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  • Pergamene. Archivio storico diocesano di Prato

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Pergamene

Livello: fondo

Estremi cronologici: secc. XII - XX

Consistenza: 164 unità

Nel corso del XIX secolo confluì - chissà attraverso quali peripezie - nell'archivio del Duomo un mazzetto di pergamene del XVI-XVII secolo, concernenti la famiglia del Bontà da Creda.
Presso l'ASF, Diplomatico, spoglio 7, sono 654 pergamene provenienti dall'archivio della propositura di Prato; altre 22 sono tra gli scarti. Vanno dal 1006 al 1691. Il codice della BRP n. 59, compilato circa il 1710 dal canonico Giovati Battista Casotti, ne contiene uno spoglio, e così pure il codice n. 206. Un altro spoglio è nel volume IV dei manoscritti di Amadio Baldanzi fra le carte Salvi Cristiani presso l'ASP. Le pergamene restate nell'archivio del Capitolo furono regestate dal conte Giuseppe Maria Casotti nello spoglio n. 405 della BRP. Cfr. inoltre l'Elenco delle pergamene conservate nell'archivio del rev.mo Capitolo di Prato, «Archivio storico pratese», V (1925) pp. 79-86: vi sono elencati 86 documenti.
Qui di seguito si dà il regesto delle briciole del materiale diplomatico, sfuggite per incuria alle varie sottrazioni e dispersioni che, tra il XVII e il XVIII secolo, depauperarono in continuazione l'archivio dei canonici di S. Stefano. Intorno alla triste storia di tali trasmigrazioni e distruzioni, si rimanda all introduzione al presente inventario e all'edizione de Le carie della propositura più volte citata, p. XIV e sgg.
Sono stati accolti nel fondo anche alcuni brevi, lettere e rescritti originali del pontefice e della curia romana, redatti su carta, del XVI-X1X secolo, nonché alcuni importanti privilegi e lettere papali alla chiesa pratese, del XII-XIII secolo, pervenuti fino a noi solo in copia semplice cartacea. Questi ultimi documenti sono conservati nel quaderno intitolato «Concessioni giurisdizionali dei sommi pontefici Onorio e Lucio III a favore della chiesa di Prato, 1182», scritto da una medesima mano nella seconda metà del XIV secolo, e nell'inserto, di formazione recente, dal titolo «Bolle e indulti pontifici», contenente copie di più mani del XV-XVII secolo.
Abbiamo infine inserito nel fondo alcune pergamene frammentarie o lacunose che non avrebbero potuto trovar posto altrove. Il fondo diplomatico della propositura di S. Stefano di Prato è il più antico della città di Prato e il più interessante per il numero e la varietà dei tipi dei documenti che lo compongono.
Oltre alle pergamene dell'Ente, esso accoglie quelle provenienti dalla chiesa di S. Maria della Ripalta, la quale fu soppressa ed unita al Capitolo della propositura nel 1325, quelle della badia di S. Fabiano, incorporata anch'essa nel Capitolo nel 1516, ed alcune relative alle chiese di Vergaio, di Cerreto, di Figline e alle altre che furono di patronato dei canonici di Prato.


1
Frammento di un passionario con la vita della beata Barbara e l'Incipit prologus Iohannis [diaco]ni in vita sancii Nicholai
Pergamena originale mm. 350x335, di cc. 2
sec. XII
2

Anualdus Notaio

Ildebrando, vescovo di Pistoia, concede a Gerardo, proposto di Prato, la chiesa di S. Giovanni evangelista di Pistoia.
Copia del primo quindicennio della seconda metà del XII secolo, redatta da «Anualdus notarius et sacri palatii iudex», e autenticata da «Domitianus notarius et iudex sacri palatii, Rubertus notarius et iudex sacri palatii, Miraniosus causidicus, Galligus iudex et notarius». Edita in Le carte della propositura di S. Stefano di Prato, I, 1006-1200, a cura di R. Fantappiè, Firenze 1977, p. 217 n. 111.
Pergamena mm. 475x400, di cc. 1
Pistoia, 1119 marzo 4
3
Il papa Innocenzo II prende sotto la protezione della Sede apostolica la chiesa di S. Stefano di Prato; proibisce di edificare chiese nel territorio parrocchiale di essa senza il consenso del proposto e dei suoi canonici; ne conferma le decime, le sepolture e gli altri diritti; stabilisce infine che nessuno possa colpirla di scomunica o d'interdetto senza giusto motivo.
Altra copia cartacea, del XVII secolo, in «Bolle e indulti», c. 2 n. 3. Edita in Le carte della propositura, cit., p. 258 n. 133.
Copia cartacea del XIV secolo in «Concessioni giurisdizionali», c. 2 n. 2, mutila
Laterano, 1133 maggio 21
4
Il papa Innocenzo II, sull'esempio dei suoi predecessori Urbano II e Pasquale II, conferma ad Atto, eletto vescovo di Pistoia, le possessioni e i confini dell'episcopato;
stabilisce che la chiesa di Prato debba essere soggetta al vescovo di Pistoia e non debba recar danno alle pievi di S. Paolo, di S. Ippolito, di Iolo, di S. Giusto e di Colonica.
Edita da R. Fantappiè, Documenti papali del XII secolo, «Archivio storico pratese», XLIII (1967), p. 76 n. 3 dell'appendice.
Copia cartacea del XVI secolo in «Bolle e indulti», c. 1 n. 1, in estratto.
Pisa, 1133 dicembre 21
5
Il papa Celestino II invita nuovamente il clero e il popolo di Prato ad obbedire e rispettare il proprio pastore e vescovo Atto.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 297 n. 156.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 1 n. 2.
Laterano, (1144) febbraio 17
6
Il papa Adriano IV prende sotto la sua protezione il proposto di Prato Uberto; in caso di molestia potrà liberamente ricorrere alla sede apostolica.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 315 n. 168.
Copia caitacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 5 n. 5
Roma S. Pietro, (1155) marzo 10
7
Il papa Alessandro III proibisce di edificare chiese o oratori nel territorio parrocchiale della pieve di S. Stefano senza il consenso del proposto e dei canonici di Prato. Edita in Le carte della propositura, cit., p. 343 n. 186.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 11 n. 11
Benevento, (1168-1169) febbraio 25
8
Il papa Alessandro III conferma la sentenza promulgata dai suoi predecessori Innocenzo II e Eugenio III nella causa vertente fra i canonici di Prato e il pievano di S. Giusto in ordine alla cappella di S. Iacopo.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 359 n. 195.
Copia cartacea del XIV in «Concessioni giurisdizionali», c. 5v n. 5
Tuscolano, 1171 ottobre 22
9
Il papa Alessandro III dichiara invalidi gli istrumenti con i quali i parrocchiani della chiesa di S. Stefano di Prato, in occasione di locazioni di terre, venivano obbligati a farsi seppellire presso i vicini monasteri.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 391 n. 212.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 5 n. 6
Tuscolano, (1166-1179) marzo 17
10
Il papa Alessandro III concede alla chiesa di Prato la facoltà di esigere da tutti gli abitanti nel territorio della pieve i diritti parrocchiali, le decime e le oblazioni; ne conferma le cappelle ad essa soggette e le antiche consuetudini.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 396 n. 216.
Copia cartacea del XIV secolo in «Concessioni giurisdizionali», c. 2 n. 1, acefala.
Tuscolano, (1171-1180) ottobre 1
11
Il papa Lucio III, sull'esempio di Adriano IV, conferma la proibizione di edificare chiese o oratori nel castello di Prato senza il consenso del vescovo diocesano, del proposto e dei canonici di Prato.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 5v n. 8.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 411 n. 224.
Originale con sigillo in piombo pendente, mm. 170x184
Velletri, (1182) novembre 26
12
Il papa Lucio III riceve sotto la protezione apostolica la chiesa di Prato, ne conferma i beni, i diritti e le cappelle ad essa soggette.
Copie cartacee in «Bolle e indulti»: del XV secolo, c. 7 n. 9; del XVII secolo, c. 9 n. 10; del 1696, c. 19 n. 17. Edita in Le carte della propositura, cit., p. 414 n. 226.
Copia cartacea del XIV secolo in «Concessioni giurisdizionali», c. 3 n. 3, acefala.
Velletri, 1183 febbraio 12
13
Il papa Lucio III conferma la sentenza di Alessandro III sulla causa fra i canonici di Prato e il pievano di S. Giusto in ordine alla cappella di S. Iacopo.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 423 n. 229.
Copia cartacea del XIV secolo in «Concessioni giurisdizionali», c. 6v n. 6
Verona, 1184 luglio 25
14
Il papa Urbano III conferma la sentenza pronunziata da Alessandro III sulla causa fra i canonici di Prato e il pievano di S. Giusto in ordine alla cappella di S. Iacopo. In «Bolle e indulti», c. 3 n. 4.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 430 n. 233.
Copia cartacea del XVII secolo
Verona, 1187 febbraio 26
15
Il papa Urbano III conferma una transazione convenuta fra i canonici di Prato e il monastero di S. Maria di Grigliano riguardo alla costruzione di una chiesa.
In «Bolle e indulti», c. 5 n. 7. Edita in Le carte della propositura, cit., p. 433 n. 234.
Copia cartacea del XVII secolo
Verona, (1186-1187) maggio 21
16
Il papa Urbano III rilascia alla chiesa di Prato una conferma dei suoi beni e diritti.
In «Bolle e indulti», c. 15 n. 15 (6° calendas iunii 1218); c. 17 n. 16, inserta nella bolla di Gregorio IX del 1229 marzo 8.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 434 n. 235.
Copie cartacee del XVII secolo
Verona, (1186-1187) maggio 26
17
Il prete Schiatta, canonico di Prato, e il maestro Rolando, chierico della canonica di Fiesole, compongono la controversia che Lanfranco, vescovo di Fiesole, e Giovanni, abate del monastero di S. Bartolomeo della stessa città, avevano con Pievano proposto di Prato, a riguardo della ordinazione della chiesa di S. Salvatore, posta in Prato presso il fiume Bisenzio.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 437 n. 236.
Copia semplice del XIII secolo, mm. 743x270
Firenze, 1188 giugno 27
18
Il papa Celestino III prende la chiesa di Prato, sull'esempio di Innocenzo II e di Lucio III, sotto la protezione apostolica, ne conferma particolarmente i beni, le decime e i diritti. In «Concessioni giurisdizionali», c. 4 n. 4; del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 11 n. 13.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 443 n. 238.
Copia cartacea del XIV secolo
Roma S. Pietro, 1191 agosto 31
19
Il papa Innocenzo III riceve sotto la protezione apostolica la chiesa di Prato e i suoi beni.
Edita in Le carte della propositura, cit., p. 488 n. 258.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 11 n. 12
Laterano, 1199 luglio 7
20
Il papa Onorio III rinnova al vescovo di Pistoia Soffredo i privilegi largiti alla chiesa di Pistoia dai suoi predecessori.
Copia cartacea del XIV secolo in «Bolle e indulti», c. 13 n. 14
Laterano, 1218 luglio 7
21
Il papa Gregorio IX rinnova al proposto Zonghello di Prato il privilegio di Urbano III del 26 maggio 1186-1187.
Copia cartacea del XVII secolo in «Bolle e indulti», c. 17 n. 16
Perugia, 1229 marzo 8
22
Il papa Gregorio IX scrive all'arcivescovo di Pisa, all'abate di S. Paolo di Ripa d'Arno e a G. de Curte canonico di Pisa in ordine all'esame dei testimoni nella causa fra il vescovo di Pistoia e il proposto di Prato.
Originale; nella plica i fori dell'attacco del piombo ora perduto, mm. 350x378
Laterano, 1233 giugno 25
23
Il papa Innocenzo IV conferma al proposto di Prato le cappelle ad esso soggette.
Copia cartacea del XV secolo in «Bolle e indulti», c. 21 n. 18.
Lione, 1245 agosto 21
24

ser Torello

Frammento di imbreviature di ser Torello.
I. Marzo 7, Prato. Angiorino di Benincasa dalla Costa confessa di aver ricevuto die votorum da donna Iacopa sua moglie la dote di 115 libbre di piccioli.
II. Marzo 8, Prato nella chiesa di S. Donato. Gualfreduccio di Boce dichiara di aver ricevuto da Niccolao di Pratese e da Bello del fu Bonodito, curatori dei beni del q. Tenduccio, 20 soldi per prezzo di alcune imbreviature e 5 soldi per il patrocinio e la consulenza prestata ai detti curatori.
III. Marzo 8, Prato nella chiesa di S. Maria Novella. Guido nappaio dona nomine mete aTuttadonna sua sposa e futura moglie 10 libbre e a titolo di morgincap
la quarta parte di tutti i suoi beni; riceve in dote due prese di terra, una nella villa di Casale e l'altra sopra la via Tobbianese, stimate 186 libbre.
Quindi per verba de presenti celebrano il matrimonio con il consenso di Guglielmo di Adatto mundualdo della donna.
IV. Marzo 8, Prato. Bonaiuto del fu Guido da Iolo si riconosce debitore verso Guido del fu Atto di 55 soldi per guadagno di vacche e vitelli tenute in soccita.
V. Marzo 8, Prato. Bellincione del fu Ventura, camerario del Comune, dichiara di aver ricevuto da Paolo e Angiorino, incaricati sulla vigilanza della vendita del pane e del vino, certe somme.
VI. Aprile 27, Prato. Martino di Bondone da Vico prende a soccita da Giovanni del fu Giunta un'asina di pelo bianco, stimata 50 soldi, con patto di rendere ogni mese una soma di legna.
VII. Aprile 27, Prato presso il Petriccio. Monna Buona presta il consenso alla vendita di metà prò indiviso di una pezza di terra posta a S. Ippolito, fatta a Ubertino detto Nachius da suo marito Rischiarato di Rozzo da Galciana.
VIII. Aprile 27, Prato nella chiesa di S. Maria in Castello. Messer Pipino di messer Rinaldo capitano della Parte guelfa libera messer Bonaguida di Prando dai danni e ingiurie fatte alla Parte; assolve Cantante di Gentile dalle ruberie in grano e biade perpetrate sui beni dei ghibellini ribelli quand'era rettore e custode dei guelfi forusciti. Fra i testimoni d. Arrigo medico girurgico.
IX. Maggio 1, Prato in porta Fuia. Bertelino e Benintendi del fu Accompagnato ricevono a mutuo da Ricevuto di Bellochio 48 soldi da restituirsi entro 2 mesi.
X. Maggio 1, Prato. Inghilesco del fu Albertino da Arbore riceve a mutuo da Bonaccorso di Compagno 6 libbre di piccioli da restituirsi entro un anno.
Originale, mm. 316x265
Prato, 1270 marzo 7 - 1270 maggio 1
25
Causa fra Iacopo rettore della chiesa di S. Andrea di Tontoli e Giovanni del fu Francesco riguardo all'investitura della detta chiesa, celebrata avanti Orlando abate di S. Miniato al Monte di Firenze, sottodelegato papale.
Originale mm. 390x268, con lacerature e tagli.
1286 novembre 20 - 1286 novembre 22
26
Il cardinale Matteo d'Acquasparta, legato papale, concede 100 giorni d'indulgenza ai visitatori della chiesa di Prato, dove si conserva il prezioso cingolo della Vergine, durante le feste della Madonna e dei santi Stefano, Giovanni battista e Lorenzo, e a Pasqua allorché si mostra solennemente il cingolo ai fedeli.
Originale; nella plica i fori dell'attacco del sigillo, mm. 203x275
Pistoia, 1298 febbraio 14
27
Frammento di una posta d'estimo con l'elenco delle terre, dei crediti e delle case.
Originale, mm. 430x390
sec. XIII
28

ser Bonaccolto di Niccolò giudice ordinario e notaio.

Frammento di imbreviature di ser Bonaccolto di Niccolò, giudice ordinario e notaio.
I. Settembre 3, Prato. Monna Stellachiara, vedova di Falcuccio, e sua figlia Ciava vendono a Guidiccio e Pieraccio suo nipote dei beni posti in Iolo per il prezzo di 15 libbre di piccioli a staioro. Le stesse prendono in affitto i predetti beni per il fitto annuo di 3 staia di grano a staioro.
II. Settembre 17, Prato. Bettino del fu Ubertino da Palazzolo vende a monna Dolce di Davanzino, moglie di Piero di Donato, una presa di terra in due pezze di 8 staiora nei confini di Capodiponte per prezzo di 27 libbre di piccioli a staioro.
III. Settembre 21, Prato. Tura cappellaio del fu Odarrigo vende a ser Dino medico cerusico un credito di 43 libbre e 14 soldi di piccioli dovuto da Martino e Piglio.
IV. Settembre 21, Prato. Fino del fu Nuto del borgo di porta Tiezi vende a Pagnino del fu Albertino una pezza di terra di 5 staiora 6 panora e 3 pugnora, posta nei confini di porta Capodiponte luogo detto Porcile, per il prezzo di 103 libbre soldi 10 e 3 denari di piccioli. Monna Gina, moglie di Fino, presta il consenso alla vendita.
V. Settembre 23, Prato nel borgo di porta Tiezi. Monna Bianda del fu ser Guidingo medico, vedova di Tracca Strozzafichi, fa testamento; lascia alcuni legati al prete Arrigo di S. Giorgio di Prato e ai conventi dei Frati minori, dei Predicatori, di S. Agostino, di S. Maria del Carmine e di S. Anna nonché all'Opera delle mura del comune di Firenze e di S. Reparata; istituisce eredi sua figlia Ghinga, il nipote Giovanni di ser Geri e il figlio Conte.
VI. Febbraio 25, Prato. Pratesino del fu Danese da Figline vende a Vanni del fu Bindo, che acquista per donna Buona del fu Schiatta, la metà per indiviso di una casa con corte posta in Figline per prezzo di 28 libbre di piccioli.
VII. Marzo 6, Prato. Donato, ser Bianco e Andrea, fratelli e figli di Ammannato Bianchi, rinunciano alle loro pretese nei confronti di Banco di ser Manetto di messer Ugo.
VIII. Marzo 11, Prato nella chiesa di S. Giorgio. Monna Giovanna vedova di Giovanni da Montebuiano, con il consenso di Fede suo figlio e mundualdo, vende a Fede del fu Fede da S. Giusto una pezza di terra di 3 staiora e 3 panora, posta in S. Giusto luogo detto Arsicciole, per il prezzo di libbre 22 e soldi 5 di piccioli a staioro.
Originale, mm. 400x290
1313 settembre 3 - 1314 marzo 11
28

ser Bonaccolto di Niccolò giudice ordinario e notaio.

Frammento di imbreviature di ser Bonaccolto di Niccolò, giudice ordinario e notaio.
Originale, mm. 400x290
1313 settembre 3 - 1314 marzo 11
29
Il canonico Bartolomeo della pieve di S. Stefano in una coi cappellani della pieve e i preti del distretto procede alla elezione del proposto.
Originale, mm. 800x275, mutila.
Prato, 1338 luglio 24
30
Frammento di sentenza del potestà del comune di Firenze.
Originale, mm. 123x203
Firenze, 1357 gennaio 21
31
Andrea Franchi vescovo di Pistoia consacra l'altare dedicato alla Vergine nella chiesa di Prato.
Originale in quadro sotto vetro nella sala dei canonici, mm. 43x170
Prato, 1357 gennaio 21
32
La pergamena, vergata con scrittura chiara su due colonne e con miniatura sulla c. 1r, è apografa e risulta esemplata da un'unica mano del XV secolo. È formata dalla prima e dall'ultima carta di un quaterno di un codice, e faceva da guardia al «Liber primus contractus» dell'archivio capitolare, ora inventariato sotto il n. 70.
La « declamatione» fu edita da G.M. Pelagatti, Jacopo da Montepulciano. Frammento d'un capitolo alla Vergine, tratto da un pergamena del buon secolo della lingua, Prato 1882. Su Iacopo da Montepulciano, vedi L. Mazzei, Lettere di un notaro
a un mercante del secolo XV con altre lettere e documenti
, per cura di C. Guasti, II, Firenze 1880, pp. 343-347. «Questa è una declamatione o vero soliloquio facto per Iacopo di messer Bertoldo da Montepulciano infilicissimo alla vergine Maria per la negata gratia delle fave di coloro ch'erano posti per lo popolo di Firenze a fare gratia a' misseri poveri incarcerati, nel tempo che tutto il mondo, coperto di bianchissimo abito della vergine Maria, aperse le sue carcere e al detto Iacopo inocente fu la gratia negata». Dopo questa didascalia, l'incipit: «Se fra le molte lacrime e fra 'l duolo | Vergine madre ad te si può parlare».
Explicit: «Son più di me ladroni e omicidi | degni che lle tue braccia a llor si stenda». Segue un cantare acefalo e mutilo. Incipit: «gli disse signor mio fammi giustitia | Turbossi il duca con malinconia».
Explicit: «tener non può più al tutto celato | quella che luce più che oro di lista».
Pergamena, mm. 260x190, mutila.
1399 - 1400 ca.
33
Il papa Giovanni XXIII revoca e cassa la sentenza di scomunica e d'interdetto fulminata dal vescovo di Pistoia Matteo contro il proposto e i canonici di Prato, perché, in contrasto con l'ordine del vescovo del 7 settembre 1408, avevano celebrato i vespri, i divini uffici e l'ostensione del sacro Cingolo per la festa del giorno seguente. Contro la sentenza aveva interposto appello il proposto Andrea presso la curia di Angelo Correr già papa Gregorio XII, il quale aveva delegato all'esame della controversia il pievano di S. Martino a Brozzi di Firenze.
Originale, sigillo deperdito; mm. 470x600
di fuori Firenze, 1414 novemnbre 6
34
Il cardinale Giordano vescovo di Albano, secondo l'ordine avuto a viva voce dal papa Martino V, assolve dalla scomunica il prete Stefano Cucci che aveva percosso il prete Lorenzo di Domenico da Prato.
Originale con i fori del sigillo perduto; mm. 240x320
Tivoli, 1424 luglio 17
35

Amelio di Lapo Migliorati giudice e notaio

Costituzioni della chiesa collegiata di Prato, fatte al tempo del proposto Niccolò Milanesi. Rogò ser Amelio di Lapo Migliorati giudice e notaio.
Originale a quaderno, mm. 290x210, di cc. 10.
Prato, 1430 gennaio 27
36

Ermanno de Greben notaio apostolico e imperiale

Roberto Cavalcanti canonico fiorentino, cappellano e uditore papale, in ordine alla commissione scritta dal papa Eugenio IV in calce alla cedola della supplica presentata dal proposto di Prato Niccolò Milanesi, cita al suo cospetto Maffia, pievano di S. Pietro a Iolo e vicario generale nella terra di Prato del vescovo di Pistoia Donato, il quale aveva annullato una sentenza di condanna del proposto contro alcuni beneficiati della collegiata di Prato.
Niccolò di Leonardo di Giovanni Saccagnini copiatore

Copia di mano di ser Niccolò di Leonardo di Giovanni Saccagnini; mm. 560X400
Ferrara, 1438 ottobre 11
37

Lodovico di Luca di Simone da Pistoia notaio

Processo celebrato avanti Antonio di Bartolomeo Moroni da Borgo Sansepolcro, vicario del vescovo di Pistoia Donato de Medici, in ordine a una lettera di papa Eugenio IV data in Roma il 19 gennaio 1446, fra i canonici di Prato e il proposto Niccolò di Neri Milanesi a riguardo delle distribuzioni quotidiane, dei redditi e dei proventi dei canonicati e prebende nonché a riguardo delle nomine beneficiali.
Originale a quaderno mm. 335x230, di cc. 15.
Pistoia, 1447 gennaio 14
38
Il papa Pio II, ad istanza di Carlo de' Medici proposto della collegiata di Prato, concede ai proposti di Prato il privilegio di protonotari apostolici e dichiara la chiesa di Prato libera dal potere ordinario e immediatamente soggetta alla sede apostolica.
Copia autenticata dal cardinale Agostino Spinola in data 7 febbraio 1536 e tratta dall'archivio della Camera apostolica al libro XI delle bolle di Pio II foglio 155, con sigillo a mandorla in cera rossa entro teca di latta.
Della copia esiste altro esemplare, per mano di Laudadeo di messer Mariano Guazzalotri, del 1° aprile 1540; mm. 305x430.
Copia mm. 392X520
Siena, 1460 settembre 3
39
Frammento di un codice giuridico coi seguenti paragrafi:
a) De voto et voti redemptione.
b) De slatu et [vita] canomcorum regularium. Quidam plebanus S. Gavini infimitate gravatus fecit votum intrandi canonicam S. Vitoris Bononiensis...
c) De religiosis clomibus: ut episcopo sint subiectae.
d) De desponsatione.
e) De clandestina desponsatione.
f) De condictionibus appositis in desponsatione et aliis contractibus.
g) Qui clerici et voventes matrimonium agere possint.
Originale mm. 375x425
sec. XV
40
Frammento di una grammatica latina sui modi e sui tempi del verbo con riferimenti alla lingua greca.
Originale mm. 265x350, con lacerature.
sec. XV
41
Il papa Alessandro VI assegna la chiesa parrocchiale di Ugnano in diocesi di Firenze, vacante per resignazione di maestro Ainolfo de' Bardi notaio, a Galeazzo di Iacopo de' Bardi, chierico fiorentino, ancora in età puerile.
Originale mancante del piombo; mm. 409x509
Corneto, 1502 marzo 8
42
Il papa Giulio II concede al chierico Baldo Magini di Prato, familiare e commensale del papa e castellano della rocca di Ostia, la commenda del priorato di S. Fabiano di Prato.
Originale con piombo pendente; mm. 521x210
Roma S. Pietro, 1505 aprile 4
43
Giovanni di Iacopo d'Antonio Turini di Prato consegna a Vittorio Turini una casa in porta Travaglio in restituzione della dote di fiorini 300 pratesi della madre Lisabetta. Copia di ser Giovanni Antonio di Filippo di Piero Poddini, tratta dalle imbreviature di ser Paolo di Bandino Rocchi da Prato.
Giovanni Antonio di Filippo di Piero Poddini copiatore

Copia mm. 405x310
Prato, 1510 novembre 26
44

Walterino di Lodovigno Acregni notaio

Antonio Verteti, rettore di S. Maria a Capezzana diocesi di Firenze, nomina suo procuratore maestro Giovanni de Vignoso a riscuotere le rendite della predetta chiesa dagli affittuari Gualterotto Maria Bardi prete e Iacopo Baroncelli mercante di Firenze.
Originale, mm. 230x395
Tullo, 1513 novembre 5
45

Enrico Tegeda notaio apostolico

Giovanni da Prato, arcivescovo di Tebe, in ordine al mandato del papa Leone X ricevuto per mezzo del cardinale Lorenzo dal titolo dei santi 4 Coronati in data 26 novembre 1515, conferisce nella chiesa di S. Francesco in Prato la tonsura e i 4 ordini minoria Bartolomeo di Giovanni Turini da Prato. Sottoscrisse Tegeda, chierico di Magdeburgo, notaio apostolico.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 230x290
Prato, 1515 dicembre 12
46
Il papa Leone X unisce e incorpora alla mensa del Capitolo della propositura di Prato il priorato di S. Fabiano di Prato, resignato nelle mani del papa dal commendatario ser Baldo Magini.
Originale con piombo pendente; mm. 590x770
Firenze, 1516 gennaio 26
47

ser Lorenzo Tani da Prato notaio

Avendo ser Baldo Magini concesso in affitto perpetuo a Antonio Pucci di Firenze, vescovo di Pistoia, due poderi della prioria di S. Fabiano di Prato per il fitto annuo di 27 fiorini d'oro larghi e libbre 10 di cera bianca, con patto che alla morte di ser Baldo i beni passassero in proprietà di un certo Domenico, previo pagamento ai canonici di Prato del prezzo infrascritto, gli stessi canonici con il presente atto ricevono la somma di fiorini 200 larghi d'oro e la proprietà di 60 staiora di terra. Dopo di che i canonici concedono in affitto i detti beni per 140 staia di grano all'anno.
Pubblicò, dalle imbreviature di ser Lorenzo, Giovanfrancesco di Cambio di Dino Pilli.
Originale mm. 335x405
Prato, 1519 novembre 13
48

Auregonio de Grangia notaio apostolico

II vescovo Girolamo Ghinuzzi uditore generale delle cause apostoliche esamina la vertenza fra messer Alessandro Pucci di Firenze e messer Baldo Magmi di Prato in ordine all'enfiteusi di una possessione, detta il podere del Poggio, appartenente alla commenda di S. Fabiano di Prato.
Originale con sigillo pendente ora perduto; mm. 605x370
Roma, 1524 luglio 20
49
Il cardinale Silvio Passerini dal titolo di S. Lorenzo in Lucina, legato a latere della sede apostolica in Toscana e Umbria, concede al chierico Filippo di Iacopo Modesti di Prato una pensione annua di un terzo su tutte le rendite della cappellania di S. Bartolomeo eretta all'altare del Crocifisso nella chiesa di Prato, e nomina rettore della medesima cappellania Bartolomeo di Michele Modesti di Prato.
Originale, sigillo pendente perduto; mm. 408x495
Firenze, 1526 ottobre 31
50
II papa Clemente VII concede a Filippo di Iacopo Modesti, canonico di Prato, una pensione annua di 10 scudi di camera sopra le rendite della chiesa parrocchiale di S. Marco di Prato, concessa in commenda al fanciullo Bartolomeo Modesti d'anni 13.
Originale con piombo pendente e cordicella di seta rossa e gialla; mm. 375X490
Orvieto, 1528 gennaio 10
51
Il papa Clemente VII, avendo assegnata una pensione annua di 10 scudi di camera sulle rendite della chiesa di S. Marco di Prato al canonico pratese Filippo di Iacopo Modesti, commette ai vescovi di Castellammare e di Caserta nonché al vicario generale del vescovo di Pistoia Pesecuzione dell'affare.
Originale; sigillo plumbeo pendente; mm. 330x472
Orvieto, 1528 gennaio 10
52
Il papa Clemente VII conferisce il canonicato nella chiesa di S. Stefano di Prato di patronato degli eredi di ser Lapo Spighi, vacante per resignazione di Bartolomeo di Vincenzo Barzaloni, a Filippo, figlio di Tommaso da Prato, datario e commensale del papa.
Originale con bolla pendente; mm. 310x445
Roma S. Pietro, 1530 ottobre 12
53
Il papa Clemente VII ordina al vescovo di Caserta e al proposto della chiesa di Cortona di ingiungere a chi ritenesse indebitamente beni mobili e immobili e scritture della chiesa di Prato di restituirli entro certi termini sotto pena di scomunica.
Originale con bolla pendente; mm. 235x330
Roma S. Pietro, 1532 marzo 4
54

Nicolao Pollian scrittore dell'archivio della Curia romana

Giovanni Battista vescovo e delegato apostolico, in ordine alle lettere del papa Clemente VII date da Orvieto il 10 gennaio 1528, istituisce rettore e commendatario della chiesa parrocchiale di S. Marco di Prato Andrea di Bartolomeo Modesti, salva la pensione di 10 ducati di camera a Filippo di Iacopo Modesti. Rogò Nicolao Pollian chierico di Bruges scrittore dell'archivio della Curia romana.
Originale con sigillo pendente perduto; mm. 480x320
Roma, 1532 marzo 13
55

Antonio Cachimila giudice e notaio

Marco di Francesco del Bo da Prato nomina suoi procuratori Andrea Alessandri di Prato e suor Laura sua sorella per l'amministrazione dei suoi beni in Prato e fuori.
Originale, mm. 425x315
Collesano, 1537 ottobre 12
56
Il papa Paolo III conferma al cardinale Niccolò Ridolfi proposto di Prato e suoi successori la giurisdizione sopra i canonici e i beneficiati della terra di Prato, come avevano ab antiquo per documenti perduti nel Sacco di Prato.
Originale; sigillo perduto; mm. 195x495
Roma S. Pietro, 1543 febbraio 12
57
Il cardinale Antonio vescovo di Sabina commette all'arcivescovo di Firenze di poter dispensare dalla illegittimità dei natali Scipione di Galeazzo Maria di Iacopo Bardi perché fosse promosso ai sacri ordini.
Originale; sigillo pendente perduto; mm. 240x335
Roma, 1554 maggio 5
58

Antonio Angrisani notaio

Francesco del fu Vittorio Turini di Prato ratifica la vendita di una casa posta in Prato nel popolo della propositura, fatta a Pietro di Giovanni Turini da monna Vagia sua madre e da Raffaele suo fratello.
Autenticò la firma notarile Alfonso d'Aragona Piccolomini maestro giustiziere del regno di Sicilia, reggente e vicario regio.
Originale; sigillo in cera rossa della Curia regia deperdito; mm. 565x390
Napoli, 1546 settembre 6
59
Il cardinale Ranuccio dal titolo di S. Angelo concede al chierico Raffaele di Vittorio Turini di Prato, in ordine al mandato avuto a viva voce dal papa Paolo III, la facoltà di potersi far ordinare prete da qualsiasi vescovo appena raggiunta l'età dei ventitré anni.
Originale; sigillo in cera rossa (perduto) entro teca di lamina di ferro pendente; mm. 242x340
Roma, 1549 luglio 12
60
Il cardinale Ranuccio dal titolo di S. Angelo, in ordine al mandato avuto a viva voce dal papa Paolo IV, concede la facoltà di disporre dei suoi beni per testamento a Galeazzo di Iacopo Bardi, chierico fiorentino.
Originale; perduto il sigillo pendente in cera rossa entro teca; mm. 265x355
Roma, 1555 agosto 1
61
Il papa Paolo IV concede a Raffaele di Vittorio Turini la collazione dell'oratorio di S. Antonio e S. Iacopo sul Mercatale, vacante per resignazione di Simone di Matteo Caprini.
Originale con piombo pendente e filo di seta; mm. 400x560
Roma S. Pietro, 1558 giugno 23
62

Gregorio Epifani scrittore

Ludovico Simonetti vescovo di Pesaro, delegato apostolico, in ordine alla bolla di papa Paolo IV del 23 giugno 1558, immette Raffaele di Vittorio Turini di Prato nel possesso dell'oratorio dei santi Antonio e Iacopo sul Mercatale.
Rogò Gregorio Epifani scrittore dell'archivio della Curia romana.
Originale con sigillo pendente in cera rossa in cassella di legno; mm. 450x295
Roma, 1558 settembre 6
63
Giovanni Ronconcelli proposto della collegiata d'Empoli, vicario generale di messer Pierfrancesco Ricci proposto di Prato, nomina il chierico Raffaele di Vittorio Turini rettore della cappellania dell'Annunciazione, posta nella chiesa di S. Tommaso alla Cannuccia.
Originale con sigillo pendente, perduto (resta il cordoncino); mm. 360x515
Prato, 1559 marzo 13
64
Il papa Pio IV concede al canonico pratese Michele di Giovanni Ciapini la facoltà di disporre con testamento dei suoi effetti.
Originale con sigillo in cera perduto; mm. 370x510
Roma S. Marco, 1561 giugno 12
65
Il papa Pio IV unisce e incorpora con certi patti al Capitolo di Prato la pieve di S. Leonardo di Cerreto Guidi della diocesi di Lucca a seguito di rinuncia del suo pievano e rettore Pierfrancesco Ricci proposto di Prato.
Originale con piombo pendente; mm. 490x645
Roma S. Pietro, 1563 novembre 5
66
Il chierico Raffaele Turini di Prato, avendo resignato in favore del chierico Francesco di Tommaso Coppini di Prato la chiesa dei santi Iacopo e Antonio sul Mercatale, supplica il papa di poter avere un pensione annua di 10 ducati d'oro di camera sulle rendite di detta chiesa.
Segue la formula Concessum in presentia.
Originale cartaceo, mm. 260x210
Roma S. Pietro, 1564 aprile 4
67
Il chierico Raffaele di Vittorio Turini di Prato, per mezzo di un motuproprio del papa Pio IV, ottiene un canonicato nella collegiata di Prato.
Sottoscrive con la formula Concessum in presenta il cardinale Carlo Borromeo.
Originale cartaceo in cornice sotto vetro con medaglione del ritratto di san Carlo Borromeo, mm. 315x220
Roma S. Pietro, 1564 maggio 9
68
Il papa Pio IV concede al chierico Raffaele di Vittorio Turini di Prato un canonicato e prebenda nella collegiata di S. Stefano di Prato, vacante per morte di Tommaso Buonconti.
Originale con bolla pendente a cordicella rossa e gialla; mm. 395x520
Roma S. Pietro, 1564 maggio 9
69
Il papa Pio IV ordina di immettere nel possesso di un canonicato della chiesa di Prato il chierico Raffaele di Vittorio Turini di Prato.
Originale con piombo pendente; mm. 300x425
Roma S. Pietro, 1564 maggio 9
70

Eufrosino Epifani scrittore

Flavio Orsini vescovo di Murano e uditore della Camera apostolica, in ordine alle bolle del papa Pio IV del 9 maggio 1564, immette nel possesso di un canonicato della chiesa collegiata di Prato Raffaele di Vittorio Turini.
Rogò Eufrosino Epifani scrittore della Curia romana.
Originale con piombo pendente; mm. 300x425
Roma, 1564 agosto 28
71

Saccino Dondi Pinelli notaio

Ercole del fu Iacopo vende a Francesco di Marco di Rizzardo del Bontà da Creda una pezza di terra castagnata di 2 tornature, posta in Mogne luogo detto alla Crose, per prezzo di 100 libbre di bolognini.
Originale mm. 180x230, di cc. 4.
Castiglione dei Gatti, 1564 giugno 20
72

Saccino Dondi de' Pinelli notaio

Michele di Seraso di Bernardo Serasi vende a Francesco di Marco del Bontà da Creda una pezza di terra castagnata, posta in Mogne luogo detto la Taiada, per prezzo di 31 libbre di bolognini.
Originale mm. 180x230, cc. 4.
Castiglione dei Gatti, 1564 agosto 22
73
Sebastiano Gualfreducci, vicario generale del vescovo di Pistoia Giovambattista Ricasoli, nomina rettore della cappella dell'Assunzione e di S. Pietro martire, eretta nella prioria di S. Paolo di Pistoia, il chierico pratese Pietro di Lapo Spighi.
Originale con cordicella rossa e sigillo di cera rossa entro scatola di latta; mm. 310x525
Pistoia, 1566 agosto 21
74
Bernardino Boninsegni protonotario apostolico e nunzio papale in Toscana, sotto pena di scomunica, ingiunge la restituzione di tutti i beni del prete Lucantonio Magini, già rettore della chiesa di S. Pietro a Buggiano, a ser Baldassarre Magini di Prato, fratello del defunto rettore.
Originale con sigillo pendente perduto; mm. 395x345
Firenze, 1567 aprile 10
75

Girolamo Ceccoli da Tarano notaio

Transazione fra la Camera apostolica e il Capitolo dei canonici di Prato in ordine alla riscossione delle spoglie sugli ecclesiastici, poiché i collettori papali aggravavano eccessivamente, finanche con la carcerazione, i chierici di Prato.
Originale a quaderno, mm. 225x175, con sigillo in cera rossa di cc. 10
Roma, 1570 agosto 11
76
Il papa Pio V approva con motuproprio la transazione intervenuta fra la Camera apostolica e i canonici di Prato in ordine alla riscossione sulle spoglie degli ecclesiastici.
Originale cartaceo; mm. 410x280
Roma, 1570 agosto 13
77

Guido d'Antonio Predieri o de' Nanni notaio

Camillo di maestro Battista del Bontà da Creda riceve 70 libbre di bolognini da Donato di Colo dei Donati da Sparvo per parte della dote di Maria di Colo sua sorella e moglie di Camillo.
Originale mm. 220x315, di cc. 2
Castiglione dei Gatti, 1571 dicembre 11
78

Guido d'Antonio Predieri o de' Nanni notaio

Camillo del fu Battista del Bontà da Creda confessa di aver ricevuto 150 libbre di bolognini per dote di Maria di Colo de' Donati sua moglie.
Rogò Guido d'Antonio de' Predieri alias de' Nanni di commissione di Saccino Dondi de' Pinelli.
Originale mm. 220x300, di cc. 4
Sparvo, 1572 aprile 10
79
Il papa Gregorio XIII, a istanza del cardinale Ferdinando dei Medici commendatario della propositura di Prato, concede all'altare del Crocifisso grande il privilegio dell'indulgenza plenaria applicabile alle anime del Purgatorio, nei modi di cui al privilegio concesso all'altare del monastero di S. Gregorio di Roma.
Originale con sigillo perduto; mm. 190x480
Roma S. Pietro, 1577 febbraio 26
80
Alessandro Cospi, vicario generale del vescovo di Pistoia, nomina rettore della chiesa di S. Martino a Vergaio o Sorgnana, vacante per morte di ser Filippo Bonristori, il diacono pratese ser Gaspero di ser Pietro Bonristori.
Originale con sigillo in cera rossa entro teca di latta; mm. 370x440
Pistoia, 1580 febbraio 1
81

Guido d'Antonio de' Nanni alias de' Predieri

Battista del fu Olivante Corselli da Creda vende a Maria di Colo de' Donati una pezza di terra posta a Creda, luogo detto il Bardo, per prezzo di 100 libbre di bolognini.
Originale mim. 185x270, di cc. 4.
Castiglione dei Gatti, 1588 settembre 24
82

Antonio de' Nanni alias de Predieri

Matteo di Battista del Bontà da Creda vende a Maria de' Donati la quarta parte per indiviso di una casa posta a Creda, luogo detto alla Collina, per prezzo di 100 libbre di bolognini.
Originale mm. 185x265, di cc. 4.
Castiglione dei Gatti, 1589 agosto 16
83
Giovanni Benamati, dottore in legge e vicario generale del cardinale Alessandro de' Aledici proposto di Prato, nomina Tiberio del fu Giovanni Alascagni di Prato
rettore di una prebenda e canonicato, vacante per morte di Raffaele Turini, nella collegiata di Prato.
Originale con sigillo in cera rossa, entro cassella di legno, con lo stemma dei Medici sormontato dal cappello cardinalizio e all'intorno la leggenda: ALEX MEDICES TIT. S. PRAXED. S.R.E. PRESB. CARD. FLORENT.; mm. 305x420
Prato, 1595 luglio 21
84

Tobia Campanile notaio

Protesto di una scritta di cambio del 29 novembre 1597 dell'importo di scudi 805 soldi 16 e 9 denari a firma di Claudio Borghesi in testa a Francesco Domenico Baccelli in Firenze.
Rogò Tobia Campanile notaio.
Originale; mm. 140x110
Napoli, 1597 dicembre 24
85

Tobia Campanile notaio

Protesto di una scrittura di cambio del 12 dicembre 1598 per l'importo di scudi 938 e denari 8 a firma di Claudio Borghesi in favore di Francesco Domenico Baccelli in Firenze.
Rogò Tobia Campanile notaio.
Originale; mm. 340x96.
Napoli, 1599 gennaio 7
86
Cosimo dell'Antella, vicario generale del cardinale Alessandro dei Medici arcivescovo di Firenze, in ordine alla lettera di Clemente Vili del 23 gennaio 1601, immette nel possesso di un canonicato nella chiesa di Prato il chierico pratese Vincenzo Villani.
Originale con sigillo in cera rossa pendente entro teca di legno; mm. 270x350
Firenze, 1601 maggio 29
87
Francesco del fu Marco del Bontà vende a Battista del fu Camillo del Bontà una pezza di terra di 6 quartarole, posta a Creda luogo detto alla Colina, per prezzo di 18 libbre di bolognini.
Rogò ser Guido d'Antonio de' Nanni alias de Predieri notaio pubblico per autorità apostolica e imperiale e del comune di Bologna.
Originale mm. 205x300, di cc. 4.
Creda, 1602 febbraio 4
88

Antonio de' Nanni alias de' Predieri notaio

Giovanni di Paolo Rocchi da Creda vende a Battista del fu Camillo del Bontà una pezza di terra posta a Creda, luogo detto la Malefre, per prezzo di 30 libbre di bolognini.
Rogò Guido d'Antonio de' Nanni alias de' Predieri.
Originale mm. 230x330, di cc. 4.
Creda, 1602 marzo 26
89

Alessandro de' Nanni alias de' Predieri notaio

Lorenzo del fu Domenico de Puteo da Sparvo paga a Battista q. Camillo del Bontà libbre 200 di bolognini a saldo delle libbre 525 della dote di Maria sua figlia e moglie di Battista.
Rogò Alessandro d'Antonio de' Nanni alias de' Predieri.
Originale mm. 205x300, di cc. 4.
Creda, 1602 settembre 18
90
Il papa Clemente VIII concede a Giusto di Iacopo, rettore della cappella della Purificazione nella collegiata di Prato, di allivellare a terza generazione due campi di terra di 10 staiora, posti nei sobborghi di porta Gualdimare.
Originale con bolla pendente; mm. 410x555
Roma S. Maria Maggiore, 1604 ottobre 21
91

Saccino Dondi de' Pinelli notaio

Bartolo del fu Sandro de' Fabbri da Creda vende a Lorenzo del fu Marco del Bontà una pezza di terra posta a Creda, luogo detto i n Gamba rato, per prezzo di 18 libbre di bolognini.
Rogò Saccino Dondi de' Pinelli.
Originale mm. 180x230, di cc. 4.
Creda, 1605 novembre 7
92
Il papa Paolo V conferma a Filippo Salviati, proposto di Prato, e ai suoi successori il privilegio, perduto nel sacco del 1512, di portare nei giorni festivi e solenni la mitria, l'anello, il pastorale, le tunicelle sotto la casula, i sandali, i guanti e le altre insegne pontificali; di impartire al popolo nella chiesa di S. Stefano la benedizione solenne dopo la messa, i vespri e gli altri uffici solenni; di consacrare il calice, la patena e il corporale; di benedire le immagini, le vesti sacerdotali, le campane, i tabernacoli;
di riconsacrare la chiesa di S. Stefano in caso di necessità.
Originale con piombo pendente legato a filo di seta; mm. 540x730
Roma S. Pietro, 1605 dicembre 9
93

Iacopo d'Andrea de Arictis notaio

Giovanni di Simone di Marco da Sparvo vende a Battista del fu Camillo del Bontà da Creda una pezza di terra posta a Sparvo, luogo detto in Calabrina, per prezzo di 115 libbre di bolognini.
Rogò Iacopo d'Andrea de Arictis.
Originale mm. 210x310, di cc. 4.
Castiglione dei Gatti, 1606 agosto 23
94
Il papa Paolo V concede al proposto di Prato Filippo Salviati e ai suoi successori di poter usare delle facoltà, concesse con il privilegio del 9 dicembre 1605, in tutte le chiese della sua giurisdizione.
Originale con piombo appeso a filo di seta; mm. 490x675.
Roma S. Pietro, 1608 giugno 4
95

Nanni alias de' Predieri notaio

Giovanni del fu Marco del Bontà da Creda vende a Battista del fu Camillo del Bontà una pezza di terra posta in Creda, luogo detto il prato di Gilio, per prezzo di libbre 200 di bolognini. Rogò Alessandro de' Nanni alias de' Predieri.
Originale mm. 118x275, di cc. 2.
Creda, 1610 aprile 8
96

Alessandro de' Nanni alias de' Predieri notaio

Francesco del fu Sebastiano vende a Maria di Colo de' Donati vedova di Camillo del Bontà una pezza di terra posta in Ripoli, luogo detto sopra Selva, per prezzo di 220 libbre di bolognini.
Rogò Alessandro de' Nanni alias de' Predieri.
Originale mm. 175x235, di cc. 4.
Sparvo, 1612 luglio 11
97
Il papa Gregorio XV assegna al chierico fiorentino Giovanni Salvini una pensione annua di 20 scudi di moneta fiorentina sulle rendite della cappellania del Crocifisso nella collegiata di Prato, di cui investe Iacopo Crocetti, rettore della chiesa di S. Pier Forelli.
Originale con piombo pendente; mm. 260x345
Roma S. Maria Maggiore, 1621 settembre 15
98
Il papa Urbano VIII conferisce la cappellania dei santi Iacopo maggiore e minore, eretta all'altare del Cingolo nella collegiata di Prato, vacante per morte di Iacopo Benamati, al prete Francesco Novellucci.
Originale con piombo pendente; mm. 345x460
Roma S. Maria Maggiore, 1624 giugno 11
99
Il papa Urbano VIII conferisce un canonicato nella chiesa di Prato a Lapo d'Anton Francesco Spighi e respinge le opposizioni presentate dal chierico Filippo Bocchineri.
Originale con bolla pendente; mm. 380x515
Castelgandolfo, 1630 aprile 24
100
Il papa Urbano VIII conferisce un canonicato nella collegiata di Prato, vacante per morte di Lattanzio Vai, a Domenico di Pierfrancesco Bartolozzi.
Originale con bolla pendente; mm. 390x515
Roma S. Maria Maggiore, 1631 giugno 3
101
Patente rilasciata a Giovanni Bartolozzi di rinconterio delle liste del sale della città di Roma.
Originale con sigillo in cera; mm. 220x370
Roma, 1637 settembre
102
Il papa Urbano VIII nomina maestro Giovanni di Pierfrancesco Bartolozzi di Prato all'ufficio di scrittore delle lettere apostoliche.
Originale con bolla pendente; mm. 330x440
Roma S. Maria Maggiore, 1637 ottobre 1
103
Il papa Urbano VIII scrive al maestro Vincenzo Costaguto, referendario della Segnatura apostolica, perché immetta maestro Giovanni di Pierfrancesco Bartolozzi di Prato
nel possesso dell'ufficio di scrittore delle lettere apostoliche.
Originale con piombo pendente; mm. 280x380
Roma S. Maria Maggiore, 1637 ottobre 1
104

Francesco Rosolini notaio

Vincenzo Costaguto, referendario della Segnatura apostolica, in ordine alle lettere di Urbano VIII del 10 ottobre, immette nel possesso dell'ufficio di scrittore delle lettere apostoliche il maestro Giovanni di Pierfrancesco Bartolozzi. Rogò Francesco Rosolini notaio della cancelleria apostolica.
Originale con sigillo in cera rossa del notaio e altro sigillo pendente entro una scatola ovale del referendario; mm. 340x230
Roma, 1637 ottobre 3
105
Vincenzo Rabatta, protonotario apostolico e vicario generale della diocesi di Firenze, delegato dal papa Urbano VIII, conferisce un canonicato nella collegiata di Prato, vacante per morte di Niccolò Verzoni, al chierico Michele di Filippo Meucci.
Originale con sigillo perduto; mm. 295x420
Firenze, 1642 novembre 14
106
Visita pastorale nella chiesa di Prato del cardinale proposto Carlo de' Medici, effettuata dai canonici fiorentini Alessandro Venturi arcidiacono e
Filippo Arrighetti penitenziere, con l'approvazione da parte del cardinale in data 29 novembre 1645.
Originale cartaceo a quaderno mm. 305x215, di cc. 34
Prato, 1645 settembre 30 - 1645 ottobre 6
107
Cristoforo Widmann, protonotario apostolico e referendario della Segnatura, in esecuzione della bolla di Urbano VIII del 2 aprile 1634, assegna a Giovanni di Pierfrancesco Bartolozzi una pensione annua di 20 scudi sulle rendite della pieve di S. Maria a Colonica, vacante per morte del pievano Bartolomeo Verzoni.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 280x370
Roma, 1646 ottobre 8
108
Vincenzo Bardi dei conti di Vernio, vicario generale dell'arcivescovo di Firenze, delegato dal papa Alessandro VII con lettera data in Castelgandolfo l'11 maggio 1656, conferisce la cappellania di S. Alessio all'altare della Cintola nella cattedrale di Prato al prete Giovanni Domenico di Alessandro Cini.
Originale con sigillo pendente ora perduto; mm. 285x410
Firenze, 1656 luglio 18
109
Il papa Alessandro VII assegna la pieve di S. Maria a Colonica al prete Antonio Franchi con riserva di una pensione annua di 52 ducati e mezzo d'oro di camera a favore di Alessandro Cini che l'aveva resignata nelle mani del papa.
Originale con piombo pendente; mm. 415x545
Roma S. Maria Maggiore, 1657 novembre 6
110
Andrea Bonvicini, vicario generale del vescovo di Pistoia Francesco Rinuccini, conferisce la chiesa di S. Martino a Vergaio al prete Silvestro Badiani.
Il sigillo reca lo stemma nobiliare, il cappello vescovile e la leggenda: FRANC. RINUCCINUS. EPISC. PISTORIEN. ET. PRATEN.
Originale con sigillo in cera del vescovo Rinuccini entro scatola di latta; mm. 270x395
Pistoia, 1658 aprile 25
111
Giovambattista Forteguerri, vicario generale del vescovo di Pistoia Francesco Rinuccini, nomina rettore della chiesa prioria di S. Pietro a Figline il prete Agostino Mencagli.
Originale con sigillo in cera rossa (perduto) contenuto in una scatola di latta appesa a cordicelle; mm. 280x395
Pistoia, 1659 settembre 11
112
Il papa Clemente IX scrive al vicario generale del vescovo di Prato perché, in ordine alla bolla del papa Paolo II data in Roma l'11 maggio 1465, autorizzi i canonici della cattedrale di Prato ad allivellare a terza generazione alcuni beni del valore di 10000 scudi.
Originale con piombo pendente; mm. 625x830
Roma S. Pietro, 1669 marzo 23
113
Il papa Clemente X conferma la nomina del prete Giuseppe Camesecchi a rettore della chiesa di S. Giorgio di Prato, vacante per resignazione di Benedetto Becchi, nonostante siano trascorsi i sei mesi previsti dai sacri canoni per prenderne possesso.
Originale con bolla pendente e filo di seta; mm. 320x460
Roma S. Maria Maggiore, 1671 luglio 31
114
Luigi d'Aquino, protonotario apostolico e referendario della Segnatura apostolica, in seguito a querela presentata dal Capitolo della cattedrale di Prato, intima a Lorenzo Casini, che aveva permutato con Benintendo Benintendi la cappella fondata da monna Piera di ser Landò con altro beneficio, l'osservanza delle disposizioni di cui all'atto di fondazione del 25 febbraio 1357.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 245x350
Roma, 1677 marzo 8
115

Sebastiano Francesconi notaio

Antonio Albergati, referendario della Segnatura apostolica, uditore e decano della Sacra Rota, in ordine ad un mandato del papa in calce alla supplica presentata dai canonici di Prato, avoca a sé la causa che i suddetti canonici avevano intrapreso contro Benintendo Benintendi e Lorenzo Casini a riguardo di una irregolare permuta di un canonicato con una cappellania della chiesa cattedrale di Prato. Rogò Sebastiano Francesconi notaio della Sacra Rota.
Originale con sigillo a inchiostro del notaio e con altro sigillo in cera rossa del referendario; mm. 470x205
Roma, 1677 maggio 22
116

Filippo Cesarini notaio

Antonio Paolucci, giudice delegato dalla sede apostolica, revoca l'inibitoria estortagli dai cappellani della chiesa di Prato in ordine all'elezione del vicario capitolare senza l'intervento degli stessi cappellani. Rogò Filippo Cesarmi notaio del Palazzo apostolico e della Sacra Rota.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 450x205
Roma, 1678 marzo 30
118
Laurea di dottore in utroque rilasciata a Raffaello Luzi da Rassina, alunno del Collegio pisano.
Originale mm. 430x530, bruttato da lacerature e macchie.
Pisa, 1687 gennaio 23
119
Ludovico Rotati, vicario generale del vescovo di Pistoia Gherardo Gherardi, nomina rettore della chiesa prioria di S. Pietro a Figline contado di Prato, vacante per morte di Agostino Mencagli, il prete pratese Pierfrancesco di Lorenzo Monari.
Originale con sigillo perduto; mm. 300x480
Pistoia, 1687 novembre 20
120
Antonio Buonamici, vicario generale del Capitolo di Prato, nomina il chierico Giovambattista di Pasquino Chiti rettore della chiesa parrocchiale di S. Maria in Castello vacante per morte del prete Santi Bizzochi.
Originale; sigillo pendente perduto; mm. 360x495
Prato, 1689 febbraio 9
121
Il papa Clemente XI concede l'indulgenza plenaria, in occasione del sinodo diocesano, ai fedeli che visiteranno le chiese cattedrali di Prato e di Pistoia.
Originale mm. 130x410, con lacerature.
Roma S. Pietro, 1707 gennaio 24
122
Il papa Clemente XI concede, sotto certe condizioni, l'indulgenza plenaria per la quaresima avvenire ai fedeli che visiteranno la chiesa cattedrale di Prato.
Originale; sigillo perduto; mm. 392x127
Roma S. Pietro, 1710 febbraio 18
123
Il papa Clemente XI concede, con certe condizioni, l'indulgenza plenaria, applicabile anche ai defunti, ai fedeli di Prato per la domenica di Passione avvenire.
Originale, sigillo perduto; mm. 129x391
Roma S. Pietro, 1710 febbraio 26
124
Ranuccio Pallavicini, cardinale dal titolo di S. Agnese, dona a donna Maria Candida Rosa Rospigliosi una reliquia del protomartire Stefano racchiusa in un reliquiario d'argento munito del sigillo cardinalizio in cera rossa. La nobildonna dona a sua volta la reliquia al rev. Giovambattista Malvisti e questi alla chiesa cattedrale di Prato.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 335x445
Roma, 1710 settembre 11
125
Il papa Clemente XI concede ai canonici di Prato il privilegio di portare la cappa magna nell'inverno e la cotta con roccetto d'estate.
Originale con piombo pendente e cordicella serica rossa e gialla; mm. 535x735
Roma S. Maria Maggiore, 1714 agosto 9
126
Camillo Cybo patriarca di Costantinopoli proferisce una sentenza sulla controversia, insorta fra i canonici della Cattedrale e i frati agostiniani di Prato, in ordine alle sepolture.
Originale cartaceo con sigillo in cera del vescovo Colombino Bassi; mm. 440x580
Roma, 1719 gennaio 28
127
Il papa Benedetto XIII concede l'indulgenza plenaria applicabile ai defunti ogni volta che sarà celebrata la messa all'altare del SS. Sacramento, purché nel medesimo giorno siano state celebrate 30 messe.
Originale; mm. 190x390
Roma S. Pietro, 1728 dicembre 17
128
Il papa Clemente XII concede ai fratelli e sorelle della confraternita sotto il titolo dell'esaltazione della santa Croce, eretta nella cattedrale di Prato, l'indulgenza plenaria nel giorno del loro ingresso nella compagnia, nella festa dell'esaltazione della santa Croce e in articulo mortis.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 310x460
Roma S. Maria Maggiore, 1735 maggio 20
129
Il papa Clemente XII concede all'altare del Crocifisso nella cattedrale di Prato il privilegio dell'indulgenza plenaria applicabile ai defunti per le messe celebratevi durante l'ottavario dei morti e in un giorno della settimana.
Originale; mm. 145x430
Roma S. Maria Maggiore, 1735 maggio 21
130
Il papa Clemente XII concede ai canonici di Prato il privilegio di vestire la cappa magna ornata di ermellino in vece della seta rossa sopra il roccetto nell'inverno, e la mozzetta viola con suo cappuccio di seta sopra il roccetto nell'estate, sia nella chiesa cattedrale che nelle altre chiese.
Originale con bolla pendente e cordicella a treccia di seta rossa e gialla; mm. 660x670; roso dai topi dalla parte sinistra.
Roma S. Maria Maggiore, 1735
131
Ricevute dei pagamenti effettuati dal Capitolo e dal clero di Prato per la composizione delle spoglie alla Camera apostolica:
1543 agosto 27
1552 ottobre 3
1570 dicembre 22
1572 gennaio 14
1572 dicembre 10
1575 dicembre 23
1576 dicembre 7
1578 gennaio 31
1578 ottobre 23
1578 dicembre 23
1579 novembre 16
1580 dicembre 30
1581 dicembre 29
1582 dicembre 30
1583 dicembre 29
1585 gennaio 2
1586 gennaio 9
1587 gennaio 16
1587 dicembre 29
1589 gennaio 18
1590 gennaio 3
1590 dicembre 29
1592 febbraio 20
1594 gennaio 7
1595 dicembre 29
1596 dicembre 29
1597 dicembre 2
1597 dicembre 6
1599 gennaio 12
1600 gennaio 4
1601 gennaio 9
1602 gennaio 31
1603 marzo 3
1604 gennaio 26
1605 gennaio 21
1606 gennaio 9
1607 dicembre 24
1608 dicembre 24
1609 dicembre 30
1610 dicembre 28
1611 dicembre 28
1612 dicembre 28
1613 dicembre 29
1614 dicembre 29
1617 gennaio 2
1617 febbraio 1
1621 gennaio 22
1621 dicembre 23
1623 gennaio 2
1637 aprile 1
1638 aprile 21
1640 aprile 19
1641 maggio 2
1642 aprile 10
1683 novembre 5
1686 gennaio 31
1703 settembre 26
1703 settembre 27
1757 agosto 9
1771 aprile 12
1771 aprile 13
Originali cartacei
1543 agosto 17 - 1771 aprile 13
132
Ricevute della Camera apostolica e dei Collegi romani per i pagamenti dei quindenni del priorato di S. Fabiano e della pieve di Cerreto Guidi:
1562 gennaio 27
1563 agosto 30
1575 dicembre 23
1578 ottobre 9
1591 gennaio 22
1593 ottobre 19
1605 dicembre 12
1608 ottobre 11
1620 dicembre 10
1623 ottobre 26
1636 gennaio 10
1638 dicembre 11
1651 gennaio 22
1667 aprile 30
1671 giugno 27
1696 gennaio 21
1696 febbraio 28
1701 dicembre 23
1711 gennaio 20
1714 febbraio 17
1729 settembre 9
1744 marzo 21
1744 marzo 21
1759 marzo 30
1771 aprile 13
Originali
1562 gennaio 27 - 1771 aprile 13
133
Ruolo delle dignità, canonici e cappellani della cattedrale di Prato.
Originale con cordicelle a tre colori ad indicare le varie presenze agli uffici; mm. 770x230
Prato, 1773
134
L'arcivescovo di Firenze Antonio Martini autentica le reliquie dei santi martiri: Giminiano, Irlenzio, Clemente, Quintino, Vincenza, Placido, Fermo, Massimo, Vittorino, Placita, Benedetto, Crescenza, Procolo, Candida, Giusto, Bonifazio, Paolo apostolo, Fortunato, Vittorio, Superanzio, Fiorente, Pio, Virginia, Pietro, Giuliano, Valentino, Teodulo, Costanzo, Sabba, Enatore; reliquie ricevute dalla maestà apostolica Pietro Leopoldo II e che dona al Capitolo della cattedrale di Prato.
Originale con sigillo in cera rossa; mm. 390x495
Firenze, 1790 settembre 1
135
Il papa Pio VII concede alle dignità e canonici di Prato l'uso della bugia nelle funzioni private e solenni.
Originale; mm. 269x419
Roma, 1803 dicembre 2
136
Il Pio VII concede per un decennio ai canonici di Prato la grazia di poter celebrare nell'oratorio della fattoria di Cerreto Guidi.
Originale cartaceo con sigillo in cera rossa; mm. 245x185
Savona, 1810 aprile 19
137
Il papa Pio VII concede per un settennio l'indulgenza plenaria ai fedeli, confessati e comunicati, che visiteranno la cattedrale di Prato la terza domenica d'ottobre.
Originale; mm. 140x415
Roma, 1814 settembre 6
138
Il papa Pio VII concede per un settennio l'indulgenza plenaria ai fedeli che, confessati e comunicati, visiteranno la cattedrale di Prato
nelle feste della Natività, dell'Assunzione e il 1° maggio.
Originale; mm. 185x420
Roma, 1815 gennaio 5
140
Il papa Pio VII concede per un settennio l'indulgenza plenaria ai fedeli che, confessati e comunicati, visiteranno con devozione l'immagine del Sacro Cuore nella cattedrale di Prato nel venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini e il primo venerdì di ogni mese.
Originale; mm. 190x420
Roma, 1815 gennaio 5
141
Il papa Pio VII concede per un settennio l'indulgenza plenaria solita a lucrarsi dai fedeli di Roma nei giorni di quaresima a coloro che nei medesimi giorni visiteranno la cattedrale di Prato.
Originale; mm. 185x420
Roma, 1815 gennaio 5
142
Il papa Pio VII concede per un settennio l'indulgenza plenaria ai fedeli che, confessati e comunicati, visiteranno la cattedrale di Prato nelle feste di santo Stefano, di sant'Anna, la prima domenica di maggio e la seconda domenica di luglio.
Originale; mm. 187x420
Roma, 1818 gennaio 17
143
Il papa Pio VII concede per la durata di sette anni l'indulgenza plenaria applicabile ai defunti per i quali sarà celebrata la messa all'altare del sacro Cingolo durante l'ottavaio dei morti e in tre giorni di ogni settimana.
Originale; mm. 175x420
Roma, 1821 gennaio 21
144
Il papa Pio VII concede per altri sette anni l'indulgenza plenaria solita a lucrarsi dai fedeli di Roma nei giorni di quaresima a coloro che nei medesimi giorni visiteranno la cattedrale di Prato.
Originale; mm. 188x420
Roma, 1822 febbraio 26
145
Il papa Gregorio XVI concede per un settennio l'indulgenza plenaria ai fedeli che interverranno nella cattedrale di Prato al corso di esercizi dei santi nella festa della Pentecoste.
Originale cartaceo con sigillo; mm. 245x190
Roma, 1835 maggio 19
146
Il papa Gregorio XVI concede ai canonici della cattedrale di Prato la facoltà di ornarsi, nell'ambito della diocesi, del collare violaceo e di una piccola croce d'oro pendente sul petto per mezzo di un nastro di seta paonazzo.
Originale con sigillo ad inchiostro; mm. 285x430
Roma, 1838 dicembre 4
147
Il papa Gregorio XVI concede ai canonici di Prato di poter portare anche fuori diocesi il collare di colore violaceo e una piccola croce, con fascia dello stesso colore, sul petto.
Originale; mm. 240x425
Roma, 1839 marzo 8
148
Il papa Pio IX ringrazia il clero di Prato per i sensi di devozione, di fedeltà e di amore manifestatigli in una lettera.
Originale cartaceo con sigillo papale in cera rossa; mm. 330x230
Roma, 1869 aprile 28
149
Il papa Pio IX concede a Giovanni Pierallini, eletto vescovo di Colle, di poter conservare il possesso di un canonicato nella cattedrale di Prato.
Originale cartaceo con sigillo in cera; mm. 270x190
Roma, 1871 dicembre 24
150
Il papa Pio IX concede ai canonici di Prato la facoltà di ridurre alcune messe provenienti da pie fondazioni.
Originale cartaceo con sigillo in cera; mm. 285x205
Roma, 1875 febbraio 22
151
Il papa Pio IX concede al vescovo di Prato di elevare la festa del Cuore di Maria a rito doppio di seconda classe e di poter trasferire, in caso di impedimento, al giorno successivo la festa della Vergine della Consolazione.
Originale cartaceo con sigillo in cera rossa; mm. 265x200
Roma, 1875 marzo 18
152
Il papa Pio IX concede ai canonici di Prato la proroga, per un triennio, della validità di certe delibere capitolari.
Originale cartaceo; mm. 270x200
Roma, 1878 marzo 11
153
Il papa Leone XIII concede alla diocesi di Prato di poter celebrare la festa di santa Maria Margherita Àlacoque col rito di doppio minore.
Originale cartaceo con sigillo a secco; mm. 280x200
Roma, 1879 marzo 21
154
La congregazione dei vescovi autorizza il Capitolo della cattedrale di Prato ad affrancare un canone dovuto da Emilio Reali.
Originale cartaceo con sigillo a secco; mm. 270x200
Roma, 1880 maggio 25
155
La congregazione dei vescovi autorizza i canonici di Prato a affrancare una passività dovuta al beneficio ecclesiastico di S. Gregorio in S. Egidio di Firenze.
Originale cartaceo con timbro a secco; mm. 270x200
Roma, 1880 maggio 25
156
La congregazione dei vescovi autorizza i canonici di Prato a pagare un debito, dovuto al regio Demanio, con rendita del debito pubblico.
Originale cartaceo con sigillo a secco; mm. 270x200
Roma, 1880 giugno 9
157
La congregazione del Concilio autorizza l'affrancazione di un livello dovuto dai fratelli Feliciano e Stefano Vannucci.
Originale cartaceo con sigillo a secco; mm. 270x200
Roma, 1881 gennaio 17
158
La congregazione del Concilio autorizza il Capitolo di Prato a affrancare due passività annue dovute al Demanio dello Stato.
Originale cartaceo con sigillo a secco; mm. 270x200
Roma, 1881 gennaio 17
159
Il papa Leone XIII conferisce il canonicato di S. Maria della Ripalta al prete pratese Leopoldo Franchi.
Originale con sigillo papale a inchiostro rosso; mm. 381x530
Roma, 1884 aprile 2
160
Il papa Leone XIII conferisce il canonicato Buonamici nella cattedrale di Prato al canonico Onorato Bambini.
Originale con timbro a inchiostro rosso; mm. 380x530
Roma, 1884 aprile 5
161
1884 aprile 5, Roma. Il papa Leone XIII conferisce il canonicato Villani nella cattedrale di Prato al canonico Evaristo Tempesti.
Originale con sigillo a inchiostro rosso; mm. 380x530
Roma, 1884 aprile 5
162
Il papa Leone XIII conferisce il canonicato e la prebenda Teologale nella cattedrale di Prato al canonico Giovacchino Pelagatti.
Originale con timbro a inchiostro rosso; mm. 380x530
Roma, 1884 aprile 22
163
Il papa Benedetto XV decreta che la circoscrizione della diocesi di Prato sia estesa a tutto il territorio del comune di Prato.
Copia libera su pergamena in cornice sotto vetro nella sala maggiore dei canonici.
Edita da R. Fantappiè, Per la storia della diocesi di Prato, «Archivio storico pratese», LI (1975), II, p. 199 n. 3.
Copia libera su pergamena; mm. 500x700
Roma, 1916 settembre 3
164
Il papa Pio XII separa l'una dall'altra le diocesi di Prato e di Pistoia, fino allora aeque principaliter ac perpetuo unite, sì che d'ora in poi ciascuna abbia un vescovo proprio, conservandone immutati i rispettivi confini.
Originale con sigillo pendente in cornice sotto vetro nella sala delle dignità e canonici della cattedrale.
Edita da R. Fantappiè, Per la storia della diocesi di Prato, cit., p. 203 n. 4.
Originale con sigillo pendente; mm. 380x560
Roma, 1954 gennaio 25
165
Il papa Pio XII comunica ai canonici, al clero e al popolo di Prato la nomina del primo vescovo residenziale.
Originale con sigillo pendente in cornice sotto vetro nella sala delle dignità e canonici della cattedrale. Edita da R. Fantappiè, Per la storia della diocesi di Prato, cit., p. 205 n. 5.
Originale con sigillo pendente; mm. 310x430
Roma, 1954 luglio 7


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