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Tassa del macinato

Livello: serie

Estremi cronologici: 1678 giu. - 1808 apr. 26

Consistenza: 244 unità

La documentazione conservata a Massa e Cozzile risale al 1678, cioè alla data di istituzione della tassa; essa comprende il carteggio della deputazione, le descrizioni delle bocche, i riscontri eseguiti dal messo, i reparti e i dazzaioli. Di essa solo i dazzaioli non presentano lacune significative mentre il resto è pervenuto in condizioni più o meno frammentarie. La gabella delle farine fu istituita nel 1552 come imposizione straordinaria per far fronte alle spese militari straordinarie che il Granducato doveva affrontare in quel periodo. Essa rimase poi come imposizione ordinaria parzialmente sostitutiva del testatico e dell'arbitrio, che venivano riscosse nel contado 1 .
Nel 1678 fu abolito l'appalto delle farine, che era stato istituito appena tre anni prima, e, con una circolare, la gabella venne trasformata in una tassa sulle persone fisiche 2 . Il meccanismo impositivo era il seguente: in ciascuna comunità i singoli capifamiglia avevano il dovere di dichiarare per scritto, ogni anno, la consistenza del proprio nucleo familiare che veniva poi controllata dal messo comunale. Successivamente una deputazione composta da quattro membri eletti dal consiglio generale della comunità stessa più il cancelliere commutativo si riuniva, in presenza del giusdicente del luogo, per provvedere al reparto della tassa secondo dapprima sei, poi otto classi a seconda del reddito e per eleggere il camarlimgo incaricato dell'esazione, controllandone infine il saldo. A partire dal 1763 l'amministrazione della tassa fu affidata al solo cancelliere 3 .


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