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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Inventario dell'archivio preunitario comunale di Castagneto Carducci (1658 - 1865)

Tipologia: inventario analitico

a cura di Mirella Ronchetti Vitaloni

patrocinio: Comune di Castagneto Carducci

Pubblicazione: s. l., Comune di Castagneto Carducci, 1994

Descrizione fisica: pp. 112, ill. 11 b/n

Contenuti:

Il Comune di Castagneto Carducci, da anni impegnato in una operazione di recupero e salvaguardia del proprio patrimonio culturale e documentario, pubblica ora l'inventario dell'Archivio Preunitario (1658 - 1865).
Tale lavoro rappresenta la concreta testimonitagnetanza di un'importante fase della storia della nostra Comunità: salvaguardare tale memoria significa, oltre che dare attuazione a un ambito specifico dell'attività amministrativa, proteggere un bene culturale che trascende gli ambiti comunali per costituire uno strumento di studio della storia istituzionale toscana.
In occasione della presentazione dell'Inventario è previsto, nei locali del Palazzo Comunale di Castagneto, l'allestimento di una Mostra Documentaria con lo scopo di rendere pubblici alcuni esemplari del materiale contenuto nell'Archivio.
Alla Dott.ssa Mirella Ronchetti Vitaloni, che con grande impegno e professionalità ha consentito la realizzazione di questi obiettivi, va il più sentito ringraziamento di questa Amministrazione.

Il Sindaco
(Monica Giuntini)



1. "Castagneto della Gherardesca nella Maremma massetana, grosso e popoloso (...) Risiede sopra un elevato risalto di collina che si dirama dagli sproni meridionali dei monti della Gherardesca, riparato a lev. dalla superiore giogaia dei monti di Campiglia, di Sassetta e del Poggio al Pruno, mentre a ostro e a pon. ha libera la veduta del subiacente mare (...) Non vi e d'uopo domandare dell'origine del suo nome, antico forse quanto le selve di castagni che ne rivestivano il suolo prima che a quell'albero sottentrassero con la vigna e con l'olivo più ricchi prodotti (...) Castagneto gode di tiepido clima, e vi si respira un'aria sufficientemente salubre nella calda stagione. Ne mancherebbe di acque leggerissime e perenni, potendone ottenere dalle sorgenti che scaturiscono negli allodiali del conte Guido Alberto della Gherardesca, alla quale provvidenza economica la magistratura civica e l'animo benefico del conte facilmente rivolgeranno le loro cure (...) Fu antica signoria, più che feudo, dei conti della Gherardesca, dei quali e il palazzo baronale nel luogo dell'antico cassero, situato nel punto più eminente del colle (...) Sino alla metà del secolo XII cominciò la linea dei conti di Castagneto (...)" cosi il Repetti nel 1832 descrive Castagneto Carducci1.
La sua annotazione fa risalire al sec. XII "la linea dei conti di Castagneto", ma la tradizione popolare fa risalire l'origine della famiglia all'VIII secolo e li vuole discendenti dei longobardi. La leggenda è avallata, ancora nel 1846, dal Conte Guido Alberto Della Gherardesca il quale asserisce "che la nobilissima ed illustre di Lui Casa fino dai più remoti tempi dell'Era nostra amalgamata nei più stretti rapporti di sangue con diverse Reali Famiglie che ressero i destini della nostra Italia nei trascorsi secoli"2.
"È innegabile", però, "senza avere l'idea di divagare fra mezzo ad ambagi, ed indagini Istoriche e Genealogiche sulla Famiglia Della Gherardesca"3 che già nel X secolo il feudo di Gherardo Gherardesca era costituito dai castelli di Donoratico, Castagneto, Bolgheri, Casale, Bibbona e Montescudario"4 e che le vicende storiche della Comunità di Castagneto, formata da "vassalli stati in ogni tempo irrequieti ed insubordinati ai loro feudatari"5, saranno legate a quelle dei Gherardesca fino all'unità d'Italia.
Il 14 ottobre 1421 la Comunità di Castagneto, dopo la conquista di Pisa da parte dei fiorentini, venne autorizzata a darsi degli statuti autonomi6. Da questo momento prende vigore la lotta che per oltre quattro secoli vedrà i castagnetani costretti in dispute legali per dimostrare come "niun rapporto di sudditanza e vassallaggio legasse gli uomini di Castagneto alla casa dei signori Gherardesca" e per mantenere e difendere i loro diritti di legnatico, pascolo, caccia e pesca nei territori di Castagneto, Bolgheri e Donoratico.
Ma è dalla seconda meta del '700 che la Comunità si trova impegnata in continue liti per la salvaguardia e la tutela degli usi civici del pascolo e legnatico.
Con motuproprio del 17 giugno 1776 il granduca Pietro Leopoldo costituì la Comunità Gherardesca comprendente, oltre a Bolgheri e Donoratico, anche Castagneto, che viene così a perdere l'autonomia conquistata con tanta fatica nel corso dei secoli.
L'immediata "supplica" dei castagnetani contro il provvedimento non venne però accolta dal Granduca che, con la Notificazione del 7 gennaio 1777, precisò "quali rendite e diritti competano alla detta Famiglia nei luoghi suddetti secondo quanto stabilito dalla Legge generale dei feudi del dì 21 aprile 1749"7.
La legge aboliva una buona parte dei privilegi feudali sul territorio granducale, privilegi dei quali i Gherardesca sostenevano di non dover essere privati.
I contrasti fra le Comunità e i Conti trovarono una risoluzione nel "Istrumento del 22 agosto 1788": in cambio dei diritti di pascolo e legnatico spettanti ai "comunisti" sulle terre dei Conti, questi cedevano alla Comunità altrettanti beni macchiosi e boschivi8.

"L'annessione della Toscana all'Impero napoleonico comportò l'adeguamento delle strutture periferiche all'assetto amministrativo del territorio della Repubblica Francese. Il 20 novembre 1808 venne costituita la "mairie di Gherardesca - Bolgheri" e Castagneto divenne sede di "maire". Nel 1811 i castagnetani presentarono al governo napoleonico la richiesta di dare alla nuova comunità il nome di Castagneto, abolendo il così poco amato "Gherardesca". In un primo momento la richiesta venne accolta, ma a seguito del reclamo presentato dai Conti "contro questa misura" e ritenuto dal governo "non senza fondamento", l'autorizzazione venne revocata9.

Nel periodo 1831 - 1850 il contrasto fra la Comunità e i Gherardesca raggiunse il culmine. Nel 1831 prese l'avvio una lunga controversia giudiziaria provocata dalla decisione del Conte Guido Alberto di "muover guerra tremenda"10 contro chiunque fosse stato trovato a cacciare o pescare nei beni di sua proprietà situati nel territorio di Castagneto. La causa, dopo vari azioni legali e pubbliche proteste, giunse a conclusione con la sentenza emessa il 9 aprile 1847 dal Tribunale di Prima Istanza di Livorno al quale si era rivolta la Comunità; il Conte venne condannato a pagare le spese "del presente giudizio" e a riconoscere la servitù di caccia e pesca11.

La grave crisi economica del 1847, che aveva colpito la Toscana, si era fatta sentire in tutta la sua portata in Maremma, dove la popolazione, che viveva sui territori controllati dai Della Gherardesca, era ridotta in miseria.
La precaria condizione economica, nella quale praticamente da sempre viveva il proletariato agricolo maremmano12, era stata una preoccupazione anche per la passata amministrazione francese. Il 10 giugno 1812 il vice prefetto di Volterra, a causa della "situazione in cui sono alcuni comuni riguardo alla sussistenza" per supplire alla scarsezza del pane e di altre derrate alimentari, aveva inviato al "maire della Comune di Gherardesca" una circolare nella quale indicava delle "composizioni economiche di minestre e zuppe" che "producono 300 minestre di 22 once l'una". Per la minestra di erbe, la minestra passata e le altre zuppe venivano indicati gli ingredienti e le dosi; era anche precisato che in ciascuna di queste specie di minestre dovevano essere aggiunte 4 libbre di sale, un'oncia di pepe e per condimento "una libbra e mezzo di grasso"13.
Subito dopo la Restaurazione la situazione agricola era migliorata e la Toscana aveva superato la generale depressione che aveva colpito l'Europa negli anni 1815 e 1816 ; è nel 1820 che ha inizio il periodo di crisi che porterà nel decennio 1840 - 1850 "alla fame popolazioni di intere regioni"14.
Il grave squilibrio della situazione economica e finanziaria, che incideva particolarmente sulle classi più bisognose, soprattutto braccianti e contadini, aveva provocato a Castagneto disordini, sfociati in episodi di vandalismo contro i Della Gherardesca. Il governo toscano si era visto costretto ad inviare truppe armate per sedare i tumulti e mantenere l'ordine; ed è in questo contesto sociale che la richiesta presentata il 5 aprile 1848 dalla Comunità al Conte Guido di "concedere a livello perpetuo" alla popolazione più povera 1500 saccate di terra venne immediatamente accolta. Il contratto di transazione, firmato il 9 gennaio 1849, prevedeva, oltre alla concessione in enfiteusi delle 1500 saccate di terreno a macchia, il passaggio di proprietà dell'oratorio di S. Sebastiano e del Palazzo Pretorio alla Comunità di Castagneto15.
Anche la seconda meta dell'800 e i primi decenni del 900 sono contraddistinti da controversie relative al macchiatico, all'approvvigionamento di acqua, al diritto di transito ed altro16, cause quasi sempre vinte dalla Comunità di Castagneto.
Nel 1848 la Comunità ottenne dal Granduca l'autorizzazione a sostituire il nome d'epoca feudale di "Gherardesca" con Castagneto, al quale nel 1862 venne aggiunto Marittimo. Con Regio decreto del 24 ottobre 1907 fu concesso al Comune di assumere l'attuale denominazione: Castagneto Carducci.

2. "Tramandare alla posterità documentazione archivistica in quanto segno, traccia, testimonianza del passato; conservarla al fine di non dimenticare, anzi poter conoscere quanto è avvenuto nel corso del tempo; renderla accessibile al pubblico, sia pure con alcune limitazioni e determinati divieti: queste sono le esigenze più volte espresse dalla formazione dello Stato unitario in poi in ambienti culturali e politici"17.
La ricerca storica, che per molto tempo è stata appannaggio esclusivo di un certo tipo di utenza privilegiata, oggi viene effettuata anche da un numero sempre maggiore di utenti non specialisti che mostrano un crescente interesse ad avere accesso alla memoria documentaria.
Compiere ricerche per necessità amministrative, di studio o per semplice curiosità tra il vasto ed eterogeneo materiale raccolto negli archivi non è facile; interpretare e capire i documenti d'archivio è una operazione laboriosa e complessa. L'utente potrà orientarsi e reperire la documentazione che lo interessa solo se gli verranno forniti adeguati strumenti di ricerca: inventari, indici, guide, repertori, ecc. Lo strumento di ricerca per eccellenza è l'inventario relativo al complesso documentario che costituisce l'archivio e che descrive tutte le unità che compongono un archivio ordinato18.
"L'inventario può definirsi rettamente per quella composizione o scrittura, nella quale sono segnate partitamente le cose e, nel caso specifico, gli atti di un istituto, dei quali esprime l'entità. È il quadro complessivo, il prospetto sintetico di quegli atti, ordinati secondo metodo scientifico; de' quali non considera la qualità, ma solo la quantità. Perciò dal concetto d'inventario si sprigiona quasi il senso della numerazione e della localizzazione, senso che distingue questa scrittura da tutte le elaborazioni consimili (...). Esso ci presenta l'insieme degli atti di un ente disposti secondo il metodo storico sì da far rivivere, fin dove sia possibile, l'attività di quell'ente e il suo modo di funzionare"19.

Quella di dotare l'archivio storico di Castagneto Carducci di un inventario che, oltre a costituire un valido mezzo per la conservazione futura dei documenti, fosse anche un utile aiuto a tutti gli studiosi, era un'esigenza improcrastinabile. Quest'ultimi, infatti, con sempre maggiore frequenza chiedono di consultare, conoscere, "usare" le fonti documentarie e archivistiche per studiare gli aspetti della vita sociale, storico-culturale dell'area castagnetana e le trasformazioni ambientali verificatesi nell'alta maremma negli ultimi secoli.
Con la presente pubblicazione si mette a disposizione degli utenti uno strumento indispensabile di lettura delle "carte" del periodo preunitario20, "carte" che costituiscono la memoria storica e fisica dell'istituzione comunale di Castagneto.

Il riordino dell'archivio comunale di Castagneto Carducci è stato lungo e complicato a causa soprattutto del disordine, sia materiale che archivistico, nel quale si trovavano i documenti. Causa di tale disordine sono stati i ripetuti trasferimenti, la ristrutturazione dei locali, la inadeguatezza e insufficienza delle strutture. È mancato, inoltre, l'aiuto di elenchi descrittivi o inventari che certamente sono stati compilati in epoche passate, come testimonia la numerazione esistente su alcune unità documentarie e come ci viene segnalato nel volume curato da Giulio Prunai nel 196321.
Per quanto riguarda la reperibilità di materiale documentario attinente a Castagneto in altri archivi, si segnala che lo Statuto della Comunità si trova all'Archivio di Stato di Firenze22, dove è anche conservato l'archivio Della Gherardesca pervenuto per deposito nel 1947. Non è inventariato, ma esiste un elenco di deposito sufficientemente analitico23.
Il riordino ha avuto come obiettivo la ricostruzione della struttura originaria dell'archivio affinché potesse riflettere la vita istituzionale con gli atti connessi alla sua attività e competenza. L'inventario, che descrive tutto il materiale così come è stato ordinato, è stato redatto secondo il metodo storico anziché quello tematico o cronologico per materia, per conseguire il massimo della "polisemia intrinseca" dell'archivio24, e per consentirne l'uso da parte di una gamma di ricercatori più ampia di quella che si avrebbe con un inventario tematico necessariamente selettivo.

Il patrimonio documentario del comune, pur avendo sofferto non pochi danni quantitativi e qualitativi, è di indubbio interesse storico ed è ricco e articolato, come risulta dall'inventario.
L'archivio storico preunitario, in seguito al riordino effettuato, risulta composto da 450 pezzi e abbraccia un arco di tempo che va dal 1648 al 1865.
L'inventario e stato suddiviso in tre sezioni. La prima comprende la documentazione (n. 1-85) attinente a quel territorio che nel 1776 si sarebbe configurato come un'unica Comunità chiamata Della Gherardesca e formata, oltre ai territori di Bolgheri, Castagneto e Donoratico, dai "popoli o sieno Parrocchie" di San Lorenzo Martire a Castagneto, Sant'Iacopo e Cristofano a Bolgheri, San Bernardo a Castiglioncello.
La seconda (nn. 86-118) si riferisce alla "mairie" del periodo della dominazione napoleonica (1808 - 1814).
La terza sezione (nn. 119-450) raccoglie la documentazione dalla ricostituita comunità, dopo il ritorno sul trono del Granduca, all'Unita d'Italia.
All'interno di ciascuno dei tre periodi sono state poste in luce sottoperiodizzazioni rese esplicite con un titolo al centro della pagina.
L'unità d'Italia è stata assunta come criterio periodizzante fondamentale25, ma nel caso di alcune buste di documenti (nn. 160, 178 179, 183, 184, 186, 187, 188, 192, 193, 194, 195, 196, 212, 213, 214, 220, 221, 228, 229, 235, 236, 238, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 305, 306, 407, 411, 446, 447, 449) che vanno al di là di tale data, si è preferito collocarle nella serie in cui hanno inizio le carte, così da evitare un eccessivo frazionamento.
E stato dato un unico numero di corda (nn. 1-450) che collega le unità archivistiche; è stata adottata la soluzione a numerazione a serie chiuse perché si presume che l'archivio preunitario, in quanto complesso di atti di istituzioni cessate, non sia suscettibile di ulteriori incrementi.

Si ritiene opportuno, infine, segnalare che presso l'archivio comunale è in fase di formazione un fondo bibliografico a carattere giuridico-amministrativo che al momento è costituito dalla Raccolta delle leggi relative alla Toscana fino all'Unità d'Italia e poi allo Stato italiano, e che la Biblioteca comunale, grazie all'interessamento dell'assessore alla cultura, Roberta Agostini, e delle dr.sse Laura Catapano e Cristina Lippi, si sta arricchendo di pubblicazioni specializzate in storia locale toscana e pubblicazioni scientifiche inerenti le discipline storiche e archivistiche.

Mirella Ronchetti Vitaloni



1. Criteri seguiti nella descrizione delle unita archivistiche:

a. Il titolo originale o coevo posto sulla copertina o sulla costola dell'unità documentaria e stato riportato fra virgolette.
b. Le date sono state riportate secondo il sistema di datazione moderno.
c. Per ogni unita documentaria è stato segnato il tipo di condizionamento esterno.
d. Il numero delle pagine o carte e stato riportato solo quando queste erano numerate originariamente.
e. A fianco dell'attuale numerazione sono state riportate fra parentesi tonde le precedenti numerazioni.

2. Abbreviazioni usate

c., cc. - carta, carte
c. s. - come sopra
cit. - citato
leg. perg. - legato in pergamena
n., nn. - numero, numeri
pag., pp. - pagina, pagine
s. c. - senza cartolazione
s. cop. - senza copertina
s. d. - senza data
s. n. - senza numerazione
reg., regg. - registro, registri
v. - verso
r. - recto
sg., sgg. - seguente, seguenti





Codifica:
Marco De Vita, novembre 2009
Paolo Santoboni, revisione, marzo 2010

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