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Libro della fondazione

Livello: sottoserie

Estremi cronologici: 1627 - 1660

Consistenza: 1 unità


156(II.5.3)
Libro della fondazione
(c. 1r-3r) "Avvenga che gl'andati tempi nella nostra terra di Scrofiano per la mancanza de' viveri e per la moltitudine de' povarelli faceva di mestieri a chiunque ne' temporali più strani era al publico ufficio proposto torre in prestanza grani et altri biadumi o dall'Abondanza sanese o da' signori gentiluomini o da altri a' più rigorosi prezi, con scapito, anzi con finale rovina ed ultimo esterminio de' bisognevoli. Quindi la providenza eterna, quella che per il volgere di dieci lustri cibò il popolo ebreo colà nel deserto, che ha governato, governa e fino al suo beneplacito governarà l'universo, mirando dagl'alti scanni della Sua omnipotenza i nostri bisogni, con l'aura sempre favorevole della Sua gratia spirò ne' cuori de' nostri terrazzani ad ereggere un monte o cumulo di grano, giusto gl'ordini delle castella convicine, dall'obbligo detto di pietà. Pertanto desiderosi di corrispondere alla santa inspiratione il secondo giorno del mese di maggio della salute comune l'anno 1627, sedendo alle pubblice cose messer Lattantio Cerretelli, Giovanni di Domenico Marcucci e Andrea di Agostino Bogi, rappresentanti della nostra comunità, magnifico Antonio Acquarelli kamarlengo, convocato il pubblico e general Conseglio in numero sufficiente con l'intervento dello spettabile ser Annibale Panzieri, invocato primieramente il nome di Dio, servatis etc., data facultà di favellare, messer Iacomo Cerretelli altro de' saggi consultori parlò in questa sentenza: <...>. Veruno è tra di voi che non vede a quello che è ridotta la povertà della nostra terra, vendendo nella ricolta vile quello che carissimo son costretti a pagare: non maraviglia che manchino con l'haveri gl'uomini, onde le comunanze restino in tutto vote da habitatori . Male così rilevante scorgesi se altrove molto più al parer mio nella terra di Scrofiano, particolarmente ne' tempi che tuttavia sì miseramente trapassano, e la ragione si è che i nostri vivano allettati solamente dalla speranza della futura messe senza presente guadagno di mercature; così i manchevoli quanto al vitto non hanno altro riparo che ricorrire alle mercè de' doviziosi, aspettando pure che la ricolta sodisfaccia a' debiti talvolta dismodatamente contratti, ma che la speranza come è fallace così per il più avviene che inganni chiunque li creda, o rispetto alla carestia delle ricolte o rispetto alla gran disuguaglianza de' prezzi come che in mano del povero la robba non è quella che testè le accomodava il ricco. Perciò molti de' nostri vicini con saggio e lodato conseglio hanno tra di loro consertato una massa di frumento da prestare annualmente alli povarelli, purché al tempo la medesima quantità restituischino. Così, oltre l'utilità mentovate, avviene che non rimanghi chi che sia per mancamento di semenza di non coltivare i campi, principal fondamento della grassezza nelli comuni. Ed hanno depositato quel capitale certi nel più forte dell'anno d'essere aiutati, in quella guisa apena che se la terra non una ma più volte l'anno le rendesse il frutto ciedutole. Questo havendo io veduto in più luoghi ho voluto hoggi mostrare a voi, a chi più sano giudizio, più intero conoscimento detta le resoluzioni più sane e più intere: a voi sta il ponderare questa mia propositione se sia a pro della nostra terra di longo forse più bisognosa d'altra vicina. Incontinente fu messo il partito e vinto per lupini tutti bianchi. Io Anibale Panzieri notaio rogato".
Contiene : (cc. 1r-4r) Memoria relativa all'istituzione del monte e alla nomina dei montisti (1627 maggio 2-giugno 6) e (cc. 4r-18v) nota delle elemosine in grano ricevute (1627-1760).
Per la definizione del registro cfr. ACSI, Archivio preunitario 164, c. 53r.
Notaio
Annibale Panzieri 1627 maggio 2

Reg. leg. in perg. di cc. 97 di cui 18 scritte
1627 - 1660
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