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Inventario dell'Archivio storico del Comune di San Marcello Pistoiese

Tipologia: inventario analitico

a cura di Roberto Barducci

patrocinio: Provincia di Pistoia - Regione Toscana - Comune di San Marcello Pistoiese

Pubblicazione: Pisa, Pacini Editore, 2000

Descrizione fisica: pp. 415, ill. 4 colore, mm. 210 x 180

Collezione: Beni culturali / Provincia di Pistoia, 19

Numeri: ISBN - 88-7781-249-4

Contenuti:

Le carte che con il presente inventario e con l'altro relativo all'Archivio del Capitanato poi Vicariato della Montagna restituiamo alla Comunità di San Marcello, sono il frutto di una tradizione documentaria plurisecolare e di complesse vicende politiche e amministrative che il territorio della Montagna pistoiese ha conosciuto attraverso i secoli.
Per questa ragione i documenti prodotti nel territorio sono attualmente conservati presso istituti documentari diversi, come appunto l'Archivio del Capitanato della Montagna presso l'Archivio di Stato di Pistoia.
Il programma di salvaguardia delle fonti locali condotto dalla Provincia di Pistoia raccoglie così altri importanti frutti.
L'impegno dell'Amministrazione Comunale ha reso possibile la conservazione di documenti in locali idonei che ospitano anche l'Archivio della Ferrovia Alto Pistoiese, dando vita così ad un ragguardevole complesso documentario che riguarda la Montagna Pistoiese.
Infine un ringraziamento alla Regione Toscana e alla Sovrintendenza Archivistica che ci hanno sempre seguito con attenzione e disponibilità.

Moreno Seghi
Sindaco di San Marcello Pistoiese

Luigi Giorgetti
Assessore alla cultura
Provincia di Pistoia


Le operazioni di ordinamento ed inventariazione dell'archivio storico comunale di San Marcello Pistoiese non sono state né semplici né brevi, data la complessità e la mole di tale patrimonio documentario, ma Roberto Barducci ha lavorato con grande pazienza e competenza, giungendo alla stesura di uno strumento di corredo attento e analitico. Nell'introduzione egli fornisce un quadro storico-istituzionale puntuale e accurato sia delle vicende relative al territorio cui i documenti si riferiscono, sia agli organismi locali che li hanno prodotti, e ricostruisce con precisione la storia dell'archivio. I risultati sono davvero soddisfacenti e la stampa dell'inventario consentirà una più vasta diffusione ed una più approfondita conoscenza di quanto è contenuto nell'archivio storico comunale, con il conseguente impulso a nuovi studi e ricerche che permetteranno di fare luce sulla Montagna Pistoiese, territorio che fin dai tempi antichi ha assistito a scontri e lotte per il suo controllo e la cui storia è ancora tutta da raccontare.
Quest'inventario costituisce dunque, oltre che un imprescindibile e valido aiuto per tali studi e ricerche, un importante passo sulla via della valorizzazione delle fonti storico-documentarie. Via da tempo intrapresa dall'Amministrazione comunale di San Marcello con la'cquisizione del fondo archivistico della Ferrovia Alto Pistoiese, già dotato di inventario, e di quello dell'Ospedale Pacini, in procinto di essere riordinato; in tale direzione va inoltre la scelta di una sempre maggiore apertura degli archivi al pubblico, anche con il graduale avvicinamento dei ragazzi delle scuole alle fonti documentarie.
Il percorso di recupero e valorizzazione delle fonti documentarie presenti sul territorio non sarebbe possibile senza il concreto e sostanziale contributo dell'Amministrazione Provinciale di Pistoia che da anni si impegna, accanto alla Sovrintendenza Archivistica per la Toscana, in progetti di riordinamento ed inventariazione degli archivi, progetti i cui risultati trovano la loro più completa espressione nella pubblicazione all'interno della collana "Provincia di Pistoia/Beni culturali.

Gabriela Todros
Sovrintendenza Archivistica per la Toscana



1

A partire dall'epoca romana, la Montagna Alta di Pistoia ha rappresentato non soltanto un teatro di scontro fra civiltà2, ma anche un continuo e fondamentale luogo di passaggio e di unione fra la pianura padana e la Toscana3. Nel Medioevo, dopo che i suoi comuni erano stati conquistati da Pistoia e sottoposti a regime podestarile, il territorio montano cominciò a risentire pesantemente degli scontri di fazioni e partiti facenti capo a Panciatichi e Cancellieri, i quali, cominciati alla fine del Duecento, durarono fin quasi alla metà del Cinquecento, provocando una sorta di "guerra civile allo stato di latenza"4. Intanto, la Montagna veniva assumendo una precisa fisionomia economica, basata sul castagno, sulla pastorizia transumante e su un'agricoltura povera; a tali caratteristiche si aggiunse, a partire dal XV secolo, una rinomata attività metallurgica, dovuta all'abbondanza di combustibile (boschi) e di forza motrice (torrenti e fiumi), e al commercio del ferro proveniente dall'isola d'Elba5. Povertà, carestia, scontri politici produssero, comunque, violente turbolenze sociali che sfociarono in un endemico banditismo6. In età lorenese, fra la metà del Settecento ed il primo Ottocento, tale quadro andò parzialmente modificandosi: grazie alle riforme politiche granducali7, all'iniziativa di alcune famiglie8 e all'allacciamento di importanti comunicazioni stradali9, alcune zone del territorio montano (e specificatamente Mammiano e la valle del Lima) si affermarono come importanti centri siderurgici, soppiantando la valle del Reno10. Le ferriere della Montagna andarono, così, costituendo con le fabbriche della città un vero e proprio sistema integrato, basato sul ferro11, sempre, tuttavia, all'interno di un quadro generale toscano e pistoiese industrialmente arretrato, dove il vapore come fonte di energia era una "reclamatissima eccezione"12. Le riforme economiche leopoldine, con l'abolizione della privativa dell'industria del ferro, la vendita delle terre comunali e la liberalizzazione della proprietà privata, determinarono la nascita di nuovi problemi economici e sociali. A causa dell'abolizione degli usi civici, decisa dal liberismo leopoldino, scomparvero quelle che erano state importanti risorse per gli abitanti della Montagna; così, la tradizionale migrazione stagionale nelle Maremme, legata alla transumanza, si accrebbe, unendosi anche ad altre attività e trasformandosi in una sorta di "emigrazione di massa"13. Intanto, il dissennato taglio del bosco, dovuto all'attività siderurgica e all'estendersi della coltivazione del grano, cominciò a provocare un dannoso dilavamento del suolo, ravvisato anche dai vicari di San Marcello14.
Fino alla metà del Novecento, la Montagna ha continuato a caratterizzarsi per una forte e persistente migrazione stagionale15 e a basare la propria soppravvivenza alimentare sul castagno, anche se il terreno destinato ai castagneti si è venuto drasticamante riducendo16. Le già presenti attività industriali (siderurgiche, cartarie e del ghiaccio) si radicarono e si svilupparono ulteriormente, grazie anche alla vicinanza della ferrovia Porrettana, principale linea italiana nord-sud fino al 1934, determinando nel 1926, in conseguenza di un forte incremento di mobilità di persone e merci nel territorio, la nascita della ferrovia elettrica Alto Pistoiese da Pracchia a san Marcello (F.A.P.)17. Infine, nel dopoguerra, come alternativa essenziale alla progressiva crisi dell'industria siderurgica e metallurgica, accompagnatasi ad una ormai definitiva e devastante emigrazione verso l'estero18, si è andato sviluppando, lungo la statale 66, con l'affermrsi dell'automobile, il turismo montano19.

Se la storia economico-sociale della Montagna pistoiese si è dimostrata tutt'altro che immobile, altrettanto movimentata è apparsa quella politico-istituzionale, tanto da poterne definire la relativa documentazione archivistica, per rubare l'espressione usata da Franzese a proposito dell'archivio di Monsummano, come "...una documentazione che riflette la vita non di uno, ma di più enti, le cui carte, per una serie di vicende storiche ed istituzionali, subirono un processo di concentrazione, ma poi anche di dispersione, per certi versi alquanto singolare"20.
Per cominciare a definire gli aspetti giuridici del territorio montano nel suo complesso è necessario riferirsi, innanzitutto, alla lunga e ancora non ben chiarita storia del Capitanato di Montagna. Del resto, è proprio all'interno dell'evoluzione istituzionale del Capitanato che si svilupperà poi, intorno ad una sua specifica cancelleria, l'archivio. Per circa quattro secoli e mezzo, dal 1330, almeno, fino al 1772, l'attività militare, politica, amministrativa e giudiziaria dei comuni della Montagna ha ruotato, infatti, in modi e tempi differenti, intorno alla figura di un capitano della Montagna superiore. Sappiamo sia dalla cronca del pistoiese Jacopo Maria Fioravanti, sia dalle provvisioni del comune di Pistoia21, che un capitano così denominato apparve sulla scena politica, o perlomeno risultò apparire, negli anni 1329-1330, quando la Montagna era sconvolta dalle guerre tra fiorentini e lucchesi e dagli scontri tra le fazioni dei Panciatichi e dei Cancellieri. In quel tempo, i comuni della Montagna superiore, da San Marcello a Cutigliano, da Gavinana a Lizzano, da Piteglio a Popiglio, erano retti da podestà nominati da Pistoia; i podestà rappresentavano il potere politico centrale e amministravano la giustizia. Il capitano quindi doveva impersonare inizialmente una magistratura eccezionale, con poteri speciali, mandato sulla montagna in occasione di gravi fatti militari e insubordinazioni. Intorno alla metà del Trecento la carica di capitano della Montagna superiore, di durata trimestrale, tese a normalizzarsi, acquisendo poi nel 1361 limitate funzioni giudiziarie in ambito civile e criminale e ponendo la propria residenza a Lizzano. Le modalità dell'estrazione dell'ufficio mutarono nel temopo, finendo comunque per favorire i rappresentanti delle famiglie magnatizie di Pistoia, fra cui Panciatichi e Cancellieri. Quando, a partire dal 1366, i podestà dei singoli comuni furono sollevati dall'incarico, il capitano divenne l'unica autorità politica, militare e giudiziaria di tutta la Montagna superiore.
Dal 1373, la nomina del capitano passò ufficialmente, in conseguenza della stipulazione di un trattato fra pistoiesi e fiorentini, a questi ultimi22, che temevano invasioni da nord da parte dei Visconti e non si fidavano delle fazioni pistoiesi.Inoltre, i fiorentini si erano ormai insinuati, soprattutto dopo il 1351, negli affari interni di Pistoia, della quale avrebbero inglobato progressivamente nell'orbita delle proprie magistrature anche il territorio (Cinque conservatorie del contado e Sei di Arezzo nel secolo XV, Quattro commissari e la Pratica Segreta nel cinquecento)23. Da allora, i capitani della Montagna, per circa quattrocento anni, precisamente fino al 1772, furono scelti fra le principali famiglie di Firenze. In base a quel trattato, al capitano vennero concessi un buon seguito e i pieni poteri. La sua giurisdizione spaziava da Piteglio a Popiglio, da Mammiano a San Marcello, da Gavinana a Lizzano e Cutigliano, comprendendo anche i castelli di Sicurana e di Mura, oggi distrutti. a questi primi comuni si sarebbero aggiunti, nei primi decenni del Quattrocento, Crespole, Calamecca e Lanciole, e più tardi, nel Cinquecento, Sambuca. La sua residenza fu fissata inizialmente a Cutigliano, dove venne costruito appositamente un palazzo pretorio per accoglierlo24; in seguito dovette alternarsi a Cutigliano, San Marcello e Lizzano. Ma la storia di questa alternanza, dalla quale nel 1512 fu esclusa Lizzano, resta ancora tutta da verificare e da scrivere. Si ha comunque la sensazione che di queste tre, poi due capitali, fosse Cutigliano, e non San Marcello, la sede più prestigiosa. Cutigliano era l'unico comune che poteva vantare due rappresentanti nel Consiglio generale del Capitanato; era il suo vicario a ricevere il capitano che entrava in carica; era nella pieve di San Bartolomeo che il capitano consegnava le sue lettere credenziali, lette davanti a turro il popolo.
Con il passare dei secoli, il potere giudiziario del capitano, come quello degli altri governatori e giudici del dominio fiorentino, diminuì. Il Granducato mediceo operò anche nel settore giudiziario un forte accentramento politico e amministrativo. Così il capitano finì per occuparsi di reati minori, che implicavano al massimo 50 lire di pena pecuniaria. Le cause più importanti e gravi venivano demandate e giudicate fra Pistoia e Firenze e il personale venne ridotto. Un'importante funzione del capitano rimaneva quella di collettore delle imposte, che il prorpio camarlingo s'incaricava di riscuotere dai singoli comuni e di versare poi nelle casse dei Nove Conservatori della Giurisdizione e del Dominio fiorentino, magistrati che amministravano i territori sottoposti a Firenze25.
I comuni appartenenti al Capitanato avevano mantenuto la propria autonomia amministrativa ed erano governati secondo propri statuti, buona parte dei quali costituisce un rilevante patrimonio del locale archivio. I loro rettori erano chiamati vicari, o rappresentanti, ed erano assistiti da consigli. I vicari e i rappresentanti formavano il Consiglio Generale del Capitanato. Nel proprio comune proponevano leggi che venivano poi discusse nei consigli; inoltre, eleggevano o appaltavano le altre cariche comunali: il camarlingo, gli stimatori dei bani, la guardia campestre, il cancelliere.
E fu proprio il cancelliere, come è noto, a diventare, dalla seconda metà del Cinquecento, una figura-chiave in tutte le comunità del Granducato26. Inizialmente egli esercitava la funzione di notaio ed era incaricato di redigere leggi, statuti e deliberazioni. Poi, durante il governo del Granduca Cosimo I, fu trasformato in un funzionario statale stabile, e perciò obbediente e fidato. La durata della sua carica si allungò. Le sue competenze aumentarono: fu obbligato a conservare tutte le scritture pubbliche, a controllare l'operato finanziario dei camarlinghi comunali sottoposti alla propria giurisdizione e a preparare i relativi dazzaioli. Le sue relazioni con gli uffici centrali cominciarono a formare un vasto carteggio.
Nel 1646 la Pratica Segreta di Pistoia, magistratura che a partire dalla seconda metà del '500 si occupò degli affari giuridici e amministrativi pistoiesi, assegnò anche al Capitanato della Montagna un cancelliere nominato dal centro. Mentre aboliva tutti i cancellieri dei comuni del Capitanato, la Pratica elesse quale unico cancelliere messer Vincenzo Pacioni da Cutigliano. Il Pacioni aveva - riporto le parole del decreto - "...obbligo e carico di ricevere in consegna e custodire tutti i libri e scritture pubbliche di ciascheduna comunità...". Inoltre, avrebbe dovuto visitare, di tempo in tempo, le comunità stesse, controllarne i negozi e vigilare sull'attività dei camarlinghi. È in questo momento che nasce virtualmente l'archivio del Capitananto della Montagna. Non sappiamo quali risultati raggiunse il Pacioni nel suo incarico di archivista. Fu il secondo cancelliere, Francesco Palladi, a stilare, nel 1648, il primo inventario - riporto il sottotitolo [-] "di tutti i libri e scritture che si trovano nella cancelleria del Capitanato della Montagna di Pistoia".
L'alternanza dei capitani e dei loro cancellieri su e giù per la montagna fra San Marcello e Cutigliano terminò nel 1772. In quell'anno, la carica di capitano fu abolita e venne sostituita da quella di vicario regio27. Il vicario era una nuova magistratura giudiziaria, a cui si poteva accedere soltanto per titoli universitari e non per onori politici. Grazie ai ministri di Pietro Leopoldo, si stava realizzando in Toscana una vasta riforma per razionalizzare e omologare l'amministrazione della giustizia, renderla insomma più efficiente; così tutto il Granducato fu suddiviso in vicariati, con competenze civili e criminali, e podesterie, con competenze soltanto civili.
Nel corso di questa riforma San Marcello rimase l'unica sede del giusdicente e del cancelliere.
Non è possibile, per ora, ricostruire esattamente le ragioni di questa scelta: fu forse perchè San Marcello si trovava in una posizione più centrale e razionale, rispetto ai comuni sottoposti al nuovo vicariato, o perchè la strada regia modenese aveva oltrepassato il paese e consentiva un migliore collegamento con la pianura. In ogni modo, l'avvenimento non passò del tutto indolore: l'agibilità del palazzo pretorio di San Marcello destava preoccupazioni e l'edificio dovette essere riadattato per ospitare le carceri e potervi fare comodamente i processi. Il vicario, infatti, era un giudice potente, che poteva condannare alle massime pene e doveva avere una sede sicura ed adeguata. Intanto, gli abitanti di Cutigliano, che non avevano digerito quel declassamento improvviso dopo secoli di prestigio politico, inviavano suppliche per poter mantenere a proprie spese il palazzo e poterlo comprare in caso di vendita. Da una lettera inviata alla Pratica Segreta di Pistoia il 22 novembre 177228 si deduce che anche il primo vicario della Montagna, Francesco Biondi, si ritenesse soddisfatto dello spostamento del tribunale a San Marcello. Egli si mostra, infatti, irritato con il messo del tribunale, che si ostinava ad abitare a Cutigliano. In questo modo, veniva a ritardare gli affari della giustizia, che, come affermava il vicario, sopra a Cutigliano e nella stessa Cutigliano erano nulli, o pochi.
Dopo l'istituzione del Vicariato, San Marcello era divenuto, a tutti gli effetti, l'unico capoluogo giudiziario e amministrativo del territorio montano. Qui risiedevano sia il giudice che il cancelliere. Nel 1775, in seguito ad un'altra riforma leopoldina, San Marcello divenne anche il capoluogo politico della neonata Comunità della Montagna: i governi comunali con le loro leggi vennero aboliti e furono sostituiti da un unico magistrato comunitativo, composto da un gonfaloniere e da cinque priori. I rappresentanti dei sedici popoli confluiti in questa comunità formarono il Consiglio Generale29.
Così, fra il 1775 e il 1808, si realizzò a San Marcello il massimo concentramento di funzioni ed istituzioni nella storia della Montagna di Pistoia: niente più governi comunali, un magistrato che decideva per tutte le località, un tribunale civile e criminale dagli ampi poteri, una cancelleria con competenze legali, archivistiche, fiscali. Tutti gli affari politici, giudiziari e amministrativi facevano capo al palazzo pretorio del capoluogo.
Nel 1808, con l'annessione della Toscana all'impero napoleonico30, la Montagna venne amministrativamente risuddivisa, in un modo che sarebbe risultato, anche in futuro, pressoché definitivo; dal frazionamento voluto dai francesi emersero, infatti, quattro comuni, o mairies (San Marcello, Cutigliano, Piteglio, che si sosituì nel 1812 a Popiglio, e Sambuca)31, i quali in seguito, con il ritorno dei Lorena, conservarono l'autonomia divenendo comunità, e poi, dopo l'unità d'Italia, comuni. Altre già prestigiose località, come Lizzano, Gavinana, Popiglio, (per non parlare di Mammiano, Calamecca e Lanciole), scomparvero definitivamente in seno alle nuove circoscrizioni, nonostante conservassero un buon livello demografico e, nel caso di Mammiano, interessanti attività economiche. San Marcello continuava a rappresentare il capoluogo giudiziario e amministrativo del territorio; così divenne sede anche di un Ingegnere di circondario (dal 1840), di un circondario di arruolamento (dal 1820) e di un distretto elettorale (dal 1848).
In campo giudiziario, dopo l'abolizione dei vicariati e delle podesterie e l'istituzione delle preture, nel 1848, a San Marcello restò la sola competenza in materia criminale. Anche Cutigliano e Piteglio ottennero infatti un pretore civile.
Con l'unificazione legislativa avvenuta nel 1865, le comunità vennero sostituite dai comuni, le cancellerie sciolte e i loro archivi smembrati. Gli uffici delle Tasse si presero gli estimi e i registri catastali, le Preture inglobarono quelli giudiziari. Come è noto, la documentazione catastale e i registri dei processi civili e criminali dei capitani e dei vicari sono poi confluiti nell'Archivio di Stato di Pistoia. Il resto venne lasciato ai comuni. Cutigliano e Piteglio prelevarono ciascuno ciò che loro spettava. Per San Marcello il ruolo di capoluogo amministrativo della Montagna volgeva al termine. Scomparso il cancelliere, restava, come magistratura esterna, soltanto un distaccamento della Pretura di Pistoia, che funzionò, come si deduce da alcuni registri rimasti fortunosamente nel palazzo comunale, almeno fino alla metà degli anni '60. Comunque, la maggior parte dei documenti giudiziari fu aggregata al Tribunale, per confluire poi, anch'essa, nell'Archivio di Stato di Pistoia.

Come si è potuto constatare, il fatto che l'archivio di san Marcello si sia venuto strutturando in un contesto territoriale quanto mai instabile e complesso ha determinato il sorgere di problematiche storico-archivistiche di non sempre facile soluzione, come: la collocazione politico-amministrativa delle dodici comunità costituenti la circoscrizione montana; la nascita e la formazione dell'archivio stesso; l'accidentata scelta di San Marcello come sua sede; le mutevoli conformazioni date per tre secoli e mezzo al materiale documentario da parte di cancellieri ed archivisti; le cause e le conseguenze dei numerosi trasferimenti di materiali avvenuti da un comune ad un altro, o da un comune al capoluogo pistoiese.
Una volta inquadrata l'evoluzione istituzionale dei comuni montani e la successione delle magistrature inviate dal governo centrale, restava da scrivere la storia interna dell'archivio, con la verifica degli accrescimenti, degli spostamenti e delle eventuali perdite di materiale, e l'individuazione dei modelli ordinativi usati.
Nonostante la risposta evasiva del tribunale di Cutigliano e San Marcello alle istruzioni inviate da Pompeo Neri nel 1745 a tutti i cancellieri del Granducato, riguardo la consistenza e la tipologia dei loro archivi32, l'abbondanza di inventari di "scritture e mobilia", anche se spesso sommari, presenti nella Cancelleria di San Marcello, consente di seguire costantemente la storia della documentazione dal 1648 al 1861, mentre più difficile risulta seguire la consistenza dell'archivio durante il comune postunitario, in quanto dall'inventariazione del 1866 si passa a quella del 1971, con un'escursione cronologia di quasi cento anni.
È con il primo e breve inventario del cancelliere Palladi, stilato nel 1648, che tocchiamo con mano il formarsi dell'archivio del Capitanato. I pezzi dei vari comuni e dell'ufficio del capitano cominciarono ad affluire verso la cancelleria; il Palladi riuscì a recuperare anche i registri civili e criminali che vedeva, come dice lui, "...stare in libertà di tutti". Egli dette a filze e registri la prima organizzazione, almeno sulla carta, suddividendoli per istituzioni (comuni e capitanato), e, all'interno di ciascuna istituzione, per serie (estimi, partiti, ragioni, statuti, accuse, viveri, civili, criminali, ecc.), denotandone anche il numero e gli estremi cronologici. Complessivamente la consistenza dell'archivio ricostruito dal Palladi era di 248 pezzi. In pochissimi casi i documenti risalivano ad epoche anteriori al '500; per cui si può pensare che in parte siano andati perduti durante eventi bellici del XVI secolo, come è stato suggerito33, ma che in parte non siano stati conservati per incuria o perché "stavano in libertà di tutti". Nell'inventario del Palladi, ma anche negli altri numerosi inventari che sono stati eseguiti in esecuzione al sindacato e alla consegna del materiale posseduto dai cancellieri succedutisi in carica, non viene specificato dove affluissero i documenti, se nel palazzo pretorio di Cutigliano o in quello di San Marcello, o se seguissero i viaggi di quell'archivista itinerante.
Dopo il Palladi, furono i cancellieri Spigliati (1751-52), Ticciati (1781), Giglioli (1790), il maire Cini (1813), di nuovo i cancellieri Giovacchini (1816), Pieri (1819), Zoppini (1827), Montanini (1871), a compilare inventari più o meno sommari, aggiornati via via da altri cancellieri, come Ristorini, Baschieri, Reali, Puccini. Da essi emerge, innanzitutto, il progresso nella organizzazione e nella sistemazione dei pezzi, i quali, furono disposti prima su scaffali e palchetti (1751), poi su scaffali numerati (1781), vennero riuniti a partire dal 1816 nella stanza "ad uso di cancelliere", infine furono suddivisi nel 1827 in tre vani (stanza del cancelliere, stanza detta dell'archivista, archivio e stanza del sottocancelliere). Da tali elenchi si deduce, inoltre, il continuo arricchimento quantitativo e qualitativo dell'archivio: ad estimi, partiti dei comuni, accuse, memorie, saldi, distribnuzione dei viveri e processi civili e criminali, si aggiunsero negli anni ottanta del secolo XVIII i primi registri relativi alla nuova Comunità della Montagna, i documenti delle opere e compagnie religiose consegnati secondo gli ordini relativi al patrimnonio ecclesiatico e ben 602 pezzi (volumi, spogli, matrici e copie di piante) relativi al catasto portato a termine nel 1787 nei sedici popoli della comunità. Da alcuni inventari compilati da Clemente Cini, maire di San Marcello, si viene a conoscenza della separazione di Popiglio e di Cutigliano nel 1809 e del trasferimento di materiale loro spettante; della consistenza dell'archivio prima e dopo l'istituzione della mairie di San Marcello; della consistenza di quello della mairie di Cutigliano. Dagli inventari delle soppresse mairies di San Marcello, Piteglio, Cutigliano e Sambuca, stilati dal Cancelliere Giovacchini nel 1816, si rileva la restituzione alle parrocchie degli stati d'anime, precedentemente prelevati a fini demografici dai francesi.
Nell'inventario complilato dal cancelliere Zoppini in piena restaurazione (1827), la consistenza, la sistemazione, la numerazione e la descrizione dei pezzi si fa più precisa che non in quelli precedenti, fino a specificare la tipologia (pacchi, filze, libri, registri) e la distribuzione dei documenti in stanze e sezioni diverse e a distinguerne fisicamente certe serie da altre34.
Con la descrizione del 29 marzo del 1861, a firma del cancelliere Montanini, si concludeva, nell'ambito di quel vasto censimento archivistico sollecitato negli anni cinquanta in tutti i comuni del Granducato da Francesco Bonaini35, la serie degli inventari preunitari di San Marcello36. Continuamente accresciuto dai documenti di vecchie e nuove magistrature, l'archivio dei cancellieri si espanse fino a contenere, alla vigilia dell'unità d'Italia, circa 1800 pezzi: in duecento anni si era quasi decuplicato. L'inventario del Montanini rappresenta una sorta di quadro fotografico della massima espansione dell'archivio comunitativo prima dell'unificazione amministrativa del 1865, dopo la quale, a causa dell'abolizione delle cancellerie e dei conseguenti spostamenti di materiale, esso si sarebbe svuotato in modo consistente, per riprendere a crescere con l'avvento del comune postunitario. A tale importante inventario bisognerà necessariamente riferirsi per poter determinare le eventuali perdite, i trasferimenti e le novità metodologiche, confrontandolo con quello successivo del 1886.
Esso non specifica né la posizione topografica dei pezzi (palchetti, scaffali, stanze, sezioni), né la tipologia del materiale, risultando organizzato in modo differente dal precedente, in quanto non ripartito tanto per materia, ma, grosso modo, secondo le varie istituzioni (processi dei giusdicenti, filze dei cancellieri, comunità di San Marcello, Piteglio e Cutigliano, ecc.), suddivise a loro volta in serie, con la consistenza dei pezzi e l'arco cronologico37.
Con il successivo inventario del 1886, il primo del periodo postunitario (e l'unico fino al 1971), vengono superate le precedenti incertezze e le ambiguità del processo ordinativo e scelta un'inventariazione per materia38. L'archivio subì, tuttavia, due tipi diversi di trattamento, venendo suddiviso in "vecchio archivio" (dal 1599 al 1858) e "nuovo archivio" (1859-1886), cui si deve aggiungere una parte legislativa (232 pezzi).
Il primo, formato da 271 unità poste nella stanza del sindaco, non consisteva che dei resti di quello già inventariato nel 1861 dal Montanini. Mancava la documentazione relativa a Piteglio e Cutigliano, già ripresa probabilmente dai rispettivi comuni; mancavano gli atti processuali, finiti inizialmente nell'archivio della Pretura ed oggi conservati per la maggior parte nell'Archivio di Stato pistoiese; mancavano anche le filze dei cancellieri, il fondo dell'Ingegnere di circondario e la serie dell'arruolamento militare, che comunque sarebbero tornate in seguito nell'archivio. Rimaneva la parte relativa alla Comunità di San Marcello39, ma sfrondata della documentazione catastale e priva di alcuni fondi, come la Pia Eredità Pacini, l'Amministrazione delle pubbliche scuole, probabilmente disperso e la Pia Opera Achilli, assorbita in seguito dalla Congregazione di Carità comunale. Alle serie così rimaste, riportate nello stesso ordine del precedente inventario, fu assegnata una lettera (dalla A alla G) e una classe (dalla Prima alla Settima), mentre le ultime tre restavano senza classe40. A tutte fu imposta una numerazione aperta.
Il "nuovo archivio" (dal 1859 al 1886) fu inventariato invece per categorie (dalla A alla Q)41 e contava 176 buste con numerazione pregressiva chiusa.
Dal riordino curato da Raul Rossi e terminato nel 1971, avvenuto dopo la riscoperta e la prima utilizzazione scientifica della documentazione, verso la fine degli anni sessanta, da parte di Gabriella Aschieri, sappiamo che l'archivio fu trasferito nel 1924 dall'antico palazzo pretorio alla sede attuale del palazzo comunale, come risulta anche dagli atti deliberativi del tempo, con conseguente incauta eliminazione di materiale postunitario databile fra il 1885 e il 1923; un danno aggravato, secondo il curatore, anche da eventi bellici dell'ultima guerra.
In quest'ultimo è chiara soprattutto la suddivisione fra sezione separata e archivio di deposito. All'interno della sezione separata è stata distinta la parte preunitaria, cui è stata assegnata una numerazione progressiva chiusa, da quella postunitaria, che è stata ripartita in serie aperte distinte da lettere alfabetiche. I documenti relativi al Capitanato della Montagna, alla Cancelleria, chiamata del Censo, ai comunelli, al Vicariato e alle Opere Pie, pur appartenendo al periodo preunitario, sono stati inventariati a parte42. Altre importanti magistrature e istituzioni avvicendatesi nel territorio montano con una loro peculiare documentazione, come il Comune di San Marcello, la Comunità della Montagna, la Mairie, l'Ingegnere di Circondario, sono contenute, invece, nelle varie sezioni dell'inventario. La terminologia di "comunelli", estesa agli ex comuni di Gavinana, Lizzano, Mammiano, Lancisa e Spignana, i cui archivi sono stati accodati alla documentazione del Capitanato e della Cancelleria, può essere ritenuta valida soltanto da quando essi confluiscono nella nuova Comunità della Montagna (1775); in precedenza essi devono essere considerati politicamente e giuridicamente veri e propri comuni, con un'amministrazione propria e magistrati indipendenti, come la stessa San Marcello.
Per quanto riguarda l'ordinamento del postunitario, le buste originarie dell'inventario sono scomparse; i registri, sciolti, sono stati ricomposti in serie, mentre il carteggio degli affari comunali, o per meglio dire, quel poco che è rimasto del carteggio (fascicoli e registri sparsi), è stato ordinato in buste moderne, caratterizzate dalla lettera "C", dove spesso sono stati raggruppati materiali relativi ad annate diverse.
Da un immediato confronto fra quest'ultimo inventario e quello del 1886, emergono le pesanti perdite, già rilevate, soprattutto per una categoria come quella allora denominata "D" (ruoli e matricole dei tributi comunali), la cui documentazione è completamente perduta.

Al momento del presente riordino abbiamo trovato l'archivio nella suddetta disposizione terminata e firmata nel 1971, con le relative segnature. Tracce del precedente inventario del 1886 emergono ancora nella costola di registri e filze, contrassegnate da lettere alfabetiche corrispondenti alle varie categorie, seguite dal numero di corda. Buste risalenti almeno alla prima metà dell'Ottocento, all'inventario Zoppini, di colore turchino e per lo più lacere, fasciano ancora alcune unità, specialmente quelle relative alla serie dei Provveditori del sale. Una numerazione recente in rosso, segnalata con una x accanto al numero, di origine sconosciuta, completa la serie di stratificazioni ordinative di quello che appare come un vero e proprio giacimento archivistico.
Da parte nostra abbiamo elaborato il presente inventario affidandoci rigorosamente ad un criterio di tipo storico43, sulle tracce di un modello ormai consolidato44, assecondando perciò l'evoluzione politico-istituzionale del territorio montano, quale delineata nella prima parte di questa introduzione. I registri contenuti nelle buste antiche e moderne sono stati inventariati analiticamente e quindi il numero complessivo dei pezzi componenti l'archivio risulta molto masggiore che non quello dei precedenti inventari. Ciò specialmente per quanto riguarda le serie dei dazzaioli, della tassa del sale, dell'arruolamento militare, delle elezioni. Da notare che la serie decisamente più numerosa è quella relativa al soccorso annonario, in conseguenza delle difficoltà alimentari di cui la Montagna ha sempre sofferto. Da evidenziare anche la completa assenza, tranne sporadiche eccezioni, dei registri della tassa del macinato e la presenza invece di altre fonti fiscali dei secoli XVII e XVIII (collette universali, tassa del piè tondo, tassa del sale), delle quali sono state recentemente rimarcate le potenzialità storiche in sede di ricerca locale45.
Abbiamo infatti fatto iniziare la parte preunitaria dell'archivio con le istituzioni politiche locali più antiche: innanzitutto il Comune di San Marcello; poi i comuni di Lizzano, Gavinana, Mammiano, Lancisa e Spignana, assorbiti in seguito, prima dalla Comunità della Montagna (1775), poi dalla Comunità di San Marcello (1816), e perciò qui presenti; indi la Conunità della Montagna, composta dai sedici popoli che formavano il Capitanato e il Vicariato, sostituitasi ai governi comunali dal 1775 al 1808; poi la Mairie di San Marcello (1808-1814), espressione municipale del dominio francese, nata, con quelle di Cutigliano, di Piteglio e di Sambuca, dalla suddivisione territoriale operata dai prefetti e sottoprefetti napoleonici; infine la Comunità di San Marcello (1816-1865), restaurata dopo la sconfitta napoleonica, con la stessa circoscrizione territoriale posseduta dalla Mairie. Agli archivi delle istituzioni locali abbiamo fatto seguire quelli delle magistrature nominate o inviate dal governo centrale, come la Cancelleria (1648-1865), l'Ingegnere di Circondario (1825-1849), ed infine quelli dei giusdicenti (Capitanato, Vicariato, Giudicatura di pace, Pretura), i cui processi civili e criminali si trovano tuttavia presso l'Archivio di Stato di Pistoia. Abbiamo considerato un archivio aggregato quello rappresentato da registri e atti relativi alle Corporazioni religiose, i cui fondi giacciono anch'essi per lo più nell'archivio statale pistoiese.

Per quanto riguarda l'inventariazione della parte postunitaria, confermiamo le lacune, sottolineate nel precedente inventario, relative al periodo 1885-1924, specialmente per le serie dei Protocolli della corrispondenza, del Carteggio degli affari comunali e dei Libri Mastri. Le deliberazioni del Consiglio e della Giunta sono invece pressoché complete. Abbiamo descritto nella sezione "archivi aggregati" quelli della Congregazione di Carità, poi ECA, dell'Opera Pia Achilli, ed infine del Giudice Conciliatore e della Pretura, alcuni registri dei quali sono stati ultimamente ritrovati nel palazzo comunale.
Rispetto all'inventario precedente, sono da considerarsi nuove accessioni, oltre ai registri del Giudice Conciliatore e della Pretura, i progetti dell'Ufficio Tecnico, che soltanto di recente sono stati versati nell'archivio storico, e alcuni registri relativi ai Tributi comunali, che erano inseriti fra gli allegati ai mandati destinati allo scarto.



Criteri per la descrizione dei documenti

Numero di serie. La numerazione di corda è continuativa e non tiene conto della suddivisione in serie, ormai considerate "chiuse" e non più suscettibili di ampliamenti.
Numero antico. Il numero antico, o quello relativo ad altri precedenti inventari, è stato racchiuso entro parentesi tonda a fianco di quello moderno.
Datazione. Le date dei documenti sono riportate in stile moderno. Il criterio di datazione dei documenti del territorio pistoiese si basava sullo stile cronologico della Natività, che faceva cominciare l'anno il 25 dicembre, uniformandosi a quello in vigore a Lucca. Sembra, d'altra parte, e i casi riscontrati nei documenti di questo archivio lo confermano, che, a partire dai primi anni del Cinquecento, i giorni compresi fra il 25 ed il 31 dicembre non venissero computati nell'anno nuovo. Tutta la datazione di questo archivio coincide praticamente con l'era volgare, anche prima che essa fosse imposta nel Granducato, a partire dal gennaio 175046. Quando la data originale è conformata chiaramente allo stile fiorentino, ciò viene segnalato.
Titolo. Quando l'intitolazione è originale, essa viene riportata in carattere corsivo, preceduta, se si trova nella costola, da una specificazione in carattere tondo. In tale circostanza, le parole abbreviate sono state sciolte. In caso di assenza dell'intitolazione, o di una sua inintelligibilità, è stato riportato l'incipit della prima pagina, seguito da tre puntini senza parentesi. Mancando ambedue queste caratteristiche, o essendo state ritenute insufficienti per la comprensione dell'unità documentaria, abbiamo desunto un titolo, estrapolandolo dal documento relativo e rappresentandolo in carattere tondo; oppure, sempre allo scopo di una maggiore chiarezza, è stato integrato, sempre in tondo, quello originale. Le lacune, dovute ad assenze ed imperfezioni del testo, o all'incomprensione da parte del curatore, sono segnalate con puntini racchiusi fra parentesi quadre.
Descrizione dei documenti. Per la descrizione delle unità documentarie ci siamo avvalsi delle usuali definizioni come registro, filza, busta, fascicolo, foglio.
Una gran quantità di documenti preunitari, attinenti specialmente a reparti di tasse, dazzaioli, liste di leva e liste elettorali, sono composti di più fogli piegati in due e legati con filo, spesso senza coperta, identificabili formalmente in quaderni. Tali unità sono talvolta composte anche da due o più quaderni legati fra loro. I dazzaioli e i registri attinenti al sale sono definiti come quaderni, quadernetti e quadernucci dagli scrivani locali, i quali però definiscono quaderni anche le unità rilegate definibili come volumi. Vista la spesso labile differenza fra i due tipi di unità, è stata usata anche per i quaderni la definizione di registri.
Stato di conservazione. Il cattivo stato di conservazione dei documenti è stato segnalato apponendo alla parte descrittiva uno, due o tre asterischi, a secondo del livello del danno (* danneggiato, ** con parziale perdita del testo, *** con grave perdita del testo).
Numero delle carte. La numerazione delle carte è riportata quando è presente nel testo. Se il documento è composto da carte bianche numerate, ciò è stato segnalato, riportando anche il numero delle carte scritte. È ugualmente segnalata la presenza di carte scritte e di carte bianche non numerate.

Abbreviazioni usate nella descrizione dei documenti

bb. carte bianche
c.-cc. carta, -e
cc. n. n. carte non numerate
cc. scritte evidenzia la presenza di carte bianche numerate
c. s. come sopra
F.-FF. foglio, -i
leg. legato
Mf. manifesto
membr. membranacea-o
p.-pp. pagina, -e
perg. pergamena
Reg.-Regg. registro, -i
s.d. senza data
s. cop. senza coperta

Abbreviazioni dei titoli delle opere maggiormente citate

Atti del Regio Governo della Toscana = Atti del Regio Governo della Toscana, raccolti per ordine cronologico e sommario dei medesimi, dall'11 maggio 1859 al 25 marzo 1860, Firenze 1859-60
Bandi e Ordini = Bandi e ordini da osservazioni nel Granducato di Toscana, voll 1-66, Firenze 1747-1859
Bollettino delle leggi = Bollettino delle Leggi, Decreti imperiali e Deliberazioni della Giunta di Toscana, pubblicate nel Dipartimento dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, voll. I-XVIII, Firenze 1808-1811
Cantini = Legislazione toscana raccolta e illustrata dal dottore Lorenzo Cantini socio di varie accademie, etc., tomi I-XXX, Firenze 1833-1845
Repetti = Dizionario geografico fisico storico della Toscana, compilato da Emanuele Repetti, voll. 1-6, Firenze 1833-1845
RCP = Regesta Chartarum Pistoriensium
Liber censuum = Il "Liber censuum" del comune di Pistoia, a cura di Q. Santoli, Pistoia, 1915
Liber focorum = Liber focorum districtus Pistorii, a cura di Q. Santoli, Roma 1956
Liber finium = Liber finium districtus Pistorii (1255), a cura di Q. Santoli, Roma 1956
Schede storiche delle parrocchie = Schede storiche delle parrocchie della diocesi di Pistoia, a cura di Natale Rauty, Pistoia 1986

Abbreviazioni dei nomi di enti e istituzioni

ASF = Archivio di Stato di Firenze
ASP = Archivio di Stato di Pistoia
ACSM = Archivio comunale di San Marcello



Cancellieri47

Pacioni Vincenzo di Iacopo da Cutigliano 1646 - 1651
Palladi Francesco di ser Giovan Battista 1651 - 1659
Damucci Domenico Achille di Montopoli 1659 - 1663
Carlini Benedetto 1665 - 1667
Bindi Marc'Antonio da Loro 1667 - 1678
Tiburzi Antonio 1678 - 1690
Pesenti Domenico Antonio Francesco da Pescia 1690 - 1695
Puccini Benedetto di Giovanni da Colle di Valdinievole 1695 - 1698
Puccini Marc'Antonio di Giovanni da Colle di Valdinievole 1698 - 1708
Puccini Anton Domenico da Colle di Valdinievole 1708 - 1723
Scurzi Tommaso da Scarperia 1723 - 1725
Querci Giovanni Giuseppe da Cutigliano 1725 - 1726
Calvi Angiolo di Francesco da Pieve Santo Stefano 1726 - 1731
Lupi Giovanni Battista di Paolo da San Gimignano 1731 - 1746
Spigliati Giuseppe Gaetano d'Anton Francesco da Firenze 1746 - 1759
Giovacchini Claudio Arcangiolo di Francesco da Firenzuola 1759 - 1765
Salvadori Simone di Carlo da Firenze 1765 - 1778
Ticciati Sigismondo di Iacopo Domenico da Bucine 1778 - 1784
Giglioli Giovan Francesco di Giovan Paolo da Castelnuovo Valdelsa 1784 - 1798
Chiari Luigi da Firenze 1798 mar. 1 - 1808 dic. 31
Giovacchini Luigi da Firenzuola 1814 lug. 1 - 1816 lug. 31
Pieri Anton Domenico da Vellano 1816 ago. 1 - 1820 apr. 10
Piacentini Giovan Battista da Barga 1820 apr. 10 - 1821 mar. 15
Disperati Giuseppe 1821 mar. 16 - 1823 giu. 7
Zoppini Pietro da Pieve Santo Stefano 1823 giu. 7 - 1828 set. [...]
Guidoni Luigi 1828 set. - 1830 mag. 15
Rossi Pietro 1830 mag. 16 - 1833 ago. 31
Bastianoni Gaetano e Zabagli Ermenegildo 1833 set. 1 - 1834 dic. 31
Zabagli Ermenegildo 1835 gen. 1 - 1835 dic. 31
Ristorini Giuseppe 1836 gen. 1 - 1841 ago. 17
Baschieri Gaetano 1841 ago. 18 - 1848 dic. 31
Reali Giuseppe 1849 gen. 1 - 1851 feb. 22
Puccini Agnolo 1851 set. 23 - 1856 lug. 11
Cortesini Niccolò 1856 lug. 11 - 1857 set. 15
Gialdini Anton Vincenzo 1857 set. 16 - 1858 dic. 31
Toschi Vespasiani Girolamo 1859 gen. 1 - 1859 dic. 31

Capitani48

Antinori Federigo 1556 - 1557
Del Caccia Galeotto 1562 - 1563
Medici Pandolfo 1585 - [...]
Bartolini Leonardo 1609 - 1610
Alamanni Pietro 1639 apr. 1 - 1640 apr. 30
Zeffi Giuseppe 1640 mag. 1 - 1641 apr. 30
Spini Cosimo 1641 mag. 1 - 1642 apr. 30
Salvetti Salvetto 1642 mag. 1 - 1643 nov. 15
Bardi Domenico 1643 nov. 16 - 1644 ott. 31
Agli Francesco 1644 nov. 1 - 1645 nov. 14
Brandolini Girolamo 1645 nov. 15 - 1646 nov. 14
Chieli Pier Giulio 1646 nov. 15 - 1647 nov. 30
Pandolfini Giannozzo 1647 dic. 1 - 1649 giu. 30
Alamanni Adamo 1649 lug. 1 - 1650 giu. 30
Da Filicaia Lorenzo 1650 lug. 1 - 1652 apr. 14
Spini Cosimo 1652 apr. 15 - 1653 mag. 14
Agli Paolo Girolamo 1653 mag. 15 - 1654 mag. 8
Bisdomini Orlandino 1654 mag. 9 - 1655 mag. 3
Albizzi Domenico 1655 mag. 4 - 1656 mag. 8
Bucetti Vittorio 1656 mag. 9 - 1657 mag. 3
Stendardi Franco Maria 1657 mag. 4 - 1658 mag. 1
Mazzocchi Carlo 1658 mag. 2 - 1658 mag. 3
Canacci Francesco 1659 mag. 4 - 1660 mag. 16
Paoli Zanobi 1660 mag. 17 - 1661 mag. 16
Passerini Francesco 1661 mag. 17 - 1662 mag. 31
Caroli Cigoli Francesco 1662 giu. 1 - 1663 mag. 31
Fedini Benedetto 1663 giu. 1 - 1664 mag. 31
Nobili Benedetto 1664 giu. 1 - 1665 ott. 31
Dell'Antella Rocco 1665 nov. 1 - 1666 ott. 31
Quercetani Giovanni 1666 nov. 1 - 1667 ott. 31
Venturini Niccolò 1667 nov. 1 - 1668 ott. 31
Setticelli Amerigo 1668 nov. 1 - 1669 ott. 31
Salvetti Anton Filippo 1669 - 1671
Pitti Vincenzo 1671 dic. 3 - 1672 ott. 31
Canacci Francesco 1672 - 1674
Bartoli Alessandro 1674 lug. 2 - 1676 mag. 31
Pini Bartolomeo 1676 - 1678
Quaratesi Girolamo 1680 nov. 1 - 1681 ott. 31
Vespucci Francesco 1681 nov. 1 - 1682 ott. 31
Libri Agostino 1682 - 1684
Guerrini Belisario 1684 nov. 1 - 1685 ott. 31
Spighi Roberto Maria 1685 nov. 1 - 1688 apr. 30
Ubaldini Pandolfo 1688 mag. 1 - 1691 apr. 30
Tucci Simone 1691 mag. 1 - 1693 ott. 31
Miniati Miniato Buonaventura 1693 nov. 1 - 1696 ott. 31
Compagni Andrea 1696 nov. 1 - 1697 ott. 31
Stefani Antonio Angiolo 1697 nov. 1 - 1699 apr. 30
Malatesta Cesare 1699 mag. 1 - 1701 apr. 30
Del Garbo Tommaso 1701 mag. 1 - 1703 apr. 30
Stefani Angiolo 1703 mag. 1 - 1704 ott. 31
Luzzi Luca 1704 nov. 1 - 1706 ott. 31
Capitani Andrea 1706 nov. 1 - 1708 apr. 30
Cecconi Pietro Paolo 1708 mag. 1 - 1711 apr. 30
Bartolozzi Flaminio, dott. 1711 mag. 4 - 1712 apr. 30
Da Verrazzano Neri Maria 1712 mag. 1 - 1715 apr. 30
Soriani Bartolomeo Gaetano 1715 mag. 1 - 1723 ott. 31
Panzanini Lorenzo Maria 1723 nov. 1 - 1725 ott. 1
Altoviti Amerigo Francesco 1725 nov. 1 - 1728 apr. 30
Minucci Alessandro 1728 - 1729
Soriani Bartolomeo 1729 - 1733
Mormorai Giuseppe Domenico 1733 mag. 1 - 1734 apr. 30
Beriguardi Pietro 1734 dic. 1 - 1737 nov. 30
Medici Pietro Paolo 1737 dic. 1 - 1739
Mazzinghi Filippo Domenico 1740 gen. 1 - 1742 mag. 20
Buonaparte Filippo 1742 mag. 1 - 1745 apr. 30
Della Rena Francesco 1745 mag. 1 - 1747 apr. 30
Giglioli Carlo 1747 mag. 1 - 1749 mag. 15
Mini Girolamo Anton Maria 1749 mag. 16 - 1751 apr. 30
Forzini Accolti Giuseppe 1751 mag. 1 - 1753 apr. 30
Pugli Andrea 1753 mag. 1 - 1754 apr. 30
Gasperi Salucci Clemente 1754 mag. 1 - 1755 ott. 31
Biondi Iacopo 1755 nov. 1 - 1762 gen. 31
Martinucci Giuseppe Maria 1762 feb. 1 - 1765 apr. 30
Morali Bernardo 1765 mag. 1 - 1767 ott. 31
Caffarecci Ascanio Carlo 1767 nov. 1 - 1771 apr. 30
Maffei Francesco 1771 mag. 1 - 1772 ott. 31

Vicari

Biondi Francesco 1772 nov. 1 - 1775 ott. 31
Pescatori Giovacchino 1775 nov. 1 - 1776 apr. 30
Rossi Giovanni Battista 1776 mag. 1 - 1777 lug. 18
Cercignani Filippo 1777 lug. 19 - 1781 apr. 30
Danti Pier Francesco 1781 mag. 1 - 1784 ott. 14
Ostili Giuliano 1784 ott. 15 - 1787 giu. 14
Rindi Paolo 1787 giu. 15 - 1792 set. 13
Franceschini Gaetano 1792 set. 14 - 1796 mag. 31
Masini Claudio 1796 giu. 1 - 1801 apr. 30
Broccardi Niccolò 1801 mag. 1 - 1803 ott. 31
Ferruzzi Filippo 1803 nov. 1 - 1805 gen. 31
Andreucci Livio 1805 feb. 1 - 1808 set. 30
Ciampini Luigi 1815 giu. 16 - 1819 feb. 28
Tavanti Pietro 1819 mar. 1 - 1821 giu. 30
Visani Scozzi Angiolo 1821 lug. 1 - 1826 mag. 31
Gennari Giovanni 1826 giu. 1 - 1826 ott. 31
Baldi Antonio 1826 nov. 1 - 1829 feb. 14
Fabbrini Francesco 1829 feb. 15 - 1830 ott. 31
Vallerini Cesare 1830 nov. 1 - 1833 mag. 15
Rocchi Gaetano 1833 mag. 16 - 1838 ott. 9
Ranieri Bozzi 1838 ott. 10 - 1841 ago. 31
Berti Niccolò 1841 set. 1 - 1849 giu. 9



La colonna in chiaro è relativa alla numerazione dell'inventario del 1971; quella in grassetto al nuovo inventario. Dal momento che alcune buste moderne sono state sciolte e il loro contenuto ricollocato altrove, il rimando si è reso talvolta impossibile. In ogni caso la mancanza di corrispondenza fra la vecchia e la nuova segnatura è segnalata con una lineetta nella seconda colonna.

1 1
1 bis 351
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
7 7
8 8
9 9
9 bis 366
9 ter 367-368
9 qua 369-372, 564
10 565
11 566
12 567
13 568
14 570
15 571
16 573
17 575
18 577
19 578
20 574
21 576
21 bis 373
22 580
23 581
24 582
25 583
26 787
27 587
28 374
29 887
30 606
31 -
32 594
33 476
34 475
35 474
36 478
37 477
38 480
39 479
40 481
41 588
42 589
43 590
44 591
45 592
46 594
47 593
48 597
49 598
50 -
51 600
52 599
53 645-683
54 645-683
55 601
56 -
57 695
58 602
59 603
60 596
61 604
62 645-683
63 483-497
64 498-516
65 517
66 894
67 895
68 607
69 608
70 610
71 627-629
72 611
73 609
74 612
75 613
76 614
77 615
78 616-623
79 624-626
80 637-644
81 637-644
82 685
83 686
84 687
85 688
86 1076-1092
87 1219-1276
88 -
89 898
90 550
91 551
92 552-553
93 721
94 722
95 723
96 724
97 -
98 -
99 -
100 -
101 -
102 689
103 690
104 691
105 692
106 693
107 694
108 695
109 696
110 697
111-123 698-710
124-132 712-720
133 725
134 726
135 727
136 728
137 729
138-159 730-752
159 bis 711
160 753
161 -
162 -
163 -
164 755
165 756
166 757
167-168 758-759
169 760
170 761
171 762
172 763
173-175 764-766
176 82
177 83
178 84
179 85
180 86
181 468
182 555
183 767
184 768
185 769
186 770
187 771
188 772
189 773
190 774
190 bis 775
191 776
191 bis 777
191 ter 778
191 qua 754
192 780
193 781
194 469
195 470
196 471
197 472
198 473
199 1107-1114
200 1115
1/A 1134
2/A 1136
3/A 1137
4/A 1138
5/A -
6/A 1139
7/A 782
8/A 884
9/A 883
10/A 877
11/A -
12/A 820
13/A 823
14/A -
15/A 832
16/A 833
17/A 841
18/A 845
19/A -
20/A 846
21/A 847
22/A 863
23/A 783
24/A 790
25/A 791
26/A 792
27/A 793
28/A -
29/A 794
30/A 795
31/A 796
32/A 797
33/A 798
34/A 799
35/A 800
36/A 801
37/A 802
38/A 803
39/A 804
40/A 805
41/A 806
42/A 807
43/A 808
44/A 809
45/A 810
46/A 811
47/A 812
48/A 813
49/A 814
50/A 815
51/A 816
52/A 817
52 bis/A 818
53/A 819
54/A 820
55/A 821
56/A 823
57/A 825
58/A 826
59/A 827
60/A 828
61/A 829
62/A 830
63/A 831
64/A 834
65/A 835
66/A 836
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69/A 839
70/A 840
71/A 842
72/A 843
73/A 849
74/A 850
75/A 851
76/A 852
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78/A 855
79/A 856
80/A 857
81/A 858
82/A 859
83/A 860
84/A 861
85/A 862
86/A 864
87/A 865
88/A 866
89/A 867
90/A 868
91/A -
92/A -
93/A 869
94/A -
95/A -
96/A -
97/A 870
98/A -
99/A 871
100/A 872
101/A 873
102/A 874
103/A 875
104/A -
105/A 890-893
106/A 889
107/A 887
108/A 1130
109/A 1131
110/A 1122
111/A 1133
111 bis/A 1132
112/A 1125
113/A 1126
114/A 1116
115/A 1117
116/A 1119
117/A -
118/A 894
119/A 617
120/A-127/A 617-625
128/A -
129/A-141/A -
142/A 1142
143/A 1141
150/A 167
151/A 168
152/A 169
153/A 170
154/A 171
155/A 172
156/A 173
157/A 174
157 bis/A 785
158/A-169/A 179-211, 417-425
170/A 215
171/A 214
172/A 215
173/A 216
174/A 217
175/A 218
176/A 219
176 bis/A 87
177/A 88
178/A 89
179/A 90
180/A 91
181/A 92
182/A 786
183/A-186/A 97-158, 397-416
187/A 160
188/A 161
189/A 162
190/A 163
191/A 164
192/A 165
193/A 166
194/A 220
195/A 221
196/A 222
197/A 223
198/A -
199/A 426-442
200/A 252
201/A 253
202/A 254
203/A 255
204/A 256
205/A 257
206/A 258
207/A 259
208/A 880
210/A-215/A -
216/A 443-462
217/A 312
218/A 313
219/A 314
220/A 315
221/A 316
222/A 317
223/A 879
224/A 784
225/A 1250
226/A 1251
227/A 1272
228/A 1273
229/A 1274
230/A 1244
231/A 1248
1/B 1146
2/B 1147
3/B 1148
4/B 1149
5/B 1150
6/B 1151
7/B 1152
8/B 1153
9/B 1155
10/B 1154
11/B 1157
12/B 1158
13/B 1156
14/B 1159
15/B 1160
16/B 1161
17/B 1162
18/B 1163
19/B 1164
20/B 1179
21/B 1165
22/B 1166
23/B 1167
24/B 1168
25/B 1169
26/B 1170
27/B 1172
28/B 1171
29/B 1173
30/B 1174
31/B 1175
32/B 1176
33/B 1177
34/B 1178
35/B 1180
36/B 1209
37/B 1181
38/B 1183
39/B 1182
40/B 1184
41/B 1185
42/B 1187
43/B 1189
44/B 1190
45/B 1191
46/B 1193
47/B 1194
48/B 1195
49/B 1196
50/B 1197
51/B 1192
52/B 1198
53/B 1199
54/B 1200
55/B 1201
56/B 1202
57/B 1203
58/B 1204
59/B 1206
60/B 1207
61/B 1188
62/B 1186
63/B 1212
64/B 1213
65/B 1216
66/B 1215
67/B 1205
68/B -
69/B -
70/B -



Parte prima: archivio preunitario (1470-1865)

Comune di San Marcello (1551 - 1775)

Statuti

Partiti e deliberazioni

Danno dato

Tassa del macinato

Debitori comunali

Soccorso di viveri

Distribuzione e levata

Spogli di debitori

Riscossione di viveri e pagamenti

Incorporo di beni

Saldi dei camarlinghi

Comune di Lizzano (1550 - 1775)

Statuti

Partiti e deliberazioni

Incorpori e possessi

Nota di bestie paganti il danno dato e il dazio

Dazio

Catasto

Soccorso di viveri

Distribuzione e levata

Spogli di debitori

Riscossione di viveri e pagamenti

Carteggio e atti

Libro di ricordanze

Saldi dei camarlinghi

Comune di Gavinana (1470 - 1775)

Statuti

Partiti e deliberazioni

Danno dato

Campioni e proventi dei beni comunali

Dazio e polizze del macinato

Soccorso di viveri

Distribuzione e levata

Spogli di debitori

Riscossione di viveri e pagamenti

Registro di polizze e spese

Registro di contabilità

Saldi dei camarlinghi

Comune di Mammiano (1579 - 1775)

Partiti e deliberazioni

Carteggio e atti

Depositario dei pegni

Spoglio di debitori comunali

Dazzaioli di varie imposizioni

Dazzaioli di varie imposizioni

Dazzaiolo

Soccorso di viveri

Distribuzione e levata

Spogli di debitori, di entrate e uscite per viveri, di camarlinghi

Riscossioni di viveri e pagamenti

Saldi dei camarlinghi

Comune di Lancisa e Spignana (1568 - 1775)

Statuti

Partiti e deliberazioni

Depositario dei pegni

Imposizione straordinaria per il restauro della pieve di Lizzano

Dazio e polizze del macinato

Soccorso di viveri

Distribuzione e levata

Spogli di debitori

Riscossioni di viveri e pagamenti

Stime e incorpori di beni

Saldi dei camarlinghi

Comuni vari appartenenti alla cancelleria della Montagna di Pistoia

Comune di Calamecca

Partiti e deliberazioni

Tassa del macinato

Dazzaiolo

Soccorso di viveri

Comune di Crespole

Colletta annuale

Dazzaiolo

Dazio

Soccorso di viveri

Comune di Cutigliano

Soccorso di viveri

Spoglio di debitori

Comune di Lanciole

Soccorso di viveri

Comune di Piteglio

Depositario dei pegni

Registro di debitori

Soccorso di viveri

Portate di bocche, distribuzione e levata

Riscossione di viveri e di pagamenti

Comune di Popiglio

Soccorso di viveri

Portate di bocche e levata

Incorporo di beni

Inventari

Comune di Sambuca

Statuti

Estimo

Soccorso di viveri

Registri e carte di incerta attribuzione

Comunità della Montagna di Pistoia (1775 - 1808)

Partiti e deliberazioni

Imborsazioni e tratte

Campione di strade

Dazio comunitativo

Entrate e uscite ordinarie

Imposizioni straordinarie su nuove fabbriche e osterie

Dazzaioli

Dazio dei possidenti

San Marcello

Lizzano

Gavinana

Mammiano

Lancisa e Spignana

Tassa prediale

Dazzaioli

Mammiano

Lancisa e Spignana

Lizzano

Saldi dei camrlinghi

Mairie di San Marcello (1808 - 1814)

Deliberazioni e partiti

Repertori di atti

Protocolli della corrispondenza

Carteggio del maire

Registro dei passaporti

Stato civile

Stato civile dell'anno 1808

Atti di nascita

Atti di morte

Atti di matrimonio

Stato civile degli anni 1809, 1810, 1811, 1812, 1813

Atti di nascita

Atti di morte

Atti di matrimonio

Carteggio

Registro civico

Arruolamento militare

Liste di coscrizione

Contribuzioni dirette

Matricole dei contribuenti

Giornale di cassa

Documenti di corredo al saldo

Inventari

Mairie di Cutigliano

Inventari

Mairie di Piteglio

Comunità di San Marcello (1816 - 1865)

Partiti e deliberazioni del Magistrato e del Consiglio

Imborsazioni e tratte

Obblighi dei camarlinghi

Atti magistrali

Carteggio del gonfaloniere

Carteggio, ordini e circolari

Carteggio con autorità centrali

Accolli di strade e lavori pubblici

Arruolamento militare

Partiti della Deputazione

Protocolli delle deliberazioni del Consiglio di circondario

Ordini e circolari

Atti della Deputazione

Atti del Consiglio di circondario

Registri delle reclute

Cancelleria della Montagna di Pistoia, poi di San Marcello (1646 - 1808; 1814 - 1865)

Editti e intimazioni

Lettere e negozi

Copialettere

Memorie di negozi, partiti e tratte

Accolli di strade

Contratti di confinazione

Stato civile

Reparti della tassa di famiglia e stato economico delle famiglie

Portate di beni e di raccolte

Tassa del sale

Portate di bocche e bestie da cacio

Reparti di bocche e bestie da cacio

Distribuzione, levata e defalchi

Montagna

San Marcello

Gavinana

Lizzano

Mammiano

Lancisa e Spignana

Sambuca

Calamecca

Registro di rimessi volontari di contribuenti

Colletta universale e altre imposizioni straordinarie

Reparti della tassa del mezzo per cento

Reparti della tassa dell'uno per cento

Imposizione universale del 10 per cento

Imposizione universale del 2 per cento

Tassa delle bestie del pie' tondo

Reparti

Spogli di debitori

Dazzaioli

Soccorso di viveri

Spogli di debitori

Spogli di saldi di camarlinghi

Registri diversi

Osservazioni ai saldi

Inventari

Aiuto ingegnere, poi ingegnere di circondario di San Marcello (1825 - 1849)

Carteggio ed atti

Copialettere

Diari delle visite alle strade comunitative

Relazioni e perizie

Registri dei lavori

Mantenimento e pronti restauri

Lavori nuovi

Lavori a nota

Giusdicenti della Montagna di Pistoia

Capitanato della Montagna di Pistoia (1559 - 1772)

Partiti e deliberazioni

Registri diversi

Saldi dei camarlinghi

Vicariato della Montagna di Pistoia, poi di San Marcello (1772 - 1808; 1814 - 1848)

Carteggio del vicario

Carteggio e atti

Carteggio del vicario con i tribunali toscani

Atti economici

Registri diversi

Inventari

Giudicature di pace di San Marcello e della Sambuca (1808 - 1814)

Atti civili

Inventari

Pretura e Delegazione di governo di San Marcello (1848 - 1865)

Rapporti al delegato di governo

Protocollo delle sentenze criminali

Registri carcerari

Carteggio con il tribunale di prima istanza di Pistoia

Corporazioni religiose della Montagna di Pistoia (1475 - 1778)

Calamecca

Compagnia del SS. Sacramento a San Miniato

Opera di San Miniato

Crespole

Compagnia del Rosario

Cutigliano

Compagnia del SS. Rosario

Compagnia del SS. Sacramento

Compagnia della Beata Vergine di Piazza

Opera di San Bartolomeo

Gavinana

Opera di Santa Maria a Gavinana

Lanciole

Opera di San Bartolomeo

Lizzano

Compagnia di Santa Maria della Neve

Opera di Santa Maria Assunta

Mammiano

Opera di San Biagio

Piteglio

Compagnia del Corpus Domini

Opera di Santa Maria Assunta

Compagnia della Santissima Vergine

Popiglio

Compagnia del Nome di Gesù

Compagnia del Rosario

Compagnia della SS. Concezione

Compagnia del SS. Sacramento

Opera di Santa Maria Assunta

San Marcello

Compagnia della Madonna del Rosario

Spignana

Compagnia della Madonna del Rosario

Opera di San Lorenzo

Opere a stampa

Legislazione toscana raccolta e illustrata dal dott. Lorenzo Cantini

Leggi e bandi

Legislazione francese

Parte seconda: archivio postunitario (1865-1955)

Archivio postunitario del Comune di San Marcello Pistoiese (1865 - 1956)

I. Protocolli delle deliberazioni del Consiglio

II. Indici delle deliberazioni del Consiglio

III. Elenchi dei componenti il Consiglio

IV. Protocolli delle deliberazioni della Giunta

V. Indici delle deliberazioni della Giunta e del Podestà

VI. Indici delle circolari delle autorità

VII. Protocolli della corrispondenza

VIII. Protocollo riservato

IX. Carteggio e atti degli affari comunali

X. Liste elettorali

XI. Registro delle commissioni comunali

XII. Bilanci di previsione

XIII. Conti consuntivi e verbali di chiusura dell'esercizio finanziario

XIV. Repertori delle assegnazioni e libri mastri

XV. Giornali di entrata e uscita

XVI. Tributi comunali

Ruolo alfabetico dei contribuenti

Imposta di ricchezza mobile

Addizionale all'imposta complementare sul reddito

Tassa sui cani

Tassa sul bestiame

Tassa speciale sugli animali caprini

Tassa di famiglia

Tassa sulle vetture e sui domestici

Tassa sulle insegne

Imposta sui pianoforti e biliardi

Imposta sulle industrie, commerci, arti e professioni

Tassa sulle industrie per gli opifici industriali stralciati dall'imposta sui fabbricati

Imposta di patente

Imposta di licenza sulle macchine da caffè espresso

Tassa sull'acqua potabile

Ruolo principale unificato dei tributi comunali

XVII. Liste di leva

XVIII. Ruoli matricolari e liste dei riformati e renitenti

Ruoli matricolari

Liste dei riformati

Liste dei renitenti

XIX. Assistenza militare

Ufficio notizie militari alle armi

Sussidi militari

Pensioni di guerra

Orfani di guerra

Partigiani caduti in guerra

Danni di guerra

XX. Censimenti della popolazione

XXI. Liste di censimento per il servizio del lavoro

XXII. Registri degli atti di nascita

XXIII. Indici decennali degli atti di nascita

XXIV. Registri degli atti di matrimonio

XXV. Indici decennali degli atti di matrimonio

XXVI. Registri degli atti di morte

XXVII. Indici decennali degli atti di morte

XXVIII. Registri degli atti di cittadinanza

XXIX. Registri della popolazione

XXX. Registri del movimento della popolazione

XXXI. Commercio ambulante

XXXII. Ufficio tecnico. Opere pubbliche

Bardalone

Campotizzoro

Gavinana

Lancisa e Spignana

Lizzano

Mammiano

Maresca

Pontepetri

San Marcello

Frazioni varie

XXXIII. Registri diversi

XXXIV. Inventari comunali

Atti appartenenti a comuni diversi

Comune di Cutigliano

Comune di Piteglio

Archivi aggregati

Congregazione di carità, poi Ente comunale di assistenza (1889 - 1963 mar. 2)

Protocolli delle deliberazioni

Protocolli della corrispondenza

Carteggio

Bilanci preventivi

Conti consuntivi e allegati ai conti

Registri dei mandati, giornali e libri mastri

Opera Pia Achilli in Gavinana (1856 gen. 23 - 1892 dic. 16)

Protocolli delle deliberazioni

Protocolli della corrispondenza

Carteggio, Conti consuntivi e allegati ai conti

Bilanci preventivi

Giudice conciliatore (1866 - 1955)

Processi verbali

Registro cronologico degli atti originali

Repertorio degli atti eseguiti dall'usciere

Atti di notorietà delegati dal Pretore

Registro per la convocazione dei Consigli di famiglia

Registro di spese

Carteggio e atti dell'ufficio del Conciliatore

Regia pretura del mandamento di Pistoia. Sezione distaccata di San Marcello Pistoiese (1924 - 1969)

Processi verbali

Ruolo delle udienze

Registro delle sentenze

Registro cronologico degli atti originali

Registri cronologici degli atti civili

Registro cronologico degli atti penali

Repertori degli atti civili

Repertorio degli atti penali

Ruolo generale degli affari civili

Registro generale degli affari penali

Registri di spese

Volumi a stampa



Codifica:
Ilaria Pagliai, 2012
Massimo Braccini, 2012 - 2013
Paolo Santoboni, revisione, agosto 2012 [archivio preunitario]; luglio 2013 [archivio postunitario]

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