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Comunità di San Giovanni

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1814 - 1865

Consistenza: 165

sec. XVIII - 1868 La fine dell'impero napoleonico e la restaurazione del governo granducale comportò l'abolizione di tutte le strutture centrali e periferiche in cui si era articolato il sistema amministrativo toscano negli anni della dominazione francese. Soppresse le mairies con disposizione del 17 giugno 1814 1 , si provvide al ripristino delle istituzioni comunitative esistenti prima del 1808 - per le quali furono provvisoriamente richiamati in vigore i regolamenti settecenteschi -, ma vennero riconosciute anche le amministrazioni comunali costituite ex novo durante il periodo del governo francese. In questo contesto la comunità di San Giovanni venne ricostituita - con una circoscrizione territoriale meno estesa rispetto a quella fissata nel regolamento particolare del 1774, in quanto non comprendeva più i territori della nuova comunità di Cavriglia - e ne vennero confermati i vecchi organismi di governo. Tuttavia, già due anni dopo la Restaurazione fu emanato un nuovo regolamento per le comunità del granducato 2 , che ridefinì il complesso delle funzioni attribuite rispettivamente al gonfaloniere, che divenne di diretta nomina granducale, al Magistrato comunitativo e al Consiglio generale, i cui componenti continuarono a essere scelti con il sistema dell'imborsazione e tratta. Un particolare elemento di novità riguardò la figura del gonfaloniere cui furono attribuiti ampi poteri in materia di polizia e di ordine pubblico, nonché di supervisione sull'attività economica del comune, sulla riscossione delle imposte e sugli interventi di manutenzione delle strade comunitative, divenendo, di fatto, l'interlocutore privilegiato degli uffici centrali di governo per la gestione degli affari amministrativi ed economici riguardanti la comunità. In particolare il gonfaloniere di San Giovanni dipese fino al 1825 dalla Camera delle comunità di Firenze e poi da quella di nuova istituzione di Arezzo 3 . Il Magistrato, composto dai priori e presieduto dal gonfaloniere, era chiamato a trattare gli affari ordinari, eleggeva il camarlingo comunitativo, approvava bilancio di previsione e conto consuntivo dell'amministrazione finanziaria. Al Consiglio generale il regolamento attribuiva funzioni più limitate, in materia di lavori a strade e fabbriche comunitative, elezione dei deputati della tassa di famiglia, nomina di ministri e impiegati comunali. Un nuovo regolamento comunale - espressione del clima politico che nel febbraio 1848 aveva portato alla concessione dello statuto da parte del granduca Leopoldo II e poi alla costituzione di un governo provvisorio - venne emanato nel 1849 4 e introdusse per la prima volta il sistema elettivo per la nomina dei membri del Consiglio comunale. Questo divenne il principale organismo deliberante, mentre al Collegio dei priori - eletti a scrutinio segreto dai componenti del Consiglio tra i propri membri - spettarono essenzialmente funzioni esecutive. Il gonfaloniere vide confermata la centralità del suo ruolo e continuò ad essere nominato direttamente dal granduca tra gli eletti nel Consiglio. Nel giro di pochi anni tuttavia, in conseguenza degli avvenimenti che portarono alla fine del governo provvisorio e alla riassunzione dei pieni poteri da parte del granduca, anche questo regolamento fu abrogato e sostituito, nel 1853, con un nuovo testo 5 che ristabiliva nella sostanza le norme in materia di rappresentanza contenute nel regolamento comunitativo del 1816. Il 31 dicembre 1859, infine, il secondo governo provvisorio emanò un nuovo regolamento comunale 6 , che reintroduceva il sistema elettivo del 1849 e che rimase in vigore fino all'unificazione del sistema amministrativo del Regno d'Italia, realizzata nel 1865 7 .



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