Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
Menu di navigazione
Home » Ricerca guidata » Complessi archivistici - Tutti i complessi » Visualizza scheda
stampa

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


II. Deliberazioni icona di Giunta, Podestà, Comitato di liberazione nazionale (CNL), Giunta

Livello: serie

Estremi cronologici: 1865 - 1960

Consistenza: 61 unità

La Giunta comunale, istituita con la legge comunale e provinciale del 1865, rappresentava il potere esecutivo in ambito amministrativo ed era eletta all'interno del Consiglio comunale. A Pontassieve con una popolazione di 30.000 abitanti, la Giunta fu composta da quattro assessori e da un Sindaco (che fino al 1889 era stato nominato dal Re).
La Giunta interveniva in funzioni solenni e vigilava sul regolare andamento dei servizi del municipio secondo le delibere del Consiglio. Le sue principali competenze erano quelle di fissare le sessioni ordinarie e straordinarie del Consiglio, di nominare e licenziare gli impiegati comunali (servienti), di preparare i ruoli delle tasse, di approntare i regolamenti da sottoporre al Consiglio, di partecipare e sovrintendere alle operazioni di leva e alla formazioni delle liste elettorali. In situazione di estrema urgenza la Giunta poteva deliberare su materie spettanti al Consiglio. Le decisioni, tuttavia, dovevano essere comunicate al Prefetto ed avrebbero acquisito validità solo se successivamente ratificate dal Consiglio.1 Il Sindaco, in quanto capo dell'amministrazione, presiedeva la Giunta comunale, proponeva le materie da trattare nelle adunanze, stipulava i contratti, vigilava sull'osservanza dei regolamenti, rilasciava attestati e certificati, rappresentava il comune in giudizio, poteva sospendere gli impiegati del comune, assisteva alle gare d'appalto, attendeva alle operazioni censuarie e soprintendeva su tutti gli uffici e gli istituti comunali.2
Il Sindaco, in veste di funzionario del governo, era anche incaricato di pubblicare le disposizioni e le leggi del governo, conservare i registri dello stato civile, provvedere alla tenuta dei registi della popolazione, emettere atti nell'interesse della pubblica sicurezza e dell'igiene pubblica, controllare ed informare le autorità superiori di eventi interessanti l'ordine pubblico. Il Sindaco aveva, inoltre, la possibilità di delegare le sue funzioni ad uno o più consiglieri.
L'operato della Giunta è registrato a partire dalla sua istituzione nel 1865 fino alla parentesi dell'amministrazione podestarile, avviatasi nel 1926 con l'istituzione di un Podestà, che assunse le competenze degli organi deliberativi esistenti fino alla caduta del governo fascista nel 1943.



La legge n. 1910 del 3 settembre 1926 estese a tutti i comuni l'ordinamento podestarile, che la legge n. 237 del 4 febbraio aveva istituito per i comuni con una popolazione non superiore ai 5000 abitanti.
Le nuove disposizioni trasferirono al Podestà le competenze assegnate in precedenza al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale, che vennero quindi soppressi. Il Podestà risultò pertanto a capo dell'amministrazione comunale e svolse funzioni di ufficiale del governo e di ufficiale di polizia giudiziaria, venendo nominato con decreto regio con un mandato, rinnovabile, di cinque anni.
L'insediamento del Podestà non determinò una discontinuità nella guida dell'amministrazione comunale di Pontassieve. Per lo svolgimento delle funzioni di Podestà venne, infatti, nominato Ferdinando Bulgarelli, che fino ad allora aveva ricoperto la carica di sindaco. Del resto, tra il 1923 e il 1926, si era affermata a Pontassieve una classe amministratrice di estrazione fascista, a cui Bulgarelli apparteneva.3
Sebbene fosse stato nominato Podestà con decreto Regio del 9 maggio 1926, solo il 3 aprile 1927, dopo aver prestato giuramento, Ferdinando Bulgarelli prese la guida del paese, facendo affiggere il manifesto con il quale rese pubblica la sua nomina e la sua idea amministrativa alla cittadinanza4.
Il Podestà poteva essere coadiuvato da un Collegio (con poteri esclusivamente consultivi), nominata con decreto del Prefetto. Nei comuni che non erano capoluogo di provincia e contavano meno di 20000 abitanti - come era il caso di Pontassieve, che ne aveva circa 13000 - la presenza della consulta era facoltativa e a discrezione del Prefetto. Il Podestà di Pontassieve operò dunque con l'esclusivo ausilio di un segretario e di un Vicepodestà, che nei periodi di assenza del Podestà ricopriva le funzioni di questo. Il Vicepodestà poteva essere eletto tra i commissari prefettizi5 o tra i cittadini che non si trovassero in condizioni di ineleggibilità6 (legge comunale e provinciale n. 148 del 4 febbraio 1915).
Il Podestà poteva inoltre delegare alcune competenze amministrative con le modalità previste per il Sindaco dalla precedenti leggi, comunale e provinciale del 1915, disposte nell'art. 1 del R.D. del 9 maggio 1926 n. 818, contenente emendamenti alla legge n. 237 del 1926.
Sugli atti del Podestà veniva esercitato il controllo amministrativo del Prefetto e della Giunta Provinciale Amministrativa (G.P.A.). Tutti i provvedimenti del Podestà, non soggetti al controllo della G.P.A., erano sottoposti al controllo del Prefetto.
I riscontri monitoravano i presupposti e la legittimità degli atti ed erano esercitati attraverso l'esame formale di ciascun provvedimento adottato dal Podestà. L'approvazione era sancita attraverso l'apposizione del visto di legittimità. Il controllo di merito era esercitato preventivamente dalla G.P.A.



In seguito alla caduta del Governo fascista e nella fase storica che va dall'armistizio del 1943 all'istituzione dei nuovi organi deliberativi nel 1946, il Comune di Pontassieve ebbe un'alternarsi di amministrazioni transitorie, in principio con una Giunta provvisoria, nominata dal Comitato di Liberazione, che si riunì il 13 aprile nella casa del popolo di Pontassieve; alla seduta erano presenti Galliano Bruscantini (segretario della sezione del partito comunista), Aristide Bruscantini (per il partito socialista) e Lena Mario (partito d'azione); mentre erano assenti i rappresentanti del partito della democrazia cristiana (assente non giustificato) e del partito liberale (irreperibile). La seduta, indetta per risolvere la crisi politico-amministrativa, si chiuse ponendo come obiettivo la nomina di una Giunta, di cui avrebbero fatto parte i rappresentati di tutti partiti e che sarebbe stata composta dal Sindaco, da quattro assessori effettivi e due assessori supplenti. Nella prima seduta della Giunta nominata dal CLN, presieduta dal Sindaco Alfonso Benvenuti, furono nominati gli assessori per i diversi affari: Giorgio Tominelli (Annona), Patrio Parenti (affari legali e generali), Mario Mannini (Vice Sindaco e lavori pubblici), Luigi Bencini (finanze), Umberto Baglioni (assistenza) e Cesare Volpi (personale). La Giunta, durante il suo mandato, si preoccupò di mantenere la Pretura e gli uffici finanziari a Pontassieve.7
La Giunta fu sostituita prima da un commissario prefettizio, poi da una Giunta di nomina prefettizia. In seguito, in base al decreto prefettizio del 18 maggio 1945 n. 570, d'intesa con il commissario provinciale e con il Governo militare alleato, fu nominata la nuova Giunta di Pontassieve (provvisoria), composta dal Sindaco Aristide Bruscantini e dagli assessori Luigi Bencini, Mario Pratesi, Donatello Ranfagni, Ferdinando Fonseca, Aurelio Piani e Casimirro Terzani.
Nella seduta della Giunta del 2 giugno 1945 furono quindi ufficialmente riconsegnati gli uffici comunali, dall'Ispettore della prefettura di Firenze alla nuova amministrazione appena insediatasi.



Nel gennaio 1946 il Governo militare alleato nominò commissario prefettizio Carlo Grimaldi, con lo scopo di guidare temporaneamente l'amministrazione del Comune, prima del ripristino dell'amministrazione elettiva ordinaria. La nuova amministrazione, guidata dal Sindaco Mario Mannini in sostituzione di Alfonso Benvenuti, ricevette il passaggio di consegna della precedente amministrazione temporanea il 21 ottobre 1946.
La serie II, raccoglie le sottoserie degli atti deliberativi della Giunta comunale, del podestà e dei rappresentanti provvisori di tale organo e quella degli indici delle deliberazioni per il periodo compreso fra il 1865 e il 1960.
I protocolli delle deliberazioni della fine dell'Ottocento e del primo decennio del Novecento sono particolarmente danneggiati dall'umidità e, per una buona parte, risultano illeggibili. I protocolli sono quasi tutti accompagnati da strumenti di corredo in forma di rubrica alfabetica o cronologica alfabetica.
L'art. 3 del Testo Unico sulle amministrazioni locali del 16 maggio 1960 n. 570 modificò l'organizzazione della Giunta comunale, lasciando però invariate numero e modalità d'elezione.
La serie II raccoglie le sottoserie degli atti deliberativi della Giunta comunale, del podestà, dei rappresentanti provvisori della Giunta e quella degli indici delle deliberazioni per il periodo compreso fra il 1865 e il 1960.
I protocolli delle deliberazioni della fine dell'Ottocento e del primo decennio del Novecento, in buona parte illeggibili a causa dei danni per inumidimento, sono quasi sempre corredati di rubrica alfabetica o cronologico-alfabetica.
La serie II è costituita da cinquantadue protocolli, ripartita in tre sottoserie. La sottoserie II/1 (a, b, c, d) è suddivisa in quattro sottoserie: protocolli delle deliberazioni della Giunta del Regno d'Italia per gli anni 1866-1927, registri delle deliberazioni del Podestà i quali, a causa di una breve lacuna, iniziano dopo il 24 dicembre 1928 e proseguono fino al maggio 1944 (la sottoserie riprende quindi con le deliberazioni della Giunta provvisoria, nominata dal C.L.N., nel settembre 1944); seguono le deliberazioni di un commissario di nomina prefettizia che operò dal 27 gennaio 1945 fino al giugno del 1945, successivamente al referendum del 1946, ed i protocolli delle deliberazioni della Giunta municipale della Repubblica Italiana dal 1948 al 1960, prodotti qualche anno dopo l'istituzione dei nuovi organi amministrativi, eletti democraticamente e per effetto della successiva emanazione delle norme per l'esecutività delle deliberazioni nel 19488.
Le deliberazioni prendono posto su registri in parte pluriennali ed in parte annuali. Riportano le sedute in ordine cronologico, per anno e per numero. La quasi totalità dei registri, a partire dal 1912, sono preceduti o seguiti dagli indici alfabetici degli affari esaminati (ad eccezione degli anni dal 1907 al 1912).
La lacuna presente nella sottoserie delle deliberazioni del Podestà potrebbe essere recuperata consultando le copie allegate agli affari generali.
La numerazione è progressiva ed unica: le deliberazioni dal n. 1 al n. 28 riguardano la Giunta comunale del Regno d'Italia, dal 29 al 36 il Podestà, dal 37 al 38 la Giunta provvisoria (C.N.L.) e dal 39 al 52 la Giunta della Repubblica Italiana.
La sottoserie II/2 è relativa agli indici mentre la II/3 alle rubriche delle deliberazioni della Giunta comunale.

La serie si compone di tre sottoserie:

II /1 - Deliberazioni della Giunta Comunale, del podestà e della nuova Giunta comunale;
II /2 - Deliberazioni della Giunta sottoposte a visto prefettizio;
II /3 - Rubriche alfabetiche-cronologiche delle deliberazioni della Giunta comunale.





icona top