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Mairie di Poppi

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1808 - 1814

Consistenza: 22 unità

Nei primi mesi del 1808 con una serie di decreti imperiali la Toscana fu annessa direttamente alla Francia e smembrata in tre "Dipartimenti":1 dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, dipendenti ognuno direttamente da Parigi 2; l'unità, almeno formale, dello stato toscano fu salvata solo dal conferimento, fatto da Napoleone alla sorella Elisa Baciocchi, del "Governo generale dei Dipartimenti della Toscana" col titolo di granduchessa nel marzo 1809.

L'annessione all'impero napoleonico determinò profonde trasformazioni non solo nella struttura centrale di governo, ma anche in quella periferica, dove le deliberazioni della Giunta di Toscana, emesse dal settembre al novembre 18083, cancellarono la vecchia organizzazione amministrativa e ne crearono una completamente nuova, che nasceva da un modello istituzionale, quello francese, profondamente diverso da quello toscano. I Dipartimenti, retti ognuno da un prefetto di nomina imperiale, coadiuvato da consigli di Prefettura, erano articolati in "circondari" retti dai sottoprefetti e affiancati dai consigli di circondario, poi a loro volta suddivisi in "mairies"4.

Le mairies che a livello territoriale coincidevano, spesso, con le vecchie comunità leopoldine, erano però a livello strutturale profondamente diverse; esse, infatti, non erano più l'espressione dell'autonomia locale, ma l'ultima emanazione del potere centrale. Aboliti gli organi collegiali deliberativi del consiglio generale e del magistrato (priori e gonfaloniere), l'amministrazione comunale era affidata al maire, che ne era l'unico responsabile di fronte al viceprefetto, ma tale carica non era elettiva, come lo era sempre stata quella del gonfaloniere, ma era di nomina centrale5 e poteva essere sospesa in ogni momento a discrezione del prefetto6 Inoltre, tutta la sua attività era sottoposta alla vigilanza del prefetto e sottoprefetto.

Al maire spettava amministrare i beni e le entrate comunitative, dirigere e fare eseguire i lavori pubblici che erano a carico delle comunità7, "far godere gli abitanti dei vantaggi di una buona polizia specialmente a tutela della proprietà, della salubrità, della sicurezza e della tranquillità nelle strade, luoghi ed edifici pubblici"8.

Il prefetto e sottoprefetto potevano anche delegargli funzioni importanti a livello finanziario, come la ripartizione delle contribuzioni dirette, il controllo sulla loro esazione e il pagamento alla Cassa dei ricevitori del circondario9. Il maire era affiancato da alcuni aggiunti, sempre di nomina centrale, ai quali poteva delegare alcune funzioni10.

I membri del consiglio municipale erano eletti da adunanze cantonali, composte da tutti i cittadini domiciliati nel "cantone" e iscritti nelle liste del circondario, formate dal prefetto su base censuaria11. Il consiglio si riuniva una volta l'anno in sessione ordinaria (15 maggio) per approvare il rendiconto delle entrate e delle uscite, predisposto dal maire e deliberava sulle necessità del comune in materia fiscale e di lavori pubblici, le sue deliberazioni dovevano avere l'approvazione prefettizia12.

Il maire era anche ufficiale di polizia amministrativa sia a livello municipale sia a livello generale, in rapporto con il prefetto, il sottoprefetto e i commissari di polizia13. Doveva perciò garantire la sicurezza di strade e piazze, locande e botteghe, vigilare su fiere e mercati, controllare qualità e prezzo dei generi alimentari e tenere appositi registri dei prezzi, detti mercuriali. A livello di polizia generale curava l'applicazione delle leggi di polizia ed interveniva per far punire i delitti contro la quiete pubblica, sciogliere gli assembramenti, controllare i teatri e la natura degli spettacoli, arrestare disertori e vagabondi da portare davanti al giudice etc. Faceva inoltre verificare annualmente lo stato degli abitanti ai fini della tenuta di un registro apposito contenente l'annotazione del nome, età, domicilio e professione di ogni cittadino. Rilasciava i passaporti previsti per spostarsi fuori dal cantone, all'interno della Toscana o in altre parti dell'impero, tenendone apposito registro14. Ai fini di polizia, il maire aveva la collaborazione della guardia nazionale e della gendarmeria imperiale. A lui fu affidata anche l'attuazione delle leggi sul reclutamento militare in esecuzione del decreto imperiale per l'arruolamento dell'anno XIV, introdotto in Toscana con decreto della Giunta del 13 luglio 180815.

I maires furono incaricati della formazione di liste alfabetiche dei giovani compresi tra i venti e i venticinque anni da cui poi venivano formate le liste generali del cantone, da affiggersi presso i comuni e presso la sottoprefettura. Nei giorni fissati con apposito bando, il sottoprefetto si recava presso il capoluogo di ciascun cantone dove, alla presenza dei maires e degli iscritti nella lista, procedeva alla "determinazione dei ranghi". Le mairies furono soppresse, insieme a tutta la struttura amministrativa francese, il 27 giugno 181416.





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