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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Imposte

Livello: serie

Estremi cronologici: 1805 - 1814

Consistenza: 12 unità

La serie comprende carteggio e atti relativi alle imposte. Inizialmente nel Regno d'Italia furono introdotte tre imposte dirette: la tassa prediale o fondiaria, la tassa personale e la tassa di porte e finestre. Alla tassa prediale erano assoggettati tutti i possessori di beni immobili mediante lo "scutato", cioè il valore del reddito attribuito in scudi milanesi; a quella personale tutti gli abitanti che avessero compiuto sette anni, mentre la tassa di porte e finestre variava in relazione al numero e alla posizione delle porte e delle finestre. A queste imposte nel 1809 si aggiunse la tassa sulle patenti delle professioni che gravava su chi esercitasse una professione o detenesse un'attività commerciale. Annualmente il sottoprefetto del dipartimento ripartiva tra le Mairies l'ammontare complessivo della tassazione stabilita dal prefetto, e a sua volta il maire redigeva i ruoli delle imposte, aggiungendovi i centesimi addizionali. I centesimi addizionali e la sovrimposta comunale erano infatti gli strumenti fiscali con i quali la Comune percepiva le risorse per fare fronte alle spese ordinarie. Incaricato della riscossione era il percettore comunale. L'annessione all'Impero francese non apportò modifiche al sistema fiscale, fatta eccezione per l'introduzione delle imposte indirette di registro e di ipoteca.

Si segnala che la serie conserva anche la documentazione relativa alle imposte per gli anni 1806-1807 della Comune di Pontebosio (1797-1803; 1805-1811), cui nel 1803 fu aggregata la Comune di Bastia, tale documentazione servì plausibilmente agli amministratori liccianesi quando nel 1811 i territori di Pontebosio e Bastia furono aggregati alla maire di Licciana.


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