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Saldi dei rettori dei popoli

Livello: serie

Estremi cronologici: 1544 - 1774

Consistenza: 73 unità

Le filze che compongono la serie dei saldi dei popoli della Podesteria si articolano proprio in base ai popoli e comunelli che costituivano il territorio della Podesteria di San Casciano. Questa articolazione territoriale risultò funzionante fino alla seconda metà del Settecento quando la riforma comunitativa di Pietro Leopoldo modificò anche l'assetto territoriale delle istituzioni locali. Essa testimonia la complessità della rete di ufficiali finanziari che si era anadata formando nella comunità di antico regime.

Per ogni popolo o comunello, che costituivano la minore unità ammnistrativa territoriale, veniva eletto per estrazione, tra i capifamiglia, un rettore, detto anche camarlingo, cioè un ufficiale deputato a riscuotere le imposte e tutte le entrate dalle famiglie del popolo nonché a pagare le spese ai livelli superiori, cioè al camarlingo della podesteria. Alla fine del proprio mandato il camarlingo presentava il saldo contabile della propria attività.

La nomina dei rettori era di periodicità annuale nei secoli XVI e XVII mentre dai primi decenni del Settecento la carica divenne pluriennale.

I saldi dei rettori dei 30 popoli di cui si componeva la Lega sono andati a costituire delle sottoserie che si susseguono in ordine alfabetico in base al nome del popolo e coprono indicativamente due secoli, dalla prima metà del XVI secolo fino al 1774, anno della cesura con l'istituzione della comunità leopoldina. Tuttavia alcuni presentano lacune più o meno consistenti e in cinque casi non arrivano a coprire tutto l'arco cronologico fino al 1774.

Risultano mancanti i saldi di S. Colombano di Monte Aguto.



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