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Archivio storico comunale di Cecina

Tipologia: inventario analitico

a cura di Tiziana Gianfaldoni, Niccoletta Porciani

patrocinio: Comune di Cecina

Pubblicazione: inedito, documento ad uso interno, 1998

Descrizione fisica: pp. 334

Contenuti:

Cecina, ubicata sulla riva sinistra del fiume omonimo, è sede di comune, compreso fin dal 1925 nella Provincia di Livorno. Le sue vicende istituzionali sono state legate nel passato a Bibbona1, del cui comprensorio il territorio di Cecina aveva fatto parte2.
Dopo l'Unità d'Italia Bibbona e Cecina si contesero il titolo di capoluogo fino a quando la seconda, cresciuta economicamente e demograficamente, divenne capoluogo con il Regio Decreto n. 1479 del 23 giugno 1873, con la denominazione di "Fitto di Cecina". Nel 1881 assunse la denominazione di "Cecina" e nel 1906 la definitiva separazione patrimoniale sancì la distinzione dei due Comuni di Cecina e Bibbona, inseriti all'epoca nella provincia di Pisa.
È interessante, per conoscere meglio la storia di Cecina, una lettera indirizzata al Sottoprefetto di Volterra in data 29 dicembre 19063, in occasione della delimitazione dei confini durante la separazione dei due comuni: sino dal secolo decimosesto appartenne alla casa dei Medici come demanio privato e da questa nel 1736 passò alla casa di Lorena, la quale nel sec. XVIII la dette in affitto (donde il nome del "Fitto di Cecina") alla famiglia dei marchesi Ginori-Lisci, già signori di Montescudaio.[...] Tanto la tenuta di Bibbona quanto quella del Fitto di Cecina sino all'anno 1833, cioè fino a quando furono appresellate e gradualmente ridotte a coltura, erano ricoperte, nella massima parte del loro territorio acquitrinoso, da folte boscaglie di piante cedue, dette volgarmente macchie, buone per la produzione del carbone e della legna da ardere. La popolazione, eccettuato il Castello di Bibbona, era rada assai per causa della malaria imperante e pel timore (durante il medioevo e sino quasi ai tempi nostri) delle scorrerie dei corsari turchi e dei pirati di Barberia. La ferriera della Magona presso il fiume Cecina, costruita circa l'anno 1600 da Ferdinando I dei Medici, per farvi fondere e lavorare, a vantaggio della Toscana, le piriti di ferro, che egli traeva dalle ricche e vicine miniere dell'isola dell'Elba; la ricostruzione avvenuta nel 1853 del ponte, oggi esistente sul fiume Cecina, lungo la via provinciale Emilia e poco a valle della suddetta ferriera; l'innalzamento, fatto nel 1854 in località prossima a quel ponte, dell'attuale chiesa parrocchiale, sostituita per la cura delle anime alla Pieve antica di Cecina Marina, la costruzione quasi contemporanea di una comoda stazione ferroviaria sulla linea Pisa-Roma; il congiungimento, in un punto intermedio fra la nuova chiesa parrocchiale e il ponte sulla Cecina, con la Via provinciale Emilia e per questa con la vicina stazione ferroviaria, delle due strade maestre di Montescudaio e di Guardistallo, sono state le cause per le quali, con una rapidità ammirevole e in meno di un mezzo secolo, sorse e prosperò il paese di Cecina, dove per la facilità degli scambi e del commercio, per la fertilità della circostante campagna discesero e si accentrarono gli abitanti dei paesi vicini, che, a guisa di corona, stanno tutti sulle colline all'intorno. Cecina è oggi un paese grazioso e prospero per le sue vie spaziose e regolari, per le piazze che l'abbelliscono e per le abitazioni ampie e moderne, ed ha una popolazione agglomerata di poco inferiore ai 5000 abitanti. Bibbona invece, perduta ogni importanza strategica, come castello di confine, e scarsa d'acque industriali, di commerci e di vasti terreni a cultura intensiva, è scemata assai di popolazione, tanto che il vecchio castello non raggiunge le 2000 anime e poche sono le sue famiglie cospicue per censo e per prosperità di commerci. Il monte scende al piano; e la popolazione di Bibbona scese difatti in buona parte a Cecina, non solo, ma avvenne anche piano piano che la sede del Municipio, pur conservando il nome, fu trasferita a Cecina, perché luogo più centrale e più comodo ai consiglieri comunali. Dopo poco e precisamente nel 1873, col consenso esplicito degli stessi consiglieri della frazione di Bibbona, il Comune cambiò il suo nome in quello di Comune del Fitto di Cecina; fino a che, abbandonata la parola fitto, rimasto ad indicare l'antico affitto della tenuta, divenne Comune di Cecina, in grazia del Reale decreto 23 giugno 18814.
Questa situazione fu causa di scontri politici e aspre polemiche fra Bibbonesi e Cecinesi: ecco cosa scrive nella Relazione sulla costituzione in comune distinto della Frazione di Bibbona l'allora primo segretario Comunale Mauro Boccacci: Risulta infatti che già da qualche tempo gli affari municipali di Bibbona si trattavano al Fitto di Cecina dove (non so con qual diritto) il Sindaco aveva trasportato l'Ufficio e l'Archivio: le adunanze della giunta non si facevano più a Bibbona ma a Cecina, e che insomma il Comune era a Cecina di fatto ed a Bibbona di nome. Questo preparativo di cose, fatto senza nessuna autorizzazione, servì mirabilmente al Consigliere Morandi per proporre che a Cecina si trasferisse la sede anche del Consiglio Comunale; e nonostante che si fosse chiesta una dilazione alla trattativa di questa sua proposta (vedi deliberazione n. 60) il Consiglio di Bibbona l'approvò, ingoiando così la prima pillola officiale. Né questa pillola era per anco arrivata allo stomaco quando, nella stessa seduta, il Consigliere Casini squarciando il velo, si fé a proporre il taglio della testa col cambiamento del nome al Comune, e col far dichiarare officialmente costituita la frazione di Bibbona (deliberazione n. 61). Digerita così e con maggior disinvoltura la pillola seconda, il Consigliere Niccolini Luigi chiese che almeno si tenesse l'amministrazione separata, lo che il consiglio a voti unanimi approvò (deliberazione n. 62)5.
Quest'ultimo progetto, possibile in base all'Art.16 della legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865, sarebbe stato dannoso per Cecina perché se non bastasse il fatto riferito dal sindaco che in quel tempo il passivo del comune aveva origine dalle spese straordinarie fatte nella frazione del Fitto, basterebbe sempre l'affermazione che Bibbona separandosi sarebbe restata allora con risorse superiori ai suoi bisogni, mentre il Fitto avrebbe avuto appena i mezzi necessari, onde supplire alle spese ordinarie6.
Bibbona aveva ceduto il titolo di comune a Cecina a condizione di avere contemporaneamente l'amministrazione separata. Dal che ne deriva che se, come pare, non fosse stato allora possibile dare a Bibbona l'amministrazione separata, neppure l'altra deliberazione consiliare di cessione del nome di Comune al Fitto di Cecina, avrebbe potuto legalmente e moralmente seguirsi, una volta che l'una era subordinata completamente all'altra. Nulla di strano dunque se ripetutamente ed anche con notevolissimi intervalli di tempo, i bibbonesi hanno domandato l'osservanza del patto di separazione patrimoniale. Che se essi hanno dipoi veduto non essere a loro soverchiamente utile ottenere questa separazione, nulla di strano se cercano ora di rivendicare l'autonomia di Comune, la loro indipendenza civica, il loro antico e non oscuro primato 7.
Dopo lunghe discussioni in Consiglio comunale che furono così aspre da determinare una profonda crisi politica segnata dalle dimissioni degli assessori e del Sindaco e anche da manifestazioni di piazza8, l'autonomia del comune di Bibbona fu sancita dalla legge n. 92 del 29 marzo 1906 che demandò al Governo del Re la facoltà di procedere alla delimitazione territoriale stabilita con una successiva pianta9. Nella Relazione sulla delimitazione di territorio fra i Comuni di Cecina e Bibbona redatta dal Dott. Carlo Giusteschi e Dott. Francesco Cinotti sono spiegate tutte le operazioni che portarono a stabilire i confini fra i due Comuni partendo da una ricerca nel Vecchio Catasto, ed è riportata la trascrizione dell'atto del 15 novembre 178910.



Sono state usate le seguenti abbreviazioni:

alleg. = allegato, allegati
arr. = arrivo, arrivi
art., artt., = articolo, articoli
A.S.C.C. = Archivio Storico del Comune di Cecina
b., bb. = busta, buste
c., cc. = carta, carte
Cat., catt. = categoria, categorie
Comm. = Commissario
Complem. = complementare
c.s. = come sopra
D.L. = Decreto Legge
D.L. = Decreto Legislativo
D.P.R. = Decreto del Presidente della Repubblica
E.C.A. = Ente Comunale di Assistenza
ecc. = eccetera
fabb. = fabbricati
fasc., fascc. = fascicolo, fascicoli
f.f. = facente funzioni
L. = Legge
leg. = legato
L.L.P.P. = Lavori Pubblici
L.R. = Legge Regionale
Mod. = Modello
M.P.S. = Monte dei Paschi di Siena
n., nn. = numero, numeri
n.n. = non numerate, non numerati
O.N.M.I. = Opera Nazionale Maternità e Infanzia
p., pp. = pagina, pagine
part. = partenza
prec. = precedente, precedenti
R.D. = Regio Decreto
R.D.L. = Regio Decreto Legge
reg. = registro
R.M. = Ricchezza Mobile
supp. = supplettivo
tit. = titolo
T.U. = Testo Unico
U.T. = Ufficio Tecnico
vol. = volume

Le lacune cronologiche riscontrate nelle serie documentarie sono state segnalate quando possibile con una sequenza di punti di omissione.



1861 - 1865 G. Francioni - Cancelliere mandamentale del Censo
1865 - 1866 Leopoldo Chiostri - Segretario Comunale
1866 - Attilio Bandiera - (ff)
1867 - 1885 Attilio Bandiera - Segretario effettivo
1886 - 1887 Pellegrini, Gualandi, Malotti11
1887 - Mauro Boccacci - Vice Segretario
1887 luglio 20 - 1922 - Vice Segretario Effettivo
1922 - 1923 Fabrizio Maltinti - Segretario Comunale
1923 - 1935 Romiti Avv. Giovanni - Segretario Comunale
1935 - 1941 Mignanelli Giorgetti Cav. Guido (Vice Segretario Carlo Visnù Fedi) - Segretario Comunale
1941 - 1945 Condemi Bruno - Segretario comunale
1945 - 1946 Bientinesi Rag. Germano - Segretario comunale
1946, 18 aprile - 1955 Corcioni Duilio - Segretario comunale
1955 - 1957 Failli Dott. Mario - Segretario comunale



Dott. Cav. Napoleone Giusteschi, 1863 - 1865, gonfaloniere
[...], 1866 - 1875, sindaco
Conte Luigi Fabbri, 1875 - 1876, sindaco
Cav. Giacomo Barabino, 1877 - 1882, sindaco
Cav. Luigi Bargilli, 1883 - 1885, sindaco
Cav. Antonio Cancellieri, 1885 - 1888, sindaco
Cav. Luigi Guaitoli, 1888 - 1892, sindaco
Cav. Francesco Mangiacapra, 1892 - 1893, regio commissario
Ing. Carlo Giusteschi, 1893 - 1895, sindaco
Ing. Gabbriello Municchi, 1895 - 1902, sindaco
Sig. Ezio Varoli, 1902 - 1906, sindaco
Cav. Vittorio Nocenti, 1906 aprile 20 - 1906 luglio 28, sindaco
Cav. Dott. Tarcisio Serafini, 1906 ottobre 30 - 1907 luglio 22, sindaco
Sig. Ezio Varoli, 1907 - 1910, sindaco
Sig. Gian Gualberto Guerrazzi, 1910 - 1911, sindaco
Sig. Gian Gualberto Guerrazzi 1911 maggio 23 - 1911 giugno 22, commissario prefettizio
Avv. Giovanni Pegolotti, 1911 - 1914, sindaco
Avv. Giovanni Pegolotti, 1914 - 1916, sindaco
Avv. Giovanni Pegolotti, 1916 - 1920, sindaco
Avv. Ersilio Ambrogi12 1920 - 1921, sindaco
Dante Vannozzi 1921 febbraio - 1921 maggio, sindaco
Dott. Giuseppe Scripilliti, 1921 maggio 3 - 1922 gennaio 19, commissario prefettizio
Avv. Cav. Enrico von Berger, 1922 - 1923, commissario prefettizio
Pieretto Pieretti, 1923 - 1926, sindaco
Dott. Cav. Uff. Francesco Tocco, 1926 ottobre 11 - 1927 novembre 30, commissario sottoprefettizio (dal gennaio 1927 commissario prefettizio)
Podestà Giorgio Chiavacci13 1927 novembre 30 - 1932 novembre 29, podestà
Vice podestà Giovannoni Alfredo
Cav. Uff. Dott. Alpinolo Franci, 1932 novembre 24 - 1933 maggio 30, commissario prefettizio
Podestà Avv. Renato Cambellotti14 1933 - 1935
Cav. Uff. Rag. Luigi Volpini, 1935 febbraio - 1935 giugno 22, commissario prefettizio
Cav. Uff. Paolo Lamberti15 1935 fiugno 23 - 1936 febbraio 19, commissario prefettizio
Podestà Cav. Uff. Paolo Lamberti, 1936 febbraio 20 - 1940 dicembre 17, podestà
Dott. Cav. Umberto Mannoni (delegato podestarile Cav. Gino Romboli) 1940 dicembre 18 - 1943 ottobre 5
Vincenzini Rag. Pericle, 1943 ottobre 5, commissario prefettizio
Cav. Dott. Giulio De Mase, 1943 novembre 29, commissario prefettizio
Pellegrini Sanzio16 1944 gennaio 24, commissario prefettizio
Dott. Amilcare Bertelli17 1944 luglio 13, primo sindaco del dopoguerra (vicesindaco: Galliano Massei)
Rag. Tito Vezio Borri, 1944 - 1945, sindaco
Vittorio Massei, 1946 febbraio 5, sindaco







Codifica:
Tiziana Gianfaldoni, giugno 2014 - ottobre 2015
Niccoletta Porciani, giugno 2014 - ottobre 2015
Andrea Brotini, giugno 2014 - ottobre 2015
Paolo Santoboni, revisione, novembre - gennaio 2015

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