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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Soggetto conservatore:

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Archivio postunitario del Comune di Fiesole

Livello: sezione

Estremi cronologici: 1865 - 1945

Dal 1980 ad oggi sono stati intrapresi dall'amministrazione comunale di Fiesole consistenti interventi a favore della salvaguardia del proprio archivio e della promozione della sua conoscenza. Dopo aver provveduto ad istituire, e ricoprire, un posto di ruolo per un archivista, il primo passo è consistito nella disinfezione, disinfestazione e spolveratura accurata di tutte le carte che costituiscono la sezione separata dell'archivio 1 (o "archivio storico" in quanto destinato prevalentemente alla consultazione per scopi di studio). Contestualmente se ne attuava anche il trasferimento in un ambiente che, oltre a garantire una buona conservazione 2 , ne permettesse la consultazione pubblica. Dai locali al piano terreno del Palazzo comunale, dove giacevano malamente stipate per la cronica mancanza di spazio, le carte dell'archivio sono state infatti trasportate nell'edificio denominato Palazzina Mangani, già sede delle scuole elementari ed attualmente destinato prevalentemente ad ospitare l'attività espositiva promossa dal comune. Qui, in un ampio locale, asciutto e ben aerato, si è dato corso al riordinamento e all'inventariazione della parte postunitaria dell'archivio 3 , che necessitava di un capillare intervento, anche conservativo 4 .
Mentre procedevano i lavori si è inoltre attuata, in via sperimentale, una parziale apertura al pubblico che, benché limitata a due volte la settimana, ha permesso la realizzazione di numerose ricerche e di alcune tesi di laurea. In precedenza l'amministrazione comunale aveva effettuato altri due importanti interventi a tutela del proprio patrimonio archivistico 5 . Il primo risale al 1883, quando l'allora segretario comunale Salvatore Sborgi, coadiuvato dal commesso Augusto Guerri e dall'apprendista Leopoldo Tomberli, riordinò l'archivio e ne redasse un inventario 6 . In quell'occasione le carte furono già suddivise, in base al principio dell'appartenenza a diverse istituzioni produttrici, in due sezioni: l'Archivio antico, per gli atti relativi alla comunità preunitaria o comunque prodotti anteriormente al primo gennaio 1866, e l'Archivio nuovo, per gli atti prodotti dopo l'entrata in vigore della legge comunale e provinciale del 1865 e la conseguente attivazione degli organi e degli uffici del comune dello Stato italiano unitario. Si riporta di seguito lo schema generale dell'ordinamento come previsto al momento dell'attuazione 7 :

ARCHIVO ANTICO

Titolo I. Atti e partiti magistrali
Titolo II. Corrispondenza
Titolo III. Amministrazione
Titolo IV. Anagrafe
Titolo V. Stato civile
Titolo VI. Arruolamento e servizi militari
Titolo VII. Guardia civica
Titolo VIII. Elezioni
Titolo IX. Beneficenza ed opere pie
Titolo X. Igiene e servizio sanitario
Titolo XI. Tasse
Titolo XII. Lavori pubblici
Titolo XIII. Legislazione anteriore al Regno d'Italia

ARCHIVO NUOVO

Titolo I. Atti e partiti magistrali
Titolo II. Corrispondenza
Titolo III. Amministrazione
Titolo IV. Anagrafe
Titolo V. Stato civile
Titolo VI. Arruolamento e servizi militari
Titolo VII. Guardia Nazionale
Titolo VIII. Elezioni
Titolo IX. Beneficenza ed opere pie
Titolo X. Igiene e servizio sanitario
Titolo XI. Tasse
Titolo XII. Lavori pubblici
Titolo XIII. Istruzione pubblica
Titolo XIV. Agricoltura, industria e commercio
Titolo XV. Polizia municipale
Titolo XVI. Biblioteca
Titolo XVII. Giudice conciliatore


Ognuno dei titoli è articolato al suo interno in sezioni, identificate da lettere dell'alfabeto. Nella parte relativa all'Archivio nuovo sono previste, come ulteriore specificazione, anche le sottosezioni. Per esempio, il Titolo I, Atti e partiti magistrali, è suddiviso nelle seguenti sezioni: I.A. Deliberazioni del consiglio; I.B. Deliberazioni della giunta; I.C. Deliberazioni delle commissioni comunali. La sezione A del Titolo I è a sua volta articolata in: I.A.a. Deliberazioni del consiglio; I.A.b. Deliberazioni del consiglio in seduta segreta; I.A.c. Atti del consiglio. A ciascun tipo di atti viene così a corrispondere una sottosezione, all'interno della quale le unità che la compongono hanno una numerazione progressiva e che si configura come una serie aperta. La creazione di sottosezioni oltreché per serie vere e proprie di atti omogenei si ha però contemporaneamente, anche per unità archivistiche prodotte dalla trattazione di singoli affari, con la conseguenza di pervenire, in molti casi, ad una frammentazione capillare della documentazione senza riguardo alla tipologia degli atti.
A testimonianza della costante applicazione di questo ordinamento fino ai primi decenni del Novecento rimangono sia il "Repertorio dell'archivio del Comune di Fiesole" 8 , nel quale alcune serie di atti risultano aggiornate fino agli anni Trenta, sia le sigle alfanumeriche sistematicamente riportate sulle costole di filze, buste e registri.
Un crescente disinteresse da parte dell'amministrazione comunale nei confronti del proprio archivio si manifestò però col progredire del nostro secolo. L'archivio diventa così un deposito polveroso in cui si immagazzinano gli atti esauriti senza più alcun criterio ordinativo.
Negli anni 1958-1959 si effettuò l'altro intervento di rilievo. Fu infatti conferito al prof. Giuseppe Pansini, l'incarico di riordinare e inventariare l'archivio preunitario; mentre al signor Pino Pinasco, archivista del comune di Prato, veniva affidato il riordinamento dell'archivio postunitario, a cui non seguì però la stesura di un inventario. Per questo settore dell'archivio ci si accontentò di suddividere gli atti, in grosse ripartizioni, in base al tipo o al contenuto dei documenti, in modo da poter effettuare un consistente scarto.
Nell'attuale sistemazione 9 gli atti sono organizzati in ventinove serie, che sono state individuate tenendo conto dei diversi settori di competenza del comune, delle tipologie documentarie e delle prospettive di accrescimento tramite future acquisizioni dall'archivio di deposito.
Alla serie di contenuto più generale costituita dal carteggio degli affari si sono affiancate quelle costituite da documenti di natura più particolare e specifica, di tipo riassuntivo (bilanci, libri mastri), certificativo (registri di stato civile, liste di leva e elettorali), giustificativo (mandati di pagamento e di riscossione), che restano interni al comune e per i quali è già prevista dalla normativa la conservazione in corrente e per ordine cronologico.
Si è preferito inoltre mantenere l'autonomia di quelle serie di documenti che sono stati archiviati tradizionalmente in modo distinto dalla raccolta del carteggio degli affari comunali, pur essendovi teoricamente riconducibili; impostazione che è derivata dalla prassi, radicata nell'uso e mantenutasi spesso fino ad oggi, instaurata in alcuni uffici (ad es. l'Ufficio tecnico) di costituire presso di se un proprio archivio di settore con gli atti ed i carteggi più strettamente tecnici.
Alcune serie sono articolate in più sottoserie. Questa scelta riordinativa è stata determinata dall'esigenza di rispettare la struttura dell'archivio e la stratificazione delle carte quale si è storicamente determinata, evitando però un eccessivo moltiplicarsi di serie di tipo aperto, ideate cioè per essere proseguite mediante le accessioni periodiche e aventi una numerazione indipendente. Tipologie documentarie che non hanno trovato una costante prosecuzione, in quanto di alcuni tipi di atti si è cessata la produzione per il cambiamento delle procedure amministrative, mentre di altri si è avuta una produzione cronologicamente circoscritta legata a situazioni contingenti, si è proceduto a raggrupparle per affinità di contenuto, costituendo con esse sottoserie chiuse all'interno di un'unica serie e ponendo in ultima posizione una sottoserie ancora aperta. Si è cercato altresì di rispettare sistemi coerenti d'archiviazione anche quando essi non presentavano una successione cronologica di lungo periodo col ricondurli, anche in questo caso, entro sottoserie chiuse confluenti in serie aperte.




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