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Mairie di Popiglio, poi di Piteglio

Livello: fondo

Estremi cronologici: 1808 - 1814

Consistenza: 14 unità

L'annessione della Toscana all'Impero francese apportò notevoli mutamenti non solo sul piano amministrativo, con l'istituzione della mairie con sede prima in Popiglio e dal 1811 in Piteglio, ma anche su quello finanziario. Il nuovo governo abolì tutte le imposte precedenti e introdusse la tassa fondiaria, personale, sulle porte e finestre e sulle patenti, che gravava su tutti coloro che esercitavano un commercio, una professione o industria. Su queste imposte dirette era data facoltà ai singoli comuni di prescrirre un'imposizione di centesimi addizionali, che dovevano essere utilizzati per coprire le spese della mairie. Oltre che dai centesimi addizionali, le entrate ordinarie comunali erano costituite dalla rendita derivante dalla locazione di beni patrimoniali e delle piazze in occasione di fiere e mercati, dal ricavato delle multe per infrazioni ai regolamenti di polizia municipale, dai dazi municipali, dai diritti di pesi e misure, dai diritti di cancelleria per il rilascio di copie o estratti di atti comunali o di stato civile. Per tutte queste entrate erano redatti ruoli, che poi erano affidati al percettore incaricato della riscossione e responsabile, sotto il vigile controllo del maire, anche delle spese. Il nuovo sistema amministrativo inoltre stabilì nuove norme della contabilità pubblica, introducendo il bilancio, distinto per titoli di entrata e uscita, e il rendiconto, che andava a sostituire il saldo del camarlingo e che era corredato dai documenti giustificativi. Il governo francese affidò alle mairies le funzioni di stato civile che fino ad allora erano state di esclusiva competenza dei parroci. Il maire fu incaricato di ricevere le denunce delle nascite, delle morti e dei matrimoni e di annotarle su appositi registri dello stato civile, a lui consegnati loro annualmente dalla prefettura in duplice copia, una per l'archivio comunale e una per la cancelleria del tribunale.




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