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Agenzia regionale per l'edilizia residenziale

Sede: Firenze

Date di esistenza: 1986 - 1998

Intestazioni: Agenzia regionale per l'edilizia residenziale, Firenze, 1986 - 1998

Altre denominazioni:
Consorzio regionale fra gli istituti autonomi per le case popolari della Toscana (1974 - 1986); Consorzio regionale fra gli IACP della Toscana (1974 - 1986); ARER (1986 - 1998); Ex-ARER-Gestione liquidazione (1998 - 2007); Ex-Agenzia regionale per l'edilizia residenziale - Gestione commissariale (1998 - 2007)


Storia amministrativa:
L'Agenzia regionale per l'edilizia residenziale nacque come Consorzio regionale fra gli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) della Toscana, istituito nel 1974, in attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972 n. 1035 sulla riorganizzazione delle amministrazioni e degli enti pubblici operanti nel settore della edilizia residenziale pubblica. L'articolo 5 di tale decreto esortava le amministrazioni regionali a promuovere "la costituzione dei consorzi regionali fra gli istituti autonomi per le case popolari aventi sede nella regione". Fu così che, con il decreto del Presidente della Giunta regionale 25 settembre 1974 n. 681, fu istituito il Consorzio regionale fra gli istituti autonomi per le case popolari della Toscana. Secondo il suo statuto, il Consorzio costituiva "lo strumento della Regione per l'attuazione dei programmi e degli indirizzi regionali di intervento pubblico nell'edilizia residenziale" e operava per il coordinamento e l'armonizzazione delle attività degli IACP con le linee programmatiche della Regione. Gli Istituti autonomi per le case popolari, infatti, già si occupavano di alcuni aspetti salienti della gestione dell'edilizia residenziale pubblica, quali il monitoraggio della domanda di nuove abitazioni o l'individuazione della tipologia delle abitazioni e dei servizi, rinviando al Consorzio il raccordo di queste attività con le direttive regionali. Inoltre il Consorzio aveva mandato di offrire consulenza tecnica, giuridica e amministrativa agli enti e ai soggetti che operavano nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, ma si occupava anche di curare studi, elaborare statistiche, organizzare convegni e momenti di incontro. Lo statuto attribuiva inoltre alla responsabilità del Consorzio anche l'unificazione degli schedari provinciali degli assegnatari degli alloggi presso la propria sede e la cura della loro conservazione e del loro aggiornamento. Il Consorzio era sottoposto al controllo della Regione: i piani annuali e pluriennali delle attività erano deliberati dal Consiglio regionale, che era responsabile anche dell'approvazione dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi, mentre alla Giunta era sottoposta annualmente una relazione dell'attività svolta in relazione all'andamento dell'attuazione dei programmi. Il Consorzio era costituito dal Consiglio di amministrazione, dal Presidente, dall'Ufficio della presidenza e dal Collegio sindacale; tali organi restavano in carica per il tempo della legislatura del Consiglio regionale. Il Consiglio di amministrazione era composto dai presidenti degli IACP della Toscana, da un numero paritario di rappresentanti del Consiglio regionale, da un rappresentante del Ministero dei Lavori pubblici e uno del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, da tre rappresentanti degli assegnatari degli alloggi, da tre rappresentanti dei lavoratori dipendenti e da tre rappresentanti dei lavoratori autonomi. Al Consiglio di amministrazione spettava il compito di deliberare, di concerto con la Giunta regionale, in ordine alla definizione e all'attuazione delle scelte programmatiche e alla gestione finanziaria e amministrativa dell'ente. Su questioni specifiche, inoltre, il Consiglio poteva nominare delle Commissioni particolari con funzioni di studio, preparazione e istruzione delle pratiche. Il Presidente rappresentava l'ente e presiedeva il Consiglio di amministrazione. L'Ufficio della presidenza era composto dal Presidente e da due vicepresidenti, nominati dal Consiglio regionale, di cui uno scelto tra i presidenti degli IACP e l'altro tra i rappresentanti del Consiglio. Spettava all'Ufficio di presidenza deliberare l'ordine del giorno del Consiglio di amministrazione e dirigere l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione. Il Collegio sindacale era composto da due sindaci effettivi e due supplenti, a nomina del Consiglio regionale, e da un sindaco nominato dal Ministero del Tesoro. Il collegio aveva il compito di vigilare sulla gestione del bilancio e del patrimonio, nonché sulla regolarità degli atti amministrativi dell'ente.

Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1977 n. 616 vennero delegate alle Regioni anche le funzioni amministrative che, fino ad allora, erano rimaste a carico dello Stato in materia di programmazione, localizzazione, costruzione e finanziamento di interventi di edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata e sociale, nonché le funzioni residuali sugli IACP. In base alla possibilità per le Regioni di stabilire soluzioni organizzative diverse (d.p.r. 616/77), la Regione Toscana legiferò nel 1986 per una riforma delle strutture operative nel campo dell'edilizia residenziale pubblica. Con la legge regionale 3 novembre 1986 n. 49 fu cambiata la denominazione degli IACP in ATER, Aziende territoriali per l'edilizia residenziale, e fu sciolto il Consorzio regionale degli IACP. Al posto del Consorzio fu istituita l'Agenzia regionale per l'edilizia residenziale (ARER). Organi direttivi dell'ARER erano il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio sindacale. Quest'ultimo aveva compiti di vigilanza sulla gestione del bilancio e del patrimonio, ed era nominato con decreto del Presidente della Giunta, e comprendeva due sindaci scelti dal Consiglio regionale tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti e un sindaco scelto dal Ministero del Tesoro. Il Collegio sindacale curava la redazione di una relazione periodica sull'attività svolta che poi inoltrava alla Giunta regionale. Lo Statuto, che fu approvato con delibera di Consiglio regionale 24 novembre 1987 n. 450, chiarì i compiti dei singoli organi. Il Consiglio di amministrazione, composto da sette membri nominati dal Consiglio regionale, deliberava i principali documenti contabili (il bilancio di previsione entro il 30 novembre di ciascun anno, il conto consuntivo entro il 30 aprile di ciascun anno); il regolamento sullo stato giuridico; l'affidamento a istituti di credito dei servizi di cassa e tesoreria; gli acquisti, le vendite e le permute di immobili, le accettazioni di donazioni, lasciti o oblazioni; i mutui e le ipoteche; le autorizzazioni di qualunque operazione presso gli uffici del debito pubblico, della Cassa depositi e prestiti; la nomina del comitato scientifico (art. 9 della l.r. 49/1986); il conferimento degli incarichi ad esperti per studi, ricerche e progetti; la realizzazione dei programmi di edilizia e la stipula delle relative convenzioni; l'approvazione dei progetti di costruzione e trasformazione delle case relative ai programmi dell'ARER; le nomine di procuratori, le autorizzazioni per le azioni giudiziarie; la nomina e revoca del personale; le dichiarazioni di decadenza o incompatibilità dei Consiglieri. Il Consiglio di amministrazione eleggeva al proprio interno il presidente dell'ARER e deliberava con voto a maggioranza, e, in caso di parità di voti, il voto del Presidente aveva maggior valore. Il Consiglio, così come gli altri organi collegiali e il Presidente, rimanevano in carica per l'intera legislatura, ma potevano essere sciolti con deliberazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta, qualora si riscontrassero violazioni di legge, mancata attuazione dei programmi di interventi o impossibilità di funzionamento dell'organo. Il Presidente rappresentava legalmente l'ente, convocava e presiedeva le riunioni del Consiglio di amministrazione, firmava gli atti e la corrispondenza dell'Azienda. Inoltre, convocava e presiedeva il Comitato scientifico e la Commissione tecnico consultiva, organismi previsti dalla legge 49/1986, e redigeva annualmente una relazione che veniva trasmessa alla Giunta regionale. Solo in caso di estrema urgenza, il Presidente poteva prendere dei provvedimenti in autonomia, ma in tal caso doveva convocare immediatamente il consiglio affinché la sua decisione fosse ratificata al più presto.

L'ARER svolgeva prevalentemente una funzione di coordinamento delle ATER, emanando direttive per la definizione delle procedure, dei piani e dei finanziamenti sugli interventi in materia di edilizia residenziale pubblica. La legge, inoltre, attribuiva all'ente un profilo di alta specializzazione, poiché prevedeva che si occupasse di "interventi di sperimentazione" (art. 6 comma 1) e che svolgesse "attività di studio, di ricerca e di documentazione relativamente alle tipologie progettuali, alle tecnologie, ai materiali e ai componenti costruttivi", oltre tenere l'osservatorio dei prezzi del mercato delle costruzioni e quello dei prezzi del mercato delle abitazioni (art. 9 comma 1). Al fine di assicurare la necessaria compresenza di figure tecniche qualificate, presso l'ARER venne appositamente istituito un Comitato tecnico scientifico di 17 membri comprendente docenti delle Università di Firenze, Pisa e Siena oltre ai rappresentanti delle associazioni dei costruttori edili, delle cooperative e dei sindacati e degli ordini professionali. Il Comitato doveva essere convocato almeno una volta al mese per esprimere parere consultivo e le adunanze, per esere valide, dovevano vedere la partecipazione, in prima istanza, di almeno la metà dei componenti e, in seconda istanza, almeno 5 componenti. Le decisioni erano votate a maggioranza. L'ARER era inoltre il luogo deputato per l'esame delle politiche regionali in materia di edilizia residenziale: fu infatti istituita presso l'ente una Consulta regionale per la casa con i rappresentanti dei soggetti pubblici coinvolti nei procedimenti legati alle opere di edilizia residenziale (ANCI, URPT, ATER), unitamente ai rappresentanti delle associazioni sindacali e delle associazioni di categoria coinvolte (costruttori edili e cooperative) con il compito di esprimere pareri sui programmi e sulle politiche regionali in materia. L'ARER era, infine, sede della Commissione regionale tecnico consultiva (art. 12), un organo che sostituì le commissioni tecniche originariamente previste in ciascun IACP dall'art. 63 della legge 22 ottobre 1971 n. 865. La Commissione regionale tecnico consultiva, composta da funzionari dell'ARER, della regione, del comune e dell'ATER interessati, era deputata ad esprimere pareri obbligatori sugli atti tecnici nell'attuazione dei programmi di nuova costituzione e recupero edilizio predisposti dall'ATER. L'ARER fu soppressa con la legge regionale 31 luglio 1998 n. 46 con decorrenza 1 settembre 1998 e le sue funzioni vennero attribuite alle competenti strutture regionali. Poco dopo, con la legge regionale 3 novembre 1998 n. 77, anche le ATER venivano soppresse e le loro funzioni furono delegate ai comuni.

Redazione della scheda a cura di Elisa Costa


Fonti

Statuto del Consorzio regionale degli IACP, ASRT, Arer, [Statuto e leggi istitutive] n. 7745/IIIB;

Statuto dell'ARER,ASRT, Arer, [Statuto e leggi istitutive].

Condizione giuridica: Ente di diritto pubblico 1986 - 1998

Fonti normative: Primarie: d.p.r. 1036/ 1972; d. pres. giunta reg. 681/ 1974; l.r. 49/ 1986; del. cons. reg. 450/ 1987; l.r. 11/ 1994; l.r. 46/ 1998.




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