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Comunità di Poppi fuori

Livello: subfondo

Estremi cronologici: 1471 - 1776

Consistenza: 23 unità

La comunità di Poppi fuori fu separata definitivamente da Poppi dentro nel 1459, come ci attesta lo statuto del novembre di quell'anno 1. Era formata da vari comunelli o ville o popoli come vengono spesso chiamati, posti sulle due rive dell'Arno, tra cui i più importanti erano Sala, Corsignano e Porrena sulla riva sinistra e Quorle, Loscove, Strumi e Filetto sulla riva destra.

Dagli estimi e dalle deliberazioni della prima metà del Cinquecento si vede far parte della comunità anche altri due comunelli: Agna e Bucena, posti sulla riva sinistra e confinanti con la comunità di Ragginopoli. Queste due ville già nel Trecento facevano parte, molto probabilmente, della curia di Poppi, poi diventata comunità di Poppi fuori, come documentano gli estimi del 13302, ma nel secolo successivo le ritroviamo entrambe inserite nella comunità di Ragginopoli, come ci attestano due statuti quattrocenteschi, uno del 1450 3 e l'altro del 14864 di questa comunità, a cui è possibile siano state unite al momento del passaggio di questi territori sotto Firenze. Non si sa quando tornarono a far parte di Poppi fuori, sono però entrambe presenti nel primo estimo che possediamo di questa comunità che è del 15155 e ancora in quello del 15406.

Nel 1545 sia Agna sia Bucena si ritrovano, però, in un estimo di Ragginopoli7. In realtà per alcuni decenni la loro situazione non sembra ben definita, perché loro uomini si trovano tra i priori di Poppi fuori fino al 1566-67. Può darsi che la situazione delle due piccole comunità si sia risolta dopo il 15668, quando Poppi fuori e Ragginopoli si accordarono su un problema di confini "che s'intenda il fiume di confine dove corre e correrà sempre di fissare il vero termine fra da uno comune e l'altro da piè sino a capo quanto dura detto comune", infatti da quella data Bucena e Agna sono presenti solo nella documentazione di Ragginopoli, sia nelle deliberazioni, sia negli estimi.

Comunità prettamente rurale, Poppi fuori, aveva una struttura comunitaria molto semplice, formata essenzialmente da un consiglio composto da sei consiglieri estratti da una borsa: tre citra Arnum e tre ultra Arnum9. Questi consiglieri, chiamati poi anche priori, a cui a volte si trovano affiancati anche quattro aggiunti, avevano "piena autorità, potestà e balia"10, per cui potevano imporre le imposte necessarie a coprire le spese, mettere all'incanto le entrate comunali, stanziare e deliberare secondo le necessità ed eleggere gli altri ufficiali della comunità tra cui il soprasindaco della podesteria11, uno scrivano per le scritture e un "camerario"12, quattro uomini arbitri dei confini13, due campai per riferire sui danni e due sindaci de' malefizi 14.

La riforma del 151315 fissò in otto il numero dei consiglieri e degli aggiunti, stabilendo che i priori fossero due per le ville "di là d'Arno" e due per quelle "di qua", lo stesso per gli aggiunti, con l'obbligo per questi otto rappresentanti di riunirsi sempre assieme, ma nel 1535 16 fu stabilito che per le cose ordinarie bastavano i quattro priori, i quali al loro insediamento dovevano nominare otto aggiunti che, senza salario, erano obbligati a partecipare alle riunioni per le cose straordinarie.

La comunità di Poppi fuori era una comunità molto povera, i cui uomini erano assillati dai debiti, per cui molti rifiutavano le cariche, oppure evitavano di riunirsi per non andare a Poppi, dove potevano essere presi dal vicario e imprigionati, infatti quasi in ogni riforma era ribadita la non perseguibilità per debiti, a volte per i soli priori altre volte per tutti gli ufficiali del comune, gli approvatori fiorentini in genere approvavano, purché i debiti non fossero stati contratti con uffici o cittadini fiorentini.




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