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Tassa del macinato 1

Livello: serie

Estremi cronologici: 1683-1809

Consistenza: 46 unità

La gabella delle farine fu istituita l'8 ottobre 1552 1 per far fronte alle spese militari del Granducato. Si presentò all'inizio come un'imposizione straordinaria della durata di tre anni, che riguardava solo chi portava grano a macinare ai molini ed era riscossa direttamente dai mugnai. Successivamente però, con una circolare del 1678 2 , la gabella venne trasformata in una imposizione "ad personam" con un contingente annuale che le comunità provvedevano a suddividere tra le famiglie, secondo il numero dei componenti o "bocche" e in proporzione alle loro condizioni economiche 3 . Una deputazione, composta da quattro membri della comunità, estratti dalle borse, assegnava a ognuno la tassa dovuta, suddividendo i cittadini in classi di ricchezza e dando al cancelliere le istruzioni per compilare i "reparti". La compilazione del reparto era preceduta da delle autodenunce dette "portate" fatte dai singoli capifamiglia, alle quali seguivano i "riscontri" da parte dei messi. Il cancelliere impostava poi sul "dazzaiolo" ciascun capofamiglia, col rispettivo numero di bocche, per debitore della tassa fissata. Un camarlingo, eletto dai deputati, era incaricato dell'esazione e allo scadere del suo mandato, era tenuto ad effettuare il "saldo" alla presenza del cancelliere e dei deputati. Per la riscossione della tassa del macinato, la podesteria di Sesto si trovò inclusa in una circoscrizione che comprendeva oltre al territorio della cancelleria di Fiesole anche Carmignano ed i sobborghi di Firenze. L'onerosità dell'incarico che il cancelliere comunitativo in qualità anche di cancelliere della tassa del macinato avrebbe dovuto svolgere rese necessario in alcuni periodi ed in alcune zone 4 , la nomina di un cancelliere apposito. Uno di questi fu il cancelliere Anton Maria Tellucci che amministrò per il periodo 1688-1722 la tassa del macinato per la circoscrizione della cancelleria di Sesto e Fiesole ed il territorio di Carmignano, mentre nei sobborghi di Firenze continuava ad esser gestita dai cancellieri ordinari 5 . Con motuproprio del 23 marzo 1763 l'amministrazione della tassa fu affidata in via ordinaria ai cancellieri comunitativi. La legge del 9 marzo 1789 ne attribuì l'esazione direttamente alle comunità. Un editto del 18 giugno 1802 dispose però un ritorno al sistema precedente, dato che le comunità non erano in grado di assolvere anche a questo compito. La tassa fu definitivamente abolita dall'amministrazione francese. Nell'archivio di Sesto Fiorentino si conservano deliberazioni, reparti, riscontri, descrizioni di bocche, dazzaioli e saldi. Mancano i reparti dal 1731 al 1746 e per l'anno 1755, dal 1790 al 1794 i reparti sono relativi anche alla lega di Brozzi. Si avverte che per quanto riguarda reparti e riscontri la sequenza dei registri è stata condizionata dal fatto che si presentavano legati insieme. Le descrizioni delle bocche sono conservate solo per gli anni 1795-1799 e 1806-1808. Queste unità comprendono anche i popoli della lega di Brozzi. Nella serie dei dazzaioli mancano i periodi 1724 giu-1725 mag, 1726 giu-1727 mag, 1728 giu-1729 mag, 1744 giu-1745 mag, 1747 giu-1748 mag e dal giugno 1750 al maggio 1770. Dal 1786 al 1807 i dazzaioli sono relativi anche ai popoli della lega di Brozzi. A partire dall'anno 1790 e fino al 1802 è presente nelle ultime pagine del dazzaiolo un registro di coloro che hanno pagato la tassa anticipata nei primi due mesi dell'anno, ricevendo così un abbuono di un soldo per lira. Dal 1798 al 1807 si registrano alla fine dei dazzaioli del macinato anche i proventi dei macelli e per gli anni 1803-1805 il dazzaiolo si denomina espressamente Dazzaiolo della tassa di macine e proventi dei macelli . Sono conservati inoltre i saldi del macinato della lega di Sesto dal giugno 1683 al dicembre 1805 ed i saldi del macinato della lega di Calenzano dal giugno 1693 al maggio 1770, che vanno ad integrare la documentazione dell'archivio di quel comune che possiede i saldi dal 1771 al 1789. Dal 1783 al 1805 nel libro dei saldi della lega di Sesto sono notate anche le deliberazioni "avendo considerato che ciò sia per tornare meglio invece di tenere due distinti libri, uno per i saldi e l'altro per le deliberazioni de' deputati" 6 .


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