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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Gabella del Sale

Livello: serie

Estremi cronologici: 1633 - 1777

Consistenza: 25 unità

Come per tutte le risorse del sottosuolo, anche il sale estratto dalle saline di Volterra fu sempre considerato, fin dai tempi della repubblica, una "regalia" dello Stato. Oltre a estrarre e a vendere il sale, Cosimo I de Medici il 15 gennaio 1537 1 ordinò una "imposizione di sale straordinaria" per supplire alle enormi spese sostenute negli anni precedenti. Come in casi analoghi l'imposizone da straordinaria divenne ordinaria, con una precisa organizzazione per renderne capillare l'applicazione. Con numerose leggi 2 si precisò che le diverse comunità avrebbero avuto una certa quantità di sale da distribuire alla popolazione e quindi versare il ricavato all'Ufficio della gabella del sale di Firenze. A livello delle singole comunità i capi famiglia indicavano il numero dei componenti familiari e quello delle bestie da latte. La "descrizione delle bocche" veniva fatta ogni 6 anni, dividendo la popolazione per parrocchia di appartenenza. Appositi deputati comunitativi controllavano l'esattezza delle denunce in base alle quali si stabiliva la quantità di sale necessario ad ogni famiglia, compilando i reparti. La distribuzione del sale era eseguita dai salaioli, successivamente il camarlingo riscuoteva la tassa. la legge 3 marzo 1788 abrogò l'imposizione della Gabella del sale in tutto il Granducato, precisando che da quella data fosse "... privativa della R.Azienda dei Sali di Toscana la fabbricazione, contrattazione e vendita di ogni specie di sale..." 3


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