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Gioventù italiana

Livello: complesso di fondi

Estremi cronologici: 1944 - 1975

Consistenza: 856 unità

Il fondo è stato acquisito dalla Regione Toscana ai sensi della legge n. 764/1975 che soppresse la Gioventù italiana e ne trasferì le competenze alle Regioni. In un primo tempo dopo la soppressione si aprì un contenzioso tra Regione Toscana e Ministero sulla destinazione finale degli archivi. Il Ministero infatti chiedeva l'archivio nella sua completezza per portare a termine le pratiche rimaste in sospeso per la gestione del personale e del patrimonio; la Regione Toscana dal canto suo proponeva la conservazione dell'archivio presso la nascente struttura degli archivi della Giunta.

Il Gruppo di lavoro per la gestione dell'Archivio della Giunta regionale, nella seduta del 10 marzo 1978 esaminò il problema dell'archivio della GI, presentando delle proposte per la sua gestione. Tali proposte furono approvate con delibera della Giunta regionale n. 2834 del 5 aprile 1978, con cui vennero fissate le modalità di esecuzione della legge di trasferimento per ciò che concerneva gli archivi della Gioventù italiana. La delibera prevedeva in linea generale la concentrazione degli archivi toscani in un'unica sede appositamente attrezzata e la nomina di un "gruppo di lavoro per il riordino del materiale" che avrebbe seguito le indicazioni del "Gruppo di lavoro per la gestione dell'Archivio della Giunta". Nel febbraio del 1979 con una nota al Ministero del Tesoro, che non aveva dato direttive precise in merito, la Regione Toscana rivendicava la piena disponibilità degli archivi motivandola con la continuità delle funzioni trasferite. Il Ministero del Tesoro accettò la proposta, chiedendo però di avere a Roma la documentazione relativa ai fascicoli del personale che aveva prestato servizio presso l'ente prima della sua soppressione e gli atti contabili relativi all'ultimo decennio di attività, al fine di completare i procedimenti rimasti in sospeso.

Fin dall'aprile del 1979 fu costituito un Gruppo di lavoro specifico sugli archivi della Gioventù italiana che, come primo intervento, riunì i vari fondi archivistici provinciali in locali di concentrazione individuati a Marina di Massa, presso l'Ufficio stralcio della Comunità Protetta Profughi, nella ex Colonia "Comasca", in località Ronchi. Successivamente il Gruppo seguì i lavori per l'individuazione della documentazione da inviare al Ministero del Tesoro, in collaborazione con l'Ufficio di liquidazione della Gioventù italiana, e per il riordino del materiale da conservare, in previsione del trasferimento ufficiale degli archivi alla Regione Toscana.

Il materiale fu riordinato a seconda delle sedi di provenienza e fu selezionata la documentazione da scartare. L'atto di consegna vero e proprio degli archivi alla Regione Toscana fu accompagnato da un elenco di consistenza predisposto a corredo della documentazione, che descriveva l'archivio, articolandolo in tre diversi settori di intervento: atti destinati all'archivio regionale (quelli con valenza amministrativa e storica), atti da inviare al Ministero del Tesoro-Ragioneria generale dello Stato, Ufficio liquidazioni (fascicoli personale e documentazione contabile), atti proposti per lo scarto (quelli non più utili all'attività amministrativa e privi di valore storico). Il gruppo di lavoro fu sciolto nel giugno del 1982, dopo tre anni di attività. Con l'acquisto e l'allestimento della struttura attualmente in uso come Archivio della Giunta, la documentazione della Gioventù italiana fu trasferita da Marina di Massa ai locali fiorentini, dove è tuttora conservata. Fu proprio tale complesso archivistico a costituire il primo nucleo dell'archivio storico della Regione Toscana.

Criteri di ordinamento

L'archivio della Gioventù italiana pervenuto alla Giunta regionale si articola su base provinciale. La documentazione di ogni ufficio individua una Sezione. Le unità di ciascuna Sezione presentano una numerazione progressiva apposta sulla costola delle buste presumibilmente in occasione della stesura dell'elenco di versamento.

Scarti e incrementi

Sul fondo sono stati compiuti degli interventi di scarto, in vista del passaggio della documentazione all'Archivio della Giunta regionale (1981-1982). Furono scartati soprattutto ricevute di spese, elenchi giornalieri dei consumi, documenti di carico e scarico del magazzino, bollettari, quietanze di pagamento dei fornitori, copie di mandati, giustificativi di spesa, registri presenze impiegati, brogliacci di appunti.

Contenuto del complesso archivistico

L'archivio della Gioventù italiana pervenuto alla Giunta regionale si articola su base provinciale; in particolare esso è composto dai documenti prodotti e acquisiti da 6 Uffici: gli Uffici provinciali di Massa Carrara, Pistoia, Pisa, Grosseto, Siena, Livorno, Lucca e l'Ufficio interprovinciale di Firenze e Arezzo. La documentazione di ciascun ufficio può essere considerata una Sezione dell'archivio. La documentazione conservata risale all'arco cronologico che va dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla soppressione dell'ente, nel 1975 ed è costituita in prevalenza da documenti di natura amministrativa e contabile, relativi alla gestione delle proprietà mobiliari e immobiliari e delle attività istituzionali dell'ente nelle province toscane.


Consultabilità:

Strumenti di ricerca e sostitutivi di consultazione

Gli elenchi di consistenza, redatti per ciascun ufficio al momento del trasferimento all'archivi della Regione Toscana, costituiscono ancora oggi lo strumento di accesso privilegiati al fondo.




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