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Cancelleria comunitativa di San Giovanni

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1522 - 1865

Consistenza: 301

1522 - 1865 L'istituzione delle cancellerie comunitative costituisce, come è noto, un elemento di rilievo della politica di concentrazione del potere in senso assolutistico attuata nella seconda metà del XVI secolo dal granduca Cosimo I de' Medici. Esse si configurarono, infatti, come strutture periferiche dello stato, affidate a funzionari di nomina centrale incaricati di controllare e coordinare le attività amministrative dei molti soggetti (vicariati, podesterie, comunità, popoli e opere pie) presenti nelle corrispondenti circoscrizioni territoriali. Il quadro delle competenze dei cancellieri comunitativi - definito nel 1575 con l'emanazione di apposite "Istruzioni" 1 , ribadito e sistematizzato con successive disposizioni nel 1635 2 e nel 1779 3 - prevedeva che in veste di notai attuali essi provvedessero alla redazione di atti e contratti e alla registrazione delle deliberazioni dei consigli di comuni, opere pie, podesterie e vicariati, vigilando sull'applicazione delle leggi generali e delle norme statutarie locali e curando l'organizzazione e la conservazione delle scritture degli enti controllati. Erano inoltre incaricati di coordinare le operazioni di ripartizione delle imposte, attraverso la predisposizione dei dazzaioli per le riscossioni da consegnare ai camarlinghi delle comunità, di cui controllavano l'amministrazione economica. Abolite in seguito all'annessione della Toscana all'impero francese, le cancellerie comunitative furono ricostituite immediatamente dopo la restaurazione del governo granducale nel 1814 4 e i cancellieri si videro sostanzialmente confermare le funzioni che avevano svolto fino al 1808. Tuttavia il maggior rilievo attribuito ai gonfalonieri, che divennero gli interlocutori privilegiati degli uffici centrali di governo per la gestione degli affari amministrativi ed economici delle comunità, comportò una ridefinizione in senso più tecnico delle funzioni dei cancellieri, cui furono attribuite anche nuove competenze, tra cui quelle relative alla tenuta degli atti di stato civile dei non cattolici e alla raccolta degli stati delle anime delle parrocchie per il censimento della popolazione. Nel 1848 - a seguito della riforma che determinò la soppressione delle Camere di soprintendenza comunitativa e un nuovo assetto amministrativo del territorio del granducato 5 , articolato in compartimenti di Prefettura - le cancellerie furono trasformate in Uffici del censo e ai cancellieri vennero attribuite nuove significative competenze in materia censuaria e di conservazione e aggiornamento della documentazione catastale collegata all'entrata in vigore del nuovo catasto geometrico-particellare. Dal XVI secolo e fino all'abolizione nel 1808, a San Giovanni ebbe sede un ufficio di cancelleria la cui vasta circoscrizione comprese comuni e popoli delle podesterie di San Giovanni, Terranuova e Castelfranco di Sopra, lega d'Avane e Terzo di Loro, ricondotti successivamente all'attuazione della riforma comunitativa del 1773 nelle tre comunità di San Giovanni, Terranuova e Castelfranco. Nel 1814 l'ufficio venne riattivato come cancelleria comunitativa di terza classe, dipendente inizialmente dalla Camera di soprintendenza comunitativa di Firenze e dopo il 1825 da quella, di nuova istituzione, di Arezzo. La circoscrizione territoriale riconducibile alla cancelleria rimase sostanzialmente immutata rispetto a quella settecentesca, ma, oltre che sulle vecchie comunità di San Giovanni, Terranuova e Castelfranco di Sopra il cancelliere commutativo si trovò ad operare anche nei confronti delle nuove comunità di Cavriglia, Loro e Pian di Scò, istituite come realtà amministrative autonome dall'amministrazione francese e confermate come tali dal governo restaurato. A seguito del provvedimento del 1 novembre 1825 che articolava il territorio toscano in cinque compartimenti le circoscrizioni di alcune cancellerie subirono delle variazioni e in particolare la comunità di Cavriglia fu distaccata dalla cancelleria di San Giovanni, compresa nel compartimento aretino, e aggregata alla nuova cancelleria di Radda nel compartimento senese 6 . Una ventina di anni più tardi, in seguito ad un'ulteriore ridefinizione delle circoscrizioni di cancelleria, la comunità di Cavriglia rientrò a far parte della cancelleria di San Giovanni, divenuta di seconda classe. La soppressione delle Camere di soprintendenza, l'istituzione delle Prefetture e la sostituzione delle cancellerie comunitative con le nuove cancellerie e uffici del censo nel 1848, non determinarono ulteriori modifiche nell'assetto territoriale della cancelleria di San Giovanni, che rimase invariato fino alla realizzazione dell'unificazione amministrativa del Regno d'Italia nel 1865.



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