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Vicariato del Valdarno superiore

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1408 - 1772

Consistenza: 35

marzo 1681 - 20 luglio 1772 L'istituzione nel 1408 del Vicariato del Valdarno Superiore 1 rappresenta uno dei momenti conclusivi del processo di affermazione del dominio di Firenze sui territori circostanti, il cui progressivo assorbimento in una sempre più articolata organizzazione territoriale avrebbe condotto alla realizzazione di uno stato regionale toscano. L'esigenza di garantire i diritti del comune di Firenze su aree assoggettate in tempi e modi diversi, determinò il ricorso, tra XIV e XV secolo, a strutture associative sempre più complesse - le leghe prima, quindi le podesterie e in ultimo i vicariati - coordinate da rettori nominati direttamente dalla dominante. In particolare ai vicari furono conferiti amplissimi poteri in materia di giurisdizione dei reati di ribellione e di attentato alla sovranità di Firenze, potendo comminare la pena di morte e la confisca dei beni con provvedimento inappellabile e procedura sommaria. Nel corso del XV secolo, tuttavia, venuta meno l'iniziale esigenza di controllo politico dei territori assoggettati, ai vicari fu affidata anche la giurisdizione dei reati comuni e finirono per trasformarsi in giudici criminali ordinari. Contemporaneamente i vicariati si vennero configurando come strutture amministrative intermedie tra il governo centrale e le circoscrizioni minori costituite dalle podesterie e dai comuni e popoli in esse compresi. Fin dalle origini la circoscrizione del vicariato del Valdarno Superiore incluse un territorio molto vasto comprendente oltre al Valdarno, la Val di Sieve e la Valdambra. Inizialmente ne fecero parte i popoli e comuni delle podesterie di San Giovanni, Montevarchi, Terranuova, Figline, Val di Greve, Cascia, Bucine, Castelfranco, Laterina, Ponte a Sieve e delle leghe d'Avane, Cintoia e Incisa, cui almeno dal 1578 si aggiunsero quelli della lega di Bagno a Ripoli 2 . L'organo di governo del vicariato era costituito dal Consiglio dei sindaci, i cui membri erano nominati, in conformità a quanto stabilito negli statuti locali 3 , in rappresentanza delle podesterie e leghe della circoscrizione tra gli che sapessero anche leggere e scrivere 4 . Il vicario, come rappresentante del governo fiorentino, riceveva il giuramento dei sindaci e presiedeva le adunanze del Consiglio, cui spettava tra l'altro la determinazione delle imposte da applicare annualmente ai singoli comuni per sopperire alle spese di funzionamento dell'istituzione e a quelle necessarie per interventi di manutenzione di strade e fortificazioni. La riscossione delle imposizioni ordinarie e straordinarie a carico di popoli, leghe e podesterie competeva al camarlingo generale del vicariato, la cui amministrazione era sottoposta a revisione contabile da parte di speciali ragionieri, alla scadenza dell'incarico. Il consiglio dei sindaci e il camarlingo del vicariato del Valdarno Superiore esercitarono le loro funzioni fino al 1772, quando, nel contesto della politica riformatrice del governo lorenese, venne attuata la riforma dell'ordinamento giudiziario del granducato che attribuì a vicari e podestà le sole funzioni giurisdizionali, mentre ogni competenza amministrativa venne ricondotta alle comunità locali. Le serie archivistiche conservate - deliberazioni del consiglio dei sindaci, dazzaioli delle imposte e saldi dell'amministrazione del camarlingo generale - costituiscono quanto rimane della documentazione amministrativa e si riferiscono solo all'ultimo periodo di attività degli organi del vicariato del Valdarno Superiore tra la fine del XVII secolo e il 1772.



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