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Tassa del decimino e testanti

Livello: sottoserie

Estremi cronologici: 1689-1773

Consistenza: 71 unità

I territori appartenenti al contado fiorentino, quale il territorio di Reggello, erano sottoposti alla diretta giurisdizione del comune di Firenze; per quanto riguarda l'aspetto economico finanziario Firenze considerava propri cittadini solo gli abitanti della città e quelli del contado. Sui cittadini e sui contadini gravava un'imposizione costituita prima dall'estimo e poi, a partire dal 1497, dalla decima a carico dei proprietari di beni immobili 1 .
A partire dal principato cosimiano l'imposizione fiorentina sulle comunità si aggravò, in corrispondenza al processo di consolidamento delle basi finanziarie del nuovo stato, sottoposto, tra l'altro, a spese considerevoli dovute all'impegno militare.
Dagli inizi del XVI secolo fu istituita la cosiddetta tassa del decimino e dei testanti, in sostituzione della tassa del testatico che gravava sui non possidenti.
La nuova tassa gravava sui mezzadri e sui lavoratori della terra, i quali pagavano un'imposta proporzionale a quella pagata dal proprietario a titolo di decima al comune di Firenze. Per ogni lira di decima pagata dal proprietario del fondo, il mezzadro doveva corrispondere l'equivalente di una lira di decimino, mentre coloro che non erano mezzadri contribuivano con il pagamento del testatico, un'imposizione basata sull'estimo delle teste; ogni residente del comune, compreso tra i diciotto ed i sessantacinque anni di età, pagava in base alle sue capacità contributive 2 .
II ricavato di questa imposta era destinato a soddisfare le spese ordinarie del magistrato fiorentino dei Nove Conservatori e a far fronte alle necessità finanziarie dei popoli del contado, come il pagamento degli ufficiali periferici e il mantenimento delle strade.
Il camarlingo del piviere effettuava le riscossioni ed annotava sul registro del dazzaiolo, a fianco del nome e cognome di colui che pagava, l'importo e la data del pagamento. La tassa veniva riscossa in tre paghe: la prima a tutto agosto, la seconda a tutto ottobre e la terza a tutto gennaio. Il camarlingo doveva poi corrispondere puntualmente quanto imposto alla cassa dei Signori Nove ed al vicariato di San Giovanni in tre rate con scadenza a settembre, novembre e febbraio. Sono conservati nell'archivio di Reggello registri di dazzaioli dal 1689 al 1773; completano la serie qui descritta quattro registri conservati presso l'archivio comunale di Figline per gli anni 1665-1666 e 1705-1708 3 .


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