorio III, papa (1216-1226), 6, 10.
Opera del Duomo di Prato, XIV, XV, XLIX, LI, LII nota 79, LIV. oratorio
- della Madonna del Giglio in Prato. 313, 317
- dell'Assunta dei Vivorati in Prato, 463
- di S. Antonio e Iacopo sul Mercatale di Prato, 23, 24
- di S. Lodovico in Prato, 314. Organi, famiglia degli, 321, 322.
Organi, Alessandro di Andrea (secolo XVII-XVIII), 327.
Organi, Andrea di Alessandro di Lorenzo (secolo XVII), 325, 334.
Orlando, abate di S. Miniato al Monte di Firenze (secolo XIII), 12.
Orsini, Flavio, vescovo di Murano e uditore apostolico (secolo XVI), 25.
Orvieto, 20, 21.
Ostia, rocca di. 18.

Pacchiani, Luigi, canonico del duomo di Prato (1836), 166.
Panini, Agostino, da Pescia (secolo XVII), 315.
Pacini, Ginevra di Matteo (secolo XVII), 295.
Pacini, Pietro di Francesco, canonico del duomo di Prato (1726-1805), 150.
Pagnino di Albertino (secolo XIV), 13.
Palagi, Pietro, procuratore legale (secolo XVIII), 83.
Palco (presso Filettole), 146
- convento di S. Francesco al, vedi convento.
Pallavicini, Ranuccio, cardinale di S. Agnese (secolo XVIII), 38.
Palli, Francesco, canonico del duomo di Prato (+ 1750), 57.
Palli, Girolamo, canonico e vicario generale della diocesi di Prato (1721), 57.
Palli, Giuseppe Ignazio d'Alessandro di Francesco, scrivano (secolo XVIII-XIX), 135, 149, 150. 165, 199.
Palli, Lazzero d'Alessandro, canonico di Prato e vicario generale della diocesi (1716-1787), XXIV.
Palloni, Maria Maddalena, moglie di Francesco Maria Vannini (secolo XVIII) , 337.
Palmerini, Dorotea (secolo XVII), 90.
Pandolfini, Domenico di Andrea (1600), 74.
Panerai, Giovanni di Bastiano (secolo XVI-XVII), 296.
Pantani, Romolo, canonico del duomo di Prato (1714-1779), 135, 344.
Panzanini, Iacopo (secolo XVIII), 344, 389.
Paoli, famiglia dei, organaci da Campi, 75.
Paoli, Giovacchino (secolo XVIII-XIX) , 356, 503.
Paoli, Niccolò di Vincenzo, cappellano del duomo di Prato (1729-1803), 272.
Paolo II, papa (1464-1471), 35.
Paolo III, papa (1534-1549), 22, 23, 55, 290.
Paolo IV, papa (1555-1559), 23.
Paolo V, papa (1605-1621), 30, 31, 55.
Paolo, ufficiale del comune di Prato (secolo XIII), 12.
Paolucci, Antonio, giudice della Sede apostolica (secolo XVII), 36.
Papini, Francesco di Andrea, ( 1728), 74.
Papi, Livio, canonico del duomo di Prato (1865-1948), 466, 542.
Parenti, Bartolomeo (secolo XVIII), 542.
Parigi, 388
- chiesa di Nostra Signora delle Vittorie in, 449, 450.
Parigi, Anton Francesco, agrimensore (secolo XVIII), 80, 91, 502, 503.
Parigi, Filippo Maria, cappellano della cattedrale di Prato (f 1758), 277.
Parlanti, Giovambattista, cappellano del duomo di Prato (+ 1717), 131.
Parala, Giovanni da, proposto di Prato, XV, XXX.
Pasquale II, papa (1099-1118), 7.
Passerini, Silvio, cardinale di S. Lorenzo in Lucina (secolo XVI), 20.
Pecorini, Giovanni Antonio, attuario (secolo XVII-XVIII), 81.
Pelagatti, Giovacchino, canonico del duomo di Prato (1840-1901), 47.
Pellegrini, famiglia dei, 86.
Pellegrini, Lorenzo di Giuseppe, canonico di Prato (1718-1795), XXV, 347.
Perugia, 11.
Pesaro, vescovo di, 23.
Pescia, 315.
Petresi, Angelo Maria, procuratore legale (secolo XVIII), 89, 90.
Petri Cavalcantis, uxor (secolo XIV), XXXIII.
Pezzati, Pietro, pittore (1828-1893), 110.
Piazzanese (a ovest di Prato), vedi S. Giusto in, S. Ippolito in.
Picchi, Agostino, sottofattore (secolo XVII), 399.
Piccolomini, conte (secolo XVIII), 344.
Piera di ser Landò (secolo XIV), 36.
Pieraccio (secolo XIV), 13.
Pierallini, Giovanni, vescovo di Colle di Valdelsa poi arcivescovo di Siena (1817-1888), 45, 509.
Piero da S. Miniato, maestro (secolo XV), 512.
Pietro di Francesco della Torricella (secolo XVI), 83.
Pietro Leopoldo II, granduca di Toscana poi imperatore ( 1792), 42, 99, 150, 392, 439, 440, 443, 456.
Pievano, proposto di Prato (1182- 1204), 10.
pieve
- di S. Gavino, 17
- di S. Giuliano a Settimo, 290
- di S. Giusto in Piazzanese, 7, 8, 9
- di S. Ippolito a Strada, 7, 318
- di S. Leonardo a Cerreto Guidi, 24, 41, 89, 90, 93, 109, 112, 114, 121, 390, 391, 392, 393, 394, 400, 401, 405, 433, 434
- di S. Lorenzo a Usella, 290, 291, 292
- di S. Maria dell'Impruneta, 339, 340, 341, 342
- di S. Maria di Colonica, 7, 34
- di S. Martino a Brozzi, 16
- di S. Paolo al Petriccio, 7
- di S. Pietro a Iolo, 7, 16
- di S. Vito a Sofignano, 115
Pigli (Pilli), Giovanfrancesco di Cambio, notaio (secolo XVI), 20.
Pignoni, Giovanni Filippo, canonico della Cattedrale ( 1743), 86.
Pinelli, Saccino Dondi alias de', notaio (secolo XVI), 25, 26, 27, 30.
Pini, famiglia dei, 323.
Pini, Maddalena di Niccolò, moglie di Leonardo Giugni (secolo XVI- XVII), 295.
Pio II, papa (1458-1464), XI, 17, 100.
Pio IV, papa (1559-1565), 24, 100, 390 391
Pio V, papa (1566-1572), 27.
Pio VI, papa (1775-1799), 100.
Pio VII, papa (1800-1823), 42, 43, 44, 110.
Pio IX, papa (1846-1878), 44, 45, 110.
Pio X, papa (1903-1914), 111.
Pio XII. papa (1939-1958), 47, 48.
Pipino di Rinaldo, capitano della Parte guelfa (secolo XIII), 12.
Pisa, 7, 37
- arcivescovo di, 11, 94
- Collegio di, 37, 326
- monastero di S. Bernardo di, 335
- monastero di S. Paolo a Ripa d'Arno di, 11
- Sapienza di, 326
- studio di, 99, 103
Pistoia, XXX. 6, 13, 17, 26, 27, 35, 37, 47, 51, 100, 304, 510.
- cattedrale di, 37
- chiesa di S. Paolo di, 26
- diocesi di, 47, 523
- Seminario vescovile di, 102, 503
- tribunale del circondario di, 93
- vescovo di XI, XXIX, XXXV, XXXVII, XXXVIII, XXXIX nota 65, 6, 7, 10, 11, 15, 16, 17, 19, 21, 26, 27, 82, 94, 314, 510.
Pittei, famiglia dei, 90.
Pittei, Domenico Stefano di Michele di Stefano, cappellano del duomo di Prato (1711-1789), 134, 135, 160, 161, 164, 385.
Pittei, Francesco di Giuseppe Maria, prete (1746-1827), 74. 161, 165, 190.
Pittei, Michele Romolo, provveditore della compagnia del Coipus Domini (secolo XVIII), 445.
Poddini, Giovanni Antonio di Filippo di Piero, notaio (secolo XVI), 18.
Poggio, Silvestro di Giovanni del, notaio (secolo XVIII), 339.
Pollian, Niccolao, chierico di Bruges, scrittore della Curia romana (secolo XVI), 21.
Polverini, Michele, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVI), 137.
Porciano (presso Lamporecchio), 304.
Prat, Antonio du, cardinale (1463-1535), XV.
Prato
- Appianato di, 291
- Bachilloni fuori di, 145
- biblioteca Roncioniana di, XLV, XLVI, XLVIII, 5. 335, 336, 339, 443, 462, 509
- borgo di porta Tiezi di, 13, 14
- cancelliere di giustizia e di pace del cantone rurale di, 93
- canto del Borgo al Cornio di, 334
- Capodiponte di, 13
- Casa pia dei Ceppi di. 89. 110, 298, 439
- Castagno al chiasso del Fiorentino fuori di, 147
- castrum di, XV, 8
- Catraccio fuori di 147
- Chiasso del Corso fuori di, 146
- Ciliani fuori di, 144
- Comune di, XXXIII, XLVIII, 12, 59, 69, 91, 97. Ili, 189. 314, 383, 389, 439, 456, 457, 468
- Congregazione di Carità di, 312, 380, 388
- Conservatorio delle Pericolanti di 497
- contado di 301, 302, 303, 313. 318, 337, 470
- diocesi di, 47, 48, 83, 103, 439, 440
- logge del cardinale di Firenze in. 85
- maire di, 97
- Mercatale di, 23, 24
- Mercatino di, vedi piazza F. Lippi
- Merlone fuori di, 146
- Monte pio di, 386, 387
- mura di, XIV, 503
- Muro rotto fuori di, 147, 298
- Opera della Madonna delle Carceri di, 456
- Opera della Madonna del Soccorso di, 456
- Opera del S. Cingolo di. X, 105, 258, 298, 439, 456 sgg., 467
- Orto del Lupo in, 87, 146
- ospizio dei Minori osservanti di S. Fabiano in, 90, 99, 102
- palazzetto del Capitolo di, XXV. 109, 114, 162
- palazzo della propositura di, XIV, XVIII, XXXIX, XLVI, 509
- Palazzolo di, 13, 144, 298
- parrocchia della Cattedrale in, 145, 147, 387, 462, 470 sgg., 502;
Azione Cattolica della, 498; congreghe della, 498; Congregazione della dottrina cristiana della, 498, 499;
pia Unione del culto alla Madonna del sacro Cingolo della, 498
- parrocchia dello Spirito Santo in, 462
- parrocchia di S. Fabiano in. 145, 146, 502; vedi, inoltre monastero di
- parrocchia di S. Marco in, 144, 146, 147
- parrocchia di S. Maria delle Carceri in, 502
- parrocchia di S. Pier Forelli in, 145, 147
- parrocchia di S. Vincenzo in, 146
- Patrimonio ecclesiastico di, 110, 150, 191, 391, 439, 440, 447, 456
- Petriccio presso, 12
- piazza del Duomo in, 502
- piazza Filippo Lippi in, XIV, XV, 111
- podere del Borgo fuori di, 502
- Porcile fuori di, 13
- porta Capodiponte in, 13
- porta Fiorentina in, 145, 147
- porta Fuia in, 12
- porta Gualdiniare in, 30
- porta Pistoiese in, 145, 146, 147
- porta S. Trinità in, 146, 147
- porta Travaglio o del Serraglio in, 18, 144, 145, 502
- Pozzo nuovo in, 299
- Praticcio fuori di, 147
- Puntone fuori di, 147
- Sacco di, XXXVI, 22, 30, 110, 143
- scuola maggiore di, 324
- Seminario vescovile di, 99, 102. 327, 439 sgg., 467
- sobborghi di, 147
- tribunale di, 384
- Ufficio delle imposte dirette di, 388
- Ufficio dello stato civile di, 470 sgg.
- Ufficio del Registro di, 93
- vescovo di. XIV nota 6, XV nota 11, LIV, 47, 48, 336, 346
- via Carraia o dei Calessi in, 147
- via degli Inghirami o dell'Accademia in, 84, 147
- via del Borgo al Cornio in, 145
- via del Ceppo in, 147
- via dell'Altopascio in, 145
- via del Prezzemolo in, 146
- via del Serraglio in, 502
- via di Palazzolo in, 86, 146, 147, 502
- via Giudea in, 145, 147
- via Nuova in, 502
- via S. Fabiano in, 146
- via S. Stefano in, XXV nota 35
- via Valdigora in, 144
- vicario regio di, 90, 93, 97, 384, 503, 504, 505
- Vignale fuori di, 145
- vedi inoltre archivio, Capitolo, Cassa di risparmi, chiesa, compagnia, convento, Curia vescovile, duomo, monastero, Opera del duomo, oratorio.
Pratesino di Danese da Figline (secolo XIV), 14.
Predieri, Alessandro de' Nanni alias de', notaio (secolo XVII), 31, 32.
Predieri, Cuido d Antonio de', alias de Nanni, notaio (secolo XVI), 27, 28, 29, 30.
privilegi
- imperiali, XV, XXX
- papali, XV, XXX, XXXV, XXXVI, XXXVIII, 5 sgg.
Properzio, Sesto, poeta latino (ca 50-16 a.C.), 509.
Pucci, Alessandro, di Firenze (secolo XVI), XXXVII, 20.
Pucci, Antonio, vescovo di Pistoia (1518-1541), 19.
Pugliesi, Toringo di ser Galeazzo cappellano nella pieve di Prato (secolo XVI), 137.
Puteo, Lorenzo di Domenico de, da Sparvo (secolo XVII), 30.
Puteo, Maria di Lorenzo de, moglie di Battista del Bontà (secolo XVII), 30.

Querci. Stefano, auditore (secolo XVIII), 90.

Rabatta, Vincenzo, vicario generale della diocesi di Firenze (secolo XVII), 33.
Ranerius. canonicus Pratensis (secolo XIV), XXXII.
Ranuccio, cardinale di S. Angelo (secolo XVI), 23.
Rassina (Arezzo), 37.
Rastrelli, Abele, cappellano del duomo di Prato (1861-1928), 466.
Razzolini, Giuseppe, agrimensore (secolo XIX), 503.
Reali, Emilio (secolo XIX), 46.
Reggiani, Domenico, cappellano della collegiata di Prato (secolo XVII), 123, 296.
Ricasoli, Giovambattista, vescovo di Pistoia (1560-1573), 26.
Ricci, Pier Francesco di Clemente, proposto di Prato (1564), 24, 74, 142, 390, 391.
Ricci, Scipione de', vescovo di Pistoia e Prato (1780-1791), 52, 99, 100, 107, 110, 163, 391, 439, 443, 447, 456.
Ricciardi, Domenico Antonio, procuratore legale (secolo XVIII), 81, 84.
Ricevuto di Bellocchio (secolo XIII), 12.
Ridolfi, Niccolò, cardinale, arcivescovo di Firenze e proposto di Prato (f 1550), 22, 51, 52, 117.
Rigo, Stefano di muratore (secolo XVIII), XXIV.
Rinuccini, Francesco, vescovo di Pistoia e Prato (1656-1678), 35, 51.
Ripoli, sopra Selva, 31.
Rischiarato di Rozzo da Galciana (secolo XIII), 12.
Rocchi, Fortunato, architetto (1822-1909), 109.
Rocchi. Giovanni di Paolo, da Creda (secolo XVII), 29.
Rocchi, Paolo di Bandino, notaio (secolo XVI), 18.
Rolando, chierico della canonica di Fiesole (secolo XII), 10.
Roma, XXXV nota 57, 7, 17, 20, 21, 22, 23, 25, 26, 27, 33, 34, 35, 36, 38, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 104, 291, 305, 306, 308, 309, 311, 312, 315, 323, 326, 334, 511.
- cimitero di S. Agata di, 37
- Laterano in, 6, 7, 8, 10, 11
- monastero di S. Gregorio in, 27
- S. Maria Maggiore in, 30, 32, 33, 34, 35, 38, 39
- S. Marco in, 24
- S. Pietro in, 7, 10, 18, 21, 22, 23. 24, 25, 27, 30, 31, 35, 37, 38, 39
- Seminario romano in, 324, 325. 326.
Rombolini, Giuseppe, affittuario del Capitolo (secolo XVIII), 84.
Roncioni, famiglia dei, 357.
Roncioni, Adriano di Luca (secolo XVII), 334, 335.
Roncioni, Gasparo di Emilio, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 123.
Roncioni, Marco di Emilio (+ 1677), 74, 334 sgg.
Roncioni, Olimpia di Emilio, monaca (secolo XVII), 335.
Ronconcelli, Giovanni, proposto della collegiata d'Empoli e vicario del proposto di Prato (secolo XVI), 24, 142, 390.
Rosati, Berto di Francesco, agente agrario (secolo XVI), 394, 400.
Rosolini, Francesco, notaio della Cancelleria apostolica (secolo XVII), 33.
Rospigliosi, Maria Candida Rosa (secolo XVIII), 38.
Rossello [dlacopo Franchi], pittore (secolo XV), 511.
Rossi, Giovambatista, vescovo di Pistoia e Prato (1837-1849), XLV, XLVI, 100, 110, 111, 449, 509.
Rotati, Ludovico, vicario generale del vescovo di Pistoia (secolo XVII), 37.
Rubertus notarius et iudex sacri palatii (secolo XII), 6.
Rucellai, Giuseppe (secolo XIX), 111.

Sabina, Antonio vescovo di (secolo XVI), 22.
Saccagnini, Niccolò di Leonardo di Giovanni, notaio (secolo XV), 16.
Sacchi, Francesco, cancelliere e notaio del Capitolo di Prato (secolo XVIII), 61.
Sacelli, Luigi, canonico di Prato (1755-1835), XXVI.
Sacconi, V, procuratore del Capitolo (secolo XX), 93.
Salviati, Filippo di Antonio, proposto di Prato (1605-1619), 30, 31.
Salvi Cristiani, Salvadore di Domenico (1667-1726), 83.
Salvini, Giovanni, chierico fiorentino (secolo XVII), 32.
Salvucci, Giovanni, priore di S. Fabiano (secolo XV), 101. Samorè, Antonio, cardinale, XIV.
Sandra, domina (secolo XIV), XXXIII, XXXIV.
Sanesi, Elvisio (secolo XX), 541.
S. Gavini, plebanus, 17.
S. Giusto in Piazzanese (presso Prato), 14
- Arsicciole in, 14
- Fornaciaccia di, 147
- Pinzale di, 144
- Salcetola di, 148
- vedi anche pieve
S. Ippolito in Piazzanese (presso Prato), 12
- la Monachesca di, 144
- vedi anche pieve
S. Leonardo in Collina (Val di Bisenzio), 145.
S. Lucia in Monte (a nord di Prato), 83, 144, 145, 146
- canto alla Vergine di, 146
- cartaia di, 503
- gli Abatoni di, 144, 146
- la Strisciola di, 144, 145, 146
- villa Verzoni di, 314.
S. Martino di Coiano, vedi Coiano.
S. Miniato al Tedesco
- curia vescovile di, 434
- diocesi di, 391
- maestro Piero da, 512
- vescovo di, 94.
S. Paolo al Petriccio (presso Prato), 147, 148, 298.
Sansepolcro, Antonio di Bartolomeo da Borgo, 17.
Savignano (Val di Bisenzio), 87
- Camposanico di, 87.
Savona, 42.
Scali, Luigi, canonico del duomo di Prato (1846), 449.
Scarioni, Leonardo di Francesco (1630-1701), 74.
Schiatta, canonico di Prato (secolo XII), 10.
Schignano (Val di Bisenzio), 356, 503, 505
- fattoria di, vedi fattoria
- mulino del Vado di, 467, 505
- podere detto Casa Doniche in, 505
- podere detto delle Case in, 505
- podere detto del Palagio in, 505. Seneca.
Lucio Anneo, scrittore latino (ca 50 a.C.-40 d.C.), 509.
Sera, Vincenzo del, primicerio del Capitolo di Prato (1758), 347. Serasi, Michele di Seraso di Bernardo (secolo XVI), 26.
Servi di Maria, frati dei, 291.
Settimo (Firenze), pieve di, vedi pieve.
Sgrilli, famiglia degli, 356.
Sicilia, regno di, 22.
Siena, 17
- arcivescovo di, 110
- università di, 326.
Silvestri, Giuseppe, canonico del duomo di Prato (1784-1865), 110.
Simonetti, Cesare, procuratore legale (secolo XVIII), 90.
Simonetti, Lodovico, vescovo di Pesaro (secolo XVI), 23.
Smeralda, moglie di Piero d'Anton . Francesco Spighi (secolo XVII), 297.
Soffi-Ghibelli, Teodora, moglie di Giovanni Carniani (secolo XIX), 56.
Soffredo, vescovo di Pistoia (1208- 1223), 10.
Sofignano (Val di Bisenzio), 359
- pieve di S. Vito di, vedi pieve
- podere detto di Monte Albano in, 504
- podere detto Poggiolino in, 504.
Soldani, famiglia dei, 84.
Sorgnana, vedi Vergaio.
Sostegni, Vincenzo, agrimensore (secolo XIX), 384, 392.
Sozzifanti, Niccolò, vescovo di Pistoia e Prato (1871-1883), 110.
Sparvo, 27, 30, 31
- Calabrina di, 31.
Spighi, famiglia degli, 84, 298 sgg., 348.
Spighi, Anton Francesco di Lapo (1614), 297, 298, 299.
Spighi, Antonio di Lapo di Dietaiuti di Lapo (f 1510), 74.
Spighi, Dietaiuti di Lapo, notaio (secolo XV), 82, 299.
Spighi, Francesco di Giovanni, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), XXXVI, XXXVII, 137.
Spighi, Giovarmi di Stefano, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 56, 143, 401.
Spighi, Lapo di Anton Francesco, canonico di Prato (secolo XVII), 32, 297, 298, 299.
Spighi, Lapo di Dietaiuti, notaio (secolo XV), 21.
Spighi, Marco di Lapo (secolo XV), 298.
Spighi, Niccolò di Bartolomeo, canonico della collegiata di Prato (secolo XVI), 138.
Spighi, Piero d'Anton Francesco (secolo XVI-XVII), 297, 298, 299.
Spighi, Piero di Lapo, canonico (secolo XVI), XVII, 26.
Spighi, Piero di ser Dietaiuti, canonico della collegiata di Prato (secolo XV) , 135, 263.
Spinola, Agostino, cardinale (secolo XVI) , 17.
Stabbia (Cerreto Guidi), chiesa di S. Pietro e Paolo di, vedi chiesa.
Stanghi, Antonio Francesco, cappellano del duomo di Prato (f 1734), 130, 131, 132.
Statis, Iohannes de, vicarius Nicholai de Rodulphis cardinalis et prepositi pratensis (secolo XVI), 52.
Stefano Macarino, vicario del proposto Ridolfi (secolo XVI), 117.
Stefanus frater (secolo XIV), XXXIII.
Stellachiara, vedova di Falcuccio (secolo XIV), 13.
Szaniansky, Fabiano, conte (secolo XVIII), 341.
Szaniansky, Giosafat, conte (secolo XVIII), 341.

Taiuolo, notaio pistoiese (secolo XV), 510.
Tani, Lorenzo, notaio (secolo XVI), 20.
Targioni, Giuseppe, canonico del duomo di Prato poi vescovo di Volterra (1807-1873), 110, 537.
Tebe, Giovanni da Prato, arcivescovo di (secolo XVI), 19.
Tegeda, Enrico, chierico di Magdeburgo, notaio apostolico (secolo XV- XVI), 19.
Tempesti, Angiolo, agrimensore (secolo XVIII), 502, 503.
Tempesti, Evaristo, canonico del duomo di Prato (1833-1893), 47.
Tempesti, Fortunato, canonico del duomo di Prato (1803-1878), LI nota 78.
Tenduccio (secolo XIII), 11.
Teoli, Agostino, notaio (secolo XVII), 308.
Tivoli, 16.
Tizzana (sul Montalbano orientale)
- comune di S. Simone e Giuda di, 145
- potesteria di, 145.
Tobbiana (nella piana di Prato)
- chiesa di S. Silvestro di, vedi chiesa
- via Tobbianese di, 11.
Toccafondi, Giovacchino (secolo XVIII), 356.
Toli, Francesco, vescovo di Pistoia e Prato (1803-1833), 389.
Tommasi, Guasparri (secolo XVIII), 89.
Tommaso, pievano di Sofignano e cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 115.
Tontoli (presso Mezzana di Prato), chiesa di S. Andrea di, vedi chiesa.
Torelli. Filippo di Matteo, miniatore (secolo XV), 512.
Torelli, Matteo, miniatore (secolo XV), 511.
Torello di Guglielmo, notaio (secolo XIII), 11.
Torracchi, Lorenzo, canonico penitenziere del duomo di Prato (1779-1847), 449. Torre, Augustinus Felix della, actuarius (secolo XVIII), 83.
Torricella, Pietro e Convenevole di Francesco della, 83.
Torrigiani, Antonio Michele, notaio da Porciano (secolo XVIII), 304.
Toscana, 20, 26, 105.
Trabocchi, Giovanni, ser (secolo XV), 512.
Tracca Strozzafichi (secolo XIV), 14.
Trento, concilio di (1545-1563), 439.
Troiani, Giovan Domenico di Paolo, prete (secolo XVII-XVIII), 313.
Troiani, Giuseppe Maria (secolo XVII-XIX), in.
Troiani, Vincenzio Sisto di Paolo Francesco, prete (+ 1742), 74.
Tulio, 18.
Tura di Odarrigo, cappellaio (secolo XIV), 13.
Turini, Bartolomeo di Giovarmi, chierico (secolo XVI), 19.
Turini, Francesco di Vittorio (secolo XVI), 22.
Turini, Giovanni d Iacopo d'Antonio (secolo XV-XVI), 18.
Turini, Pietro di Giovanni (secolo XVI), 22.
Turini, Raffaele di Vittorio e di monna Vagia, canonico della collegiata di Prato (+ 1595), 22, 23, 24, 25, 28, 141, 293 sgg.
Turini, Vittorio di Giovanni (secolo XV-XVI), 18.
Tuscolano, 8.
Tuttadonna, moglie di Guido nappaio, 11.

Ubaldini. Francesco (secolo XVIII), 344, 388.
Uberti regis signa, XXXIII.
Ubertino detto Nachius (secolo XIII), 12.
Uberto, proposto di Prato (1153- 1174), 7, 509.
Ugnano (presso Firenze), chiesa di, vedi chiesa.
Umbria, 20.
Undici, Guglielmo di Francesco degli, spedalingo della Misericordia e Dolce (1618), 74, 298.
Urbano II, papa (1088-1099), 7.
Urbano III, papa (1185-1187), 9, 11.
Urbano VIII, papa (1623-1644), 32, 33, 34.
Usella (Val di Bisenzio), 504
- fattoria di Colle di, 329
- pieve di S. Lorenzo di, vedi pieve
- podere detto le Quercieta di, 504.

Vagia, moglie di Vittorio Turini, 22.
Vai, famiglia dei, 145, 219, 258.
Vai, Giovanni al fonte Vaio di Giovanni (secolo XVII), 324, 327, 334, 335.
Vai. Lattanzio, canonico di Prato (secolo XVII), 32.
Vai, Lorenzo di Girolamo, canonico del duomo di Prato (1727-1802), 328.
Vai. Niccolao, cappellano (secolo XVI), XVII.
Vai, Simone, canonico del duomo di Prato ( 1754), 466.
Vai, Simone di Prospero (secolo XVII), 327, 334, 335.
Vaiano (Val di Bisenzio), 144, 359, 503
- Correntaia di, 144
- Guizzelma di, 144
- monastero di, vedi monastero
- Nocella di, 144
- poggio di Roti di, 144
- Ricavo di, 504
Val di Bisenzio, 290, 291, 348, 350, 384
- fattoria di Valdibisenzio, vedi fattoria.
Valentini, Giuseppe, architetto (1752-1833), XXV nota 35, 108, 114, 162.
Valeriani, Lodovico, professore (secolo XIX), 449.
Vallombrosani (ordine monastico), 99, 101, 520, 523.
Valvina, moglie di Iacopo di Ciuto, fondatrice della cappella di S. Antonio nella pieve di Prato (ca 1400), 116.
Vannetti, Pier Simone, pittore (secolo XVIII), 102.
Vanni di Bindo (secolo XIV), 14.
Vannini, Francesco Maria di Romolo (1743), 74, 337, 338.
Vannini, Francesco Maria di Francesco Maria (1744), 337.
Vannini, Giovanni di Romolo (secolo XVIII), 337.
Vannini, Giovanni Domenico di Romolo (secolo XVIII), 337.
Vannini, Giuseppe di Romolo (secolo XVIII) , 337.
Vannucchi, Basilio, francescano (secolo XVIII-XIX), 110.
Varrocchi, Cammillo, prete (secolo XIX), 111.
Vannucci, Feliciano (secolo XIX), 46.
Vannucci, Francesco di Nanni di Piero, cappellano della pieve di Prato (secolo XV), 261.
Vannucci, Francesco Maria, cappellano del duomo di Prato (+ 1720), 271.
Vannucci Stefano (secolo XIX), 46.
Velletri, 8, 9.
Venturi, Alessandro, canonico del duomo di Firenze (secolo XVII), 34.
Venturi, Giovambattista, agente del Capitolo di Prato (secolo XVIII). 89, 91.
Vergaio (Sorgnana), 148, 299
- chiesa di S. Martino di, vedi chiesa.
Vermigli, Simone di Giovanni (secolo XVII), 295.
Verniani, Enea, cappellano del duomo di Prato (1876-1957), 152.
Vernio, conti di, 34, 290, 291, 292.
Verona, 9.
Verona, Giuseppe, sacerdote (secolo XIX), 91.
Verteti, Antonio, rettore di S. Maria a Capezzana (secolo XVI), 18.
Verzoni. famiglia dei, di Prato, XLVIII.
Verzoni, Bartolomeo di Niccolò di Raffaello (secolo XVII), 314.
Verzoni, Bartolomeo di Simone. marchese (1637-1688), 89.
Verzoni, Bartolomeo, pievano di S. Maria a Colonica (+ 1646), 34.
Verzoni. Giuseppe, notaio (secolo XVI), 390.
Verzoni, Margherita (secolo XVII), 318.
Verzoni. Niccolò di Orazio, canonico di Prato (+ 1642), 33, 122.
Verzoni, Niccolò Liborio, canonico del duomo di Prato (1684-1754), 56, 82, 83, 336.
Vieri, famiglia dei, XV.
Villani, Vincenzo, canonico di Prato (secolo XVII), 29.
Vinci, Iacopo, procuratore legale (secolo XVIII), 88, 89.
Vincio, fiume, 503.
Virgilio Marone, Publio, poeta latino (70-19 a.C.), 324, 509.
Visdomini Cortigiani, Michel Carlo, vescovo di Pistoia e Prato (1702-1713), 88.
Vivaldi, Giuseppe (secolo XIX), 351, 370, 371.
Vivenzi, Giovanni, vescovo di Pistoia e proposto di Prato (f 1381), 51.
Volpini, Cesare, geometra, 434.
Volterra, 509
- vescovo di, 110.

Widmann, Cristoforo, referendario della Segnatura apostolica (secolo XVII), 34.
Worms, Burcardo vescovo di, 510.

Zeti, Gregorio di Bartolomeo, canonico del duomo di Prato (secolo XVII), 80, 81.
Zeti, Lorenzo di Bartolomeo, capitano delle Bande (secolo XVII), 80, 81.
Zinghi e Monaldi, tipografi (secolo XVIII), 92, 100.
Zipoli, Anton Francesco di Sabatino, cappellano del duomo di Prato (1767), 347.
Zonghello, proposto di Prato (1226-1247), 11.



Pergamene

Manoscritti

Costituzioni del Capitolo, memorie di lasciti e di benefici

Delberazioni del Capitolo Massa e del Capitolo Dignità e canonici. Verbali dell'ostensione del Sacro Cingolo

Contratti, testamenti, scritte ed atti privati, confessioni di debito, livelli, affrancazioni, iscrizioni ipotecarie

Processi, affari, contenziosi, pareri, consulti e voti legali

Lettere capitolari della Curia ecclesiastica, di uffici e magistrature civili

Bolle papali e vescovili, atti giurisdizionali, campioni della badia di S. Fabiano, tasse sui benefici, obblighi, diritti di patronato, autentiche di reliquie, restauri della cattedrale e annessi

Entrata e uscita, debitori e creditori, giornali, campioni, dazzaioli, decimari

Mandati d'uscita e d'entrata, bilanci, ricevute e giustificazioni

Obblighi del Capitolo e vacchette di messe

Entrata e uscita della sagrestia

Ruoli corali

Eredità di monna Lisabetta di messer Galeazzo Maria dei conti Bardi di Vernio

Eredità di messer Raffaello di Vittorio Turini

Eredità di Leonardo d'Antonio Maria Giugni

Eredità d'Anton Francesco, di Piero e di Lapo Spighi

Eredità di Piero di Niccolò Masi

Eredità del canonico Giovanni Antonio Nesi

Eredità di Giovanni Antonio Mazzei

Eredità Bizzochi, Leonetti e Benamati

Eredità del canonico Domenico Bartolozzi

Eredità del prete Lorenzo Calvi

Eredità di Marco Roncioni

Eredità di Francesco Maria Vannini

Eredità del conte Giovan Battista Casotti

Eredità di Vernocco Bartolini

Fattoria di Cerreto Guidi

Tasse al Seminario

Compagnia del SS.mo Sacramento e del Sacro Cingolo

Congreghe, pie unioni e società di mutuo suffragio

Opera e cappella del Sacro Cingolo

Compagnia di Sant'Orsola e altri enti

Inventari

Registri delle nascite, delle cresime, dei matrimoni, dei, morti, degli, stati d'anime

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Codici corali e liturgici

Piante



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Paolo Santoboni, revisione, agosto - novembre 2020

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