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AST | Recupero e diffusione degli inventari degli archivi toscani
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Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori

Livello: serie

Estremi cronologici: 1482 - 1778

Consistenza: 38 unità

I profondi intrecci venutisi a creare nel momento in cui varie tipologie di registrazione (deliberazioni di organi collegiali, "memorie", annotazioni di debitori e creditori) si sono effettivamente sostanziate in unità archivistiche - caso tutt'altro che infrequente in comunità di modeste dimensioni - hanno fatto sì che il materiale oggi conservato si presenti come un complesso organico, tale da non poter essere organizzato in serie distinte senza operare una forzatura sull'effettivo strutturarsi della documentazione. Si è quindi ritenuto opportuno organizzare le 38 unità contenenti registrazioni di deliberazioni, di "memorie" e di debitori e creditori della comunità di Castiglione d'Orcia in un'unica serie, articolata in 7 sottoserie.

La serie Deliberazioni, Libri di memorie, Debitori e creditori comprende complessivamente 38 unità archivistiche articolate in 7 sottoserie (cfr. fig. 1): Deliberazioni e partiti (1482-1721); Libri di memorie (1464-1778); Servizi (1450-1461); Caleffo (1553-1588); Libri di erbatici e fide di bestiame (1517-1573); Registro delle allogagioni (1576-1583); Debitori e creditori (1573-1778). Si è pensato di non descrivere le dette sottoserie in ordine cronologico, bensì in un ordine che desse meglio conto della loro evoluzione a formare un corpo sostanzialmente organico, secondo quanto premesso nella presente introduzione.

Nel caso di Castiglione si conservano ancor oggi registri di deliberazioni risalenti agli ultimi decenni del Quattrocento e alla prima metà del Cinquecento1. La documentazione a carattere deliberativo acquista tuttavia una certa continuità solo dal 1604, sia pure in presenza di alcune consistenti lacune (1645-1688 e 1730-1741)2 e di una sostanziale commistione con le registrazioni di "memorie" a partire dal 1721. Dell'epoca anteriore alle riforme leopoldine si conservano sei registri di deliberazioni redatti dai giusdicenti o dai loro notai, nel corso del XV secolo per lo più in lingua latina. Tali registri riflettono essenzialmente l'attività del Consiglio "minore", del Consiglio "maggiore", del Consiglio di un uomo per casa, del Consiglio generale e, più raramente e solo per i secoli XV e XVI, del collegio dei priori o di commissioni incaricate di affiancare i priori stessi nella gestione di determinati affari.

Nell'ambito della produzione documentaria delle comunità dello Stato senese, con la locuzione Libri di memorie si intendevano usualmente volumi di grande formato contenenti registrazioni caratterizzate da un'estrema varietà tipologica e connesse a tutti i settori in cui si esplicava l'attività comunitativa3. In particolare, nel caso di Castiglione i Libri di memorie contengono per lo più annotazioni di debitori e creditori in denaro o grano, "scritture" inerenti la gestione diretta o l'appalto di proventi e beni comunitativi, registrazioni relative alla condotta e al pagamento di ufficiali e - dagli ultimi decenni del XVI secolo - inventari d'archivio e di masserizie. Si conservano Libri di memorie a partire dalla seconda metà del secolo XV, sebbene siano presenti ampie lacune sin quasi alla metà del Cinquecento. Proprio a partire da quell'epoca si assiste a una progressiva riduzione delle notazioni a carattere più propriamente contabile, che cominciarono ad essere registrate con sempre maggiore frequenza in autonome sottoserie di debitori e creditori, fino al punto che per un breve periodo (1576-1583) l'uso di tenere Libri di memorie venne addirittura meno. Contestualmente alla riduzione dell'impiego dei Libri di memorie a fini contabili, presero progressivamente a infittirsi le registrazioni in copia di ordini e bandi - che sino al 1606 avevano dato vita a un'autonoma serie - e di rescritti provenienti da uffici centrali o di suppliche inviate loro. La profonda trasformazione subita dai Libri di memorie raggiunse il culmine quando dal 1721 cominciarono ad esservi registrate anche le deliberazioni dei consigli. Afferiscono alla sottoserie 10 registri, redatti per lo più dai giusdicenti o dai loro notai - con la sola eccezione del periodo in cui la comunità di Castiglione d'Orcia venne servita dal cancelliere di Pienza4 -, sia in lingua latina che in volgare nel XV secolo, poi definitivamente in volgare sino al 1778.

I "libri" dei Debitori e creditori, assieme ai registri delle Entrate e uscite e saldi dei camarlenghi, rappresentano la serie fondamentale per la tenuta della contabilità comunitativa5. Se da un lato le registrazioni contenute nelle Entrate e uscite, suddivise in sezioni corrispondenti alla diversa natura del bene utilizzato per il pagamento (entrate e uscite di denaro, di grano, di altre grasce, ecc.) sono ordinate cronologicamente e riferite a un ambito temporale predeterminato e definito - corrispondente in genere al periodo di carica del camarlengo o a sue frazioni regolari -, quelle raccolte giornalmente e in maniera corrente nei "libri" dei Debitori e creditori assumono invece carattere aperto e di continuità6. Tali registri sono in genere articolati in partite (poste) intestate a singoli soggetti- persone o istituzioni -, che potevano figurare ad un tempo come debitori per somme dovute alla comunità e creditori per quanto di conseguenza versato, oppure come creditori per servizi prestati e quindi debitori per il denaro effettivamente ricevuto. Questi sistemi di registrazione, diffusi a partire dal XIV secolo, prevedevano in origine che nella medesima pagina, dopo l'intestazione e la causale della posta, fosse riportato il calcolo del credito o del debito fino a raggiungere il bilancio della partita e il suo conseguente annullamento mediante barratura. Tale sistema contabile poteva quindi anche portare alla redazione di registri separati e indipendenti, dedicati rispettivamente ai debitori e ai creditori. In seguito, e definitivamente a partire dall'età moderna, questo meccanismo contabile venne sostituito da un altro, consistente nell'intestare ogni posta su pagine contrapposte, in modo da annotare sulla pagina di sinistra l'ammontare del debito, preceduto dalla formula "deve dare", e sulla pagina di destra il calcolo del credito, con la formula "deve avere", fino al raggiungimento anche in questo caso del bilancio della partita7.

Nel caso di Castiglione le prime forme di registrazione di debitori e di creditori sono attestate a partire almeno dalla prima metà del Quattrocento. Lo statuto del 1440 stabiliva la compilazione di un Caleffo di debitori morosi, in cui il vicario doveva annotare i sindacati degli ufficiali, nonché scrivere "tutte e ciascune persone che non pagaranno datii, condennationi, tasse, terratici, fitti e qualunche altre cose"; alle suddette persone veniva comminata la pena del quarto da pagare in aggiunta alle somme non corrisposte8. Era prevista anche la tenuta di un Libro dei servigi, in cui il vicario - per ordine dei priori - doveva registrare ogni persona che "per servitii o altra cagione doverà averà (sic) havere alcuna cosa dalla comunità predetta"9. Registrazioni relative alle fide di bestiame forestiero nei pascoli della comunità e ai debitori per causa delle dette fide dovevano inoltre essere contenute in appositi Libri, che finirono per raccogliere anche annotazioni relative alle tasse o erbatici dovuti dagli abitanti di Castiglione per i loro animali "che pasturaranno ne' paschi del comune"10. Delle prime due tipologie documentarie si sono conservati sino ad oggi solo due esemplari: il Caleffo iniziato dal vicario Belisario Lambardi da Asciano nel 1553 e aggiornato sino al 1588 e il libro di Servizi iniziato dal vicario Niccolò di Galgano da Montalcino nel 1450 e proseguito sino al 1461. Dei Libri di erbatici e fide di bestiame si sono invece conservati un frammento relativo all'anno 1517 e due registri che coprono senza interruzioni il periodo 1553-1573, il secondo dei quali venne riutilizzato nel 1707 per la compilazione del liber iurium11. Di pochi anni successivo alla redazione statutaria quattrocentesca è il più antico Libro di memorie (1464) giunto sino a noi, nel quale, come si è già accennato, il vicario teneva, tra l'altro, la registrazione corrente dei debitori e dei creditori della comunità.

A partire dalla seconda metà del Cinquecento alcune tipologie di registrazione relative a debitori e creditori cominciarono ad essere tenute dal giusdicente pro tempore, o dal suo notaio, in unità archivistiche distinte rispetto ai Libri di memorie - la cui redazione, come accennato, per un breve periodo venne addirittura a cessare -, dando luogo alla nascita di altrettante sottoserie. Le registrazioni di debitori per causa di terreni comunitativi concessi a terratico12, contenute nei Libri di memorie sino ai primi decenni del XVI secolo, a partire dalla metà del secolo diedero origine a un'autonoma sottoserie, della quale non si è conservato alcun registro13. Anche le concessioni stesse di terreni a terratico - o allogagioni -, tradizionalmente annotate nei Libri di memorie, tra il 1576 e il 1583 diedero vita a un autonomo registro. A partire dal 1573 la sottoserie di Libri di erbatici e fide di bestiame e quella di Terratici confluirono nella nuova sottoserie generale di Debitori e creditori, la quale si interruppe nel 1583, dopo un primo registro in forma di "spoglio" - contenente annotazioni dal 1573 al 1579 -, e un successivo registro "corrente", redatto tra il 1579 e il 1583. Successivamente tutte le registrazioni di Debitori e creditori e quelle relative alle Allogagioni tornarono per un breve periodo (1583-1592) ad essere inserite nei Libri di memorie, per poi venire definitivamente comprese negli "spogli" di Debitori e creditori, dei quali si conserva una sequenza ininterrotta di altri sedici registri, prodotti tra il 1592 e il 1778. L'ultimo di tali registri (1759-1778) risulta redatto in forma di dare-avere, con partite (poste) individuali intestate su facciate contrapposte.



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