Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
Menu di navigazione
Home » Ricerca guidata » Complessi archivistici - Fondi » Visualizza scheda
stampa

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Comune di San Giovanni

Livello: fondo

Estremi cronologici: sec. XVI - 1773

Consistenza: 68

marzo 1475 - 27 maggio 1773 Castel San Giovanni è uno dei centri abitati fortificati - noti come "terre murate" o "terre nuove" 1 - che il comune di Firenze fondò tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, per contrastare il dominio esercitato nel Valdarno Superiore dalle importanti famiglie feudali dei Pazzi e degli Ubertini. Collocato nel contado fiorentino, alla fine del XIV secolo il territorio del comune di San Giovanni corrispondeva a quello dell'omonima podesteria e comprendeva i popoli di Santa Maria, San Lorenzo, San Mariano, Monte Maggio, Vacchereccia e Ricasoli. Successivamente - e fino al 1773 quando venne istituita la nuova comunità di San Giovanni - il comune risultò costituito dai popoli di San Giovanni Battista (San Giovanni dentro), San Lorenzo, San Salvadore in Vacchereccia, San Cipriano e Santa Maria a Mamma (Badia) 2 . Gli organismi e uffici principali su cui poggiava l'organizzazione amministrativa e di governo del comune erano il Consiglio maggiore e quello di credenza, l'ufficio del gonfaloniere e quello del camarlingo 3 . I Consigli maggiore e di credenza erano costituiti, nel 1395, da trentadue e sedici consiglieri 4 , ridotti rispettivamente a nove e otto dal XVI secolo 5 , in rappresentanza di tutte le realtà territoriali comprese nel comune. I membri erano estratti a sorte ogni sei mesi tra i cittadini abili a ricoprire l'incarico ed erano chiamati a decidere su tutte le questioni d'interesse per la comunità. Il gonfaloniere era il capo e il rappresentante del comune, cui spettava di convocare e presiedere i consigli, fissando il programma dei lavori. All'inizio del loro mandato essi provvedevano ad eleggere una serie di ufficiali con mansioni specifiche, tra cui si devono ricordare i terminatori e viari, che si occupavano della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade del comune, i castaldoni addetti al controllo di pesi e misure e del prezzo dei grani sul mercato cittadino, i procuratori e i venditori dei pegni del monte di pietà, il camarlingo comunitativo incaricato dell'amministrazione economica e i ragionieri incaricati di controllarne l'operato. In particolare il camarlingo comunitativo, che stava in carica sei mesi, era responsabile della riscossione delle entrate, provenienti da imposte, dazi e proventi comunitativi, della liquidazione delle spese e della contabilizzazione delle operazioni relative in appositi registri di entrate e uscite, la cui chiusura contabile (saldo) era affidata a ragionieri revisori.



icona top