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Inventario dell'archivio preunitario del Comune di Castelfranco di Sotto

Tipologia: inventario analitico

a cura di Giancarlo Nanni, Ivo Regoli

patrocinio: -

Pubblicazione: inedito, ciclostilato dattiloscritto

Descrizione fisica: pp. 398, mm. 210x297

Contenuti:

Cenni storici

Per conoscere le vicende storiche dell'archivio di Castelfranco come per molti altri della Toscana, è necessario rifarsi a quella sorta di censimento che il ministro Pompeo Neri ordinò nl 1746 a tutti i cancellieri del Granducato. Alle "istruzioni" del ministro il cancelliere Sebastiano Candido Bini dà ampia risposta anche circa il contenuto degli archivi di tutte quelle comunità che cadevano sotto la sua giurisdizione e delle cui scritture era quindi responsabile. La sua relazione1, che contiene all'inizio anche notizie sulla fondazione del castello e sulla sua sottomissione a Firenze avvenuta nel 1330, riferisce che la comunità di Castelfranco dal 1570 ha diritto all'elezione di un cancelliere "per custodire le pubbliche scritture<...> [il quale] da più secoli presiede ancora alle comunità di Montopoli, Santa Maria a Monte e Montecalvoli". Ognuna di queste comunità ha il suo archivio "separato", tranne Montecalvoli che invece "ha li suoi registri, statuti, scritture nella cancelleria di Castelfranco2. Segue a questo punto la descrizione dettagliata dei documenti conservati nei vari archivi.
L'archivio di Castelfranco, scrive il cancelliere, consiste "nelli statuti veglianti di tutte quattro le comunità; siccome negli estimi più moderni delle medesime; siccome tre libbri di ricordi, filze di negozi e lettere di diversi magistrati concernenti le predette quattro comunità per comodo de cancellieri e dell'interessati; in oltre tasse di macinato e di altre imposizioni ordinarie e straordinarie, come ancora di registri civili, saldi di ragioni di comunità e luoghi pii di Castelfranco e finalmente in qualche numero di cartapecore e dispense di grano"3. In particolare il cancelliere si sofferma sulla descrizione di tre registri di Statuti (degli anni 1498, 1569 e 1601) e di 365 filze di atti civili dei Podestà, cominciati nel 15004.
È interessante notare che a quell'epoca "nella cassetta delle Borse" si conservavano ben 53 cartapecore, datate dal 1266 al 1633, tra cui le "convenzioni fatte dalla repubblica di Pisa e la comunità di Castelfranco, quando si messe sotto la protezione di Pisa" del 1266 e l'atto con cui "Paganello vescovo di Lucca concede indulgenza a che concorre con elemosime alla fabbrica di S. Pietro di Castelfranco" del 12845. Di queste cartapecore che dovevano essere già allora malridotte "essendovene alcune lacere e poco intelleggibili" non resta che un unico esemplare, la Bolla del Vescovo di San Miniato Alessandro Strozzi relativa alla elevazione a Collegiata della stessa chiesa di S. Pietro nel 16336.
Queste notizie che risalgono al 1746 sono molto accurate e ricche di informazioni, ma non sono però le più antiche.
Risale infatti al 1567 il più antico inventario delle scritture esistenti nell'archivio di Castelfranco, redatto dal cancelliere Gerolamo Bosi da Modigliana7.
L'inventario elenca tutti i giusdicenti dall'anno 1420 in poi, con varie interruzioni. Le descrizioni delle filze degli atti civili dei Podestà contengono anche annotazioni relative allo stato di conservazione dei documenti, per cui possiamo leggere espressioni come "con principio e fine stracciati" oppure "con la coperta di bona membrana".
Segue poi una sommaria indicazione delle altre scritture, tra cui spiccano "un libro di reformationi antiche cominciate l'anno 1393 fino al 1397" ed un "libro di Statuti in cartapecora vecchio con coperta di tavola". Per il resto della documentazione non si dà alcun riferimento cronologico.
Nello stesso registro sono poi contenuti altri elenchi redatti nel corso degli anni dai cancellieri al momento di ricevere in consegna le scritture dal predecessore8; essi sostanzialmente presentano gli stessi dati, le stesse informazioni, con le ovvie modifiche dovute alla crescita della documentazione nel corso degli anni.
Bisogna aspettare il 3 ottobre 1703 per vedere un inventario vero e proprio, compilato dal cancelliere Antonio del Testa. La prima parte dell'inventario comprende tutte le scritture della cancelleria e della comunità (compresi anche gli atti civili dei Podestà), la seconda, a carattere finanziario, comprende i documenti relativi all'amministrazione della tassa del macinato e del sale, le "scritture del Monte del grano", i saldi, le deliberazione della Podesteria, gli atti delle varie Opere e Compagnie e perfino le "scritture attinenti alle comunità di Santa Maria a Monte, Montopoli e Montecalvoli (portate, dazzaioli, saldi della tassa del macinato)9.
Tra gli inventari successivi ricordiamo quello compilato nel 180810 che presenta una divisione delle scritture in sette sezioni: 1 - Libri attinenti alla comunità e luoghi pii (dal 1683); 2 - Registri o libri di partiti della comunità (dal 1392); 3 - Libri di saldi e ragioni della comunità (dal 1501); 4 - Libri diversi (è la sezione più numerosa e comprende reparti, dazzaioli, campioni di livelli, volumi a stampa, regolamenti ecc., per un totale di 117 unità); 5 - Estimi e lirette della comunità (dal 1400); 6 - Altri libri diversi (comprende le scritture relative al catasto e all'opera di S. Pietro); 7 - Civili di diversi giusdicenti.
Proprio questi ultimi docuementi non compaiono tra quelli che il cancelliere Giovanbattista Menicucci riceve in consegna il 19 ottobre 1811. Infatti tutti gli atti civili dei giusdicenti erano stati trasportati presso la cancelleria del Tribunale di prima istanza di Pisa, da cui Castelfranco dipese durante il periodo della dominazione francese. Vi ritornarono subito dopo la Restaurazione, come si desume da una lettera del Provveditore della camera delle comunità di Firenze del 21 gennaio 181511.
È comunque provato che questi non furono i soli "traslochi" compiuti nel corso dei secoli, infatti, in conseguenza a variazioni territoriali, a passaggi di comunità da una cancelleria all'altra, anche le scritture dovettero subire numerosi trasferimenti. Ciò si verificò sicuramente nel 1780 quando sotto la giurisdizione del Podestà di Castelfranco entrò la comunità di Santa Croce sull'Arno12, e nel 1838 quando la comunità di Montopoli fu distaccata dalla cancelleria di Castelfranco e unita a quella di San Miniato13.Nel 1771, durante il riordinamento delle scritture del soppresso ufficio dei Nove Conservatori, furono ritrovati atti appartenenti alla cancelleria di Castelfranco14; nel 1776 il cancelliere Giuseppe Maria Martinucci si recò a Firenze per prelevare alcuni registri appartenenti alla comunità di Castelfranco15; nel 1785 invece molti atti relativi all'amministrazione delle soppresse compagnie e congregazioni lasciarono l'archivio castelfranchese per quello della Diocesi di San Miniato16; nell'estate del 1835 si ha notizia dell'invio ai cancellieri di Fucecchio, Pontedera e Pietrasanta di alcune "antiche carte" rinvenute nell'archivio di Castelfranco17.
In epoca recente (1982) è infine avvenuto il trasferimento presso l'archivio storico di Santa Maria a Monte, di oltre 200 "pezzi" relativi all'amministrazione della tassa del macinato e del sale e dei pegni pretori.

Travagli non inferiori ha subito pure la sede dell'archivio. I primi locali adibiti alla custodia dei documenti furono predisposti nel palazzo della cancelleria, l'attuale palazzo comunale. Qui nel 1631 le scritture rischiarono di andare distrutte nell'incendio di una casa attigua18. I locali vecchi e ormai incapaci di contenre tutto il materiale documentario che di anno in anno cresceva, furono a più riprese restaurati e ampliati: nel 1798 si cercò di dare all'archivio una sede più idonea raddoppiandone la superficie, con l'acquisto e la ristrutturazione di un edificio attiguo al palazzo della cancelleria19. Certo è che, con il passar del tempo, anche questa soluzione non si mostrò più sufficiente, tanto che molti registri e filze rimasero confusamente ammassati nelle soffitte dello stesso palazzo, fino a che, in anni recenti, non furono trasportati nei locali dell'ex oratorio di Santa Chiara, posti in via G. Galilei.
Dal 1990 l'archivio ha trovato la sua definitiva collocazione nei locali perfettamente idonei adiacenti alla Biblioteca comunale. Il nuovo ambiente custodisce i 5.000 "pezzi" secondo i più moderni criteri, fornendo a ricercatori e appassionati di storia una agevole opportunità di studio e di consultazione.



Per la descrizione dei documenti sono stati adottati i seguenti criteri:
- La numerazione in neretto che identifica i singoli pezzi si riferisce alla nuova numerazione di corda.
- Accanto alla numerazione in neretto, tra parentesi tonda, compaiono solitamente uno o due numeri: il primo corrisponde all'inventario del 1979, il secondo è quello originale del documento.
- Il titolo originale è stato riportato solo se significativo o comunque diverso da quello moderno e compare tra virgolette.
- La datazione o gli estremi cronologici dei documenti sono stati riportati secondo lo stile moderno e possono comparire in più modi: a) giorno, mese, anno; b) solamente l'anno e in questo caso significa che il documento si riferisce all'intero anno solare (1 gennaio/31 dicembre); ovvero che non è stato possibile individuare con più precisione la data; c) anno seguito dall'abbreviazione ca., nel caso in cui la data è solo approssimata e dedotta dai curatori.
- Il titolo moderno è stato sempre riportato, con l'esclusione dei casi in cui i pezzi di una serie avessero tutti lo stesso titolo; in questo caso il titolo omesso corrisponde al titolo della serie o sottoserie (es. Giornale dei mandati, saldi dei camarlinghi, ecc.).
- Per i singoli pezzi sono stati identificati il magistrato responsabile del documento e il compilatore del medesimo, perciò generalmente compaiono due nomi preceduti dalla definizione della carica (es. Podestà: Niccolò de Medici; Cavaliere: Raffaello Reali). La presenza di una singola voce indica che il magistrato è anche compilatore, ovvero che non esiste un vero compilatore (es.: Carteggio). L'assenza di uno o di entrambi i nomi, pur in presenza delle voci indicanti la carica, significa che nè dal documento cè altrove è possibile individuare i nomi stessi.
- È stata sempre segnalata la presenza di un repertorio o indice interno al pezzo.
- La presenza di asterischi accanto alla definizione archivistica del pezzo (registro, filza ecc.) o accanto al tipo di legatura (es. leg. perg.), ne indica lo stato di conservazione: * = danneggiato; ** = danneggiato con parziale perdita del testo; *** = danneggiato con grave perdita del testo.
- Il numero delle carte è indicato con esattezza quando queste sono numerate, altrimenti ne è stata fatta una stima approssimativa, con l'indicazione "ca.".
- Di ogni pezzo sono indicate le misure riferentesi al suo volume espresse in centimetri (es. 30x20x4).

Sono state usate le seguenti abbreviazioni:

A.S.C. = Archivio storico del comune di Castelfranco di Sotto
A.S.F. = Archivio di Stato di Firenze
A.A.L. = Archivio Arcivescovile di Lucca
c. - cc. = carta/e
cart. = cartone
c.s. = come sopra
leg. = legato/a
p. - pp. = pagina/e
perg. = pergamena
r. = recto
reg. = registro
s. cop. = senza coperta
s.d. = senza data
v. = verso



Sezione preunitaria

Podesteria di Castelfranco di Sotto (1355-1808)

Deliberazioni

Dazzaioli delle entrate dalle comunità

Saldi dei camarlinghi

Atti amministrativi diversi

Atti civili per la comunità di Castelfranco

Atti civili per la comunità di Santa Maria a Monte

Atti del podestà per la comunità di Montopoli

a) Atti civili

b) Carteggio

Atti giudiziari diversi

Giudicatura di pace di Castelfranco di Sotto

Atti civili del giudice di pace

Podesteria di Castelfranco di Sotto (1814-1865)

Atti civili del podestà, poi del pretore

Esecutivo pubblico e privato

Cancelleria di Castelfranco di Sotto (1570-1808)

Carteggio

Contratti

Licenze per taglio di boschi

Danno dato delle Cerbaie

a) Querele, denunce e sentenze

b) Atti relativi ai processi

Tassa del macinato

a) Deliberazioni

b) Riscontri di bocche e reparti

c) Dazzaioli

d) Atti vari

Gabella del sale

a) Portate

b) Riscontri di bocche

c) Dazzaioli per la comunità di Castelfranco

d) Dazzaioli per la comunità di Montopoli

e) Atti diversi

Colletta universale

Imposizioni universali

Atti in causa

Inventari

Atti vari

Cancelleria di Castelfranco di Sotto (1814-1865)

Carteggio

Stato civile

Inventari

Atti vari

Atti relativi alla comunità di Montopoli

a) Dazzaioli dei pegni pretori

b) Atti vari

Atti relativi alla comunità di S. Maria a Monte

Atti relativi alla comunità di Montecalvoli

Catasto

Estimi

Arroti di volture della comunità di Castelfranco

Giustificazioni di volture della comunità di Castelfranco

Plantari

Descrizioni, misure e stime di beni

Lirette

Denunce di rendite livellarie

Note degli emolumenti per volture e copie degli atti catastali

Atti vari

Comunità di Castelfranco di Sotto (1386-1808)

Statuti

Deliberazioni dei magistrati comunitativi

Deliberazioni di altri organi comunitativi

Livelli

Dazzaioli per la riscossione delle entrate comunitative

Entrate e uscite

Imposizioni diverse

Saldi dei camarlinghi

Distribuzione di grano

a) Quaderni per la distribuzione di grano e biade

b) Dazzaioli dei debitori del grano

c) Saldi dei camarlinghi

Pegni pretori

a) Dazzaioli

b) Saldi dei Depositari dei pegni

Lavori pubblici

Atti vari

Mairie di Castelfranco di Sotto

Carteggio del Maire

Stato civile

Atti vari

Comunità di Castelfranco di Sotto (1815-1865)

Deliberazioni magistrali e consiliari

Atti magistrali

Tratte

Liste elettorali

Carteggio del gonfaloniere

Affari di strade e fabbriche

Stato civile

Leva militare

Affari militari

Guardia nazionale

Bilanci di previsione

Rendimenti di conti

Documenti allegati ai rendimenti di conti

Giornali dei mandati e repertori delle assegnazioni

Livelli

a) Campioni

b) Documenti giustificativi

c) Contratti

d) Altri atti livellari

Dazzaioli per la riscossione delle entrate comunitative

Tassa di famiglia

Dazzaioli per la riscossione della tassa prediale e dazio comunitativo

Tassa sui cani

Mercuriali

Atti vari

Leggi e bandi

Sezione aggregati

Imposizione dei fiumi Arno e Usciana, poi Consorzi Riuniti

Campioni

Reparti

Dazzaioli

Dazzaioli per la riscossione dell'affitto dell'erba

Bilanci di previsione

Rendimenti di conti e documenti allegati

Giornali dei mandati e repertori delle assegnazioni

Carteggio

Atti vari

Opera laicale dei SS. Pietro e Paolo di Castelfranco di Sotto

Statuti e regolamenti

Deliberazioni degli operai

Atti di corredo alle adunanze del consiglio

Protocolli della corrispondenza

Carteggio

Bilanci di previsione

Saldi dei camarlinghi

Rendimenti di conti

Documenti di corredo ai rendimenti di conti

Giornali dei mandati e repertori delle assegnazioni

Livelli

Debitori e creditori

Dazzaioli per la riscossione delle entrate

Ruoli e dazzaioli delle rendite

Inventari

Atti vari

Altre opere e compagnie

Compagnia della S. Croce di Castelfranco di Sotto

Dazzaioli per la riscossione delle entrate

Atti vari

Compagnia della S. Croce di Montopoli

Dazzaioli per la riscossione delle entrate

Atti vari

Opera di S. Lorenzo di Orentano

Dazzaioli per la riscossione delle entrate

Compagnia di San Michele Arcangelo di Castelfranco

Dazzaioli per la riscossione delle entrate

Ricevute allegate ai saldi

Altri fondi archivistici

Atti provenienti da altri archivi pubblici

Ufficialato di Santa Croce sull'Arno

Vicariato di Montecarlo

Comunità di Santa Croce sull'Arno

Atti provenienti da chiese e monasteri

Atti provenienti da archivi privati

Repertori alfabetici



Codifica:
Stefania Salsi, settembre - novembre 2014
Paolo Santoboni, revisione, novembre 2014

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