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Caleffo

Livello: sottoserie

Estremi cronologici: 1553 - 1588

Consistenza: 1 unità


18(9; 16; 2)
Caleffo

(c. Ir) "Quei che compran intrate del comuno

Cioé macello, forno et hostaria,

Terratici et le taxe che ciascun

Deve pagare al tempo et terzarìa

Et non pagando dico a un per uno

Il quarto daran più, noto vi sia

Et le condennagioni accuse ancora

Chi non le paga casca in simil gora.

Però, nela buonhora

Pagate tutti quanti per amore

Che util tornaravvi anchora honore.

Et vi dico di quore

Se noi farete et non vel metto in forse

De'vicari vostri impirete le borse.

Et per mettarvi tal morse

S'è fatto questo libro et non vi beffo

Quale è chiamato da tutti il caleffo.

D'Ascian ser Bellisar l'ha principiato

Come si vede di sua mano scripto

Col suo solito segnio l'ha segniato

che per cogniome de' Lambardi è ditto

La quinta volta che è stato chiamato

Per gratia del comun vicario ditto

Nel'anno del Signior sopra notato

Il semestre di luglio cominciato"

(Testo edito già in VERDIANI BANDI, Archivi della Val d'Orcia, pp. 336-337).



ser Belisario de' Lambardi di Asciano

Reg. leg. in cuoio cc. 132 scritte Foglio di guardia, la cui miniatura centrale è stata asportata, ricavato da un codice in littera moderna di argomento religioso.
1553 gennaio 1 - 1588 dicembre 31
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