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Monte frumentario e Abbondanza

Livello: serie

Estremi cronologici: 1546-1710

Consistenza: 5 unità

Nel 1546, dietro precise indicazioni della magistratura fiorentina degli Otto di pratica, fu istituito a Colle un "monte d'abundantia di grano", con lo scopo di creare una scorta frumentaria dalla quale attingere nei tempi di carestia. Tale istituzione, comune a molte altre località del dominio fiorentino, era presieduta da tre ufficiali di nomina comunitativa, che annualmente dovevano ricevere da ciascun produttore colligiano "d'ogni sei staia, un quarto d'ogni soma" di grano raccolta, da cui deriva il nome correntemente utilizzato nelle fonti coeve di "monte delle quattro per cento". Il grano "imbucato" nei depositi del Comune, ogni volta che il prezzo delle granaglie avesse superato la soglia dei 40 soldi lo staio, doveva essere rivenduto ad un prezzo calmierato dalle "canove" comunali istituite temporaneamente per evitare speculazioni 1 . Gli ufficiali del monte, in carica per un anno, dopo aver tenuto la "ragione" quotidiana relativa al proprio mandato nei loro libri di entrata e uscita 2 , registravano "alla veneziana" i versamenti di grano effettuati da ciascun produttore nei Libri del monte frumentario , intestando a ciascuno di essi una posta a suo credito per la quantità di grano "imbucato" 3 . Attualmente se ne conservano due redatti fra 1546 e 1578 4 .
La funzione del monte frumentario era quella di accumulare risorse nei periodi di prosperità annonaria in previsione dei tempi di carestia, durante le quali magistrature straordinarie provvedevano alla distribuzione, alla vendita a prezzi calmierati o all'importazione di grano per sovvenire ai bisogni della popolazione. Queste magistrature, chiamate usualmente "canove" o "abbondanze" prima dell'avvento del principato mediceo a Colle, così come negli altri centri soggetti a Firenze, venivano nominate su iniziativa delle autorità locali senza nessuna apparente relazione con l'omologa magistratura fiorentina. La riorganizzazione del Magistrato dell'abbondanza di Firenze, nella seconda metà del XVI secolo, proiettò il suo ambito di intervento da una sfera poco più che cittadina ad una subregionale, stabilendo dei precisi legami di subordinazione con le magistrature locali, sorte da allora dietro sua precisa disposizione 5 . Alla serie afferiscono altre tre unità archivistiche: le prime due costituiscono la sottoserie Libri delle deliberazioni e stanziamenti dell'Abbondanza , che contengono le registrazioni dei verbali relativi alle spese e agli interventi normativi delle magistrature istituite saltuariamente fra 1630 e 1698. Completa la serie il Libro dell'entrata e uscita e saldo dell'Abbondanza , attiva fra il 1709 e il 1710 6 .


1006(1641; 3; 620; 1418)
Libro dell'entrata e uscita e saldi dell'Abbondanza
A c. 1r: "Questo libro di carte settantotto contiene tutta l'entrata e l'uscita di grano, biade e contanti dependenti dall'amministrazione dell'Abbondanza fattasi in Colle l'anno 1709 e 1710 dalli signori dottore Francesco Zuccherini, Gaetano Buoninsegni e Pierfrancesco Sabolini deputati et abbondanzieri eletti dal generale Consiglio di detta città di Colle compendiata e ridotta nella forma che si vede, per me infrascritto in occasione della revisione di detta amministrazione ordinata dal'illustrissimo magistrato de' signori Nove conservadori della giurisdizione et dominio fiorentino, Sigismondo Mannari cancelliere".
cancelliere
Sigismondo Mannari
deputati et abbondanzieri
Francesco Zuccherini
Gaetano Buoninsegni
Pierfrancesco Sabolini

Reg. leg. in perg. di cc. 12 scritte.
1709-1710
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