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Imposizione del decimino e testanti

Livello: serie

Estremi cronologici: 1627 - 1776

Consistenza: 32 unità

L'imposizione del decimino, introdotta fin dagli inizi del XVI secolo su tutto il territorio del contado fiorentino, gravava sui mezzadri e sui lavoratori della terra in genere in misura proporzionale alla tassa pagata dal proprietario del podere a titolo di Decima. Il lavoratore della terra pagava una lira di decimino per ogni fiorino di decima pagato dal proprietario. Tuttavia anche coloro che non lavoravano o possedevano terre, i "testanti" la cui età era compresa tra i 18 e i 65 anni, erano chiamati a contribuire alle necessità della comunità, pagando il "testatico", che variava da 1 a 20 lire.

Le entrate derivanti da questa imposizione andavano a coprire le spese ordinarie, il "chiesto", del Magistrato dei Cinque, poi dei Nove a titolo di "spese universali", nonché le spese, il "chiesto", del Vicariato di Certaldo, cui era sottoposta la comunità di San Casciano. Tuttavia i proventi della tassa di decimino (esatta ai lavoratori dei poderi) e testanti (esatta agli artigiani) servivano alla comunità anche per sopperire alle spese ordinarie quali i compensi agli ufficiali locali o le spese per il mantenimento delle strade.

Il cancelliere aveva il compito di predisporre i dazzaioli sulla base della descrizione di poderi e terre assegnati ai lavoratori, popolo per popolo, sulla base dei libri di decima. Su questi registri venivano elencati i mezzadri, con l'indicazione del podere al quale erano addetti e della quota di decimino spettante. Lo stesso registro elencava anche gli altri cittadini sottoposti al testatico. Il dazzaiolo così ultimato era consegnato dal cancelliere al camarlingo all'inizio del mese di agosto. Al camarlingo era affidata la riscossione delle imposizioni, che, secondo quanto stabilito nelle istruzioni date ai camarlinghi, doveva avvenire in tre rate nei mesi di agosto, ottobre e gennaio, pur essendo l'anno economico calcolato tra marzo e febbraio dell'anno successivo.

La serie dei dazzaioli conservati nell'archivio di San Casciano ha inizio solo con l'anno 1732. Essa è relativa non solo ai popoli del comune di San Casciano ma anche a quelli del Terzo di Mercatale, e riguarda quindi l'intero territorio della podesteria.

Accanto ai dazzaioli si conserva anche un "quaderno del decimino": esso costituisce la fase preliminare alla preparazione dei dazzaioli, in quanto vi si registravano tutti i beni esistenti nei diversi popoli della cancelleria con l'indicazione della quantità di decima pagata dal proprietario.

Con la riforma leopoldina della seconda metà del Settecento la tassa del decimino e testanti fu sostituita dalla tassa di redenzione.

La serie comprende anche documenti che si riferiscono ai territori di Barberino e Montespertoli e la lacuna presente nella sottoserie dei dazzaioli, per gli anni tra il 1736 e il 1740, è in realtà coperta da un'unità archivistica oggi conservata presso l'archivio storico di Montespertoli.



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