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Mairie di Castagneto

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1809 - 1814

Consistenza: 33 unità

"Les États de Toscane sont réunis a l'Empire français, sous le titre de département de l'Arno, département de la Mediterranée et département de l'Ombrone; ils feront partie integrante de l'Empire français, à dater de la publication du présent sénatus-consulte", così l'art. I comma 2 del sénatus-consulte organique del 24 maggio 1808, firmato il 30 dello stesso mese da Napoleone a Boinne1.
Il 12 maggio2 era già stata istituita una Giunta straordinaria di Toscana con il compito di "prendere possesso" del Granducato in nome dell'Imperatore, di curarne l'organizzazione e l'amministrazione con facoltà di disporre le misure necessarie fino al 1 gennaio 1809, quando il "régime constitutional" sarebbe entrato in vigore3.
Il consigliere di stato francese Edoardo Danchy, nominato amministratore generale di Toscana il 22 gennaio 1808, aveva già avviato il riordino territoriale, disposto successivamente con decreto del 22 aprile, sostituendo alla vecchia amministrazione un nuovo assetto organizzativo del territorio secondo quanto previsto dal la costituzione francese del 12 gennaio 1800 per le province dell'Impero4. Essa prevedeva la costituzione dei dipartimenti, dei circondari e delle municipalità.
In particolare la Toscana venne divisa nei Dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo. Il dipartimento del Mediterraneo era costituito da tre circondari: dalla Prefettura di Livorno, dalla sottoprefettura di Pisa e di Volterra.
Ogni circondario comprendeva più comuni. Ogni municipalità era amministrata da un "maire", da un numero di "adjoints" variabile secondo il numero degli abitanti, e da un consiglio municipale composto da un numero di mèmbri proporzionale alla sua popolazione.
Nella riorganizzazione così prevista la municipalità di Gherardesca-Bolgheri risultò compresa nel circondario della sottoprefettura di Volterra.
Il 20 novembre 18085il Prefetto di Livorno procedette alla nomina del "maire" di Gherardesca-Bolgheri e, poiché la popolazione era inferiore a diecimila abitanti, un solo "adjoint"6.
Accanto ai due funzionari era il consiglio comunale, composto da 10 mèmbri, nominati dalla stessa autorità fra i possedenti locali.
La sede del "maire" fu posta a Castagneto, dove "nell'antico palazzo del Tribunale"7 era prevista la riunione del consiglio municipale una volta nel corso dell'anno per discutere del rendiconto e delle decisioni in materia di imposizioni fiscali.
Queste ultime erano necessarie per far fronte alle spese locai i e al la ripartizione dei lavori spettanti ai cittadini per il restauro e la manutenzione dei beni e delle proprietà. Le deliberazioni assunte divenivano esecutive solo dopo aver ottenuto l'approvazione del Prefetto.
Il consiglio, così come l'"adjoint", aveva attribuzioni di scarsa rilevanza all'interno dell'amministrazione comunale che si imperniava, invece, sul "maire".
Questo funzionario rappresentava la massima autorità e aveva ampi poteri politici, amministrativi e di polizia. A queste competenze si aggiungeva anche quella in materia di stato civile di cui non esisteva precedente in Toscana, essendo essa stata trattata fino a questo momento solo dalle parrocchie; ai registri tenuti dai parroci, in caso di necessità, faceva ricorso anche l'amministrazione pubblica.
La Giunta di governo introdusse in Toscana le disposizioni in materia contenute nel codice civile napoleonico: attribuì ai "maires" e "adjoints" funzioni di ufficiali di stato civile con l'obbligo di ricevere e conservare i registri annuali degli atti di nascita, matrimonio e morte. I registri dovevano essere compilati in doppia copia: uno dei due esemplari doveva essere inviato al cancelliere del Tribunale nel mese di dicembre di ciascun anno, l'altro conservato presso l'archivio del municipio.
Un'attenzione tutta particolare fu poi dedicata, da parte dell'amministrazione francese, alla tenuta degli archivi, un'incombenza che in precedenza era propria di un "cancelliere" o "archivista" alle dirette dipendenze del gonfaloniere e che ora viene attribuita al "maire".
Nella circolare del 1 gennaio 18098 inviata ai "maires" dal Prefetto del Dipartimento del Mediterraneo, oltre alle disposizioni relative alla tipologia del locale nel quale dovevano essere conservati "gli archivi", vengono precisate tutte una serie di obblighi e norme per assicurare la conservazione delle carte. In particolare, con l'art. 11, veniva proibito anche allo stesso "maire" e al segretario di estrarre dagli archivi alcun atto senza una autorizzazione del sotto-prefetto o una deliberazione del consiglio".





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