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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Archivio storico del Comune di Calcinaia (1557 - 1865). Archivio preunitario. Inventario

con 16 tavole fuori testo

Tipologia: inventario analitico

a cura di Michela Gani

patrocinio: Comune di Calcinaia (Pisa)

Pubblicazione: Ponsacco, Edizioni Progetto, 1995

Descrizione fisica: pp. 80, ill. 16 a colori, cm. 24

Contenuti:

La pubblicazione dell'inventario dell'archivio storico di Calcinaia rappresenta la logica conclusione di un lungo lavoro condotto con un severo impegno metodologico da parte di Michela Gani. Questo risultato è stato possibile grazie alla sensibilità dell'Amministrazione comunale che ha voluto con questa scelta salvaguardare e valorizzare un patrimonio documentario che è veramente una ricchezza collettiva insostituibile. Un archivio comunale infatti, anche se non è un bene immediatamente fruibile da parte di tutti, rappresenta la fonte primaria per la ricostruzione della storia, non solo istituzionale, del territorio: senza questa fonte storica ci si può limitare esclusivamente a ripetere, magari acriticamente, quanto già altri hanno detto in altra sede. Tanto più di fronte alle vicende, oramai da noi tanto lontane nel tempo, dell'epoca preunitaria ed alla diversificazione dell'organizzazione istituzionale e sociale delle singole comunità toscane, l'una differente dall'altra per quel particolarismo che trova le sue lontane origini nella frammentazione dell'epoca comunale ma che, almeno culturalmente, è arrivato fino ai nostri giorni (penso alla cultura "di campanile" ancora oggi così viva e meritevole di essere conservata). Per questo ogni archivio storico comunale, anche nella grande ricchezza di fonti archivistiche di cui la Toscana dispone, rappresenta un unicum irripetibile: ma tale unicità ha un senso se inserita in un quadro istituzionale complesso quale è stato quello del Granducato di Toscana. Questa considerazione vuole sottolineare la difficoltà del lavo- ro di inventariazione che ogni archivio comunale di epoca preunitaria comporta: se rior dinare un archivio infatti significa comunque ricostruire l'organizzazione dell'ente che lo ha prodotto, riordinare un archivio di una comunità significa ripercorrerne le vicende inquadrandole nel loro contesto storico. Pertanto occorre un'approfondita conoscenza non solo dell'evoluzione della struttura amministrativa e giudiziaria statale ma anche di quella peculiare della singola comunità. In questa direzione da anni si muove la Sovrintendenza Archivistica, che opera nell'ambito dei suoi compiti istituzionali in pieno accordo con gli enti locali. In primo luogo curando la formazione di personale archivi sticamente specializzato da mettere a disposizione delle amministrazioni interessate a salvaguardare e valorizzare il proprio patrimonio documentario, quindi collaborando con gli operatori nel difficile lavoro di riordinamento di un archivio. Il prodotto finale, la pubblicazione di un inventano, è perciò il risultato di un lungo lavoro il cui merito scientifico è tutto di chi ha operato il riordinamento che però senza la disponibilità dell'Amministrazione comunale non sarebbe stato possibile.

Emilio Capannelli, Sovrintendenza Archivistica per la Toscana



Da anni accarezzavo l'idea di riunire e sistemare tutti i documenti storici dell'archivio comunale. C'erano, ma si trovavano in fascicoli mescolati ad altri in mezzo all'archivio ordinario del Comune. Non si conoscevano ne la quantità, né soprattutto la qualità e i contenuti di questi antichi atti amministrativi. Il Comitato di gestione della Biblioteca, messo a parte del progetto di recupero di questo materiale, lo accolse subito con entusiasmo. Anche l'Amministrazione Comunale dimostrò interesse per l'iniziativa. Si potè così dare l'incarico per la catalogazione. La Sovrintendenza Artistica di Firenze caldeggiò fin dal principio un'iniziativa di così elevato spessore culturale e certamente preziosa per l'indagine e la conoscenza storica. A nome del Comitato di gestione della Biblioteca e mio proprio, esprimo grande soddisfazione per il lavoro che è stato svolto, auspicando per il futuro la possibilità di dare la giusta sistemazione anche all'archivio storico postunitario, così da completare totalmente un recupero che ci sentiamo di dover sollecitare e sostenere perché ora e in futuro si possa fruire di un patrimonio che è di noi tutti e della nostra storia.

Lucia Ciampi, Presidente del Comitato gestione della Biblioteca



Fin dal 1575 le prime istruzioni ducali che fissavano le competenze dei cancellieri comunitativi davano loro anche l'incarico di occuparsi della conservazione delle scritture e di tutta la documentazione riguardante le comunità e gli enti da essi vigilati. Le carte concernenti il comune di Calcinaia sono state conservate fino alla soppressione delle cancellerie presso la sede di Vicopisano entro la cui circoscrizione Calcinaia era compresa.1 Nel 1746 i cancellieri furono sollecitati dall'auditore Pompeo Neri a fornire informazioni circa i documenti da essi conservati e le loro risposte, oggi all'Archivio di Stato di Firenze, risultano fondamentali per la ricostruzione di questi complessi archivistici. Le filze che raccolgono le varie memorie inviate al Neri dalle cancellerie e dagli uffici periferici dello stato risultano in molti casi private di parti la cui originaria presenza è testimoniata dalle copertine; così la risposta del cancelliere di Vicopisano, pur pervenuta, non è rimasta e con essa sono venute a mancare preziose informazioni anche circa la documentazione riguardante Calcinaia.2 Al primo ventennio dell'Ottocento risalgono alcuni elenchi sommari stilati dal cancelliere di Vicopisano Luigi Sonnati in occasione del sindacato cui veniva annualmente sottoposto.3 Tra il 1840 ed il 1859 i cancellieri compilarono nuovi inventari.4 Di Calcinaia è rimasto un inventano del 1854 che fu compilato dal cancelliere di Vicopisano Lorenzo Tiardini in seguito a un riordino del materiale archivistico conservato in quella sede; esso comprendeva 244 unità cui vanno aggiunti altri documenti fino ad un numero complessivo di 276 ripartiti in varie appendici annuali fino all'anno 1859. Le prime 170 unità erano costituite da documenti riguardanti la comunità, mentre i nn. dal 171 al 244, sotto il nome complessivo di estimo comprendevano documenti estimali e catastali. Accanto alla numerazione apposta in quell'occasione sulle unità archivistiche in basso con inchiostro rosso il cancelliere conservò memoria, nell'inventario, di una numerazione precedente presente sui pezzi con un numero in alto in inchiostro nero. La numerazione più antica da 1 a 61 riguarda le unità del comune mediceo lorenese, della mairie e della comunità restaurata fino ad una "Filza di Atti Magistrali" dal 1832 al 1837. Ogniqualvolta è stato possibile riscontrare sui pezzi le due numerazioni esse sono state segnalate tra parentesi a fianco della odierna. Dall'esame degli elenchi e dell'inventario ottocenteschi si può rilevare che, per quanto riguarda il comune preleopoldino, in primo luogo non c'erano libri di statuti, in secondo luogo i libri di deliberazioni e partiti erano otto a partire dall'anno 1553. Oggi risultano mancanti i primi due libri di partiti: il primo, come si legge nell'inventario del 1854, dall'anno 1553 al 1593, il secondo dal 1593 al 1631. Nel 1933, in una lettera al direttore dell'Archivio di Stato di Pisa, il podestà di Calcinaia lamentava la mancanza di un inventano della documentazione conservata presso il comune e, ammesso che un inventano fosse mai stato compilato, magari a seguito delle disposizioni del 1911, indicava come probabile causa di smarrimento o distruzione il terremoto del 1920 che aveva causato danni ai locali dell'archivio5. In una seconda lettera forniva brevi indicazioni sulla consistenza della parte preunitaria: "... gli atti esistenti in questo archivio risalgono al 1553. Trattasi peraltro di pochi volumetti riguardanti saldi e conti, distribuzione di sale e tassa macinato. Vi sono poi alcuni volumi riguardanti deliberazioni e partiti del Magistrato, Priori e Consiglio dal 1820 al 1865. Non esistono pergamene o Statuti, protocolli notarili o altri documenti che rivestano qualche importanza, né per quante ricerche siano state eseguite si è rinvenuto alcun inventano degli atti esistenti"6. Durante l'ultima guerra l'edificio comunale riportò gravi danni e in particolare l'archivio subì il crollo di una parete. Nel 1950 parte dei documenti si trovavano ancora ammucchiati alla rinfusa così come erano stati recuperati dalle macerie; tutto il materiale più antico era valutato in circa duecento pezzi, non ordinato e disposto su scaffalature insufficienti. Questa situazione di disordine rendeva impossibile sia la individuazione delle serie, sia il riconoscimento di quei "volumetti" di cui parlava il podestà anni prima. Nel corso degli anni '50 si ebbe il trasferimento dell'archivio ad altro locale insieme all'archivio di deposito, l'acquisto di nuovi scaffali e la conferma della perdita del registro del 1553. L'inventano del 1854 si apriva con la serie "Governo Francese" comprendente tutta insieme la documentazione dell'amministrazione napoleonica e proseguiva con serie che raccoglievano prima la documentazione finanziaria e contabile (Sale, Dazzaioli e tasse diverse, Saldi e Bilanci...) poi quella deliberativa (Deliberazioni Magistrali, Atti Magistrali...). Nelle serie i documenti erano distribuiti in sequenza cronologica, ma senza soluzione di continuità tra le carte del comune e quelle della comunità restaurata. Nel presente lavoro di riordinamento l'inventano dell'archivio preunitario di Calcinaia stato suddiviso in quattro sezioni. La prima comprende i documenti del comune mediceo-lorenese (nn. 1-21) prodotti in un arco di tempo che va dalla seconda metà del Cinquecento alla seconda metà del settecento quando la riforma comunitativa voluta da Pietro Leopoldo inglobò il territorio calcinaiolo nella più ampia circoscrizione amministrativa della comunità di Pontedera. La seconda sezione (nn.22-59) comprende la documentazione della mairie di Calcinaia del periodo della dominazione napoleonica (1808-1814). La terza sezione (nn.60-254) raccoglie la documentazione di epoca restaurata prodotta dalla comunità di Calcinaia riconosciuta fin dal dicembre del 1814 come entità amministrativa autonoma rispetto a Pontedera. La quarta sezione comprende filze e registri (nn.255-268) riconduibili attività del cancelliere di Vicopisano nello svolgimento delle funzioni proprie di ufficiale periferico del governo centrale e di ministro del censo7. In appendice (nn. 269-275) sono stati infine riuniti documenti a stampa, giornali e raccolte di leggi.

[Michela Gani]



Nella descrizione delle unità archivistiche sono stati usati i seguenti criteri:

- la data è stata riportata allo stile moderno;

- il titolo originale è stato riportato in corsivo;

- eventuali integrazioni nel titolo originale, o nei nomi, sono state poste tra parentesi quadre;

- la vecchia numerazione è stata posta tra parentesi tonda a fianco del nuovo numero; quando i numeri tra parentesi sono due il primo è il più antico, il secondo il più recente;

-quando la indicazione del numero delle pagine è stata preceduta da "carte scritte" si è voluto mettere in evidenza la presenza di carte bianche; quando non è presente alcuna indicazione deve intendersi che le carte non sono numerate;

-puntini tra parentesi tonda indicano una lacuna nel testo;

-situazioni di danneggiamento alle unità archivistiche sono state segnalate mediante uno, due, o tre asterischi; si tenga presente che: * indica uno stato di conservazione mediocre, ** cattivo, *** pessimo.

Sono state utilizzate le seguenti abbreviazioni:

a. - aa. = anno, anni

c. s. = come sopra

c. - cc. = carta, carte

cc. nn.= carte non numerate

p. - pp. = pagina, pagine

s. d. = senza data

A.S.P.= Archivio di Stato di Pisa

A.S.F.= Archivio di Stato di Firenze

A.C.C.= Archivio del Comune di Calcinaia


Le seguenti opere sono state citate con frequenza nel testo in forma abbreviata:

CANTINI = Legislazione Toscana raccolta e illustrata dal Dottore Lorenzo Cantini socio di varie Accademie, tomi I-XXX, Firenze 1800-1807.

Bandi e Ordini = Bandi e Ordini da osservarsi nel Granducato di Toscani, voll. 1-66, Firenze 1747-1859.

Bollettino delle leggi.= Bollettino delle Leggi, Decreti imperiali e deliberazioni della Giunta di Toscana, pubblicate nel Dipartimento dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, voll. I-XVIII, Firenze, 1808-1810.

Atti del R.Governo della Toscana = Atti del R. Governo della Toscana, raccolti per ordine cronologico e sommario dei medesimi, dall'l1 maggio 1859 al 25 marzo 1860, Firenze 1859-1860.





Codifica:
Filippo Mori, febbraio 2012
Paolo Santoboni, revisione, febbraio 2012

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