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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Circondario di acque e strade di San Giovanni

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1815 - 1850

Consistenza: 69

1815 - 1850 Nel 1825 venne attuata una complessiva riorganizzazione del settore dei lavori pubblici riguardanti la manutenzione di corsi d'acqua e strade, il cui controllo venne affidato, a livello centrale, alla Sovrintendenza alla conservazione del catasto e alla Direzione del corpo degli ingegneri, con funzioni di indirizzo e coordinamento degli interventi 1 . Sul territorio furono istituiti 37 Circondari di acque e strade - distinti inizialmente in cinque classi, ridotte a tre nel 1840 2 - in ciascuno dei quali risiedeva un ingegnere con compiti di progettazione e di vigilanza sui lavori di manutenzione delle strade comunitative e su quelli di arginatura e regimentazione dei corsi d'acqua. Presso le Camere di sovrintendenza comunitativa di Firenze, Pisa, Siena, Grosseto e Arezzo, cui competeva il controllo sulle attività delle comunità, furono attivati Uffici d'ispezione di acque e strade, affidati a ingegneri ispettori, competenti in materia di strade regie e di lavori pubblici da eseguirsi a spese dell'erario o interessanti più circondari; questi controllavano gerarchicamente l'attività tecnica degli ingegneri di Circondario, che impiegavano anche per gli interventi di stretta competenza degli Uffici d'ispezione. Nell'ambito di tale assetto San Giovanni divenne capoluogo di un Circondario di acque e strade di quinta, poi di terza, classe dipendente dall'Ufficio d'ispezione della Camera di sovrintendenza comunitativa di Arezzo. Al momento dell'istituzione la circoscrizione territoriale di riferimento comprese, oltre alla comunità di San Giovanni, anche quelle di Laterina, due Comuni di Laterina, Castiglion Ubertini, Montevarchi, Terranuova, Castelfranco di sopra, Pian di Scò, Loro e Cavriglia. Quest'ultima comunità, tuttavia, già nel 1826 fu aggregata al compartimento senese e al Circondario di acque e strade di Radda e soltanto nel 1845 fu nuovamente inclusa nel Circondario di San Giovanni. Nel 1833, infine, le comunità di Laterina, due Comuni di Laterina, Castiglion Ubertini e Montevarchi costituirono un Circondario autonomo con sede a Montevarchi dove fu trasferita la maggior parte della documentazione relativa ai lavori già completati o avviati nelle comunità distaccate 3 . La complessiva ristrutturazione delle circoscrizioni amministrative intervenuta nel 1849 determinò fra l'altro anche l'abolizione delle Camere di sovrintendenza comunicativa, degli Uffici di ispezione e dei Circondari d'acque e strade. Secondo quanto previsto nel nuovo regolamento per le comunità, emanato nello stesso anno, le funzioni dei soppressi ingegneri di Circondario in materia di acque, strade e fabbriche comunitative furono affidate a tecnici di nomina comunale. Contestualmente il territorio toscano fu articolato in venti distretti affidati ad ingegneri di nomina regia competenti a gestire i lavori alle strade provinciali e ai corsi d'acqua e quelli da effettuarsi a spese di consorzi di comuni. I vecchi ingegneri ispettori furono sostituiti da ingegneri capo, operanti presso i compartimenti di prefettura, con le stesse competenze dei predecessori e con funzioni di controllo sui nuovi ingegneri distrettuali. In particolare il compartimento aretino risultò articolato nei tre distretti di Arezzo, Foiano e Bibbiena e le comunità che avevano costituito il Circondario di acque e strade di San Giovanni furono incluse nell'ampia circoscrizione dell'ufficio dell'ingegnere distrettuale di Arezzo, attivo dal primo settembre 1850 4 . La documentazione prodotta dall'ingegnere di Circondario di San Giovanni comprende, oltre al carteggio con gli uffici gerarchicamente superiori, le relazioni dei sopralluoghi effettuati per accertare lo stato di conservazione di strade comunitative e corsi d'acqua, quelle attinenti a lavori di nuova esecuzione o in corso di svolgimento, aggiudicati tramite pubblico incanto o con affidamento diretto (i cosiddetti "lavori eseguiti a nota") e quelle richieste dall'amministrazione comunale per la concessione delle autorizzazioni edilizie ai privati.



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